Pagine

Visualizzazioni totali

Google Scholar
Visualizzazione post con etichetta Ministero Istruzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ministero Istruzione. Mostra tutti i post

giovedì 18 febbraio 2010

Sanremo contro la pirateria sul web: la Polizia postale incontra gli studenti



Al Festival lezioni di "etica della rete" per oltre mille ragazzi. Gli insegnanti sono agenti e professionisti di YouTubeL'iniziativa fa parte del progetto "Non perdere la bussola" in collaborazione con il ministero dell'Istruzione
Al Festival di Sanremo quest'anno ci saranno anche loro, gli uomini della Polizia postale, con una missione ben precisa: combattere la pirateria musicale e tutelare le opere d'arte in genere, a cominciare proprio dalle canzoni del Festival. Gli agenti saranno presenti con l'iniziativa "Non perdere la bussola" in collaborazione con YouTube: un progetto che si propone di sensibilizzare l'opinione pubblica, in particolare i più giovani, sull'importanza di fare un uso responsabile del web. Perché la pirateria, oltre a essere un reato, rappresenta anche un duro colpo al cuore dell'industria italiana dell'audiovisivo. A dirlo sono i numeri: secondo un sondaggio dell'istituto demoscopico Ipsos, infatti, il fatturato complessivamente perso dal settore a causa dei pirati informatici è di ben 530 milioni di euro. Una cifra che fa girare la testa, a cui fanno da contraltare i 320 milioni di euro che finiscono nelle tasche di chi vende copie illegali.Il progetto "Non perdere la bussola" nasce nell'autunno di quest'anno dalla collaborazione tra la polizia postale e delle comunicazioni, il sito di condivisione video YouTube e il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. L'obiettivo è insegnare ai ragazzi a fare un uso responsabile di internet, sviluppando "un'etica delle rete" che serva a proteggere le opere dell'ingegno, ma in primo luogo loro stessi, dalle insidie di un mondo troppo spesso dominato da un'illegalità diffusa.Così, durante la settimana del Festival, gli agenti della "Postale" hanno organizzato una serie di incontri con gli studenti delle scuole di Sanermo e di tutto il comprensorio, trasformando la festa della canzone italiana in un'occasione per parlare ai giovani di internet, copyright e sicurezza. Da oggi fino al 20 febbraio, gli studenti coinvolti saranno più di 1000 tra medie inferiori e superiori. Per loro si sono aperte le porte della sala conferenze del Palafiori, dove personale specializzato (molto giovane) è pronto a metterli in guardia dai rischi della Rete e dagli effetti disastrosi della pirateria sull'industria della creatività in Italia e non solo. "L'iniziativa sta riscuotendo grande successo tra gli studenti", ha commentato Marco Valerio Cervellini, responsabile dei progetti educativi della Polizia postale e delle comunicazioni. "Negli incontri spieghiamo ai ragazzi i problemi connessi alla tutela della privacy, al caricamento di contenuti inappropriati e alla violazione del copyright", ha detto Cervellini. "Cerchiamo di far capire loro che scaricando musica e film illegalmente uccidono la creatività, facendo un torto anche a se stessi". Nei prossimi giorni un executive di YouTube raggiungerà Sanremo per affiancare gli agenti della Polizia postale: "Così i ragazzi capiranno ancora meglio quanto sia importante assumere comportamenti corretti in rete. Come nella vita di tutti i giorni, anche sul web è fondamentale sapersi comportare bene. La risposta dei ragazzi, finora, è stata ottima", ha aggiunto Cervellini. Oltre che a contrastare la pirateria, il progetto serve a "fornire ai giovani gli strumenti conoscitivi necessari per muoversi in piena sicurezza nella rete". In molti casi, infatti, i ragazzi navigano senza la supervisione degli adulti e corrono il rischio di imbattersi in "incontri pericolosi" senza neanche rendersene conto. "Spesso gli adolescenti passano fino a 5-6 ore davanti al computer in totale solitudine", ha spiegato Cervellini. "Ma la rete nasconde numerose insidie: ci sono siti internet che spingono alla prostituzione, all'anoressia, al satanismo, al suicidio. Un ragazzo in un'età così delicata rischia di trovarsi catapultato in sistemi di pensiero perversi: ha delle domande legittime, e se non trova delle risposte nella scuola, nella famiglia, negli amici, le cerca altrove, spesso nel web". Con "Non perdere la bussola", gli agenti della Polizia postale stanno girando in lungo e in largo il territorio nazionale: fino ad ora, hanno già incontrato circa 33.000 studenti. "Entro la fine dell'anno scolastico saranno 87.000, per un totale di 300 istituti da nord a sud del paese", ha detto il responsabile dei progetti educativi. "La prevenzione rappresenta il nostro cavallo di battaglia per quando riguarda i giovani", ha precisato. "E la loro risposta è estremamente positiva: hanno voglia di un mondo migliore e sanno che, per averlo, devono cominciare ad agire in tal senso. Vogliono essere migliori della generazione che li ha preceduti, e per questo sono attenti e sensibili". In molti casi, a quanto pare, sono loro a bloccare i papà dallo scaricare illegalmente un film o una canzone.

venerdì 25 settembre 2009

Pubblica Amministrazione e Microsoft per l'istruzione


Firmato a Roma un protocollo di intesa. L'azienda di Redmond si impegnerà a fornire software gratuitamente per i progetti degli istituti scolastici e della ricerca.
Continua il percorso congiunto di Microsoft e Pubblica Amministrazione: dopo il primo accordo sottoscritto ad agosto 2008, un nuovo protocollo di intesa è stato siglato oggi nella Capitale. Questa volta sarà il mondo dell'istruzione a essere interessato dall'iniziativa, grazie all'impegno del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione del Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca. L'obiettivo del programma è "sostenere la qualità dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche, da una parte operando per la formazione dei docenti e per l'utilizzo generalizzato della multimedialità nella didattica, dall'altra attuando specifiche iniziative sperimentali". Il tutto mediante "l'accesso diffuso alle tecnologie da parte degli insegnanti e delle loro classi" e "la sperimentazione di nuove tecnologie specificatamente dedicate a docenti e studenti".In questo senso Microsoft si impegna tra l'altro a fornire a titolo gratuito software (sistemi operativi e applicativi) sia alle scuole che al MIUR, a sostenere iniziative di ricondizionamento dei personal computer e altre attività che contribuiscano alla riduzione del digital divide in ambito scolastico. L'obiettivo resta quello di "innovare la didattica e i processi di apprendimento attraverso l'uso della tecnologia e di contenuti didattici multimediali": un concetto già espresso in passato dal ministro Gelmini, e già concretizzatosi con l'adozione delle lavagne multimediali negli istituti scolastici. Microsoft, inoltre, lavorerà per "promuovere un uso sicuro e responsabile della rete Internet da parte dei minori e promuovere la diffusione di una cultura di maggiore consapevolezza delle potenzialità della rete". Inoltre, si attiverà per garantire "agli studenti condizioni agevolate d'acquisto di soluzioni e prodotti, nell'intento di migliorare il loro percorso formativo e l'acquisizione di competenze e strumenti per un successivo inserimento nel mondo del lavoro". Infine l'azienda statunitense curerà anche il versante e-learning collaborando alla "realizzazione di servizi di collaborazione e formazione, online e in presenza del personale docente", fornendo "i propri contenuti multimediali, denominati digital literacy, per trasmettere adeguate conoscenze e abilità nell'uso delle nuove tecnologie a docenti e studenti".Da parte loro, i ministeri interessati manterranno piena autonomia nelle decisioni relative a quali software adottare e a quando e come avvalersi della collaborazione di Microsoft. Inoltre, "Sosterranno, in tutti i casi in cui lo si riterrà opportuno, l'utilizzo da parte di docenti e studenti dei contenuti formativi messi a disposizione da Microsoft come Digital Literacy e promuoveranno la comunicazione delle attività e delle iniziative oggetto del presente protocollo d'intesa attraverso i canali di comunicazione dei Ministeri". L'accordo avrà durata triennale.

venerdì 12 giugno 2009

La Scuola Digitale : presentazione Ministero Istruzione

Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha completato, con la presentazione del Piano “La scuola digitale”, il percorso che ha visto protagonisti una serie di provvedimenti messi in campo “per diffondere le tecnologie digitali in classe”.
“L’obiettivo – sostiene ancora il Ministero in un comunicato – che vogliamo raggiungere è quello di innovare la scuola dall’interno attraverso metodi e strumenti che rispondano alle nuove esigenze degli studenti e alle sfide della società del futuro”. Ecco alcuni dati che vedono l'introduzione delle lavagne interattive multimediali (Lim), di cui tanto si è parlato, nelle scuole. A partire dal prossimo anno scolastico, 2009/2010, saranno installate 16.000 lavagne interattive in altrettante classi della scuola secondaria di I grado. Inoltre, 50.000 insegnanti saranno coinvolti in percorsi di formazione che interesseranno oltre 350.000 studenti.“Oggi non si impara più soltanto a scuola. – ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini - Grazie alla rete, infatti, l'ambiente di apprendimento è diventato molto più ampio di un tempo e comprende luoghi e compagni reali ma anche spazi e compagni virtuali. L'introduzione delle lavagne interattive nelle scuole, chiamato Piano "cl@ssi 2.0", non è l'unico aspetto della modernizzazione digitale nelle scuole. Dal prossimo anno scolastico, infatti, la gestione degli incarichi per le supplenze sarà online. L'iniziativa prevede risparmi economici (telegrammi) e di tempo. Non solo.Le famiglie verranno informate sulle assenze dei propri figli attraverso sms e le pagelle saranno consultabili online.Nelle scuole secondarie di II grado sarà avviata la gestione automatica delle presenze-assenze.Insomma, "Le giovani generazioni - ha concluso il Ministro - utilizzano quotidianamente le nuove tecnologie per comunicare, giocare, socializzare, conoscere il mondo e apprendere. Per questo bisogna insegnare loro a utilizzare internet con senso critico e con attenzione”.