Parliamo del caso del giorno, la vicenda Eye Pyramid, con Walter Ruffinoni, attuale CEO di NTT Data Italia, partner del distretto di Cybersecurity di Cosenza. L’occasione è l’intervista a SkyTG24 dove ha potuto dare il suo punto di vista sui temi della sicurezza e sulle prospettive del nostro paese dove l’azienda ha deciso di investire in talento e innovazione, proprio al Sud.
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sabato 14 gennaio 2017
Proteggere i dati significa proteggere le persone e la ricchezza del paese
Parliamo del caso del giorno, la vicenda Eye Pyramid, con Walter Ruffinoni, attuale CEO di NTT Data Italia, partner del distretto di Cybersecurity di Cosenza. L’occasione è l’intervista a SkyTG24 dove ha potuto dare il suo punto di vista sui temi della sicurezza e sulle prospettive del nostro paese dove l’azienda ha deciso di investire in talento e innovazione, proprio al Sud.
martedì 3 gennaio 2017
Polizia Postale, 510 siti oscurati per terrorismo nel 2016
La Polizia Postale ha reso noto il bilancio 2016 dell'attività informatica. Sono stati monitorati più di 400mila siti eversivi e terroristici. La Polizia Postale e delle Comunicazioni ha confermato che nel 2016 sono stati oscurati 510 indirizzi web eversivi, o comunque di riferimento per il terrorismo nazionale e internazionale.Il monitoraggio ha riguardato 412.447 siti web e numerosi profili Twitter e Facebook. Due le persone arrestate e altre otto denunciate per attività eversive tramite strumenti informatici e comunicazione telematica. Il C.N.A.I.P.I.C., centro nazionale anticrimine per la protezione delle infrastrutture critiche, ha contrastato almeno 831 attacchi informatici degni di nota indirizzati a siti istituzionali e strutture. Ancora più grande l'impegno per la gestione di 5262 alert diramati per le vulnerabilità riscontrate su sistemi informatici o minacce. A livello internazionale le richieste di cooperazione, in seno alla rete 24-7 "High Tech Crime" del G7, sono state 82. Le attività investigative sono state invece 65 e hanno portato alla denuncia di 25 persone. Il Bilancio 2016 dell'attività svolta dalla Polizia Postale si chiude positivamente anche se le sfide su più macro-aree di competenza diventano sempre più complesse. Si parla di contrasto alla pedopornografia online (576 casi, 51 arresti e 449 denunciati), hate speech (96 siti su 1120 monitorati), protezione infrastrutture, cybercrime finanziario, eversione, terrorismo, etc.
lunedì 2 maggio 2011
Ransomware: torna il virus del “riscatto”, che prende in ostaggio il PC

A distanza di anni dalla prima apparizione è ritornato in auge, proprio in questi giorni, un virus “ransomware“, un tipo di codice nocivo capace di bloccare l’accesso al computer infettato e di pretendere un riscatto da parte dell’utente per ripristinare il normale accesso ai contenuti memorizzati nella macchina. Si tratta di una forma di estorsione che qualche anno fa, nel 2006, riuscì a fare diversi danni, obbligando gli utenti a collegarsi tramite modem analogico a un numero ad altissima tariffazione, con lo scopo di chiedere un codice di sblocco per rientrare in possesso del proprio computer. A distanza di 5 anni ecco quindi il ritorno. È notizia di queste ore, infatti, il ritorno del “ransomware”, scoperto dal CNAIPIC (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) e da Prevx, che hanno notato la diffusione di un virus descritto come la variante di una minaccia conosciuta con il nome di “MBRLock“. Si tratta di un software che, una volta eseguito, crea una copia dell’MBR (Master Boot Record, il settore di avvio dell’HDD dove sono memorizzati tutti i dati necessari al caricamento del sistema operativo) salvandola in un settore diverso dal solito, mentre i dati presenti nell’MBR “originale” vengono sovrascritti con le istruzioni che impediscono il normale caricamento del sistema, facendo comparire all’utente un falso avviso che informa di come la copia di Windows in uso è illegale e che per ripristinare le funzionalità è necessario inserire il codice prodotto entro tre giorni, superati i quali il sistema non si potrà più sbloccare. Per avere il codice di sblocco l’utente viene invitato a telefonare al numero 899 021 233 (che è stato già disattivato dalle autorità in modo da impedire la prosecuzione della truffa), andando così a far gonfiare la bolletta telefonica a causa dell’alto costo di una simile chiamata. Il virus, diffuso tramite alcuni siti Internet e tramite le reti peer-to-peer, sembra studiato per essere diffuso maggiormente tra gli utenti italiani, svizzeri, belgi ed austriaci, dato che, secondo quanto segnalato, le numerazioni a valore aggiunto sono state attivate in questi paesi, mentre per gli altri c’è un numero 899 internazionale attivato nel Liechtenstein. I ricercatori che hanno scoperto il “ransomware” hanno notato che il software non effettua un controllo sulla password di sblocco, ma solo sulla sua lunghezza, per questo motivo è sufficiente digitare a caso 14 caratteri per procedere con lo sblocco del sistema e ripristinare così l’MBR originale.
lunedì 21 dicembre 2009
eSecurity: Telecom Italia e Polizia siglano Protocollo contro crimini informatici su sistemi di sicurezza delle telecomunicazioni

Come informa una nota, alla firma erano presenti: il Prefetto Oscar Fioriolli, Direttore Centrale per la Polizia Stradale , Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, Domenico Vulpiani Consigliere Ministeriale con delega alla sicurezza informatica e Antonio Apruzzese, Direttore del Servizio Polizia Postale delle Comunicazioni. L'accordo tra le due parti, che ha valore triennale e segue quello già siglato nel settembre 2004, è stato stipulato in attuazione del decreto del Ministro dell'Interno del 9 gennaio del 2008 che ha individuato le infrastrutture critiche informatizzate nazionali, ovvero quelle strutture, pubbliche o private, che gestiscono i settori nevralgici per il funzionamento del Paese attraverso sistemi informatici e telematici. La convenzione siglata oggi si pone infatti l'obiettivo di sviluppare procedure di collaborazione utili a prevenire e reprimere attacchi informatici, di matrice criminale o terroristica, contro i sistemi informativi che gestiscono la sicurezza e la regolarità del sistema delle telecomunicazioni, contribuendo così ad innalzare l'efficienza del sistema nazionale nel settore di riferimento. Dal punto di vista operativo, l'obiettivo verrà attuato anche grazie a un collegamento dedicato tra Telecom Italia e la sala operativa del “Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche – CNAIPIC” del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. Con la stipula della convenzione in argomento verrà, quindi, ulteriormente esaltato il ruolo centrale della Polizia di Stato, e in particolare della Polizia Postale e delle Comunicazioni, nella complessa tematica della protezione delle infrastrutture critiche informatizzate.
A breve il Dipartimento della P.S. stipulerà nuovi accordi bilaterali con aziende ed enti istituzionali che gestiscono infrastrutture critiche informatiche, anche nei settori dell'energia, della finanza, della sicurezza, della salute, dell'ambiente, della difesa e della giustizia.
mercoledì 24 giugno 2009
È nato a Roma il Centro Nazionale Anticrimini Informatici
Il Cnaipic proteggerà le infrastrutture dai criminali informatici: vigilerà sugli attacchi ai servizi considerati di interesse nazionale, dalla fornitura di acqua ed elettricità ai trasporti. L'acronimo - Cnaipic - non sarà dei migliori ma la costituzione del Centro Nazionale Anticrimini Informatici per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, in progetto sin dal 2005 e inaugurato il 23 giugno 2009, è considerata d'importanza vitale.Lo scopo è la protezione di tutti i servizi considerati essenziali per il nostro Paese - la fornitura di acqua, gas, luce ma anche i trasporti - che ormai sfruttano intensamente le reti telematiche: un attacco a una di queste reti potrebbe avere ripercussioni molto gravi.
Questa preoccupazione non è solo italiana: anche gli Stati Uniti sono all'erta per prevenire attacchi mirati alle infrastrutture portati da eventuali minacce criminali o terroristiche.
Il Cnaipic ha sede a Roma, vicino a Cinecittà, ed è stato presentato da Domenico Vulpiani, direttore del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Vulpiani ha sottolineato come la struttura del Centro potrà contare su più di 2.000 agenti e sarà attiva 24 ore su 24, costantemente in collegamento con altre 52 polizie nel mondo per prevenire gli attacchi e coordinare gli interventi.
Il Ministro Maroni, presente alla cerimonia di inaugurazione, ha tenuto a sottolineare come l'istituzione del Cnaipic sia "innovativa, sotto l'aspetto della prevenzione e del partenariato pubblico-privato", alludendo alla stretta collaborazione con le aziende fornitrice dei servizi che il Centro ha il compito di proteggere.
Il Ministero dell'Interno indicherà poi al Cnaipic le istituzioni, le amministrazioni, gli enti e le persone giuridiche - pubbliche o private - la cui attività sia considerata di interesse nazionale e, pertanto, meriti adeguata tutela.