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lunedì 13 ottobre 2014

4,4 miliardi di persone non hanno accesso a Internet

4,4 mld di persone non hanno accesso a Internet

Uno studio redatto in collaborazione con Facebook conferma che circa 3/4 della popolazione mondiale non ha accesso a Internet
L’accesso a Internet è considerato un diritto fondamentale dell’uomo ma a livello globale sono pochissimi quelli che possono navigare sul web. Nel mondo ci sono 4,4 miliardi di persone impossibilitati a connettersi alla Rete e 3,4 miliardi si concentrano in appena 20 nazioni. A dirlo è una ricerca di McKinsey & Company realizzata in tandem con Facebook, che con il suo progetto Internet.org punta a sconfiggere il digital divide globale. Secondo lo studio nel 2017 saranno tra 3,8 e 4,2 miliardi gli individui che non avranno la possibilità di navigare sul web.

Internet ha ancora delle barriere insormontabili per troppi

Delle 4,4 miliardi di persone estromesse da Internet 920 milioni sono analfabeti e tra 1,1 miliardi e 2,8 miliardi non possono accedere alla Rete mobile. Inoltre, nei Paesi in via di sviluppo le donne hanno il 25% in meno di possibilità di navigare sul web. Lo studio è stato anche in grado di individuare i fattori che impediscono l’accesso ad Internet a seconda della nazione. In India, Indonesia ed Egitto i problemi maggiori riguardano la mancanza di incentivi e infrastrutture. L’India è comunque un caso particolare. Nonostante la diffusione della Rete sia in costante crescita, tanto che Google ha deciso di lanciare il progetto Android One proprio in questo Paese, il tasso di penetrazione è solo del 19%.
Tra le nazione più sviluppate Germania, Italia, Giappone, Corea del Sud, USA e Russia, il cui premier Putin ha smentito la possibilità di isolarsi da Internet in caso di attacco informatico, il tasso aggregato di penetrazione della Rete è del 78%. Questi sono i Paesi dove le barriere all’accesso sono di minore entità ma comunque 182 milioni di persone, principalmente a basso reddito e donne, non possono ancora navigare sul web.

lunedì 16 aprile 2012

L'Onu: internet strumento «indispensabile» per i diritti umani


Internet è uno "strumento indispensabile" per i diritti umani: un report delle Nazioni Unite pubblicato venerdi esplora l'impatto delle connessioni online sullo sviluppo economico, sociale e civile. A partire dalle analisi di alcune questioni aperte: la gestione della privacy per gli utenti, gli attacchi informatici, la proprietà intellettuale, la chiusura improvvisa dei collegamenti in alcuni Stati, fino a poco tempo fa ritenuta impossibile. Il documento dell'Onu afferma che internet è diventato un mezzo chiave per l'esercizio del «diritto alla libertà di opinione e di espressione». Per esempio, con blog e social network dove i cittadini scrivono e discutono. Ma ricorda che le restrizioni per gli utenti possono assumente molte forme. Alcune sono esplicite, come la censura di un sito web o il filtraggio del traffico. Altre, invece, riguardano la privacy e la protezione dei dati personali. Inoltre lo studio delle Nazioni Unite sottolinea che assicurare l'accesso universale al web «dovrebbe essere una priorità per tutti gli Stati». E richiama gli eventi della "primavera araba" in Nord Africa e Medio Oriente. Secondo la società di analisi informatica Renesys, al momento in Siria non sono accessibili i due terzi dei network che permettono di comunicare online, per esempio attraverso social network come Facebook: da mesi sono in corso le proteste dei cittadini. In precedenza hanno staccato la spina alla navigazione online altre tre nazioni durante le manifestazioni di piazza: Egitto, Libia e Bahrein. Alcuni Stati hanno già dichiarato internet un diritto fondamentale, per esempio Estonia, Francia, Costa Rica. E due anni fa la Finlandia ha assicurato con una legge una connessione in banda larga da un megabit sull'intero territorio nazionale.