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lunedì 22 marzo 2010

HTC Magic: la botnet Mariposa ha colpito circa 3.000 memory card



Sembra non finire mai la saga degli smartphone HTC Magic brandizzati Vodafone e collegati con la botnet Mariposa: la stessa compagnia telefonica, infatti, ha ammesso che circa 3.000 memory card infette sono state vendute insieme al telefono cellulare incriminato, e per il momento non c’è dato sapere se la diffusione del malware è limitata alla Spagna, come sospettato inizialmente, oppure no.
Per il momento Vodafone Spagna ha avviato un’operazione alquanto originale, con la quale spera di porre rimedio allo sbaglio commesso: si occuperà, infatti, di inviare nuove memorie microSD da 4 GB agli utenti che hanno acquistato gli HTC Magic infetti e che potenzialmente fungeranno da fonte per l’espansione della botnet. Non dimentichiamo, infatti, che tutti i PC attaccati dal malware si comporteranno da zombie, e cominceranno, probabilmente molto presto, a infettare nuove macchine collegate a Internet: se non si prendono presto i provvedimenti dovuti si rischia quindi di far rinascere Mariposa, una delle Reti maligne più vasta e pervasiva degli ultimi tempi.
Facendo fede a quanto riportato, sempre tramite email, da un responsabile Vodafone:
Vodafone Spain has identified customers that could potentially be affected by the incident and Vodafone Spain will be sending these customers a new memory card. Additionally, Vodafone Spain will provide these customers with tool to verify and fix the integrity of their devices. La compagnia è intenzionata, finalmente, a fornire supporto anche per pulire i personal computer infetti, o perlomeno, assistenza tecnicaverso i propri clienti. È interessante notare come l’opinione della telco è passata da un semplice stupore iniziale a una promessa di indagini più approfondite, per arrivare adesso addirittura a un’assistenza personalizzata e alla distribuzione gratuita di nuove memory card: c’è da chiedersi se questa iniziativa basterà a bloccare, in modo definitivo, la pericolosa botnet oppure se sarà solo un altro buco nell’acqua.

mercoledì 10 marzo 2010

Vodafone, distribuiti HTC Magic infettati dalla botnet Mariposa


Diversi HTC Magic venduti da Vodafone in Spagna potrebbero essere infettati da un virus legato alla botnet spagnola Mariposa, sgominata proprio nei giorni scorsi dalle autorità spagnole in collaborazione con enti e aziende del settore della sicurezza informatica.

La notizia, che farà probabilmente scalpore, arriva direttamente dal blog di Panda Antivirus, il noto produttore dell’omonima soluzione per la protezione del computer. Stando a quanto raccontato nel post, uno dei dipendenti di Panda, dopo aver acquistato nelle scorse ore un Vodafone HTC Magic con sistema operativo Android e averlo collegato al PC, si è visto segnalare dal suo antivirus la presenza di due file, autorun.inf e autorun.exe, indicati come dannosi. Ad una più attenta osservazione è stato quindi scoperto che l’HTC Magic era stato infettato da un virus che, attivandosi nel momento in cui l’apparecchio viene connesso ad un PC, apre su questo una backdoor facendolo diventare parte della botnet Mariposa e rubando dati e credenziali che saranno poi spediti agli autori del malware. Particolare da sottolineare poi, che questo virus sembrerebbe non fare riferimento ai tre cracker responsabili di Mariposa conosciuti come “DDP Team”, quanto ad un non meglio precisato nickname “tnls”, facendo ipotizzare come vi possano essere ancora altri personaggi dietro la botnet spagnola. Infine le sorprese non finiscono qui, tanto che gli esperti di Panda hanno rilevato sullo smartphone la presenza del virus Confiker e di un software in grado di rubare le password d’accesso a Lineage. Saranno da chiarire nelle prossime ore le modalità con cui questi software sono riusciti a finire in un nuovo HTC Magic distribuito da Vodafone e soprattutto sarà necessario capire se si tratta di un caso isolato o se, come alcuni ipotizzano già, di un’intera partita di apparecchi infettati finiti in commercio.

lunedì 8 marzo 2010

Cyber terrorismo. Per gli Usa, minaccia sempre più grave. Mueller (FBI): 'Effetti peggiori di una bomba ben piazzata'


La minaccia del cyber terrorismo è una realtà da cui nessun governo può più prescindere, vista l’importanza che le reti informatiche rivestono ormai per l’economia e la sicurezza nazionale.
Diversi episodi recenti, relativi ad attacchi hacker rivolti a grandi aziende hi-tech occidentali, tra cui Google e Intel, hanno rinfocolato tensioni e vecchie polemiche - con scambi di ‘avvertimenti’ non proprio velati tra Washington e Pechino - e hanno mostrato con tutta evidenza come ormai il cyberspazio sia un territorio da salvaguardare con la massima attenzione.
Internet, insomma, è diventato per la sicurezza nazionale un campo di battaglia senza polvere da sparo, in cui militanti politici, stati ostili, organizzazioni criminali, grazie a eserciti di ‘Pc zombie’, attuano le loro strategie agendo, per lo più, indisturbati, protetti dall’anonimato garantito dalla rete. La minaccia, dunque, è quanto mai reale e anche il direttore dell’FBI Robert Mueller, ha sottolineato l’importanza di difendere le reti informatiche da attacchi che possono avere lo stesso impatto di “una bomba ben piazzata”.
Che si tratti della Cina o di al Qaeda, di gruppi organizzati che mirano a destabilizzare l’economia o di mercenari pagati per rubare segreti industriali, l’impegno dei governi e la cooperazione internazionale contro queste nuove forme di criminalità dai confini altamente labili, devono essere massimi: “i rischi sono proprio fuori dalla nostra porta e, in alcuni casi, sono nelle nostre case”, ha affermato Mueller nel corso della Rsa Conference sulla sicurezza informatica che si è svolta a San Francisco. “Negli ultimi 10 anni - ha affermato ancora - la presenza online di al Quaeda è diventata tanto potente quanto la sua presenza nel mondo”. L’organizzazione terrorista utilizza internet per reclutare i suoi membri, incitare alla violenza, istruire aspiranti estremisti.
“La minaccia del cyber terrorismo è reale e in rapida espansione” ha aggiunto il capo dell’FBI, sottolineando come i terroristi abbiano mostrato “…un chiaro interesse nelle competenze da hacker e tenderanno sempre più a combinare gli attacchi fisici a quelli virtuali”.
Alla Conferenza RSA ha partecipato anche Richard Clarke, ex consigliere della Casa Bianca per la sicurezza nazionale, che ha sottolineato come “…tutte le più importanti compagnie americane ed europee siano state penetrate”, in quella che è ormai, “una vera guerra industriale”, in cui Cina e Russia stanno “rubando petabytes di informazioni”. Secondo Clarke, diversi Stati hanno creato cyber-unità specializzate per preparare il campo di battaglia e si cimentano quotidianamente in attività criminose che né l’industria né il governo americano riescono a fermare: “…rubano tutto quello che c’è da rubare – ha affermato Clarke – anche informazioni apparentemente innocue, grazie ad attacchi che puntano direttamente ai Pc dei dirigenti delle più importanti società”.
“Stiamo giocando al gatto e al topo ma, sfortunatamente, il topo sembra essere sempre un passo avanti”, ha concluso Clarke.
Nei giorni scorsi, la polizia spagnola ha arrestato i tre creatori di quella che gli esperti hanno definito “una delle più grandi botnet al mondo finalizzata alla sottrazione di informazioni personali riservate, credenziali bancarie, password e numeri di carte di credito”. Mariposa – questo il nome della rete di Pc zombie - ha infettato fino ad oggi 13 milioni di PC in 190 Paesi, inclusi numerosi PC di grandi aziende (oltre la metà delle 1.000 aziende più grandi al mondo) e almeno 40 importanti banche. Il 18 febbraio, la società specializzata in sicurezza NetWitness ha riferito di un nuovo virus che avrebbe colpito 75 mila computer di 2.500 aziende in tutto il mondo, inclusi gli account degli utenti dei più popolari social network. “Dobbiamo continuare a fare tutto il possibile per minimizzare e fermare questi attacchi”, ha affermato quindi Mueller, invitando gli esperti in sicurezza informatica a unirsi all’FBI, in un appello che replica quello fatto nei giorni scorsi dall’attuale segretario per la Sicurezza nazionale, Janet Napolitano.