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sabato 22 gennaio 2011

Come scaricare musica gratis da Internet


Scaricare musica da Internet è una delle tue attività preferite, ma ammettilo: non ne puoi più dei “soliti” programmi P2P e delle lunghissime attese a cui ti costringono per scaricare i tuoi brani preferiti. Qui ci vuole una svolta, ci vuole Songr! So che ti sembrerà strano, ma Songr è un piccolo programma gratuito molto semplice da usare che permette di scaricare musica gratis da Internet senza lunghe attese e alla massima velocità. Con la sua funzionalità di anteprima, permette anche di ascoltare i brani in streaming senza scaricarli prima sul PC. Ecco come funziona.Come prima mossa, collegati al sito Internet di Songr, clicca sulla voce Download Songr 1.9.8 from SkyDrive e, nella pagina che si apre, fai click sull’icona a forma di cartella per scaricare il programma sul tuo PC. A download ultimato apri, facendo doppio click su di esso, l’archivio appena scaricato (Songr_1_9_8.zip) e avvia il programma Songr_1_9_8_Setup.exe per lanciare la procedura d’installazione di Songr. Nella finestra che si apre, clicca prima su Avanti e poi su Accetto (per accettare le condizioni di utilizzo del programma) e Fine per terminare il processo d’installazione e avviare Songr. Per iniziare a scaricare musica gratis da Internet con Songr, non devi far altro che digitare il titolo del brano o il nome dell’artista da ricercare nel campo di testo collocato nella parte alta a destra della finestra del programma e premere il tasto Invio della tastiera del PC. Il software inizierà a cercare brani musicali su vari siti Internet (compresi YouTube e molti siti di hosting). A ricerca ultimata (dovrebbero volerci pochi secondi), vedrai comparire nella finestra principale di Songr una lista di tutti i brani trovati. Per scaricare un brano musicale sul tuo PC, non devi far altro che cliccare con il pulsante destro del mouse sul suo titolo e selezionare la voce Download dal menu che si apre. Per scaricare i file più velocemente, scegli quelli con punteggio High e affidabilità più vicina possibile al 100%. Prima di scaricare musica gratis da Internet vuoi ascoltare un’anteprima dei brani trovati da Songr? No problem. Clicca con il pulsante destro del mouse sul titolo del brano che vuoi ascoltare e seleziona la voce Anteprima dal menu che si apre. Se vuoi ascoltare l’anteprima del brano nel lettore multimediale predefinito di Windows (es. Windows Media Player) anziché in Songr, fai doppio click sul suo titolo.

martedì 18 gennaio 2011

Pirateria online: oltre 53 miliardi di visite l’anno per i siti pirata


Uno studio condotto da MarkMonitor ha portato alla luce alcune sconvolgenti cifre sul problema della pirateria online, mostrando come oltre 53 miliardi di visite ogni anno interessino siti che a vario titolo diffondono materiale protetto da copyright e oltre 93 milioni siano invece le visite a siti che vendono materiale contraffatto. Conferme sulla “quasi impossibilità” di risolvere il problema arrivano tanto dalla quantità di traffico generato da questi siti, quanto dalla enorme gamma di paesi in cui vengono ospitati. Il 67% di questi siti, rileva lo studio, è ospitato in America del nord o nell’Europa occidentale, ma le ordinazioni di merce contraffatta e il download illegale di materiale protetto da copyright, valicano i confini di quasi tutti i paesi del mondo. I prodotti interessati dal problema ricoprono quasi per intero la categoria dei contenuti digitali, così ad essere illecitamente diffusi sono film, musica, giochi, software, programmi televisivi e libri elettronici, ma non ci si ferma qui: il commercio illegale di merce contraffatta sdogana il problema ben oltre i “confini del digitale”, andando ad interessare abbigliamento, calzature, elettronica, beni di lusso, medicinali ecc… L’impatto economico, probabilmente ancora troppo poco considerato, si stima possa superare i 200 miliardi l’anno. Steve Tepp, senior director della sezione antipirateria e contraffazione online, presso il Global Intellectual Property Center della camera di commercio statunitense, ha dichiarato:

la vendita di materiale contraffatto e la diffusione di contenuti digitali protetti da copyright, rallentano la nostra crescita economica, sottraendo posti di lavoro e truffando i consumatori; sapevamo da tempo che i siti pirata stavano pian piano crescendo a nostre spese, ora cominciamo a vedere la portata impressionante di questo problema.

Lo studio MarkMonitor è solo la punta di un iceberg, che traccia una panoramica generale di quanto sia diffuso e radicato il problema e mette in luce l’urgenza di risolverlo, per tutelare i consumatori, consentire al mercato di Internet di prosperare e creare così nuovi posti di lavoro.Voi cosa ne pensate?

Fonte: Oneitsecurity - Autore: Paolo Leonardi

martedì 22 giugno 2010

P2P reato? No, prestito



Un’altra sentenza si inserisce nel già confuso panorama spagnolo. Sentenza che contribuisce a creare difficoltà interpretative visto che nel Paese è sancito il diritto di link e contemporaneamente si procede al sequestro dei portali di P2P. La sentenza, emessa di recente, stabilisce il principio per cui il file sharing non sia un reato ma il semplice sviluppo di un'abitudine antica: il prestito. Il caso risale al 2005, quando la società di raccolta dei compensi EGEDA (la SIAE spagnola) e la casa di produzione cinematografica Columbia Tristar coinvolgendo la polizia portarono alla chiusura del sito CVCDGO.com e all'arresto delle quattro persone che lo gestivano. L'accusa è sempre la solita, e cioè la pubblicazione di link di contenuti protetti dal copyright sulle reti di file sharing, azione in certi casi aggravata dal fatto che la pellicola non fosse ancora nemmeno uscita nei cinema. Il sito CVCDGO.com, diventato estremamente popolare nel 2004, finanziato dalla pubblicità, era arrivato a collezionare 11 milioni di visite e l'interesse non certo benevolo dell'industria dei contenuti. Ai quattro gestori si contestavano quindi anche finalità di lucro. Dopo 5 anni la sentenza: i quattro di CVCDGO sono innocenti, non hanno commesso alcun reato per il semplice fatto che "scambiarsi" contenuti digitali attraverso il file sharing è un'attività perfettamente regolare e legale come lo è prestare un libro ad un amico. Lo scambio dei contenuti incriminati è avvenuto tra moltissimi utenti contemporaneamente e nessuno ne ha ricevuto un diretto ritorno economico quindi le pretese accusatorie dell'industria decadono e ai quattro admin di CVCDGO va restituito lo status di cittadini liberi e incensurati. Hanno scritto i giudici: "È da tempi antichi che esiste il prestito o la vendita di libri, film, musica e molto altro , la differenza ora consiste principalmente nel mezzo utilizzato: in precedenza c'erano la carta o i mezzi analogici e ora tutto è in formato digitale, la qual cosa permette uno scambio molto più veloce e di maggiore qualità raggiungendo ogni parte del mondo grazie a Internet". Carlos Sanchez Almeida, l’avvocato difensore dei quattro imputati, ha dichiarato che la decisione rappresenta un chiaro messaggio dei giudici al governo, c’è una linea che non dovrebbe essere attraversata e i giudici si sono schierati a difesa della libertà totale su Internet, su cui aleggiano, a suo dire, le ombre delle norme repressive sollevate anche in sede UE.

giovedì 4 marzo 2010

P2P sempre meno utilizzato, ma non per paura. Ecco i veri motivi.



Uno studio di NPD Group evidenzia il calo del ricorso al P2P per il download di musica. Fra i motivi, gli hard disk sufficientemente pieni e i nuovi servizi di streaming.
Non è la prima ricerca a sostenere che il ricorso degli utenti della Rete ai canali di file sharing e di P2P sia in diminuzione. Ma lo studio condotto da NPD Group su un panel di netizen statunitensi aggiunge una serie di risultati che aiutano a spiegare più a fondo il declino del P2P.
Secondo i dati diffusi da NPD Group, nel 2009 il download illegale di contenuti musicali effettuato tramite i circuiti P2P, principalmente mediante il protocollo BitTorrent, ha subito un calo del 25%. Quattro, spiega Russ Crupnick, Senior Analyst di NPD Group, le ragioni che sembrano essere alla base della disaffezione dei netizen nei confronti dei diversi tracker Torrent e degli altri sistemi di file sharing più utilizzati. Gli utenti interpellati da NPD Group riferiscono che i loro hard disk sono oramai sufficientemente pieni di collezioni musicali, tanto da non avere più bisogno di ricorrere a ulteriori download. La seconda motivazione in ordine di importanza riguarda il timore di essere colpiti da virus, malware e spam: non è così raro, infatti, che i contenuti scaricati dai circuiti P2P contengano codice maligno o aprano la strada a un’invasione di e-mail spazzatura. In terzo luogo, anche se la RIIA ha cambiato strategia e non ricorre più alle denunce, i netizen manifestano preoccupazioni legate a eventuali cause legali intentate dall’industria discografica. Il quarto fattore, invece, riguarda la diffusione di servizi di streaming gratuiti e a pagamento che sembrano soddisfare le esigenze degli utenti.


sabato 13 febbraio 2010

Spiati 2 milioni di utenti dal 2008 accusati di streaming e P2P: è iniziato processo Fapav-Telecom


È iniziato ieri a Roma il processo che vede la Fapav, la federazione in difesa del copyright audio e video, contro Telecom Italia.

È iniziato ieri a Roma il processo che vede la Fapav, la federazione in difesa del copyright audio e video, contro Telecom Italia. L'oggetto principale dell'istanza presentata dalla Fapav è la richiesta a Telecom Italia di fornire tutti i dati necessari a rendere rintracciabili gli utenti che scaricano film, musica e videogiochi illegalmente su Reti P2P o fanno uso di streaming anch'esso illegale.Questa è una delle prime novità che sono emerse ieri durante la prima udienza del processo: Fapav ha monitorato (e probabilmente continua a farlo) attraverso una società francese la Rete Internet italiana, non solo controllando il P2P ma anche i siti che offrono streaming illegale e che sono tra i più utilizzati dagli utenti. La CoPeerRight, questo è il nome dell'azienda francese che controlla il Web italiano dal 2008, ha intercettato oltre 2 milioni di utenti impegnati nel download o streaming fuorilegge. E ha richiesto i dati a Telecom Italia perché la maggior parte di questi atti illeciti, tra il 57 e il 65% dei casi, sono avvenuti proprio attraverso connessioni Telecom Italia. Davanti al giudice Izzo che presiede il processo, i legali della difesa di Telecom hanno spiegato che il proprio cliente è semplicemente un provider che offre una connessione a Internet e che, secondo la legge della privacy, non può controllare e monitorare cosa fanno i propri utenti durante la navigazione su Internet. Posizione ribadita anche attraverso la memoria dell'avvocato Fiorentino che esprime la posizione del Garante della Privacy, ovvero che la Fapav ha controllato la Rete internet italiana in modo illecito e senza permesso e che le prove che porta davanti al giudice per questo motivo non sono utilizzabili. In realtà Fapav non ha mai detto di essere risalita ai dati personali di un utente tramite l'IP di connessione (fatto ritenuto comunque possibile), ma ha solo ribadito la richiesta di poter rintracciare con nome e cognome gli utenti sospettati. Una ulteriore richiesta della Fapav presentata durante la prima udienza di questo processo è che Telecom Italia blocchi la navigazione su siti streaming e di download illegale e sui circuiti di scambio P2P o che, se accertato il download di materiale illegale, venga inviata una email di avvertimento da parte della stessa Telecom al proprio utente. Il processo storico per l'Internet italiana, così definito da molti commentatori, ha avuto così inizio. Una sentenza favorevole alla Fapav avrebbe come conseguenza immediata l'ottenimento dei dati personali di oltre 2 milioni di utenti sospettati di P2P, ma soprattutto introdurebbe un precedente fondamentale a livello giuridico: gli utenti italiani potranno essere intercettati e controllati durante la propria navigazione online e denunciati in caso di violazioni dei diritti d'autore. Non solo: il provider stesso avrà l'obbligo di fare da sceriffo controllore e bloccare sia i propri utenti, sia oscurare i siti di streaming e P2P come è già avvenuto con la recente conferma della condanna a Pirate Bay in Italia che obbliga i provider italiani a bloccarne l'accesso attraverso i propri DNS. La situazione è assai delicata e complessa: al momento la Fapav si trova in una posizione di svantaggio perché ha monitorato la rete illegalmente. A suo vantaggio il peso degli interessi economici enormi che difende, che potrebbero far giungere il tribunale di Roma a una sentenza inaspettata.

Riflessione: ritengo questa news debba essere seguita molto da vicino in quanto potrebbe diventare un precedente fondamentale circa la perdita del diritto alla privacy su internet ma contestualmente una forma di controllo sullo scarico illegale di materiale coperto da diritto d'autore. Personalmente ritengo che non dovrebbe andare a colpire coloro che dal 2008 hanno attuato seppure illegalmente questo materiale perché si andrebbe contro la legge che da anni si erge a difesa dei cittadini digitali. Occorre un confronto fra coloro che hanno l'interesse di evitare lo scarico illegale del materiale e le istituzioni preposte alla Garanzia sulla Privacy altrettanto importante. Credo sia più importante investire in formazione nell'ambito della tutela del diritto d'autore, del copyright e di una cultura della sicurezza e di tutela della privacy che oggi manca. Osserviamo da vicino quanto accade in quanto potrebbe dare una svolta importante circa il controllo/monitoraggio di chi naviga in rete.

lunedì 14 settembre 2009

Il dibattito internazionale si infuoca su censura e privacy. Necessario garantire la libertà di informazione, con occhio attento ai dati personali


Web e censura, argomento caldo che sta animando il dibattito internazionale. Christian Engstrom, primo e unico rappresentante del Partito Pirata svedese (Piratpartiet) al Parlamento europeo, si rivolge attraverso quei paesi in cui è aperto il dibattito sulla tutela del copyright.
“Bloccare internet – ha sottolineato - è assolutamente il modo più sbagliato di procedere, lo vedo come lo sforzo estremo di un'industria morente che sta convincendo alcuni politici ad abbandonare la difesa dei diritti umani fondamentali come il diritto alla libera informazione ma anche quello di subire un processo in un tribunale appropriato. E tutto questo non servirà a salvare l'industria dell'audiovisivo'. Questa settimana, l’Assemblea nazionale voterà in Francia l’Hadopi 2, la legge che prevede le misure sanzionatorie per chi pratica la pirateria, come il taglio della connessione per i recidivi. Seguendo lo stesso principio pochi giorni fa il governo britannico ha avanzato una proposta per la quale circa sette milioni di cittadini, uno su 12, rischiano di restare sconnessi. In Italia la proposta di legge contro il download illegale, attualmente in discussione, prevede una misura simile.
“Questa è sicuramente una battaglia sia per i nostri diritti civili di base, sia per la cultura libera in Europa. Ed è una battaglia che dobbiamo vincere. L'Europa ha bisogno di politici pronti a scegliere un percorso diverso, a dire sì al futuro”, ha detto Engstrom, 49 anni, ex programmatore di Stoccolma, eletto grazie ad un sorprendente 7% di consensi, arrivati prevalentemente dai giovani e dai sostenitori della libertà in internet cresciuti in Svezia dopo le vicende di Pirate Bay.
“Due organizzazioni completamente separate ma che hanno ovviamente gli stessi punti di vista”, ha precisato l'europarlamentare.
“Il filesharing è un'attività che coinvolge due persone che si scambiamo materiale coperto da copyright. Se si vuol interrompere questo meccanismo si deve far cessare il diritto alla privata corrispondenza – ha spiegato Engstrom -. Non c’è una via di mezzo. E per noi la scelta è semplice: il diritto alla privacy nella comunicazione è un diritto civile e fa parte della convenzione europea dei diritti umani, all'articolo 8. Ed è infinitamente più importante che consentire alle major di restare abbarbicati a modelli di business del secolo passato”.
Il 20 settembre in Francia, il Partito Pirata esordisce alle elezioni legislative parziali con un candidato di 23 anni.
“I temi di cui ci occupiamo riguardano tutta Europa e dunque ci sono buone ragioni per preservare i diritti civili in Rete in ogni Stato membro. Anche in Italia – ha commentato Engstrom -. Se i partiti esistenti non inseriranno queste questioni in agenda, saranno necessari sempre più partiti pirata”. L’acceso confronto su internet implica anche altri aspetti. Sicuro quello della privacy. Oltre diecimila persone sabato sono scese in piazza a Berlino per chiedere una migliore tutela dei dati personali, dopo che numerosi scandali avevano messo in luce traffici e abusi in internet, e dopo che è stata approvata una legge che consente lo 'spionaggio' sui computer nell'ambito di alcune inchieste giudiziarie. Secondo gli organizzatori - che hanno stimato i manifestanti in oltre ventimila - hanno aderito alla dimostrazione sindacati, associazioni e partiti politici “per dire un chiaro no alla follia del controllo del governo”. La copresidente dei Verdi Claudia Roth ha detto che “occorre dire no a tale progetto entro due settimane”, cioè entro le legislative del 27 settembre. Secondo il responsabile regionale della protezione dei dati dello Schleswig Holstein, Thilo Weichert, “il controllo e la censura” minacciano i diritti fondamentali dei cittadini e la libertà di opinione. “Con alcuni dati personali - ha aggiunto - le aziende possono rendere docili le persone senza che esse se ne rendano nemmeno conto”; esse quindi “sono sorvegliate, discriminate e manipolate”.

lunedì 29 giugno 2009

Download gratuiti: 4 firewall free (dal portale HTML.IT)

Il crescente fenomeno del cyber-crimine spinge qualsiasi utilizzatore di computer e di sistemi informatici a proteggersi con una ampia gamma di software. Inizialmente ad allarmare gli utenti c'erano i virus, che da soli coprivano la quasi totalità delle minacce informatiche. Purtroppo con il passare del tempo le attività criminose, se così le vogliamo chiamare, si sono diversificate ed hanno generato tutta una serie di altri malware che continuano tutt'oggi ad aumentare e a rendere sempre più instabile lo stato di ogni computer. Ad aggravare ulteriormente la situazione è necessario evidenziare anche l'uso diffuso di attacchi diretti alla rete e ai computer, sfruttando le vulnerabilità conosciute dei sistemi e dei software. In questo contesto entrano in gioco i cosiddetti firewall, degli strumenti software in grado, da un lato di mettere al riparo gli utilizzatori dagli attacchi esterni di ogni tipo e, dall'altro, di proteggere le informazioni personali durante l'uso normale del PC o la navigazione. Brevemente diciamo che il termine firewall è utilizzato anche in ambito aziendale per indicare un prodotto, spesso anche hardware, che funziona da linea di confine tra la rete interna ed esterna. Il firewall in questo caso permette di controllare non solo gli ingressi non autorizzati dall'esterno, ma al contrario di gestire gli accessi ad internet, oppure a particolari servizi che utilizzano porte particolari (MSN, FTP, SSH, giochi on-line, ecc.) da parte dei dipendenti. In questo articolo analizzeremo il firewall inteso come software di sicurezza da utilizzare principalmente per la protezione di PC domestici o all'interno di piccole reti aziendali. Sarà quindi presentata una breve carrellata di quattro noti programmi firewall, gratuiti da scaricare da Internet. Illustreremo Online Armor Free, Comodo Firewall Pro, Ashampoo FireWall Free e Zone Alarm.

Online Armor firewall
Online Armor firewall è stato progettato per offrire ad ogni tipologia di utente la possibilità di proteggersi dagli attacchi esterni. La sua interfaccia molto semplice e le funzionalità a portata di click lo inseriscono di diritto nella piccola classifica che abbiamo redatto in questo articolo. Le funzionalità di Online Armor's firewall possono essere configurate rapidamente in tre modalità. La prima, quella che viene impostata di default, è quella meno tecnica che non prevede la conoscenza di particolari nozioni da parte dell'utente. Al contrario verrà semplicemente richiesto di scegliere se un determinato programma ha le credenziali per utilizzare ed accedere alla rete. La seconda modalità è quella dedicata agli utenti che posseggono capacità leggermente più avanzate. In questo caso il firewall può essere configurato più a fondo, ad esempio creando regole personalizzate per gestire l'accesso dei programmi ad internet, oppure per gestire le autorizzazioni degli stessi. L'ultima modalità non è da considerare esclusiva rispetto alle altre due in quanto si riferisce ad un aspetto specifico della navigazione internet, ovvero le frodi informatiche. La modalità, chiamata banking mode, è una caratteristica che garantisce che l'accesso ai soli siti bancari considerati attendibili. Chiaramente la modalità più interessante è quella Advanced, che propone una serie di configurazioni che spaziano dall'impostazione degli accessi ad internet fino alla scelta dei servizi eseguibili. Ad esempio sarà possibile inserire una blacklist che elenca tutte le regole per le connessioni, oppure gestire gli accessi al Web a seconda della nazionalità del sito. In quest'ultimo caso è possibile impedire la visualizzazione, ad esempio, di siti americani o francesi e così via. Una ulteriore funzionalità è quelle che riguarda Internet Explorer e che, come vedremo è comune a differenti software firewall. Molti attacchi esterni avvengono infatti attraverso le vulnerabilità presenti in Internet Explorer o dei suoi componenti aggiuntivi. Con Online Armor's firewall ogni componente di IE viene abilitato o disabilitato da un comodo pannello, nel quale il componente viene inserito una volta istallato.

Comodo Firewall Pro
Comodo Firewall Pro è un firewall molto usabile, la cui interfaccia intuitiva nasconde un potente Intrusion Prevention System che protegge l'utente da attacchi interni ed esterni. L'usabilità del software è confermata anche dalla semplicità di configurazione e di notifica dei allarmi.
L'applicazione si compone di quattro schede accessibili dalle icone poste nella parte alta della finestra. Nella scheda di apertura sono presenti le informazioni principali relative alle funzionalità di firewall, e quindi lo stato, il totale delle connessioni bloccate e delle applicazioni fermate. Nella seconda scheda si trovano invece le numerose configurazioni del firewall. Come possiamo vedere è possibile inserire gli elementi per comporre whitelist e blacklist, visualizzare le connessioni attive e monitorarle, impostare regole relative alle porte utilizzate dai programmi e dai servizi in generale. Da questa scheda si può accedere anche alla configurazione delle regole di protezione delle informazioni personali durante la navigazione (stealth mode). Ricordiamo che il software utilizza la tecnologia di prevenzione denominata A-VSMART, una tecnica per evitare l'installazione di qualsiasi tipo di oggetto nocivo, sia esso uno spyware, un trojan (VSMART) o qualsiasi altro malware. Comodo Firewall Pro, la cui versione free si mantiene aggiornata con l'upgrade automatico, è disponibile per il download gratuito sia nella versione a 32 bit che in quella a 64.

Ashampoo FireWall Free.
Ashampoo FireWall Free è dichiaratamente un firewall che pone molta attenzione nei confronti degli attacchi provenienti dall'interno. In altre parole l'attenzione è focalizzata a tutte quelle attività di protezione verso modifiche non autorizzate al registro di sistema, verso connessioni alla rete non autorizzate e così via. L'interfaccia è molto accattivante e discretamente intuitiva. Oltre alla scheda principale di stato, sono presenti altre cinque schede che contengono tutte le funzionalità offerte dal software. Questo firewall permette di selezionare il cosiddetto Expert Mode, grazie al quale è possibile andare più a fondo con la configurazione delle impostazioni. Ad esempio ad ogni programma possono essere associate una o più regole che indicano in modo dettagliato quali porte e quali tipi di connessione sono permessi. Il software è in grado di monitorare connessioni locali alla ricerca di attività sospette e traffico di rete LAN. In aggiunta è configurabile un logging dettagliato delle attività svolte e delle connessioni effettuate con l'indicazione precisa di data, ora, applicazione, porta e indirizzo IP di destinazione.

Zone Alarm
L'ultimo firewall è forse il più apprezzato e utilizzato: Zone Alarm. Al di là della sua leggermente macchinosa procedura di installazione, il programma è sicuramente molto valido e la sua diffusione ne è la conferma.
Senza andare a riepilogare tutte le caratteristiche di cui abbiamo discusso per i precedenti firewall, ricordiamo solamente la possibilità di controllo del traffico, delle attività dei programmi e dei malware. Alcuni tratti dell'interfaccia sono volutamente analoghi a quelli utilizzata in altri software Windows. Ad esempio quasi ogni configurazione può essere effettuata utilizzando un apposito indicatore simile a quello che troviamo in Internet Explorer per scegliere il livello di protezione.
Da notare la tray icon del programma che mostra in modo rapido la quantità di traffico attualmente passante attraverso la nostra scheda di rete, per eventualmente suonare il campanello di allarme in caso di eccessive connessioni non autorizzate.

Fonte: html.it

mercoledì 24 giugno 2009

MULTA DA DUE MILIONI PER 24 CANZONI RUBATE

La Thomas-Rassett, madre di 4 figli, era stata citata a giudizio dalla Riaa insieme ad altri 35mila "pirati", in una ondata di denunce che avevano toccato persone anziane, minorenni, studenti e persino alcuni che non hanno mai posseduto un computer. A parte questi ultimi casi, quasi tutti gli incriminati hanno accettato rapidamente gli accordi extragiudiziali offerti dalla Riaa, pur di non dover sopportare un costoso procedimento giudiziario che molte famiglie con reddito medio-basso non sono in grado di affrontare. Secondo indiscrezioni, la Riaa avrebbe minacciato di far pagare fino a 750 dollari per ogni canzone scaricata, "accontentandosi" poi di un pagamento unico compreso fra i 3 e i 12mila dollari. Nonostante il rischio di finire sommersa dai debiti, la Thomas-Rassett, che lavora per una tribù indiana e ha un reddito bassissimo, aveva optato per andare in causa lo stesso. Già il primo giudizio raggiunto un anno fa era risultato a lei sfavorevole, ma era stato annullato per un vizio di forma. Adesso ha commentato la sconfitta definitiva in modo laconico: «Se sperano di avere tutti questi soldi da me, buona fortuna: per loro sarà come spremere soldi da una rapa».
A.Di. © RIPRODUZIONE RISERVATA (IlSole24 ore news)

Fonte: Il Sole 24 ore News

giovedì 18 giugno 2009

Film gratis in rete fino a 100 mila utenti al giorno


I siti internet www.vedogratis.com e www.vedogratis.biz sono stati posti sotto sequestro dalla polizia postale di Genova nell’ambito di una indagine sulla tutela del diritto d’autore.

I due siti internet, nati ad agosto 2008, consentivano agli utenti, tramite dei link alfanumerici ospitati nella pagina internet, di collegarsi ad altri siti dove si potevano vedere e scaricare film, comprese le prime visioni non ancora immesse nei circuiti di vendita a noleggio.Due cittadini sono stati denunciati. I proprietari, grazie al fatto che giornalmente dal sito passavano dai 20mila ai 100mila utenti, come rilevato dalla polizia postale, riuscivano a realizzare ingenti profitti in denaro. In particolare, il filmato poteva essere scaricato solo conoscendo il link e il numero identificativo, assegnato ad esempio dal sito di Hong Kong www.megavideo.com, al momento dell’immissione in rete. L’operatore che carica il film su questo sito è interessato alla pubblicazione del link che porta al film scelto, perché riceve i guadagni generati dalla pubblicità, calcolata in base ai contatti giornalieri.Con lo stesso schema, i proprietari di videogratis.com hanno guadagnato svariate migliaia di dollari. Il sito sequestrato dichiarava di non avere scopo di lucro ma ospitava dei banner pubblicitari con guadagni commisurati al numero di spettatori.

Fonte: Il SecoloXIX

mercoledì 17 giugno 2009

UK, musica per abbonati

Fornitori di connettività e fornitori di contenuti si alleano per dare vita a un jukebox celestiale: musica da consumare dietro la corresponsione di un abbonamento. Senza limiti, senza sistemi DRM a presidiare i contenuti, i cittadini della rete non avrebbero più motivi per rivolgersi ai circuiti del file sharing non autorizzato.A proporre il modello della musica concessa in abbonamento è Virgin Media: oltre a fornire connettività ai cittadini di Sua Maestà, ha stretto un accordo con Universal. La musica dell'etichetta, già disseminata in maniera diversificata su un'infinità di piattaforme quali YouTube e il Peoplès Music Store, entrerà a far parte di un catalogo che l'ISP metterà a disposizione dei propri abbonati: potranno scegliere se attingere alla musica scaricando mp3, potranno scegliere se ascoltare la musica in streaming dai propri dispositivi connessi. In ogni caso, assicura Virgin, tutti i file scaricati saranno a tutti gli effetti di proprietà dell'utente: nessun sistema DRM impedirà loro di travasare i file da un dispositivo all'altro, non ci saranno scadenze o sistemi di validazione a rendere deperibile la musica.Il prezzo per gli utenti? L'offerta è ancora embrionale, dovrebbe essere presentata sul mercato prima del periodo natalizio. Virgin stima però già da ora che l'abbonamento mensile possa aggirarsi su una cifra che dovrebbe corrispondere al costo di un paio di CD. Ma verranno altresì presentate diverse offerte non flat: agli utenti sarà concesso di scaricare quantitativi limitati di musica corrispondendo delle quote più contenute. Il CEO di Virgin Media Neil Berket ha assicurato che "in termini di convenienza e di valore, il nostro nuovo servizio sarà superiore a qualsiasi altra offerta disponibile oggi online e garantirà una soluzione equa sia per i consumatori sia per gli artisti". Virgin Media, facendo perno sull'iniziativa e auspicando che altre major decidano di aderire, ha assicurato che collaborerà attivamente con l'industria dei contenuti. Il provider, il primo a inviare con solerzia gli avvertimenti ai propri utenti colti ad abusare della propria connessione, non ha mai fatto segreto di considerare la net neutrality un ostacolo all'home entertainment: impegnandosi sul fronte dei contenuti non teme di mettere a rischio la propria infrastruttura e promette di collaborare con i detentori dei diritti per dissuadere gli utenti dall'abitudine al file sharing illegale. L'ISP ha chiarito che non procederà ad alcun tipo di monitoraggio del traffico dei propri utenti. Potrebbe però a procedere a diramare avvertimenti e a infliggere "sospensioni temporanee" della durata che potrebbe oscillare "tra pochi minuti e qualche ora".Le disconnessioni di durata maggiore, previste dalla dottrina Sarkozy, sbaragliate dal Consiglio Costituzionale francese, e considerate dalle autorità britanniche una soluzione da non raccomandare non vengono prese in considerazione, a favore di altre misure imbracciate per educare i cittadini della rete. Ma tutto ciò potrebbe non essere necessario, a parere del ministro delle Comunicazioni britannico Stephen Carter: "il governo ha un ruolo nel creare la giusta cornice legale e regolaroria per i diritti e per il copyright - ha spiegato - comunque il mercato fiorirà atraverso gli accordi innovativi tra le aziende e accordi come questi contribuiranno a ridurre in maniera significativa l'abitudine alla pirateria".

Scaricare musica gratis legalmente su Internet: la Gazzetta dello Sport lancia una card prepagata

GazzaMusic è un nuovo sito che nasce dalla collaborazione fra Gazzetta dello Sport e Dada. Si potranno scaricare brani musicali con una card prepagata in vendita con la Gazzetta.
Un nuovo sito Internet per il download di brani musicali. Non si tratta di un portale dedicato al P2P, anzi, l’iniziativa appare legata, marketing a parte, alla volontà di contrastare il fenomeno della pirateria digitale. Il sito si chiama GazzaMusic e nasce dalla collaborazione fra Gazzetta dello Sport e Dada. Il music store del quotidiano rosa permette di scaricare musica in perfetta legalità, senza utilizzare carte di credito e senza bisogno di software specifici. Oltre 2 milioni di tracce disponibili, per un totale di 85 mila artisti. Per accedere al download serve la GazzaMusic Card, acquistabile in edicola al prezzo di 9,99 euro. È sufficiente poi inserire nel sito il codice che si trova sulla card: in questo modo l’utente ha a disposizione fino a massimo di 35 brani. In sostanza, ogni traccia audio scaricata viene a costare meno di 30 centesimi. È come se si comprassero 3 CD al prezzo di uno. Il tutto senza utilizzare carte di credito, risparmiando quindi sulle commissioni bancarie e restando al riparo da eventuali furti di dati. I brani disponibili su GazzaMusic, inoltre, non contengono DRM e possono dunque essere ascoltati su ogni dispositivo, senza limiti di utilizzo. L’iniziativa ha cadenza mensile: ogni 30 giorni, in abbinamento a GazzaMusic Card, i consumatori troveranno anche il GazzaMusic Magazine, con notizie e anticipazioni sul panorama musicale. Senza dubbio un servizio interessante, che potrebbe invogliare qualche netizen ad abbandonare i circuiti P2P e il download illegale di contenuti digitali coperti da copyright. Anche se ne dubitiamo, visto che neanche il sistema dei tre avvisi sembra non impensierire più di tanto i “pirati”.

giovedì 12 febbraio 2009

Scaricare musica gratuitamente e soprattutto legalmente















Molti affezionati cybernauti oggi si trovano a scaricare musica con i classici canali peer to peer non rendendosi molte volte conto che questo è illegale. Oggi alcuni portali stanno dando la possibilità di scaricare musica legalmente in modo gratuito. Fra questi vorrei menzionare il sito www.downlovers.com che consente appunto di scaricare le principali canzoni in commercio in cambio di visionare pubblicità durante il download. E' questo il modo per la società, che mette a disposizione tramite il portale i principali brani musicali oggi in commercio, per ripagarsi dei costi richiesti dalle case discografiche.