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lunedì 4 marzo 2013

Un utente su quattro è vittima di un furto di identità

Secondo una recente ricerca, il numero delle persone colpite da furti di identità è in grande aumento. Lo scorso anno un quarto degli utenti che hanno ricevuto una lettera riguardante una violazione di dati, è stata vittima di un furto di identità. Si tratta di circa 12.6 milioni di persone, un milione di persone in più rispetto allo scorso anno. La notizia proviene da uno studio annuale realizzato dall’agenzia californiana Javelin Strategy & Research. Jim Van Dyke, il capo esecutivo dell’azienda, insiste sul fatto che i consumatori dovrebbero prendere le lettere di notifica sulla violazione di dati più seriamente e proteggere meglio i loro dati personali. “Questo sottolinea la necessità del consumatore di prendere tutte le notifiche molto seriamente. Non tutti i furti sono uguali”, scrive Van Dyke nella sua ricerca. Lo studio riporta che, nel 2012, 21 miliardi di dollari sono stati rubati a circa 12 milioni di utenti, una cifra che supera quella complessiva degli ultimi 3 anni. Il report continua sottolineando l’importanza di proteggere tutte le informazioni personali immagazzinate nei dispositivi, non solo quelle relative alla carta di credito. Infatti, lo scorso anno, il 10% degli incidenti ha coinvolto lo username e la password del conto in banca on-line degli utenti, ma un 16% degli incidenti ha interessato i dati della previdenza sociale. I furti di identità e il cybercrimine sono fenomeni che colpiscono principalmente i consumatori che sono i primi a soffrire della violazione di dati; molto spesso gli utenti possono fare ben poco per evitare questi problemi perché molto non dipende da loro. Società, agenzie di stato e altri organi responsabili della gestione delle informazioni personali degli utenti difficilmente riescono a proteggerli efficacemente. Il furto di dati avvenuto nel North Carolina lo scorso autunno è frutto di una violazione del data base del Dipartimento statale di Revenue. Furono violati 3.6 milioni di dati, tra numeri della previdenza sociale e carta di credito; solo 16.000 dei 387.000 numeri di carta di credito rubati erano criptati, il che massimizza l’attacco e spinge lo stato a dar vita a una riforma della privacy e della protezione dei dati, a promuovere un corso di formazione per gli impiegati e uno studio del caso.
Cosa puoi fare se ricevi una di queste lettere?
  • Fai molta attenzione a qualsiasi lettera di notifica di violazione del data base che ricevi. Non pensare che l’azienda che ti ha inviato la notifica della violazione avrà accesso al tuo account.
  • Usufruisci dei vantaggi offerti dal servizio di monitoraggio dei dati offerto dall’azienda.
  • Cambia le informazioni relative all’account interessato dalla violazone e tieni sotto controllo i tuoi account per prevenire attività anormali.
Fonte: Kaspersky Lab

lunedì 17 gennaio 2011

Protezione Privacy: un software gratuito recupera le password e le protegge


Identity Finder Free Edition è un software che permette di proteggere la privacy dell'utente rendendo inaccessibile i dati personali memorizzati nel computer ad altre persone. Una volta installato, il software esrguirà una ricerca in maniera completamente automatica di tutte le informazioni personali memorizzate nel computer e le metterà al sicuro. Identity Finder Free Edition è in grado di rilevare automaticamente dati di carte di credito, password, dati di accesso ad account email e bancari.Inoltre rileva tutti i documenti creati dall'utente come file Word, Excel, PowerPoint, Adobe PDF, testo e html. Il programma è semplice da utilizzare e si presenta con un'interfaccia utente estremamente intuitiva.

Tra le principali caratteristiche dell'applicazione:

  • rilevamento automatico dei dati personali;
  • protezione privacy utente;
  • semplice e veloce da utilizzare.
Fonte: Html.it - Autore: Antonio Lombardi

lunedì 13 dicembre 2010

Symantec: previsioni 2011 su sicurezza e storage


Da Symantec i cambiamenti previsti per il 2011 sul tema della protezione dei dati. Budget ridotti e troppe informazioni, richiederanno investimenti sempre più mirati e iniziative strategiche. Con il finire del 2010 giunge da Symantec la previsione per il 2011 in tema di protezione dei dati e sulla sicurezza e lo storage in particolare. In estrema sintesi, il budget destinato all'IT appare purtroppo sempre più stagnante e in calo e le minacce sempre più specifiche. Con sempre più informazioni da gestire, le aziende debbono quindi massimizzare il valore degli strumenti acquistati, oltre a pianificare e realizzare iniziative tecnologiche il più possibile strategiche. Nel nuovo anno, quindi, sotto le luci della ribalta di saranno cloud, virtualizzazione, sicurezza dei dispositivi mobili e social media. Se da un lato le tecnologie per la sicurezza si fanno sempre più intelligenti e veloci, dall'altro anche le minacce compiono la loro inevitabile evoluzione. Nel corso del 2011 si intensificheranno gli attacchi rivolti agli smartphone, la cui crescita sarà esponenziale sia in ambito consumer che business. In quest'ultimo caso, l'utilizzo condiviso di apparecchi mobili ad uso privato e lavorativo confonderà non poco i confini tra business e uso personale, esponendo di conseguenza le aziende ad un maggior numero di pericoli. Nel 2011 i responsabili IT dovranno riconoscere la fragilità delle sempre più utilizzate infrastrutture virtuali; la loro rapida adozione e la mancanza di standardizzazione renderanno infatti sempre più evidenti le carenze in termini di sicurezza e backup di tale soluzione. Se la virtualizzazione riduce i costi legati ai server, ne aumenta al contempo i costi di gestione e storage; occorre quindi per questi ambienti un piano di investimento mirato.Le informazioni diventeranno sempre più critiche e la loro crescita esponenziale le renderà praticamente impossibili da contenere nella loro globalità. Sarà quindi necessario scegliere i dati da memorizzare, pena costi di storage eccessivamente elevati e tempi di recovery estremamente lunghi. I social media renderanno la situazione ancora più critica, in quanto le aziende dovranno capire come gestire questi strumenti in termini di recovery e ricerca delle informazioni aziendali condivise. Il 2011 porterà inoltre nuove soluzioni in grado di semplificare le operazioni IT; tra le offerte, cloud computing, servizi hosted e applicazioni, in grado di assicurare alle imprese maggiore flessibilità e facilità d'utilizzo. Le reti cloud pubbliche e private saranno sempre più disponibili, permettendo all'IT di massimizzare i vantaggi del cloud.

Fonte: Pmi.it - Autore: Tullio Matteo Fanti

giovedì 18 novembre 2010

Minori e social network: privacy e identità a rischio


Negli ultimi tempi abbiamo assistito a un vero e proprio boom d’iscrizioni di minorenni nei vari social network con una conseguente condivisione di un gran numero di dati personali, purtroppo non sempre protetti. I bambini trascorrono sempre più tempo sulle community web, esponendosi quotidianamente ai rischi di una navigazione non controllata: dal furto d’identità al bullismo online. Ma come rispondono a questo problema gli organi statali e i responsabili dei social network? Negli USA, dal 2000, è entrato in vigore il Children’s Online Privacy Protection Act che stabilisce la sorte dei dati personali dei minori. Per esempio obbliga i siti e le piattaforme di social network a presentare una chiara indicazione della politica seguita in materia di privacy, con particolare attenzione alle modalità di utilizzo dei dati. Inoltre i siti devono ottenere il consenso dei genitori prima di raccogliere informazioni personali di qualsiasi natura. In Europa, invece, i principali esponenti del web 2.0 hanno stipulato in Lussemburgo, in occasione della giornata Safer Internet 2010, un accordo contenente una serie di norme atte a migliorare la sicurezza dei minorenni in Internet, facendo fronte comune contro i rischi potenziali a cui sono esposti. Alcuni social network, invece, hanno risposto al problema creando delle community web ad hoc per bambini, controllate e monitorate dai genitori.

My page

Oltre ad un tono e un design ben curati e alla semplicità di utilizzo, questa piattaforma utilizza un efficace Parental Control: il genitore deve autorizzare l’iscrizione del bambino tramite e-mail e creare un proprio account non usufruibile dal figlio. Inoltre è obbligato a inviare un documento valido. I contenuti sono adatti a un target che varia dai 5 ai 13 anni e la community è già presente in tre diverse lingue: inglese, francese e italiano.

Togheterville

L’intento di questa piattaforma è quello di offrire ai bambini un’esperienza guidata al mondo dei social network sotto il controllo vigile dei genitori che va dalla possibilità di login via Facebook Connect, permessa solo agli adulti, all’amministrazione degli account dei figli in tutto il loro percorso. Inoltre gli sviluppatori di Togheterville ribadiscono che in nessun caso i bambini avranno accesso a Facebook attraverso la piattaforma.

What’s what

I genitori per iscrivere i figli a questa piattaforma devono presentare i dati della carta di credito al fine di autenticare la loro identità aggiungendo tre foto profilo dei propri figli per gli archivi del sito. In questa community i bambini possono interagire solo con altri coetanei, non possono invece fare amicizia con persone appartenenti ad una fascia di età più alta senza il permesso dei genitori. Modifiche o cambiamenti riguardanti i profili possono essere effettuate solo da un adulto e i contenuti del sito vengono costantemente monitorati. Inoltre ogni tentativo d’iscrizione da parte di un adulto viene bloccato nel giro di poche ore. Nonostante il costante impegno delle forze dell’ordine e della magistratura, la tecnologia viaggia più veloce di qualsiasi legislazione e la maggior parte della responsabilità ricade sui genitori. Consigliamo di porre sempre la massima attenzione nella divulgazione dei dati dei vostri figli. Cercate comunque di condividere con loro il maggior numero di esperienze online: l’attenzione dei genitori unita alla conoscenza tecnologica dei ragazzi riduce al minimo il rischio di brutte sorprese.

Fonte: Il Blog di MisterCredit