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venerdì 29 aprile 2011

Rapporto Ibm X-Force: attacchi alla sicurezza sempre più mirati e sofisticati


Il rapporto descrive phishing, spam e attacchi ai dispositivi mobili verificatisi nel 2010, mentre la sicurezza del cloud continua ad evolversi.

Ibm ha pubblicato i risultati del suo rapporto annuale X-Force 2010 Trend and Risk Report, in cui si evidenzia come, nello scorso anno, le organizzazioni pubbliche e private di tutto il mondo abbiano affrontato minacce sempre più sofisticate e personalizzate. Sulla base delle informazioni raccolte attraverso la ricerca di divulgazioni pubbliche e il monitoraggio e l’analisi giornalieri di più di 150.000 eventi di sicurezza al secondo, queste sono state le osservazioni chiave del team X-Force Research:

1) Più di 8.000 nuove vulnerabilità, un aumento del 27 percento rispetto al 2009. Anche le comunicazioni pubbliche di exploit sono salite del 21 percento dal 2009 al 2010. Questi dati indicano un panorama delle minacce in espansione, nel quale attacchi sofisticati vengono lanciati verso ambienti di calcolo sempre più complessi.

2) La crescita storicamente elevata del volume di spam si è stabilizzata con la fine dell’anno, a indicazione del fatto che gli spammer vedono meno valore nell’aumento del volume di spam, e si focalizzano invece sul bypass dei filtri.

3) Anche se nel complesso il numero di attacchi di phishing è stato significativamente minore rispetto agli anni precedenti, lo “spear phishing”, una tecnica di attacco più mirata, ha acquistato maggiore importanza nel 2010. Ciò ad indicare che i cyber-criminali si sono concentrati maggiormente sulla qualità degli attacchi, piuttosto che sulla quantità.

4) Man mano che aumenta l’adozione di smart phone e altri dispositivi mobili da parte degli utenti finali, i reparti di sicurezza IT hanno difficoltà a stabilire le giuste modalita’ di inserimento in sicurezza di questi dispositivi nelle reti aziendali. Sebbene gli attacchi contro l’ultima generazione di dispositivi mobili non siano risultati ancora predominanti nel 2010, i dati X-Force mostrano un aumento nelle divulgazioni delle vulnerabilità e degli exploit che prendono di mira tali dispositivi.

Una nuova sezione dell’X-Force Trend & Risk Report è dedicata ai trend della sicurezza e alle best practices per le tecnologie emergenti, quali i dispositivi mobili e il cloud computing.

Cloud computing: Il rapporto evidenzia un cambiamento di percezione rispetto alla sicurezza del cloud, man mano che l’adozione si evolve e la conoscenza di questo modello IT emergente aumenta. Poiché la sicurezza è tuttora considerata un ostacolo all’adozione del cloud, i fornitori di cloud devono conquistare la fiducia dei propri clienti offrendo un’infrastruttura che sia sicura ‘by design’ e abbia funzionalità di sicurezza appositamente create, in grado di soddisfare le esigenze delle applicazioni specifiche che le aziende intendono spostare sul cloud. Man mano che carichi di lavoro più sensibili si spostano sul cloud, le funzionalità di sicurezza nel cloud diventeranno più sofisticate al fine di ospitarli e gestirli nella maniera più adeguata. Per il prossimo futuro IBM prevede che il mercato spingerà il cloud verso la fornitura di servizi e competenza di sicurezza, che gli abbonati non possono permettersi di supportare internamente. Ciò potrebbe ribaltare completamente il paradigma, rendendo l’interesse per una migliore sicurezza uno stimolo all’adozione del cloud, anziché un ostacolo.

Dispositivi mobili – Le organizzazioni sono sempre più preoccupate delle implicazioni per la sicurezza creata dai dispositivi mobili personali, portati dai dipendenti in azienda. Le imprese devono assicurare il controllo dei propri dati ovunque essi si trovino, inclusi gli smart phone aziendali o di proprietà dei dipendenti. Nel 2010, X-Force ha documentato un aumento del volume di vulnerabilità divulgate nei dispositivi mobili, nonché della divulgazione di exploit che li prendono di mira. Il desiderio di fare il “jailbreak” o il “root” dei dispositivi mobili ha motivato la distribuzione di codice di exploit maturo, che è stato riutilizzato in attacchi maligni. Ciononostante, il malware non è ancora cosi’ comune sui dispositivi mobili di ultima generazione e la maggior parte dei professionisti IT ritiene che i dati che possono esservi memorizzati – e quindi la loro eventuale perdita o il loro uso improprio - costituiscano la principale minaccia per la sicurezza associata a questi dispositivi. Secondo il rapporto X-Force, le best practices per la sicurezza mobile si stanno evolvendo, con funzionalità potenziate di gestione delle password e di crittografia dei dati.

Fonte: Zerounoweb - Autore: Nicoletta Boldrini

giovedì 14 aprile 2011

Rapporto IBM X-Force: attacchi alla sicurezza più mirati e sofisticati


IBM ha pubblicato i risultati del suo rapporto annuale X-Force 2010 Trend and Risk Report, in cui si evidenzia come, nello scorso anno, le organizzazioni pubbliche e private di tutto il mondo abbiano affrontato minacce sempre più sofisticate e personalizzate. Sulla base delle informazioni raccolte attraverso la ricerca di divulgazioni pubbliche e il monitoraggio e l’analisi giornalieri di più di 150.000 eventi di sicurezza al secondo, queste sono state le osservazioni chiave del team X-Force Research:

• Più di 8.000 nuove vulnerabilità, un aumento del 27 percento rispetto al 2009. Anche le comunicazioni pubbliche di exploit sono salite del 21 percento dal 2009 al 2010. Questi dati indicano un panorama delle minacce in espansione, nel quale attacchi sofisticati vengono lanciati verso ambienti di calcolo sempre più complessi.

• La crescita storicamente elevata del volume di spam si è stabilizzata con la fine dell’anno, a indicazione del fatto che gli spammer vedono meno valore nell’aumento del volume di spam, e si focalizzano invece sul bypass dei filtri.

• Anche se nel complesso il numero di attacchi di phishing è stato significativamente minore rispetto agli anni precedenti, lo “spear phishing”, una tecnica di attacco più mirata, ha acquistato maggiore importanza nel 2010. Ciò ad indicare che i cyber-criminali si sono concentrati maggiormente sulla qualità degli attacchi, piuttosto che sulla quantità.

• Man mano che aumenta l’adozione di smart phone e altri dispositivi mobili da parte degli utenti finali, i reparti di sicurezza IT hanno difficoltà a stabilire le giuste modalita’ di inserimento in sicurezza di questi dispositivi nelle reti aziendali. Sebbene gli attacchi contro l’ultima generazione di dispositivi mobili non siano risultati ancora predominanti nel 2010, i dati X-Force mostrano un aumento nelle divulgazioni delle vulnerabilità e degli exploit che prendono di mira tali dispositivi.


"Da Stuxnet alle botnet Zeus fino agli exploit mobili, si espande ogni giorno la varietà di metodologie di attacco”, ha spiegato Tom Cross, threat intelligence manager, IBM X-Force. “L’aumento degli attacchi mirati nel 2010 ha fatto luce su un gruppo totalmente nuovo di cyber-criminali altamente sofisticati, che potrebbero essere ben finanziati e operare con una conoscenza delle vulnerabilità della sicurezza che nessun altro ha. Restare un passo avanti a queste crescenti minacce e progettare software e servizi che siano sicuri sin dall’inizio non è mai stato così critico”.Insieme al rapporto di quest’anno, IBM annuncia anche in Europa l’Institute for Advanced Security volto a combattere le crescenti minacce alla sicurezza presenti nel nostro continente. Secondo il rapporto, nel 2010, quasi un quarto - il 22 % - di tutte le e-mail di phishing finanziario ha preso di mira le banche situate in Europa. Il rapporto ha inoltre identificato Regno Unito, Germania, Ucraina e Romania tra i primi 10 paesi “fonti” di spam nel 2010. L’Institute for Advanced Security in Europa rappresenta l’espansione di quello fondato a Washington, D.C., lo scorso anno e incentrato sui clienti statunitensi. Una nuova sezione dell’X-Force Trend & Risk Report è dedicata ai trend della sicurezza e alle best practices per le tecnologie emergenti, quali i dispositivi mobili e il cloud computing. Dal punto di vista della sicurezza, il 2010 sarà ricordato principalmente come un anno contrassegnato da alcuni degli attacchi mirati di più alto profilo mai osservati nel settore. Ad esempio, il worm Stuxnet ha dimostrato che il rischio di attacchi contro sistemi di controllo industriali altamente specializzati non è solo teorico. Questo tipo di attacchi è indicativo dell’elevato livello di organizzazione e finanziamento che sta dietro lo spionaggio e il sabotaggio informatico, che continuano a minacciare una sempre più ampia varietà di reti pubbliche e private.Nel 2010 il volume di spam è aumentato vertiginosamente, toccando il massimo storico. Tuttavia, la crescita del volume si è stabilizzata prima della fine dell’anno. In effetti, verso la fine del 2010, sembrava che gli spammer fossero andati in vacanza, con un calo del 70 percento del volume di traffico registrato subito prima di Natale e con l’inizio del nuovo anno. Il mercato dello spam è ormai saturo? È possibile che vi sia una diminuzione dei ritorni associati all’aumento del volume totale dello spam, e stiamo iniziando a vedere che gli spammer si concentrano maggiormente sull’aggirare i filtri antispam. Le vulnerabilità delle applicazioni web continuano a rappresentare la più grande categoria di divulgazioni della sicurezza, con il 49 % delle vulnerabilità divulgate nel 2010 riguardanti le applicazioni web. La maggior parte è stata costituita da problemi di cross-site scripting e iniezione di codice SQL, come indicato dai dati mostrati da IBM X-Force. Secondo i risultati X-Force, ogni estate degli ultimi tre anni si è registrato un attacco con iniezione di codice SQL su scala globale tra i mesi di maggio e agosto. L’anatomia di questi attacchi è stata simile a livello generale, mirata alle pagine .asp che sono vulnerabili all’iniezione di codice SQL. IBM ha riscontrato una tendenza all’aumento dell’attività delle Trojan botnet durante il 2010. Questa crescita è significativa perché, nonostante l’aumento degli sforzi coordinati per chiudere l’attività delle botnet, questa minaccia sembra acquistare slancio. Tuttavia, i dati di IBM illustrano il netto impatto del successo, nei primi mesi del 2010, nel chiudere la botnet Waledac, che ha provocato un calo istantaneo del traffico di comando e controllo (command and control) osservato. D’altro canto, la botnet Zeus continua a evolversi e ha costituito una parte significativa dell’attività delle botnet rilevata da IBM nel 2010. A causa delle sua estrema popolarità presso gli hacker, ci sono centinaia, se non migliaia, di botnet Zeus attive in ogni dato momento. Il malware delle botnet Zeus è comunemente utilizzato dagli hacker per sottrarre informazioni bancarie dai computer infettati.

mercoledì 10 marzo 2010

Report Ibm X-Force 2009: stato di insicurezza del web senza precedenti


IBM ha pubblicato i risultati del proprio X-Force 2009 Mid-Year Trend and Risk Report. Le conclusioni del rapporto evidenziano uno stato di insicurezza del web senza precedenti, con una convergenza di minacce a client, server, plugin e contenuti che delineano un panorama di rischio insostenibile. Secondo il rapporto, vi è stato un aumento del 508% nel numero di nuovi link web maligni scoperti nel primo semestre del 2009. Questo problema non si limita più a domini maligni o a siti web non fidati. L’X-Force Report osserva infatti un aumento della presenza di contenuti maligni su siti fidati, inclusi comuni motori di ricerca, blog, bacheche informatiche, siti web personali, riviste online e siti con le ultime notizie. La possibilità di ottenere accesso e manipolare i dati resta la conseguenza principale dello sfruttamento delle vulnerabilità.“I trend evidenziati dal rapporto sembrano indicare che internet ha finito per assumere le caratteristiche del Selvaggio West, dove non è possibile fidarsi di nessuno”, afferma Kris Lamb, Director di IBM X-Force. "Oggi non esiste una navigazione sicura e non è più vero che siano solo i siti a luci rosse i responsabili del malware. Abbiamo raggiunto un apice in cui ogni sito web dovrebbe essere considerato sospetto e ogni utente è a rischio. La convergenza di minacce dell’ecosistema web sta creando una tempesta perfetta di attività criminale”.Il rapporto X-Force rivela inoltre che gli exploit del web velati, soprattutto file PDF, hanno raggiunto un livello record, mettendo in evidenza una sempre maggiore raffinatezza degli hacker. Le vulnerabilità dei PDF svelate nel primo semestre del 2009 hanno superato quelle svelate in tutto il 2008. Solo dal 1° al 2° trimestre, la quantità di contenuti sospetti, offuscati o nascosti, monitorati dal team IBM ISS Managed Security Services, è quasi raddoppiata.La sicurezza sul web non è più solo un problema di browser o di client, i criminali fanno leva sulle applicazioni web non sicure per colpire gli utenti di siti web legittimi. Il rapporto X-Force ha riscontrato un aumento significativo degli attacchi alle applicazioni web, finalizzati al furto e alla manipolazione dei dati e all’acquisizione del controllo dei computer infetti. Ad esempio, gli attacchi con iniezione di codice SQL, attacchi in cui i criminali iniettano codice maligno in siti web legittimi, di solito allo scopo di infettare i visitatori, sono cresciuti del 50% dal 4° trimestre 2008 al 1° trimestre 2009 e sono quasi raddoppiati dal 1° al 2° trimestre. “Due dei temi principali per il primo semestre del 2009 sono l’aumento di siti che ospitano malware e il raddoppio di attacchi web offuscati”, spiega Kris Lamb. “Questi trend sembrano rivelare una fondamentale debolezza della sicurezza nell’ecosistema web, in cui l'interoperabilità tra browser, plugin, contenuti e applicazioni server aumenta enormemente la complessità e il rischio. I criminali sfruttano il fatto che non esiste un ambiente di navigazione sicuro e fanno leva sulle applicazioni web non sicure per colpire gli utenti di siti web legittimi”. Il rapporto 2009 Midyear X-Force rileva inoltre che:

- Le vulnerabilità si sono stabilizzate. Nel primo semestre del 2009 sono state scoperte 3.240 nuove vulnerabilità, una riduzione dell’8% rispetto al primo semestre 2008. Il tasso di vulnerabilità scoperte negli ultimi anni sembra essersi attestato su un livello elevato.
- Le vulnerabilità dei PDF sono aumentate. Le vulnerabilità dei PDF svelate nel primo semestre del 2009 hanno superato già quelle scoperte in tutto il 2008.
- I trojan rappresentano più della metà di tutto il nuovo malware. Continuando il trend recente, nel primo semestre 2009, i trojan hanno costituito il 55% di tutto il nuovo malware, con un aumento del nove percento rispetto alla prima metà del 2008. I trojan che sottraggono le informazioni sono la categoria predominante.
- Il phishing si è ridotto. Gli analisti ritengono che i trojan bancari stiano prendendo il posto degli attacchi di phishing mirati a obiettivi finanziari. Nel primo semestre 2009, il 66% del phishing aveva come obiettivo il settore finanziario, rispetto al 90% nel 2008. I pagamenti online costituiscono il 31% della quota di tali bersagli.
- L’URL spam è ancora il numero uno, ma sta ritornando lo spam basato su immagini. Dopo aver quasi raggiunto l’estinzione nel 2008, lo spam basato su immagini ha fatto il suo ritorno nella prima metà del 2009; tuttavia, costituisce ancora meno del 10% di tutto lo spam.

Circa metà di tutte le vulnerabilità restano prive di patch. Analogamente alla fine del 2008, quasi la metà (49%) di tutte le vulnerabilità rivelate nel primo semestre 2009 non aveva alcuna patch del fornitore al termine di tale periodo. Il team di ricerca X-Force cataloga, analizza e conduce ricerche sulle divulgazioni delle vulnerabilità sin dal 1997. Con oltre 43.000 vulnerabilità della sicurezza catalogate, possiede il più grande database delle vulnerabilità del mondo. Questo database unico aiuta i ricercatori X-Force a comprendere le dinamiche che costituiscono la scoperta e la divulgazione delle vulnerabilità.

mercoledì 30 dicembre 2009

Da IBM e Sophos le previsioni sulla sicurezza informatica per il 2010


Si avvicina il 2010 e come sempre, sono in molti quelli che si dividono tra il tracciare un bilancio dell’anno che sta per concludersi e il delineare le tendenze probabili per quello che deve arrivare.

Tra questi ultimi ci sono anche IBM e Sophos, che hanno provato ad indicare il trend relativo alla sicurezza informatica del 2010, partendo dalle tendenze osservate nei mesi passati per cercare di capire quali possano essere i pericoli per i sistemi di aziende e di utenti privati nei prossimi mesi.
Negli ultimi tempi gli esperti hanno osservato un ritorno in forze per i worm, in calo negli anni passati, così come evidente sembra sia stata la diffusione dei cosiddetti “rogue antivirus”, cioè dei falsi antivirus che, anziché soluzioni per la protezione, celano vere e proprie minacce per la sicurezza degli utenti. Le tendenze relative ai pericoli per la sicurezza per il 2010 sembrano quindi seguire lo stesso percorso dell’informatica: non è un caso infatti se proprio dal cloud computing, la direzione verso cui si muove l’utenza, soprattutto quella aziendale, potranno venire i rischi più importanti. Altro aspetto da valutare sarà quello relativo al software pirata, con buona parte dell’utenza che utilizza software contraffatto e che sarà a rischio di subire potenziali attacchi, a causa dell’abitudine a non tenere aggiornato il proprio sistema per evitare eventuali notifiche o problemi con le utility in grado di rilevare la non genuinità del software usato. Motivo per cui questa fascia di utenti finisce spesso, a detta degli esperti, a navigare in Rete con software obsoleti e non aggiornati, quindi assolutamente vulnerabili. Altro fattore importante è poi la diffusione dei social network e altri servizi di questo tipo, divenuti meta di milioni di utenti e per questa ragione diventati “terreno di caccia” di malintenzionati, pronti a sfruttare eventuali falle nelle impostazioni di sicurezza e in grado di rubare le credenziali per trafugare dati e quant’altro. Fenomeno meno importante dovrebbe essere invece la diffusione di virus e worm tramite queste piattaforme, seppur in crescita infatti, tale sistema di attacchi dovrebbe essere contenuto dagli aggiornamenti che verosimilmente i gestori implementeranno per mettere al riparo i propri utenti e cercare di azzerare la diffusione di spam o messaggi pericolosi.
In definitiva i punti più importanti sono quindi tre: la diffusione del cloud computing che sposterà il pericolo verso le reti di gestione di questi servizi, l’utilizzo di software non aggiornato e la diffusione dei social network, con una tendenza che porta i pirati informatici a cercare di trovare le potenziali “prede” proprio laddove esse si dirigono.