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martedì 20 settembre 2016

Attività formativa scuole 2016-2017 : Educazione e cultura digitale


Per l'anno scolastico 2016-2017 è mia intenzione attivare una serie di contatti con scuole, associazioni e aziende per pianificare un'attività formativa sul territorio nazionale mirata ad incrementare il  livello di conoscenza e preparazione dei bambini/ragazzi circa l'approccio a Internet, Social Network, sistemi di comunicazione e condivisione con una particolare attenzione alle seguenti tematiche:






L'obiettivo PRIMARIO è, oltreché formare i bambini della scuola primaria e della scuola media inferiore, sensibilizzare e informare i GENITORI fornendo un feedback su come si comportano i loro figli in Rete e con gli attuali strumenti di comunicazione e socializzazione


Dirigenti scolastici, insegnanti e genitori che fossero interessati ad un progetto mirato in tal senso possono contattarmi all'indirizzo email: mauro.ozenda@gmail.com o tramite il mio sito web www.maurozenda.net.

venerdì 9 dicembre 2011

FACEBOOK: UN DOCENTE PUO' DARE L'AMICIZIA AD UN ALUNNO?


Ieri, parlando con un docente che come molti altri è presente su Facebook, mi sono reso conto che quanto accaduto i giorni scorsi circa la notizia arrivata tramite Repubblica, circa il divieto emanato da un Dirigente Scolastico ai docenti di una scuola media dell'entroterra savonese, sta generando allarmismo, confusione e preoccupazione nel corpo docente che non sa come comportarsi e teme eventuali ripercussioni dal punto di vista legale nel caso in cui fra gli amici, fossero presenti i loro alunni.

"I professori non possono dare l'amicizia su FACEBOOK", questa la decisione del dirigente scolastico che pare si sia rifatto ad una legge del Missouri nella quale si vietava ai professori di avere contatti con gli studenti sui social network motivando tale scelta come per proteggere i minori da eventuali approcci a sfondo sessuale o non proprio “educativi”. Come dice nel suo bellissimo post la collega Caterina Policaro (in Italia uno dei maggiori conoscitori e formatori circa il mondo dei social network), questa legge è La legge del Missouri che è stata poi cambiata: a seguito delle proteste dei docenti e della popolazione, è stata giudicata, ovviamente, ANTICOSTITUZIONALE. Dal punto di vista educativo VIETARE è sempre stato controproducente rispetto a REGOLAMENTARE. Per quel che riguarda il discorso Social Network occorre creare delle Policy, o meglio un regolamento all'interno del quale vengano riportate modalità comportamentali di utilizzo di questo strumento che, voglio ricordarlo è la piazza REALVIRTUALE oggi maggiormente utilizzata al MONDO. Quando faccio incontri formativi con i genitori la domanda di rito iniziale è: quanti di voi utilizzano Facebook. La percentuale media di quelli che lo utilizzano varia tra il 5 e il 10%. La stessa domanda rivolta ai docenti sale a un 15%/20%. Se poi infine arriviamo ai ragazzi (fascia d'età 11-18 anni) arriviamo ad un 98%. Queste percentuali ci fanno capire il perché sia fondamentale oggi da parte delle principali agenzie educative, FAMIGLIA e SCUOLA, entrare a far parte di questo mondo che ormai non può essere più definito VIRTUALE, bensì REALE. Oggi se un genitore vuole sapere come il proprio figlio si comporta anche nella vita tutti i giorni a scuola, con gli amici, al bar, in discoteca o nei vari luoghi di ritrovo, deve essere presente sulla "piazza" di Facebook. Ed è per questo motivo che personalmente ritengo che sia i GENITORI che i DOCENTI, se realmente vogliono essere EDUCATORI, chiaramente nel rispetto dei ruoli che gli competono, devono neccessariamente conoscere le dinamiche di questo mondo. Fare cioè lo sforzo di capire come utilizzare lo strumento, quali sono le potenzialità, quali rischi e come poter fornire indicazioni e regole atte ad evitare spiacevoli soprese. Anche questa è educazione e, fra l'altro, essere su questa piattaforma significa avere la possibilità di parlare il loro stesso linguaggio e dunque riprendere in mano un dialogo, che ahimé nel corso degli anni soprattutto nella fase adolescenziale va sempre più perdendosi. Evidenziando i rischi e pericoli durante gli incontri formativi può succedere che alcuni genitori in particolare decidano di seguire la strada sbagliata del DIVIETO inibendo, censurando l'utilizzo di questo strumento. La storia ci insegna che, seppure sia la strada più facile, dal punto di vista educativo sia quella sbagliata. Comunque in un modo o nell'altro troverebbe il sistema per poterlo utilizzare a insaputa dei genitori. La strada più difficile e tortuosa è quella di cercare di capire ed educare ad un sano utilizzo del mezzo dando delle regole. Oggi i ragazzi sono ben felici che genitori e docenti non siano fra le loro amicizie, e questo semplicemente per un motivo: sanno di non essere controllati e da che mondo e mondo sappiamo bene quanto sia importante per un ragazzo (lo siamo stati anche noi) poter essere liberi di fare quel che si vuole senza controllo alcuno. Chiudendo la parentesi genitori, per non uscire dal contesto del titolo di questo articolo, concordo sul fare entrare sul social network anche bambini di 10 anni (....non querelatemi per blasfemia...). Questo solo a patto che il genitore faccia il genitore affiancando il bambino nell'utilizzo dello strumento e inserendo le giuste impostazioni che gli impediscano di fare amicizia con chiunque, dunque di finire su contenuti inadatti a quella fascia di età. Torniamo a bomba sul discorso amicizia fra un docente e il proprio alunno. La classe per molti ragazzi è una seconda casa. I ragazzi si relazionano e, con molti dei loro docenti, parlano di tutto. Se qualcosa non si vuol far sapere non la si dice. Dunque perché non fare la stessa cosa su Facebook. Deve essere una libera scelta sia da parte da parte di entrambe le figure, se a un ragazzo sta bene dare l'amicizia ad un docente in quanto ha già un ottimo rapporto in classe perché non averlo su Facebook. Laddove poi si voglia non condividere con lui emozioni, foto, video, e ciò che viene pubblicato in bacheca le impostazioni privacy consentono di evitare che ciò accada, nella piena tutela della privacy di ciascuno. Sei tu ragazzo, sei tu docente che decidi cosa gli altri possano vedere relativamente a ciò che pubblichi su Facebook. E' solo questione di fiducia. Vivere insieme all'interno di uno spazio sociale fatto di relazione tra persone. Molti docenti temono di perdere l'AUTOREVOLEZZA nei confronti dei ragazzi e dunque decidono di dare l'amicizia ma solo quando escono dalla scuola. La perdita di autorevolezza da parte dell'insegnante credo non sia un problema di Facebook bensì se uno ha autorevolezza nei locali della scuola la stessa cosa avviene anche su Facebook....e molti esempi concreti di insegnanti che conoscono lo dimostrano.
Vorrei infine riportare alcuni consigli per una sana relazione su Facebook fra docente e studente. Possibilmente utilizzare GRUPPI o PAGINE per comunicare con gli studenti. Nei Gruppi in particolare i membri neccessariamente non devono essere AMICI. Il gruppo può essere configurato come "aperto", "chiuso" o "segreto". In quello chiuso in particolare il contenuto è privato e riservato solo ai membri. Facebook può essere tra l'altro un eccezionale strumento dal punto di vista didattico, pensiamo solo ad un gruppo chiuso all'interno del quale sono presenti docenti e ragazzi e possono interagire nella gestione delle lezioni, nella condivisione dei contenuti, nella gestione degli eventi laddove all'interno fossero presenti anche i genitori con un un'unico messaggio si potrebbero invitare tutti senza spreco di tempo e denaro utilizzando i servizi tradizionali. Concludendo vorrei dunque congliare ai DIRIGENTI SCOLASTICI di cominciare a pensare ad includere nei regolamenti scolastici delle POLICY, che altro non sono che regolamenti relativi ad un sano e corretto utilizzo degli strumenti informatici a scuola, che tengano conto anche degli aspetti legati al Social Network laddove il rapporto e le interazioni possono proseguire anche al di fuori delle ore di lezione. Infine, per quel che riguarda i DOCENTI un breve e semplice decalogo:
- Non negare l'esistenza dei social network, accettarne le dinamiche
- Capire come funzionano
- Capire come li usano gli studenti
- Parlare il loro stesso linguaggio
- Utilizzarli come canale comunicativo
- Considerare la vita online parte integrante della quotidianità
- Educare alla consapevolezza
- Gestire spazio pubblico vostro spazio privato
- Provare ad integrare/migliorare la formazione e la didattica
- Aggiornare le IMPOSTAZIONI PRIVACY e SICUREZZA

Immagine e parte dei contenuti ripresi dal blog di Caterina Policaro

lunedì 27 giugno 2011

Facebook: precauzioni d’uso per gli educatori


Il rapporto docente-studenti su Facebook, tema attuale e delicato. I confini tra privacy e lavoro. Sette suggerimenti e alcuni spunti di riflessione in attesa che anche le scuole, come le aziende, si dotino di precise politiche sui social media.
Mentre le scuole continuano a interrogarsi su una eventuale politica da adottare circa l’uso che gli educatori fanno di Facebook, stanno emergendo alcune procedure consigliate. C’è già una lista di suggerimenti per professori fornita da College Online. Il blog offre 30 suggerimenti che riguardano per lo più le impostazioni di privacy e i rapporti con gli studenti, oltre il semplice buon senso, che non è mai una cattiva cosa rafforzare...

Di seguito 7 suggerimenti “preferiti”:

1) NON ESPRIMERSI SUGLI STUDENTI. Ci si può dimenticare che lo studente su cui si sta declamando è un amico degli amici e potrebbe anche essere in grado di vedere gli aggiornamenti di stato.

2) SCOPRIRE SE LA PROPRIA SCUOLA HA UNA POLITICA SUI SOCIAL MEDIA. Alcune università hanno ormai una propria politica sull’uso dei social media: potrebbe non essere consentito di stringere amicizia con gli studenti o discuterne il lavoro, neppure nel profilo privato, quindi assicurarsi di ciò prima di aggiornare il profilo.

3) UTILIZZARE FACEBOOK COME STRUMENTO DI BACKUP. Se la lezione viene annullata a causa del maltempo, rivolgiti agli studenti di Facebook per inviare il materiale didattico, le letture e le domande di discussione affinché la classe non rimanga indietro.

4) NON ACCEDERE QUANDO SI È ARRABBIATI. Alcuni insegnanti sono stati licenziati a causa dei commenti sulla loro scuola o sugli studenti. Bocca chiusa con gli amici e aspettare di essere più sereni per andare on-line.

5) EVITARE DI PERDERE TEMPO. Non si possono incolpare gli studenti di giocare su Facebook invece di studiare se si sta facendo la stessa cosa: va bene destinare parte del tempo di Facebook per il divertimento, ma usare il resto del tempo per qualcosa di produttivo, come postare materiale didattico o rispondere alle domande.

6) APPROFITTARE DELLA UTILITÀ DI FACEBOOK. Inviare messaggi di massa che tutti possono vedere, invece di crearli di volta in volta per rispondere a un sacco di email separate.

7) POSTARE SOLO CIÒ CHE SI SAREBBE ORGOGLIOSI DI DIRE DI PERSONA. Non postare cose maliziose, troppo osé, o sarcastiche sulla bacheca degli studenti, sulle foto, nei messaggi e in chat. Ricordate che solo perché si è on-line, non significa che non sia reale.

Cosa ne pensate di questi suggerimenti? Le scuole dovrebbero adottarli come politiche formali o pensate che sarebbe necessario qualcos’altro?

Fonte: Educazioneduepuntozero - Autore: AnnaMaria Pani

mercoledì 2 febbraio 2011


Si dice spesso che la scuola italiana e il mercato del lavoro viaggiano a due velocità: legata a vecchi schemi e programmi obsoleti la prima, in continua evoluzione il secondo. Due mondi paralleli che difficilmente riescono a coniugare le rispettive esigenze. All’Istituto Tecnico Economico per l’Informatica e per il Turismo “Costa” di Lecce però non la pensano così. La scuola salentina è consapevole di come le aziende cerchino giovani preparati professionalmente nell’utilizzo di tutte le più potenti ed innovative tecniche di gestione aziendale e di marketing (internet, social network, e-commerce). Per questo motivo già da due anni l’istituto effettua sperimentazioni con gli strumenti offerti da questi nuovi luoghi di comunicazione sociale. La novità è che da oggi Facebook entra ufficialmente a scuola con il progetto «FaceNoteBook – Il Social Classwork». L’iniziativa promossa dall’istituto “Costa” prevede l’assegnazione di un notebook in comodato gratuito agli studenti per tutto l’anno, da utilizzare in classe durante alcune ore di lezione e da portare a casa per fare i compiti, tutto rigorosamente online. Ma le potenzialità di Facebook non si limitano all’inglese. Sono state già prodotte e pubblicate alcune lezioni sul linguaggio Html sotto forma di note che potranno essere commentate dagli studenti e dai docenti. In pochi giorni sono stati 92 i ragazzi di diverse scuole medie locali a seguire le lezioni. Ed è proprio questo il grande ruolo del social network: unire studenti di diversa provenienza a seguire lezioni senza alcuna costrizione da parte degli insegnanti. La scuola entra così in maniera piacevole e indiscreta nelle case degli studenti. Un’altra grande opportunità è rappresentata dalla possibilità di utilizzare gli strumenti messi a disposizione da Facebook per sperimentare un progetto di marketing turistico. Profili, gruppi, pagine, eventi e chat permetteranno di incrementare la conoscenza dell’offerta turistica salentina. Il primo banco di prova sarà la prossima edizione della Borsa Internazionale del Turismo che avrà luogo fra pochi giorni a Milano. Si tratta di un’iniziativa importante, da osservare con grande attenzione perché se avrà successo potrà essere proposta su scala più ampia. Dal “Costa” arriva la dimostrazione che il binomio scuola-Facebook non deve far paura, ma può rappresentare la vera svolta della scuola italiana. Informatica, inglese e marketing del territorio: sono questi gli elementi alla base di questo ambizioso progetto che ha come comun denominatore proprio l’uso del più famoso dei social network. Gli studenti potranno così approfondire la lingua inglese connettendosi in tempo reale con classi di studenti britannici. I ragazzi leccesi creeranno un gruppo privato formato dagli alunni delle due classi e una volta alla settimana si sintonizzeranno su Facebook per un’ora di lezione divertente e formativa.

Fonte: Waleupnews.eu - Autore: Roberto Cassaro