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sabato 11 febbraio 2017

Dipendenze social o Internet addiction

internet addiction dipendenza da internetIl 49° rapporto del Censis sulla situazione sociale del paese registra un abuso dell’utilizzo dei social così intenso da far pensare ad un  carattere di vera e propria dipendenza. La comunicazione verbale con le sue caratteristiche di variabilità e ricchezza lascia il posto alla telegrafica comunicazione digitale e virtuale, vuota, un’asettica comunicazione fatta di post, tag, hashtag. Un mondo di ragazzi, ragazze, adulti “fagocitati” e “catturati” dalle comutà social. All’incapacità di costuire relazioni vere, vitali, autentiche con gli altri, insieme alla scarsa autostima e fiducia nelle personali abilità sociali, si associano pensieri ripetitivi fino a vere “ossessività” (pensiamo al controllo nervoso dei “like” ricevuti!).  Internet è disponibile con facilità in quasi tutti i posti di lavoro, sugli smartphone e nei luoghi pubblici. Si riduce la nozione d’intimità, di consapevolezza dell’esistenza di uno spazio di informazioni private e personali per le quali è necessario un atteggiamento di grande attenzione e protezione, in quanto una volta immesse nell’universo virtuale non è più possibile cancellarle né avere pieno controllo del loro utilizzo da parte di altri utenti (Rivoltella, 2001).
dipendenza da internet - social
Riguardo i giovani, il professor Tonino Cantelmi, docente di Cyberpsicologia all’università Europea, sostiene “abusano dei dispositivi, ma sono fragili e deboli perché dietro non hanno strutture solide”; i giovani di oggi, prosegue lo specialista, presentano “gli effetti negativi causati dalla velocità dell’elaborazione: non si fermano mai e le connessioni neurali non si creano danneggiando la capacità creativa, l’immaginazione e il pensiero critico. I ‘mobile born’ (nativi degli smartphone, ndr) non hanno tempo di focalizzare” (fonte).
Quali differenze tra ragazzi e ragazze? “Le ragazze sono più drogate di ‘chat addiction’ (dipendenza da chat), le relazioni sul web. I maschi si rifugiano nei videogame, perché non sono in grado di vivere la realtà” (dott.ssa. Michela De Luca)
Vengono definite “Social Network addiction” e “Friendship addiction” le dipendenze da connessione, aggiornamento e controllo della pagina web personale o delle “amicizie”, insieme alla spasmodica ricerca di nuove amicizie per arricchire il profilo social.  Come le dipendenze più tipiche anche queste modalità presentano sintomi di Craving, (pulsione intensa accompagnata da un pensiero fisso verso l’uso), Tolleranza (Assuefazione), ed Astinenza, proprio come accade nelle dipendenze da sostanze (ma non solo).
“La dipendenza è in potenza in tutti i ragazzi. Nei giovani e negli adolescenti l’uso disfunzionale di internet si configura come un nuovo modo di pensare e comunicare” (prof. Francesco Tonioni, docente dell’Università Cattolica di Roma, responsabile dell’ ambulatorio al policlinico Gemelli che si occupa di dipendenza da internet e social network ).
I sintomi della dipendenza da internet sembrano realizzarsi quando lo stato psicologico di una persona, la sua attività quotidiana, scolastica o lavorativa, e le sue interazioni sociali vengono danneggiate dall’uso eccessivo o improprio divenendo attività esclusiva, assorbente.
Questa condizione viene generalmente associata ai disturbi del controllo degli impulsi come le ludopatie, in quanto emozioni negative come ansia o stati crescenti di tensione vengono temporaneamente sostituiti da un senso di piacere o rilassamento mediante l’uso e  abuso di internet.
Ecco alcune caratteristiche distintive o sintomi della dipendenza da internet:
  • Preoccupazione e inquietudine per internet
  • Perdere il senso del tempo online: ti trovi spesso a rimanere connesso più a lungo di quanto avessi previsto? Qualche minuto si trasforma in qualche ora? Ti irriti se vieni interrotto?
  • Necessità di aumentare il tempo speso collegati ad internet per raggiungere lo stesso grado di soddisfazione precedente
  • Avere problemi nel portare a termine i compiti, a casa o al lavoro: ti ritrovi a fare tardi al lavoro per avere utilizzato internet per motivi diversi (A casa trascuri la spesa da fare, i lavori usuali, le commissioni per passare più tempo connesso).
  • Isolamento dalla famiglia e dagli amici: pensi che nessuno ti capisca nella tua vita reale come invece fanno i tuoi amici online
  • Ti ritrovi a passare meno tempo con amici o famiglia e più tempo connesso alla rete
  • Ripetuti sforzi di limitare l’uso di internet
  • Irritabilità, depressione o instabilità emotiva quando l’uso di internet viene limitato
  • Sentimenti di colpa legati all’uso di internet: ti irriti quando gli altri continuano a dire di spegnere il computer o di mettere giù lo smartphon
  • Non dici sempre la verità sul tempo effettivo speso online
  • Passare online più tempo di quanto stabilito
  • Mettere a repentaglio lavoro o relazioni importanti per passare del tempo su internet
  • Mentire ad altre persone circa il tempo che si passa su internet
  • Utilizzare internet come strumento di regolazione delle emozioni negative quali il senso di solitudine e la tristezza
  • Sentire un senso di euforia quando connessi.
*Fonti: A, B, C, D

lunedì 28 marzo 2011

Psicologia, l'esperto: cresce dipendenza da aggiornamento tecnologico


E' in aumento la dipendenza da 'aggiornamento tecnologico' che colpisce soprattutto i maschi tra i 35 e i 55 anni. Una 'schiavitù' che, il più delle volte, nulla ha che fare con il lavoro o con necessità concrete. "Queste persone non possono fare a meno di aggiornarsi continuamente e di dotarsi dell'ultima novità, perché per loro la tecnologia è un'estensione della propria mente, una parte di sè: non hanno scampo, sono costretti a seguire il mercato", spiega all'ADNKRONOS Tonino Cantelmi, docente di psicologia dello sviluppo dell'università Lumsa di Roma, nel giorno in cui si apre la corsa all'acquisto dell'iPad 2. I nuovi 'schiavi' dell'hi-tech "rappresentano un mercato inesauribile per l'industria, perché sono costretti ad aggiornarsi, non possono farne a meno, visto che questi strumenti sono parte integrante della loro personalità". A essere più a rischio dipendenza sono quelli della generazione di mezzo, non certo i giovanissimi che sono nati nell'immersione digitale, i cosiddetti 'nativi digitali'. I frustrati dal continuo aggiornamento hi-tech sono i "35-55enni, adulti, molto affascinati dalla tecnologia, obbligati a una corsa senza fine". Non si tratta solo di professionisti, "sono individui che colmano un loro bisogno di identità, che usano la tecnologia al di là del concreto bisogno di utilizzarla". Il fenomeno "riguarda uno su 4 dei grandi utilizzatori di Internet della fascia di età di cui abbiamo parlato. In pratica sono 'schiavi della loro identità tecnologica'. Si identificano con gli strumenti che usano. Al di là delle parole basta guardare ciò che accade anche in ambienti dove le possibilità di distrarsi sono moltissime. E' sufficiente osservare le persone che in vacanza, in settimana bianca ad esempio, restano connessi alla Rete con i diversi strumenti. Il numero di queste persone è impressionante". Ma si tratta di un disagio? "Sicuramente non riuscire a fare a meno di 'tecnomediare' la propria realtà è un disagio. E' una specie di droga tanto che, quando non si riesce a 'mettersi in rete', si hanno vere e proprie crisi da 'tecnoprivazione", conclude Cantelmi.
Fonte: FuturWeb

martedì 12 ottobre 2010

Le "Mafia Moms" spopolano su Facebook


Scordatevi lo stereotipo della tranquilla mammina che porta i figli a scuola, lavora e nel tempo libero si dedica alle riviste di gossip o altre attività tipicamente femminili. Oggi, milioni di madri giocano su Facebook non soltanto a giochini tranquilli e rilassanti come Farmiville o YoVille ma sparano, derubano, taglieggiano e spacciano come qualsiasi maschiaccio. Sono le Mafia Moms, le mamme che giocano a uno dei videogame più popolari del sito in blu, Mafia Wars, anch’esso opera della onnipresente software house Zynga. In tutto, gli iscritti a Mafia Wars si aggirano sui 21 milioni, il 30 % dei quali sono donne. Molte di loro passano ore davanti allo schermo a creare il loro impero criminale, cosa che negli Usa ha generato numerosi dibattiti sulla difficoltà di conciliare gli impegni di tutti i giorni, la cura dei figli in particolare, con questo tipo di svaghi che sembrano fatti apposta per creare dipendenza e far perdere la nozione del tempo. “Le aziende come Zynga – spiega la dottoressa Hilarie Cash, fondatrice del programma di riabilitazione Restart per i genitori che soffrono di “internet addiction – sono assai sofisticate dal punto di vista psicologico, fanno leva su forme di apprendimento e ricompense che mantengono le persone agganciate al gioco grazie a un flusso continuo di punti, doni e bonus”.Da qui il fiorire di programmi di riabilitazione e assistenza psicologica come Restart. Ma anche se si rendono conto dei pericoli impliciti in un eccesso di ludopatia, le madri americane sembrano soprattutto divertirsi parecchio. Lo schermo del Pc davanti a cui sfidarsi a colpi di lupara o Kalashnikov diventa un’oasi in cui trovare rifugio. “Questo è il nostro piccolo divertimento per quando abbiamo bisogno di un staccare dai nostri figli – proclamano le mamme e i papà di Mafia Wars nel gruppo ad hoc creato su Facebook - Se hai bisogno di un break dalla vita quotidiana, dallo sport, dalla scuola e dai lavori di casa, unisciti a noi”. E qualche volta, fra i “gangster” nascono anche delle amicizie. “Questo gioco è molto divertente e ha cambiato la mia vita, sotto certi aspetti – ha raccontato alla Cbs Christine Keen, tranquilla madre di tre figli del New Jersey e membro su Facebook di una banda mafiosa di 1.400 picciotti – se non fosse stato per Mafia Wars, non avrei mai conosciuto persone australiane e coreane e parlato con loro per telefono”. Qualcuna delle Mafia Moms coinvolge perfino i figli nelle sue scorribande virtuali, perché non c’è niente come l’attività ludica per cementare i legami fra le generazioni. E poi, la famiglia è sempre la Famiglia.

venerdì 11 giugno 2010

Internet addiction disorder: aumenta il numero di giovani dipendenti da internet


La dipendenza patologica da internet è una sindrome che colpisce sempre più persone nel mondo e si manifesta con diversi disturbi, che vanno da bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore online per ottenere soddisfazione, alla mancanza di interesse per altre attività che non ruotano attorno al web, provocando agitazione, ansia, depressione, pensieri ossessivi dopo la diminuzione o la sospensione dell’uso della rete. Sempre più numerose, quindi, anche le strutture sanitarie e le ricerche mediche che tentano di approfondire questa dipendenza: secondo una ricerca effettuata dalla Psichiatria Universitaria del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, il disturbo è in forte aumento, soprattutto tra i giovanissimi. “Su 402 studenti di Siena, di età compresa tra 14 e 18 anni – spiega il professor Andrea Fagiolini, direttore della struttura – abbiamo osservato che più di 20 ragazzi presentano le caratteristiche tipiche del disturbo e, una percentuale non trascurabile dei rimanenti ragazzi, manifesta comportamenti potenzialmente a rischio”. Offrendo ai suoi utenti un modo moderno di comunicare e riuscendo a creare anche un nuovo sistema sociale, con una vita parallela alla realtà quotidiana, l'abuso di internet influisce anche sulla vita sociale, favorendo, ad esempio, la nascita di relazioni facilitate dall’anonimato e dalla semplicità del contatto virtuale. “La differenza significativa tra le relazioni intrattenute via Internet e quelle mantenute attraverso qualsiasi altra forma - continua Fagiolini – è che nelle prime la comunicazione é estremamente informale e le caratteristiche che, solitamente, inibiscono le persone riguardo a un eventuale contatto sociale vis-á-vis sono assenti”. Tutto si basa sulla percezione del ricevente e sull'abilità del mittente di entrare nell'immaginario altrui, attraverso caratteristiche che non sono direttamente percepibili ai nostri sensi. “Vivere una nuova identità – prosegue Fagiolini – permette di viaggiare in un mondo fantastico dove tutto sembra possibile, dall’amicizia ideale al sesso, dallo shopping ai giochi di ruolo”. Bisogna quindi sottolineare che non esiste un solo tipo di dipendenza: si va dalla Cybersex addiction - ossia tutte quelle attività che provocano eccitazione sessuale come la ricerca di materiale pornografico o gli incontri in chat erotiche – alla Cyber relational addiction, che consiste in un bisogno di instaurare relazioni amicali o affettive con persone incontrate on-line anche molto lontane fisicamente (il 10% degli utenti Facebook sarebbe dipendente), fino alla information overload (ricerca ossessiva di informazioni) e alla dipendenza dai giochi virtuali interattivi. Le caratteristiche del disturbo, tuttavia, sono le stesse: “Accesso ad internet sempre più frequente – chiarisce Fagiolini – aumento del tempo passato sul web e relativi disagi nell’ambito relazionale e familiare per la mancanza di tempo da dedicare ad altro, perdita del sonno, stanchezza eccessiva che si ripercuote su studio e lavoro, alterazioni dell’umore”.
La dipendenza da internet - conosciuta anche come Internet Addiction Disorder e identificata per la prima nel 1995 dallo psichiatra americano Ivan Goldberg - è un disturbo ancora poco conosciuto ma la comunità scientifica sta concentrando i suoi studi sul fenomeno. “Vogliamo attivare a Siena veri e propri percorsi di disintossicazione nei quali si riorganizzi la giornata tipo dell’internet-addicted. Uno dei pilastri del nostro intervento sarà un percorso psicoterapico ma il programma prevederà anche una serie di altre attività aggiuntive che mirino a tenere queste persone lontano dal computer per periodi sempre più lunghi e a far riscoprire loro che i piaceri, i rapporti ed i compiti della vita reale sono più faticosi e meno immediati di quelli della vita virtuale, ma non per questo meno belli, duraturi e gratificanti”, ha concluso Fagiolini.