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mercoledì 20 novembre 2013

Cyberpol, la webpolizia mondiale

La nuova divisione dell'Interpol sarà attiva 24 ore su 24 e avrà compito di vigilare su reati digitali e molto di più


Si chiama Noboru Nakatani ed è l’ex direttore del Dipartimento anticrimine organizzato transnazionale della polizia giapponese. L’Interpol lo ha scelto per guidare la creazione del nucleo più avanzato di lotta ai reati del ventunesimo secolo, il Global Complex for Innovation (Igci). Il nome in codice del centro è Cyberpol e avrà il compito di fornire supporto tecnico e coordinare lo scambio di informazioni tra i 190 paesi membri. Nella sede di Singapore, troveranno posto anche laboratori di ricerca e sviluppo, addestramento e analisi dati. 
"L’apertura dei casi, e la conduzione delle indagini, spetta sempre ai corpi di polizia nazionale",sottolinea Nakatani, che di Cyberpol è il direttore esecutivo . "Purtroppo l’Interpol non è quella dei film: non abbiamo jet, rifugi segreti, armi e nemmeno gadget alla James Bond". Ci sono, però, tanti Dottor Q: specialisti altamente qualificati in prestito da Kaspersky Lab. "Tecnici e analisti verranno mandati a Singapore per curare la formazione degli agenti operativi e per aiutare nell’analisi e nell’interpretazione dei dati", spiega Eugene Kaspersky, Ceo e co-fondatore dell’azienda, che già anni fa aveva lanciato l’idea di una Interpol di internet. 
Il team avrà il compito di condividere con l’Interpol informazioni e competenze e di guidare la ricerca a caccia di nuove minacce . "La polizia deve adattarsi ai nuovi strumenti, usando le stesse armi dei criminali per le sue indagini. Parliamo di mobile, ma anche di email, di social media", continua Nakatani. A differenza dei crimini digitali, che si compiono completamente in rete, il cybercrime non si limita al web. In pratica è qualsiasi tipo di illecito con una componente online. Possono essere singoli eventi come phishing e hacking, furto d’identità, furto e manipolazione di dati e frodi bancarie o comportamenti prolungati, come cyberstalking, molestie, estorsione e ricatto, spionaggio e manipolazione dei mercati finanziari. 
L’obiettivo di Cyberpol è formare un gruppo di 140 persone entro il 2016. I primi sono già al lavoro nelle due sedi provvisorie di Lione e Singapore, ma Cyberpol sarà operativo solo tra un anno, a settembre 2014. Intanto, si lavora a costruire una rete tra le unità investigative. A fine mese a L’Aja si è tenuta la prima Cybercrime conference da replicare ogni anno in collaborazione con l’Europol tra Olanda e Singapore.
Come si fa per diventare cyberpoliziotti? Inizialmente una decina saranno assunti direttamente dall’Interpol, mentre tutti gli altri saranno agenti di polizie nazionali distaccati presso l’Igci, insieme ai tecnici di Kaspersky, di Trend Micro e di Nec .

sabato 11 febbraio 2012

Tradito dalla foto su facebook latitante siciliano preso a Londra

Sul profilo aveva un immagine della statua di cera di Obama custodita nel museo della capitale britannica.
I carabinieri lo hanno rintracciato e arrestato con la collaborazione dell'Interpol e della polizia londinese. A tradirlo è stato Facebook e la sua vanità di farsi fotografare accanto alla statua di Barack Obama. E' finita così la latitanza di Michele Grasso, 27 anni, un giovane siciliano originario di Taormina condannato per spaccio di droga. Nonostante fosse ricercato dal 2008, era tranquillo perchè viveva ormai a Londra sicuro che nessuno lo avrebbe più rintracciato. Ma durante una visita al museo delle cere di Madame Tussaud non ha resistito alla tentazione di farsi immortalare accanto alla riproduzione del presidente americano, pubblicando poi la foto su Facebook. l latitante non poteva però immaginare che i Carabinieri, dopo avere controllato inutilmente gli spostamenti dei suoi familiari, da tempo stavano monitorando il suo profilo personale sul social network alla ricerca di informazioni utili per risalire al luogo dove aveva trovato rifugio. Inizialmente Grasso, con un pizzico di ironia, aveva scritto di essere residente ad Alcatraz, guardandosi bene dall'inserire le sue foto. Poi, forse anche a causa di una eccessiva sicurezza, ha cominciato a pubblicare alcune istantanee scattate in momenti spensierati. Ad attirare l'attenzione degli investigatori è stata una delle immagini che ritraeva il latitante accanto alla statua di Obama, anche lui in posa sorridente e con le braccia conserte come il presidente. A questo punto i carabinieri hanno capito che la foto era stata scattata al museo delle cere di Londra. La certezza della presenza nella città londinese di Grasso l'hanno avuta analizzando altre foto del ricercato in compagnia di alcuni amici siciliani, scattate in un pub di Londra. Tra queste anche una che lo ritraeva all'esterno del locale, dove Grasso aveva trovato lavoro come cameriere. Gli investigatori hanno capito che si trovava nel sobborgo di Woodford, nella parte nordest della City, anche grazie all'immagine di un autobus di linea che passava da quella zona.

Fonte: Repubblica