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venerdì 14 gennaio 2011

Londra: capitale della Scuola Digitale


Regno Unito, Lavagna Elettronica in 7 classi su 10
Il Regno Unito vanta un record invidiabile: sette classi su dieci hanno la lavagna digitale. Molto meglio che negli Stati Uniti e in Canada dove sono, rispettivamente 4 e 3 su dieci. Il dato ha una spiegazione semplice: Londra da almeno 8 anni ha avviato la digitalizzazione nelle scuole (nel 2003 furono già stanziati 50 milioni di sterline a favore delle amministrazioni locali per l’acquisto delle nuove tecnologie educative) e ha deciso di non fermarsi. Pur con le difficoltà dovute ai conti dello Stato pesantemente in rosso, il governo Cameron cerca di non rimangiarsi la scommessa sul rinnovamento della scuola.

E L’ITALIA?- L’Italia rischia di restare al palo o quasi: i tagli alla spesa hanno imposto lo stop e progetti di innovazione tecnologica procedono con passo lento (parziale eccezione ne è la Provincia Autonoma di Trento che nel novembre scorso ha ordinato 1500 lavagne interattive per i suoi 400 istituti). Per l’anno 2009-2010 era stata programmata l’installazione di 16 mila “lim” (lavagne interattive multimediali, costo da mille a 3 mila euro), il piano si è poi scontrato con le difficoltà dell’economia e con la linearità dei risparmi imposti in eguale misura a tutto il settore pubblico. Risultato: le idee ci sono, i soldi no.

UN AIUTO - Eppure la strada dell’hi-tech scolastico è obbligata e perdere l’autobus oggi significa ritardare di molto la modernizzazione educativa di un paese (è tra l’altro dimostrato che i ragazzi, in ogni ordine e grado, apprendono meglio e più volentieri se coinvolti attraverso le tecnologie introdotte nelle aule). Un futuro da fantascienza? Certo, a vedere ciò che mette in mostra la fiera del Bett di Londra c’è da restare a bocca aperta: viene voglia di tornare a scuola. Dai banchi alle lavagne interattive (il leader del settore è la Smart, azienda canadese, che opera dal 1986 e che copre il 48% del mercato internazionale), la tecnologia, anche in 3D, offre un supporto straordinario alla diffusione del sapere scientifico e letterario. Leggere, studiare, imparare diventa, oltre che utile, divertente.

NEL MONDO - Le statistiche dicono che nel mondo, per ora, solo l’8% è delle classi è informatizzato e che gli studenti coinvolti sono circa 80 milioni. La modernizzazione scolastica comunque marcia: il 2008 e il 2009 sono stati gli anni orribili dell’economia. Eppure le imprese dell’high-tech scolastico non si sono fermate. Un esempio? Solo nel Nord America nel 2008 sono state vendute 256 mila lavagne interattive. Nel 2009 il numero è cresciuto a 319 mila. E nel Regno Unito le classi informatizzate da 6 su 10 sono diventate 7 su dieci- Segno che nell’istruzione molti governi e istituzioni private continuano a investire. Come è necessario.

Fonte: Corriere della Sera - Autore: Fabio Cavalera


lunedì 13 dicembre 2010

NELLE SCUOLE ITALIANE 85% DI LAVAGNE INTERATTIVE MULTIMEDIALI


In 9 casi su 10 a pagare e’ stato il Miur, ma per meta’ dei docenti la formazione e’ insufficiente. Su oltre 1.000 scuole contattate dal Censis, l’84,9 per cento possiede una o piu’ lavagne interattive multimediali (Lim), adottate per innovare l’ambiente di apprendimento e le metodologie didattiche. Poche le differenze in base alla dislocazione geografica degli istituti coinvolti nella rilevazione: si oscilla tra l’88 per cento nel Nord-Ovest all’83,4 per cento nel Sud. E’ quanto emerge dal Rapporto 2010 dell’istituto di ricerca sulla situazione sociale del Paese. Stando alle risposte dei dirigenti scolastici, nel 91,4 per cento dei casi le risorse per l’acquisto delle Lim hanno avuto origine ministeriale. Spesso in aggiunta all’azione ministeriale, le Lim sono state acquistate dalle scuole con propri fondi (20 per cento), grazie all’intervento di Regioni ed enti locali (10 per cento), o donate da soggetti privati (6,6 per cento). Le principali beneficiare delle lavagne interattive sono state le classi con docenti che hanno effettuato la formazione prevista per la loro introduzione nelle scuole (35,9 per cento) o con le piu’ elevate competenze nella didattica digitale (31,3 per cento). Ma quali sono le aspettative dei dirigenti scolastici in merito? Una maggiore attenzione e partecipazione attiva degli studenti (8,12 su una scala da 1 a 10) e la possibilita’ di approfondire alcuni ambiti disciplinari (7,79). Seguono il rafforzamento della motivazione/competenze professionali dei docenti (7,67), un apprendimento collaborativo e produzione di materiali didattici riutilizzabili (7,60), lo sviluppo di approcci interdisciplinari (7,52) e il supporto per allievi disabili e con disturbi specifici dell’apprendimento (7,50). Sfumato il giudizio dei docenti: secondi una meta’ degli intervistati (51,4 per cento), infatti, l’introduzione di questi nuovi strumenti di apprendimento hanno prodotto nuovi fabbisogni di formazione che pero’ non sono ancora del tutto soddisfatti. Per un’altra meta’ circa (48,8 per cento), invece, la scarsa autonomia dei docenti nella creazione di contenuti digitali determina una sottoutilizzazione delle lavagne, mentre un terzo dei maestri (34,7 per cento) ritiene che l’impiego delle Lim non sia agevolato dalla rigidita’ dei docenti prossimi alla pensione, che hanno difficolta’ a rimettere in discussione il proprio approccio didattico. Grosso modo concordi i presidi: piu’ della meta’ (50,9 per cento) sostengono che il numero ridotto di lavagne interattive rispetto a quello delle classi rischia di creare un divario nei livelli di apprendimento dei gruppi, a discapito del diritto di ciascun alunno ad avere pari opportunita’ nell’accesso ai saperi e livelli di istruzione paritetici.

Fonte: Free News Online - Autore: Roberta Mazzacane

venerdì 17 settembre 2010

Indagine - Le scuole hanno i computer ma non li usano


Le scuole italiane sono spesso attrezzate con aule informatiche, ma gli strumenti giacciono inutilizzati. Bisogna integrare le tecnologie nella didattica.

In quasi tre quarti delle scuole italiane c'è un'aula di informatica, ed è anche ben attrezzata; sfortunatamente, l'uso da parte delle classi è ridotto. È questo il dato che sintetizza l'indagine promossa da Adiconsum nelle scuole italiane e che ha coinvolto 1.570 studenti, 523 genitori e 299 insegnanti. A casa, quasi tutti i ragazzi hanno un computer (il 97%) anche se è usato sostanzialmente per attività "di intrattenimento", dai videogiochi ai video, dalla musica alle foto, fino ai social network. Anche gli insegnanti hanno per lo più familiarità con il PC: il 94% ne possiede uno, e il 50% si definisce "competente" anche nell'uso di Internet. Se a ciò si aggiunge che il 73,5% delle scuole, come dicevamo all'inizio, dispone di un'aula di informatica e che il 66% ha anche la connessione a Internet, parrebbe che la tecnologia abiti di diritto tra i banchi. L'uso, tuttavia, è limitato. Dipenderà forse dal fatto che avere un'aula di informatica significa che ogni classe deve fare a turno con le altre, ma solo il 35% degli studenti riesce a entrarvi più di una volta a settimana, il 28% non più di una volta ogni sette giorni e il 29% una volta al mese mentre il 64% dice che i docenti non usano il computer per fare lezione. Sempre parlando di insegnanti, il 33% usa i supporti multimediali allegati ai libri di testo in aula, ma non più di una volta al mese. Spesso, poi, non si tratta di cattiva volontà: oltre ai problemi logistici derivanti dal dover condividere le risorse presenti, molti insegnanti che pure conoscono l'uso dei PC e di Internet non sanno come applicare praticamente queste tecnologie nella didattica. Se si vuole un aumento nell'uso degli strumenti informatici a scuola è necessario pensare e fornire percorsi strutturati appositamente, che non siano un semplice riversamento dei contenuti che si trovano nei libri. È questa anche l'idea del ministero dell'Istruzione, che parla di "portare il laboratorio in classe" intendendo il laboratorio non "come aula informatica, ma come idea diversa di didattica che ogni giorno deve avere la possibilità di utilizzare la tecnologia". "Per questo" - ha spiegato Rossella Schietroma, dirigente della Direzione generale per gli studi - "il Ministero ha elaborato due Piani: il Piano LIM, dove la LIM (la Lavagna Interattiva Multimediale) funge un po' da mediatore culturale e il Piano Cl@ssi 2.0 che partirà a ottobre e che vuole velocizzare l'applicazione di questi nuovi strumenti".
Fonte: Zeusnews

venerdì 9 ottobre 2009

Un nuovo modo di fare didattica



Lavagna Interattiva Multimediale (LIM)
La LIM è una lavagna speciale, su cui è possibile scrivere, proiettare filmati, spostare immagini e altri oggetti multimediali con apposite penne digitali, salvare la lezione svolta sul computer per poterla riutilizzare in seguito e metterla a disposizione degli allievi.E’, quindi, uno strumento tecnologico che permette di mantenere il classico paradigma didattico centrato sulla lavagna, potenziandolo con la multimedialità e la possibilità di usare software didattico in modo condiviso.
E’ uno strumento che trova la sua applicazione in tutti i livelli scolastici e nelle diverse aree disciplinari. La sua applicazione è molto versatile: permette una didattica frontale innovativa, approcci formativi di tipo collaborativo e costruzionista, per education e simulazioni di attività laboratoriali. La letteratura dimostra che questo strumento è particolarmente utile per gli alunni diversamente abili e per quegli studenti che hanno maggiori difficoltà a seguire le lezioni tradizionali. Gli studi dimostrano, come atteso, che è particolarmente apprezzato dagli studenti, sempre più abituati a ragionare e filtrare le informazioni secondo le regole comunicative del mondo digitale. Ma è anche molto apprezzato dai docenti, perché a differenza di altre tecnologie applicate alla didattica, permette di convogliare l’attenzione dei ragazzi sulla lezione. Grazie a metodi innovativi favorisce la spiegazione dei concetti più complessi e il risparmio di tempo, proiettando schemi, formule, brani senza doverli riprodurre manualmente sulla lavagna.
Supporti per l'utilizzo della LIM
La LIM è collegata ad un computer, di cui riproduce lo schermo grazie alla proiezione attraverso un videoproiettore. Pertanto, l’utilizzo della LIM in classe richiede:- la lavagna interattiva multimediale;- un computer;- un videoproiettore;- software e materiali per la didattica.L’istallazione prevede il collegamento del computer al videoproiettore, tramite l’apposito cavo, e della lavagna al computer. Il videoproiettore riceve le immagini del computer e le proietta sulla LIM. Le operazioni effettuate sulla LIM con le penne digitali sono percepite da sistemi di rivelazione e trasmesse al computer. Sono possibili tutte le operazioni normalmente effettuate con il mouse .
I software per la LIM
La LIM è dotata di software per creare presentazioni e lezioni multimediali in classe con facilità: normalmente sono sufficienti poche ore per apprendere le basi del funzionamento. Tutti i software in dotazione con le LIM hanno in comune alcuni elementi caratteristici:
- uno stage bianco in cui poter scrivere con la penna digitale in modo analogo all’utilizzo di pennarelli sulle lavagne bianche; inoltre, in questo spazio è possibile trascinare immagini e altri oggetti multimediali tratti dalla libreria;
- una libreria di immagini, filmati e animazioni che possono essere trascinate nello stage; alcuno oggetti sono già disponibili altri possono essere importati dal docente. Una volta trasferiti negli stage possono essere ridimensionati, ruotati, clonati e utilizzati come base per creare schemi e mappe concettuali grazie all’utilizzo delle penne digitali.
- Sono presenti moltissimi strumenti che permettono di attivare funzioni come la scrittura con tratti e colori differenti, la tracciatura di forme geometriche solide o vuote, l’attivazione di una tastiera virtuale ecc.
Inoltre, la LIM permette di utilizzare tutti i software presenti sul computer, come elaboratori di testo, software per presentazioni, browser per la navigazione in internet, software di disegno e proiettori di filmati, ma invece di usare il mouse per selezionare e spostare oggetti, si utilizzano le penne digitali agendo direttamente sulla superficie della lavagna.Infine, è possibile utilizzare specifici software didattici, come quelli proposti dalla nostra casa editrice, che contengono percorsi didattici preconfezionati da esplorare e attività interattive già mirate al raggiungimento di specifici obiettivi didattici.
Perché piace agli insegnanti…La LIM piace agli insegnanti per diversi motivi:
- permette di usare metodi tradizionali di insegnamento, come la lezione frontale, in modo innovativo, in particolare il docente può utilizzare materiale didattico multimediale direttamente sulla lavagna, e non dietro ad un computer;
- permette di salvare i percorsi didattici proposti, per successivi utilizzi e per la distribuzione agli studenti, diminuendo il tempo necessario alla preparazione della lezione e dei materiali di studio;
- facilita la spiegazione di processi, la descrizione di situazioni e ambienti, l’analisi dei testi grazie alla possibilità di visualizzarli in modo condiviso su uno schermo comune a tutti, assicurando l’attenzione sull’oggetto corretto;
- rende il momento di recupero più dinamico e interattivo, agendo su intelligenze diverse e migliorando i risultati come dimostrato da diversi studi;
- possono utilizzare facilmente approcci didattici diversi, grazie anche alla disponibilità di software didattici;
- infine, anche perché manda in pensione gli odiati gessetti.
Perché piace agli studenti…- perché hanno familiarità con il linguaggio delle immagini e dei filmati;- perché le lezioni interattive sono più coinvolgenti e permettono di comprendere più rapidamente;- perché hanno a disposizione diversi canali di apprendimento che stimolano diverse intelligenze;- perché spesso l’introduzione della LIM ha favorito attività didattiche di apprendimento collaborativo che li pongono al centro del processo di apprendimento.

La Scuola Digitale


Sono trascorsi circa dieci anni da quando il Consiglio Europeo ha individuato l’obiettivo strategico di portare il nostro continente a "diventare l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo…", specificando che per conoscenza si deve intendere anche quella "digitale". Nella Raccomandazione del 2006, inoltre, l’Unione Europea ha focalizzato, tra le otto competenze chiave per l’apprendimento permanente dei cittadini europei, quella "digitale, specificando che "la competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione (TSI) per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione". La scuola dei nostri ragazzi di oggi, futuri cittadini europei, ha quindi l’obbligo di adottare le indicazioni dell’U.E.; ma soprattutto deve essere in grado di adeguarsi alle esigenze e alle abitudini dei cosiddetti digital natives e alla loro oramai naturale dimestichezza con le tecnologie informatiche. Il ministero ha avviato, dallo scorso anno scolastico, il progetto "La scuola digitale", per diffondere le nuove tecnologie in classe. Il piano si articola in due fasi: la prima, già operativa, prevede l’introduzione delle "Lavagne interattive multimediali (LIM)"; la seconda denominata cl@ssi 2.0, è un progetto rivolto a 2.015 istituzioni scolastiche della scuola secondaria di primo grado e prevede di dotare una o più classi prime di una completa attrezzatura tecnologica. Da quest’anno scolastico saranno installate 16.000 LIM in altrettante classi della scuola secondaria di I grado. Inoltre 50.000 insegnanti saranno coinvolti in percorsi di formazione che interesseranno oltre 350.000 studenti. Nell’a.s. 2010-2011 il piano si estenderà alla scuola secondaria di II grado e alla scuola primaria, dove saranno distribuite 8.000 LIM e coinvolti circa 25.000 insegnanti.


Fonte: Ministero Pubblica Istruzione

venerdì 12 giugno 2009

La Scuola Digitale : presentazione Ministero Istruzione

Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha completato, con la presentazione del Piano “La scuola digitale”, il percorso che ha visto protagonisti una serie di provvedimenti messi in campo “per diffondere le tecnologie digitali in classe”.
“L’obiettivo – sostiene ancora il Ministero in un comunicato – che vogliamo raggiungere è quello di innovare la scuola dall’interno attraverso metodi e strumenti che rispondano alle nuove esigenze degli studenti e alle sfide della società del futuro”. Ecco alcuni dati che vedono l'introduzione delle lavagne interattive multimediali (Lim), di cui tanto si è parlato, nelle scuole. A partire dal prossimo anno scolastico, 2009/2010, saranno installate 16.000 lavagne interattive in altrettante classi della scuola secondaria di I grado. Inoltre, 50.000 insegnanti saranno coinvolti in percorsi di formazione che interesseranno oltre 350.000 studenti.“Oggi non si impara più soltanto a scuola. – ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini - Grazie alla rete, infatti, l'ambiente di apprendimento è diventato molto più ampio di un tempo e comprende luoghi e compagni reali ma anche spazi e compagni virtuali. L'introduzione delle lavagne interattive nelle scuole, chiamato Piano "cl@ssi 2.0", non è l'unico aspetto della modernizzazione digitale nelle scuole. Dal prossimo anno scolastico, infatti, la gestione degli incarichi per le supplenze sarà online. L'iniziativa prevede risparmi economici (telegrammi) e di tempo. Non solo.Le famiglie verranno informate sulle assenze dei propri figli attraverso sms e le pagelle saranno consultabili online.Nelle scuole secondarie di II grado sarà avviata la gestione automatica delle presenze-assenze.Insomma, "Le giovani generazioni - ha concluso il Ministro - utilizzano quotidianamente le nuove tecnologie per comunicare, giocare, socializzare, conoscere il mondo e apprendere. Per questo bisogna insegnare loro a utilizzare internet con senso critico e con attenzione”.