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lunedì 13 novembre 2017

Il vademecum sicurezza dello smartphone

Consigli sicurezza dispositivi mobili

  1. Mantenere il dispositivo mobile con le ultime versioni del software mediante aggiornamento del sistema operativo e gli altri applicativi che si utilizzano perché gli aggiornamenti spesso includono patch contro vulnerabilità e minacce alla sicurezza che potrebbero essere utilizzate e sfruttate contro l’utente.
  2. Attivare l’antivirus per prevenire potenziali problemi e per proteggere i dati del dispositivo.
  3. Impostare una tipologia di blocco dello schermoQuesta misura rappresenta la prima linea di difesa contro l’accesso ai nostri dati personali in caso di tentativo da parte di terzi di accedere al dispositivo, ad esempio in caso di smarrimento o furto. L’impostazione base prevede la scelta di una password alfanumerica o di un PIN.
  4. Attivare il PIN di blocco della SIMMolto spesso ci si preoccupa di proteggere il proprio smartphone ma ci si dimentica di impostare un blocco a livello di scheda SIM. È consigliabile attivare anche il blocco SIM, per garantire anche la massima protezione della scheda stessa e dei dati che contiene.
  5. Installare applicazioni solo dagli Store ufficiali e proveniente solo da fonti attendibili. Gli store ufficiali quali Google Play Store, Apple App Store e Samsung Galaxy Apps sono la scelta più sicura ed offrono maggior protezione anche se recentemente sono state segnalate app lecite ma portatrici di malware (il caso CCleaner è il più recente n.d.r.). Inoltre, è buona norma disabilitare dal menù Impostazioni, l’installazione da sorgenti sconosciute e verificare attentamente che l’applicazione in installazione sia quella che effettivamente l’utente desidera usare, cercando di evitare nomi o logo simili, spesso creati appositamente per trarre in inganno. (si veda il caso del falso whatsapp d.r.)
  6. Verificare le autorizzazioni concesse alle applicazioniQuando si installa o si utilizza una nuova applicazione, bisogna verificare le informazioni alle quali l’applicazione vuole accedere, analizzando attentamente i messaggi in cui viene richiesto di autorizzare l’app per l’accesso ai contenuti del dispositivo.
  7. Prestare attenzione quando si forniscono informazioni personali.Il phishing è un tipo di truffa attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, codici di accesso, dati della carta di credito o del conto corrente, fingendosi un ente affidabile in una comunicazione digitale. Normalmente il phishing ha l’aspetto di una email che invita l’utente a cliccare un link e ad inserire i propri dati. È fortemente consigliato cancellare tutte le email sospette che si ricevono, specialmente se includono link o allegati. Se si pensa che il messaggio provenga veramente dal mittente indicato, è utile verificare direttamente con il mittente, o con l’azienda per la quale lavora, nel caso in cui l’email provenga da un mittente aziendale.
  8. Abilitare la cifratura dei dati mediante abilitazione delle funzionalità di default per la crittografia; questa misura consente anche di proteggere i propri dati in caso di furto o smarrimento attraverso una password che viene richiesta solo all’accensione.
  9. Abilitare il controllo remoto del proprio dispositivo in caso di smarrimento o furto per poter geolocalizzare oppure bloccare il proprio telefono a distanza.
  10. Ripristinare il dispositivo prima di rivenderlo come usato, ripristinandolo alle condizioni di fabbrica. Il consiglio è di verificare che la cifratura sia attiva prima di eseguire la cancellazione dei dati, cosi che non rimangano informazioni e contenuti personali al suo interno.

venerdì 27 ottobre 2017

Smartphone e bambini: una soluzione G Data per proteggere i figli interconnessi

gdataCon la ripresa delle attività scolastiche riemerge anche la voglia di telefonino dei più piccoli, che – secondo quanto riportato da G DATA in occasione degli incontri con le scuole elementari e medie del nord Italia la scorsa primavera – dispongono di smartphone o tablet abilitati alla navigazione già dall’età di 9 anni. In un’epoca di forte diffusione degli strumenti digitali e di opportunità di accesso a informazioni potenzialmente inadeguate all’età dei fruitori dei dispositivi mobili, ci si chiede sempre più spesso, come bloccare anticipatamente attività rischiose o spiacevoli per i più giovani, o come minimizzare attività di cyberbullismo, cyberstalking e adescamento online, rischi purtroppo sempre più diffusi.
G DATA risponde alle esigenze delle famiglie moderne con una soluzione integrata,  versatile, ideale per regolare l’uso dei dispositivi Android da parte dei più piccoli. Della suite Mobile Internet Security di G DATA abbiamo già parlato in altre occasioni, ma non abbiamo mai menzionato che la stessa presenta, tra le numerose funzionalità, lo specifico menu “Protezione minori”, messo a punto per tutelare le attività di minorenni e bambini. Genitori o eventuali tutori, anche non particolarmente esperti, possono abilitare il “Angolo Bambini” o “Angolo Ragazzi” sul dispositivo in pochi istanti.
G Data

Come funziona la protezione minori di G Data

Il menu Protezione Minori consente di selezionare le app che potranno essere effettivamente usate dal bambino e, per ciascuna, di impostare un tempo effettivo di utilizzo. In aggiunta, è possibile definire luoghi o distanza in chilometri da un’ubicazione predefinita in cui è consentito utilizzare una data app, negli orari prestabiliti. Un’applicazione di cui si autorizza l’uso tra le mura domestiche non necessariamente sarà fruibile a scuola.
Il profilo bambini della suite G DATA Mobile Internet Security per Android integra anche un browser per bambini che può essere sovrapposto al browser predefinito. Genitori o tutori potranno restringere ulteriormente l’accessibilità a siti web creando elenchi di siti autorizzati (whitelist) o da evitare (blacklist).
Ulteriori opzioni, facili da impostare, includono il blocco del Wi-Fi, il blocco delle chiamate (lasciando abilitata la possibilità di chiamare numeri di emergenza), il blocco del volume e la selezione di un limite temporale globale, che influisce sul tempo a disposizione per l’uso dello smartphone o tablet e permette di tenere sotto controllo le abitudini d’uso dei propri figli.
Agli adolescenti la suite lascia maggiori libertà in termini di navigazione, senza rinunciare al controllo dell’orario o della posizione geografica per autorizzare l’impiego dell’una o l’altra applicazione. Dato che i ragazzi essenzialmente scaricano “l’impossibile” sul telefono o tablet, G DATA Mobile Internet Security consente di scandagliare rapidamente il dispositivo alla ricerca di tutti i software installati e delle relative autorizzazioni di accesso alle risorse del terminale. In questo modo è possibile identificare facilmente potenziali applicazioni spia da rimuovere. L’analisi del traffico dati in tempo reale consente infine di tracciare e bloccare un eventuale comportamento anomalo di app con connessione al Web.
Entrambi i profili assicurano un controllo diretto delle attività dei minori e garantiscono ai genitori un buon livello di intervento. Il filtraggio dei contenuti inappropriati e l’abilitazione di determinate applicazioni rappresentano un meccanismo di grande impatto sulle abitudini dei ragazzi e un concreto provvedimento a favore della loro sicurezza.
Riflessione personale : ottima suite (installata sul mio smartphone android da tempo) che, a differenza di altre, consente il distinguo tra un utilizzo dei bambini e quello degli adolescenti. Snella e veloce, consente un'ottima protezione a 360 gradi con un monitoraggio costante dell'attività dei propri figli. Se a casa possiamo infatti controllarli mediante sistemi quali "Routerhino" , quando sono fuori con gli amici, ne perdiamo il controllo. Questo è un sistema di parental control efficace integrato con l'antivirus davvero efficace. Consigliato!

giovedì 19 ottobre 2017

Come non usare lo Smartphone: alcune indicazioni di buona educazione


(Credits: Maurizio Pesce)














Riprendo una nota di stamane di Rudy Bandiera che ha postato sulla sua pagina facebook, con indicazioni sul come NON UTILIZZARE lo strumento più diffuso e utilizzato al mondo, lo Smartphone. Nello specifico ecco alcune norme di EDUCAZIONE all'uso corretto e responsabile nel rispetto di sé e degli altri: 

Non scrivere quando sei in compagnia (phubbing)
Se sei con altre persone evita di avere il telefono in mano e di scrivere in continuazione. Non importa chi tu sia o quale ruolo occupi, non sta bene essere altrove con la testa mentre si è lì con il corpo. Metti via quel coso.

Non stare in mezzo agli altri a telefonare
Se sei per esempio a tavola con altre persone e ricevi una telefonata, non stare seduto a parlare perché la cosa costringerà gli altri a due spiacevoli conseguenze ovvero dover parlare piano per permettere ma te di sentire e anche di ascoltare la tua telefonata. Ma chi se ne frega delle tue cose, alzati e cambia stanza. Il che mi porta a una ulteriore riflessione.

Non sei obbligato a rispondere
Se sei in un momento come a tavola, o ti stai salutando con delle persone puoi non rispondere. Se il telefono squilla silenzia la suoneria, non lasciarla andare che è imbarazzante, e non rispondere. Saluta, bacia, abbraccia, fai quello che devi fare poi congedati e alla fine richiama. Fai una cosa alla volta, falla bene e non costringere gli altri a subire le tue cose. Manda eventualmente un messaggio preimpostato a chi ti chiamava dicendo che lo richiamerai.

Non selfarti in loop
Non ci sono cose più imbarazzanti, viste da fuori, dei selfie. Vedi le persone che fanno facce stranissime, che si sentono cool e mettono la bocca a culo di gallina. Non esagerare, ti prego, se non vuoi essere patetico.

Non condividere in continuazione
La condivisione è una ficata, io ci campo sulla condivisione e sui social, ma la condivisione digitale NON è tutto. Quando sei con gli altri non fare foto da sparare sui social in modo compulsivo. Goditi il momento, l’aria, la compagnia. Non comportarti come un drogato.

Disabilita le notifiche
Le notifiche sono il male dell’ultimo decennio, lo scrivo da tempo. Quindi LIBERATENE. Fatti un piacere, vivi leggero. Nel mio telefono ho levato TUTTE le notifiche sonore e di vibrazione, tranne SMS e telefonate. Non voglio che il mio telefono sia una tortura e non voglio che sia una tedia per gli altri.

A tavola bandiscilo
Mentre è divertentissimo twittare mentre si guarda la TV, perché la TV è per sua natura un momento individualistico e lo si rende sociale, non tenere il telefono sul tavolo quando mangi. Tanto se suona lo senti, se ti arriva un messaggio invece te ne sbatti.

Infine: non sei il suo schiavo (nomofobia)
Ricorda sempre che lo smartphone è un mezzo, è il tuo mezzo, il tuo strumento per rimanere in contatto con il mondo. il contatto con il mondo è il fine e lo smartphone è il mezzo.È bello, utile, affascinante ma è un mezzo e tu sei il suo padrone. Non fare che diventi il fine e non esserne schiavo

Aggiungerei :

- Non chattare né telefonare quando sei alla guida di un veicolo. Nuoce gravemente all'attenzione che dovresti tenere, evitando il peggio.

- Non guardare video in pubblico senza utilizzo di un auricolare.

- Non telefonare a lungo senza ausilio di un auricolare con cavo.

- Non telefonare (se possibile) laddove il segnale è molto debole (maggiori onde elettromagnetiche)

- Non telefonare quando sei in movimento (maggiori onde elettromagnetiche), se proprio devi farlo utilizza un auricolare.

- Non lasciare (se proprio non è indispensabile) lo smartphone accanto in camera da letto durante il sonno bensì attiva la modalità aereo.

- Non tenere il cellulare con segnale attivo nel taschino dei pantaloni né della camicia/giacca.

- Non utilizzarlo senza prima averlo protetto mediante una buona cover e la protezione del display (uno smartphone su tre che si vedono in giro sono con lo schermo rotto....)

- Non telefonare mentre sei al parco giochi o a spasso con i tuoi figli ma goditi il momento !

Infine, rivolgendomi a chi è genitore, ricorda che i tuoi figli oggi ancor più delle "pappardelle teoretiche" seguono gli esempi. Dunque sii un buon esempio per loro.


mercoledì 26 aprile 2017

Le regole di Bill Gates: niente cellulare prima dei 14 anni e vietato telefonare a tavola

Bill Gates è uno degli uomini più ricchi del mondo, per svariati anni il più ricco. Però sotto questa dura scorza coperta da milioni di dollari si nasconde un padre che vuole dare delle regole ben precise ai propri figli.
Bill e Melinda hanno tre figli: Jennifer Katharine (nata nel 1996), Rory John (1999) e Phoebe Adele (2002). Tutti e tre hanno ora un cellulare, ma fino a 14 anni non è stato loro permesso di possederne uno. “Non abbiamo mai voluto che accedessero a ciò prima dei 14 anni, anche se si lamentavano di non essere “al passo” con i loro compagni di scuola e con gli amici“: ecco le parole di Bill al Mirror.
L’uso della tecnologia a casa Gates è limitatissimo, nonostante quella stessa casa sia stata costruita grazie alla crescita dell’impero informatico Microsoft. “Abbiamo fissato un orario preciso oltre il quale vanno spenti telefoni, televisori e computer. Quando erano più piccoli questa regola li aiutava anche ad andare a dormire a un’ora ragionevole. Inoltre non portiamo mai i cellulari a tavola: disturbano momenti importanti per la famiglia come lo sono i pasti“.
Se la famiglia Gates, per la sua straordinaria specificità (sia per il livello di benessere sia per il lavoro di Bill), sembra una mosca bianca, ecco una conferma indiretta. In un’intervista al New York Times il compianto Steve Jobs, fondatore di Apple, aveva dichiarato di limitare l’uso della tecnologia in casa sua. A questo punto la conclusione ovvia è che chi conosce a fondo i lati negativi della tecnologia ha anche gli strumenti necessari per limitarne i danni – almeno per i propri familiari.
Non è la prima volta che Bill Gates rilascia dichiarazioni non convenzionali riguardo alla propria famiglia. Recentemente aveva spiegato che i suoi figli non erediteranno tutta la sua fortuna: il totale (da dividere per tre ovviamente) non sarà superiore ai due terzi. Buona parte della loro eredità sarà infatti destinata a enti caritatevoli per l’infanzia, l’educazione scolastica e sessuale nei paesi in via di sviluppo. Questo sforzo è appaiato a quello della fondazione dei genitori, la già celebre Gates Foundation.

domenica 26 marzo 2017

Adolescenti iperconnessi. Like addiction, Vamping e Challenge sono le nuove patologie

Smartphone e internet: qual è l’impatto nella vita dei ragazzi?

Il 98% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni possiede uno smartphone personale a partire dai 10 anni d’età. Più i ragazzi sono piccoli, più hanno avuto precocemente tra le mani i vari strumenti tecnologici.
Il dato rilevante è che oltre 3 adolescenti su 10 hanno avuto modo di utilizzare uno smartphone direttamente nella primissima infanzia, già a partire da 1 anno e mezzo/2, con la possibilità anche di accedere liberamente ad internet e alle applicazioni presenti nel telefono. Il genitore si sente tranquillo se il figlio utilizza il proprio cellulare pensando che non usi tutte le sue funzioni o vada su Internet dimenticandosi che è tutto collegato alla rete, anche le chat. Con il trascorrere degli anni e l’evolversi della tecnologia si abbassa quindi vertiginosamente l’età di utilizzo. Tra i ragazzi della fascia tra gli 11 e i 13 anni, infatti, l’età media è scesa di un anno sia per quanto riguarda l’uso del primo cellulare, l’accesso a internet e l’apertura del primo profilo social, che si aggira intorno ai 9 anni.
Gli adolescenti quindi sono sempre più iperconnessi, circa 5 su 10 dichiarano di trascorrere dalle 3 alle 6 ore extrascolastiche con lo smartphone in mano, il 16% dalle 7 alle 10 ore, mentre il 10% supera abbondantemente la soglia delle 10 ore. Se calcoliamo che il 63% lo utilizza anche a scuola durante le lezioni, significa che la maggior parte di loro vive connesso alla rete.
Le ore trascorse davanti ad uno schermo si abbassano leggermente nel campione dagli 11 ai 13 anni, forse perché c’è più controllo da parte dei genitori e l’importanza della rete social non è ancora la più rilevante. Il 55% dei preadolescenti lo utilizza per un massimo di 2 ore, il 35% dalle 3 alle 6 ore, il 7% dalle 7 alle 10 ore e il 4% supera le 10 ore, e solo il 13% lo usa durante l’orario scolastico, rispetto al 63% dei ragazzi più grandi che non si possono staccare dal cellulare.
Il 95% degli adolescenti ha almeno un profilo sui social network, contro il 77% dei preadolescenti. Il primo è stato aperto intorno ai 12 anni e la maggior parte di loro arriva a gestire in parallelo 5-6 profili, insieme a 2-3 app di messaggistica istantanea. Il 69% ha un profilo su Facebook, il 67% Instagram, il 66% YouTube, il 47% Snapchat, il 22% Ask, il 16% Twitter, e il 15% Tumblr. Il fatto di avere una serie di applicazioni social sconosciute ai genitori gli permette di essere meno controllati e più sicuri di poter anche osare, favorendo comportamenti come il sextingcyberbullismo e diffusione di materiale privato in rete.
Uno dei dati più allarmanti è che il 14% degli adolescenti ha anche un profilo finto, che nessuno conosce o che conoscono solo in pochi, risultando quindi non controllabile dai genitori e nel contempo facile preda della rete del grooming (adescamento di minori online), dato in rilevante aumento rispetto all’11% dello scorso anno.

Whatsapp: la chat insostituibile

I ragazzi trascorrono la maggior parte del loro tempo sulle chat, 6 adolescenti su 10 dichiarano di non poter più fare a meno di WhatsApp, confermandosi l’app più amata tra gli adolescenti visto che il 99% lo utilizza ogni giorno, il 93% si scambia i compiti attraverso il gruppo-classe e il 70% chatta in maniera compulsiva. Per quanto riguarda i preadolescenti, invece, il 96% utilizza WhatsApp, di cui la metà per chattare in maniera sistematica e ripetitiva, l’82% ha il gruppo-classe per scambiarsi i compiti mentre il 40% per condividere i selfie con gli amici.

Le notti insonni degli adolescenti vampiri tra social network e chat: il fenomeno del Vamping

Il Vamping, ossia la moda degli adolescenti di trascorrere numerose ore notturne sui social media, sembra diventata una vera e propria abitudine, tanto che 6 adolescenti su 10 dichiarano di rimanere spesso svegli fino all’alba a chattare, parlare e giocare con gli amici o con la/il fidanzata/o, rispetto ai 4 su 10 nella fascia dei preadolescenti.
La tendenza, invece che accomuna tutti i ragazzi è di tenere a portata di mano il telefono quasi tutto il giorno, notte compresa, fino al 15% che si sveglia quasi tutte le notti per leggere le notifiche e i messaggi che gli arrivano per non essere tagliati fuori, altra patologia emergente legata all’abuso dello smartphone (FOMO – Fear of Missing Out). Questi comportamenti vanno ad influenzare negativamente la qualità e la quantità del sonno, con conseguenze nocive per l’organismo e vanno ad interferire sulle attività quotidiane dei ragazzi, fino a determinare importanti difficoltà di concentrazione e di attenzione che gravano sul rendimento scolastico, favoriscono l’insorgenza di stati ansiosi, intaccando  l’umore e gli impulsi.

Adolescenti alla continua ricerca di approvazione: la likemania e la followermania

Ormai da alcuni anni sembra che si sia completamente annullato il concetto di intimità, infatti per circa 5 adolescenti su 10 è normale condividere tutto quello che fanno, comprese foto personali e private, mettendo tutto in vetrina, sottoponendolo alla severa valutazione della macchina dei “mi piace” o dei “non mi piace”. Infatti, per oltre 3 adolescenti su 10 è importante il numero dei like ricevuti: tanti like e tante approvazioni accrescono l’autostima, la popolarità e quindi la sicurezza personale. Ovviamente, vale anche il contrario, ovvero commenti dispregiativi e pochi like condizionano l’umore e l’autostima in negativo, tanto che il 34% ci rimane molto male e si arrabbia quando non si sente apprezzato.

Adolescenti terrorizzati che si possa scaricare il cellulare: la Nomofobia

La Nomofobia, da No-mobile-phone, è la nuova fobia legata all’eccessiva paura/terrore di rimanere senza telefono o senza connessione ad internet o al 4G: quasi 8 adolescenti su 10 hanno paura che si scarichi il cellulare o che non gli prenda quando sono fuori casa (un dato in forte crescita se si pensa che fino allo scorso anno interessava il 64% degli adolescenti) e tale condizione, nel 46% dei casi genera ansia, rabbia e fastidio.
Questo fenomeno è meno diffuso tra i più piccoli che si fermano ancora al 60% e solo il 32% sperimenta alti livelli di ansia e preoccupazione.

Il bisogno di apparire ad ogni costo

L’aspetto che caratterizza gli adolescenti di oggi sono i selfie, i famosi autoscatti, dove si è disposti a tutto pur di ottenere like, ad esempio il 13% ha seguito addirittura una dieta per piacersi di più nei selfie. È indubbio ormai che le vetrine dei social pennellino il narcisismo degli adolescenti. I ragazzi della fascia 14-19 mediamente ne fanno circa 5 al giorno, con punte massime di 100, contro i 2 selfie al giorno dei più piccoli che preferiscono utilizzare maggiormente i video e i messaggi audio.
Circa 2 adolescenti su 10 condividono tutti i selfie che fanno sui social network e su WhatsApp, andando a ledere completamente il concetto di privacy e di intimità che ormai si è trasformata in un’intimità condivisaQuesto dato è in cresciuto rispetto al 2015 dove il problema riguardava il 15%.
Il dato più grave e allarmante è che circa 1 adolescente su 10 fa selfie pericolosi in cui mette anche a repentaglio la propria vita e oltre il 12% è stato sfidato a fare un selfie estremo per dimostrare il proprio coraggio.

Challenge o sfide social che favoriscono i disturbi alimentari e l’abuso di alcol

Le Challenge o Sfide Social sono uno dei problemi del momento e racchiudono tutte quelle catene che nascono sui social network in cui si viene nominati o chiamati a partecipare da altri attraverso un tag. Lo scopo in genere è di postare un video o un’immagine richiesta, per poi nominare altre persone a fare altrettanto, diffondendosi a macchia d’olio nel Web, anche nell’arco di poche ore.
2 adolescenti su 10 hanno partecipato ad una moda a catena sui social e il 50% ha avuto una nomination.
Circa 1 adolescente su 10 ha preso parte ad una catena alcolica sui social network, con la finalità in genere di bere ingenti quantità di alcol in pochissimo tempo e nei luoghi o posizioni più improbabili, altri hanno fatto selfie mentre vomitavano o in condizioni vicine all’intossicazione alcolica.
A queste si aggiungono le mode in cui il corpo e la magrezza hanno un ruolo centrale, a cui aderiscono 5 ragazze su 100, favorendo lo sviluppo di patologie nella sfera alimentare. Le mode più conosciute legate all’ispirazione al magro sono: Thigh Gap (arco tra le gambe), Bikini Bridge (ponte nel costume da bagno sulla pancia), Sfida della clavicolaBelly Slot (fessura nella pancia) e Belly Button (far girare il braccio dietro la schiena fino a toccarsi l’ombelico).
Fonte: Adolescienza - dati Osservatorio Nazionale Adolescenza - dott.ssa Maura Manca

sabato 1 ottobre 2016

I migliori Antivirus per Android 2016

La diffusione degli smartphone e tablet è in continuo aumento ed a farla da padrona sono soprattutto i dispositivi funzionanti con sistema operativo Android.
Ciò è dovuto soprattutto alla notevole quantità di App disponibili per Android, molte delle quali disponibili gratuitamente, ed anche al fatto che si tratta di un sistema operativo open source e quindi a disposizione di tutti.
Il rovescio della medaglia è che questa sua diffusione ha portato anche allo sviluppo e al diffondersi di malware, spyware o trojan soprattutto per il fatto che molte persone utilizzano “canali non sicuri” per scaricare App Android.
Perciò è diventato quasi d’obbligo avere un’App Antivirus Android che serva come protezione contro eventuali minacce presenti sul proprio dispositivo o sulle App che si installano.
 Le offerte sono molte, in questo articolo vediamo la lista comparativa delle App Antivirus Android più diffuse, circa una ventina di Antivirus Android, testati e comparati da AV-TEST – The Independent IT-Security Institute, in modo da avere l’idea su quale sia la migliore App Antivirus per Android che offra una protezione più solida.

Le valutazione delle App Antivirus Android seguono i criteri seguenti:
  • Certificazione
    Per ricevere la certificazione AV-TEST, occorre che l’App raggiunga un punteggio pari ad almeno 8.0 punti come media tra i punteggi ottenuti. La media è calcolata tra il punteggio ottenuto nella sezione “Protezione”, che include i risultati riguardanti il rilevamento di malware (combinati tra quelli on-demand e on-access) e tra il punteggio ottenuto nella sezione “Usabilità”, che include i risultati ottenuti sulle prestazione ed i falsi positivi, un punto extra viene aggiunto in caso siano presenti funzionalità aggiuntive.
  • Punteggio Protezione
    Riguarda il punteggio assegnato in base al rilevamento di malware.
    Il punteggio assegnabile più elevato è di 6.0 punti. Il valore associato ad un rilevamento medio è di 3.5 punti. Il valore più basso è di 0.0 punti.
  • Punteggio Usabilità
    Il punteggio riguardante l’usabilità dell’App Antivirus Android è composto dai punteggi delle prestazioni e quello dei falsi positivi.
    Le prestazioni vengono calcolate partendo da 6.0 e togliendo 2 punti per ogni impatto che arreca l’App Antivirus Android sulle prestazioni del dispositivo. Sono prese in considerazione come motivazioni che arrecano impatto negativo per le prestazioni le seguenti: “impatto sulla durata dela batteria”, “utilizzo di traffico dati elevato” e “rallentamento”.
    Il punteggio per i falsi positivi parte sempre da 6.0 punti togliendo 1 punto per ciascun falso positivo rilevato.
    Il punteggio sull’usabilità è quindi la somma dei punteggi sulle prestazioni e falsi positivi diviso due.
  • Punto extra per Funzionalità Aggiuntive
    Se l’App Antivirus Android offre almeno due funzionalità di sicurezza aggiuntive oltre a quella per la protezione contro i malware, viene attribuito un punto aggiuntivo.
    Le funzionalità aggiuntive possono includere per esempio: Anti-Theft (protezione contro il furto), Safe Browsing (protezione durante la navigazione su internet), Call Blocker(per bloccare alcune chiamate), Message Filtering (filtrare i messaggi), Parental Control (per evitare che il dispositivo venga usato impropriamente dai bambini), Backup (salvataggio dei dati) e Data Encryption (Criptaggio dei dati).
Tutte le App Antivirus Android testate sono state approvate per la certificazione AV-TEST ad eccezione di White Gate Antivirus 1.0.

I migliori Antivirus Android

  1. Dal test si sono posizionati al primo posto a parimerito ben tredici delle App Antivirus Android testate:
    360 Mobile Security 1.0AhnLab v3 Mobile 2.1Antiy AVL 2.3Avast Mobile Security 3.0Avira Free Android Security 3.5Bitdefender Mobile Security 2.19,Cheetahmobile Clean Master 5.6Cheetahmobile CM Security 1.5,Cheetahmobile Kingsoft Mobile Security 3.3Eset Mobile Security & Antivirus 3.0G-Data Internet Security 25.3Intel Security Mobile Security 4.1Quick Heal Total Security 2.00, che ottengono il punteggio massimo di 6 su 6 sia per quanto riguarda la protezione che per l’usabilità.
  2. In seconda posizione troviamo a parimerito F-Secure Mobile Security 9.2 Trend Micro Mobile Security 5.0 che hanno ottenuto come punteggio di protezione 6 su 6 e come punteggio di usabilità 5.5 su 6.
  3. In terza posizione c’è Kaspersky Internet Security 11.4 che ottiene 6 per protezione e 5 per usabilità.
  4. AVG Antivirus Free 4.1 e Norton Mobile Security 3.8 ottengono 6 per protezione e 4 per usabilità.
  5. Le App Antivirus Android restanti ottengono un punteggio protezione uguale o inferiore a 6 in protezione.
  6. Non passa il test White Gate Antivirus 1.0 che ha ottenuto il punteggio di protezione 0.
Se intendete approfondire i valori dei vari test potete trovare ulteriori dettagli sulla pagina ufficiale dei test di AV-Test.

domenica 24 luglio 2016

Salute: allarme 'smartphone walking', 1 italiano su 2 in pericolo camminando

Esperimento in 5 città, più distratti gli uomini tra i 30 e i 45 anni

Attraversare le strisce pedonali scrivendo su Whatsapp, aggirarsi sui marciapiedi con gli occhi fissi a Facebook, prendere il bus ritwittando l'ultima notizia o impegnati a catturare un Pokemon raro. Quanti di noi l'hanno fatto o lo fanno tutti i giorni? Il popolo di chi pratica 'smartphone walking' si aggira in città con lo sguardo fisso allo schermo, mettendo in serio pericolo la propria incolumità e la sicurezza delle altre persone. Un comportamento che ormai ha contagiato il 53% degli italiani e che provoca sempre più incidenti, praticato soprattutto nelle grandi metropoli come Milano (61%) e Roma (58%), principalmente da manager (65%) e imprenditori (62%) tra i 30 e i 45 anni e studenti (58%) tra i 16 e i 29.

E' quanto emerge da un esperimento sociale condotto da 'Found!' utilizzando oltre 5.000 segnalazioni raccolte grazie agli osservatori sparsi per le 5 maggiori città italiane, oltre che su un panel di 25 esperti tra psichiatri e sociologi, con l'obiettivo di esaminare quali siano i comportamenti tecnologici urbani più pericolosi. "I grandi vantaggi apportati al genere umano dalla tecnologia hanno anche degli effetti collaterali, sempre più diffusi e pericolosi", ricorda il sociologo Saro Trovato, fondatore di Found! e promotore dell’esperimento sociale.

A chi non è mai capitato di scontrarsi con un pedone intento a scorrere il proprio diario di Facebook (65%), o di restare bloccati sulla metro perché un passeggero si è fermato davanti all’ingresso del convoglio intento a mettere like su Instagram (41%)? Sono solo alcuni dei comportamenti più diffusi nelle grandi città italiane, secondo l'indagine. Basti pensare che, in base ai dati diffusi da Polfer, si segnala un aumento del 33% delle vittime da attraversamento sui binari, dovuti anche alla 'distrazione tecnologica' tipica della smartphone walking.

Ma qual è l’identikit dello 'smartphone walker' italiano? I più distratti dalla tecnologia mentre camminano sono gli uomini (58%), contro il 48% delle donne. In pole position ci sono le persone tra i 30 e i 45 anni (58%), seguiti dai giovanissimi tra i 16 e i 29 (54%) e dagli over 50 (46%). Un atteggiamento molto più marcato nelle metropoli: nella speciale top 5 infatti trionfa Milano con il 61%, seguita da Roma (58%), Napoli (56%), Torino (55%) e Palermo (53%).

Emblematico è il caso di Pokemon Go, il nuovo game mobile che incita a trovare i popolarissimi pupazzi giapponesi in giro per la città grazie alla realtà aumentata, esplorando l’area circostante muniti di smartphone. Un gioco che può generare una pericolosa 'distrazione di massa', avvertono gli esperti. Ecco infine il 'galateo dello smartphone', stilato dagli esperti per muoversi a piedi in città in sicurezza:

1) ALZA LA VITA, ABBASSA IL VOLUME. Quando si ascolta la musica o la radio con le cuffiette collegate al proprio smartphone, durante una passeggiata è bene mantenere un volume che permetta di ascoltare i rumori del traffico cittadino, per riuscire ad avvertire in anticipo pericoli.

2) AGUZZARE LA VISTA È FONDAMENTALE. E' molto importante rimanere focalizzati sulle persone e sugli ostacoli che si presentano lungo il cammino, per evitare collisioni e infortuni.

3) LE STRISCE PEDONALI NON SONO UN OPTIONAL. Rispettare il codice della strada è fondamentale, anche quando si utilizza il telefonino in giro per la città. E' bene quindi attraversare solo sulle strisce pedonali, rispettare la segnaletica verticale e orizzontale, facendo attenzione ai mezzi e ai pedoni.

4) IMPORSI DELLE REGOLE. Per esempio stabilire degli orari in cui siamo offline, cambiare la prospettiva scegliendo le cose veramente importanti o dedicare ogni giorno 10 minuti a gesti come camminare in un parco senza le interferenze della tecnologia.

5) FARSI DA PARTE. Se non si può proprio fare a meno di guardare lo smartphone durante una passeggiata, è auspicabile farsi da parte per non intralciare il traffico. 

 

mercoledì 4 maggio 2016

Usa, la metà dei teenager soffre di dipendenza da smartphone

La metà degli adolescenti intervistati ha ammesso di non poter fare assolutamente a meno del proprio smartphone .
Secondo un sondaggio condotto dall'organizzazione no profit Common Sense Media sull'utilizzo della tecnologia negli Stati Uniti, la metà degli adolescenti intervistati ha ammesso di essere dipendente dal proprio smartphone. "Questo tipo di dipendenza può accadere a tutti. Se i vostri ragazzi preferiscono stare da soli in casa a giocare invece di andare fuori per andare al cinema, incontrare i loro coetanei, allora c'è un problema", ha spiegato Holland Haiis, esperta del settore.
La stessa ricerca ha rivelato inoltre che l'80% dei teenager afferma di guardare il proprio telefono ogni ora e il 72% sente la necessità di rispondere subito sia agli sms che ai messaggi sui social.
Per quanto riguarda i genitori, il 36% afferma di discutere quotidianamente con i propri figli per l'eccessivo utilizzo del cellulare. Ma non solo i giovani sono colpiti da questa nuova "dipendenza". In base a quanto riportato dall'emittente televisiva statunitense, infatti, il 27% dei genitori afferma di non poter fare a meno del proprio apparecchio. Il 69% di loro sostiene di aver bisogno di controllare lo smartphone almeno una volta all'ora e il 48% dice di dover guardare i messaggi subito. Il 56% afferma di contenersi mentre è alla guida.
Fonte: Fastweb