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domenica 11 ottobre 2015

L'amore ai tempi delle emoji

Un gruppo di ricercatori ha fatto il punto sulle relazioni fra adolescenti. Quanto influiscono chat, cambi di status e cuoricini nella coppia?

Le relazioni amorose sono una cosa importante. Capire come si lasciano e come tracciano quest’esperienza sui social network i ragazzini è business. I teenager sono il target preferito degli sviluppatori di app e dei creatori di social per capire cosa sia di tendenza e cosa si debba, appunto, “sviluppare”. La tecnologia digitale gioca un ruolo importantissimo nella costruzione, nel mantenimento e nella fine di un amore. Spezza le vene delle mani a forza di WhatsApp. Cuoricini, cambi repentini di status, like che voglione dire molto di più di quello che likano, hashtag di coppia. L’era dello squillo è finita da un pezzo. 

Un gruppo di ricerca condotto online dal  Pew Research Center negli Stati Uniti ha condotto uno studio sulle relazioni, dove più di 100 teenager ha condiviso le proprie esperienze e ha mostrato i temi-chiave durante le sessioni di raccolta-dati.

Incontrarsi online – tutto comincia con un like
Il 24% dei teenager ha il primo approccio col partner online. Ma alcuni non si fidano delle apparenze.

“Alcune ragazze non assomigliano per niente alle foto che mettono su Instagram. Ecco perché bisogna incontrarsi.”Un ragazzo del liceo
“Se non li conosco, non ci parlo.”Una (saggia) ragazza del liceo

Nonostante queste insicurezze, alcuni teenager descrivono i loro incontri avvenuti online e i social media sono le principali piattaforme degli incontri coi potenziali partner. 

“Ho incontrato una ragazza su Facebook, tipo, l’ho messaggiata e poi l’ho incontrata dal vivo. Questo è tutto. L’ho conosciuta così.”Ragazzo del liceo
“Ho conosciuto una persona su Instagram, in realtà l’ho contattata tramite i messaggi privati. Abbiamo parlato per una settimana, e poi ho deciso che sembrava un tipo abbastanza a posto. Gli ho dato il mio numero. E poi ci sono andata piano, perché incontrare qualcuno su internet non è sempre l’idea migliore. E se lo vuoi fare, beh, devi farlo con molta attenzione.”Una ragazza del liceo.

Quel cuoricino che vuol dire molto più di un cuoricino
Durante lo studio, la tecnologia e i social media sono stati descritti come parte integrante del processo di corteggiamento. Metà dei ragazzi ha mostrato di essere interessato all’altro in senso romantico accettando l’amicizia su Facebook o su un altro social, e il 47% ha espresso interesse tramite like, commenti e altre interazioni (cuoricini).

I social network sono anche una fonte naturale di informazioni sul potenziale partner. Vai sulla loro pagina e sai se sono single, cosa gli piace (o cosa dicono che gli piace), che musica ascoltano.

“Qualche volta puoi usare i social per vedere se escono con qualcuno o altro.”Un ragazzo del liceo

“Uno vuole sapere tutto quello che riesce a scovare su di loro.”Una ragazza (stalker) del liceo

I flirt sono fatti di commenti e cuoricini sui social media. Certe interazioni hanno le loro regole, anche se non scritte. Ogni piccola scelta lessicale o geroglifica, da un “hey” a un emoji, possiede un significato più profondo.

“Quando prendo una cotta e voglio che l’altro lo sappia vado sulla sua pagina e metto una serie di like alle foto, uno dietro l’altro.”Una ragazza del liceo

(Instagram) “Likagli tutto. Like, like, like, like, like, like sotto ogni foto.”Una ragazza del liceo
“Emoji, ma il modo migliore per scoprirlo è vedere quando rispondono ‘hey’ la prima volta. A seconda di quante ‘y’ mettono nel loro ‘hey’. Sì, fanno così.”Un ragazzo del liceo

“Beh, se vuoi davvero esporti, puoi commentare una loro foto con l’emoji del cuore.”Una ragazza del liceo

Se mi ami, rispondi
All’interno di una relazione tra teenager, sms e telefonate sono le due cose principali, ma per le interazioni quotidiane, i messaggi sono il modo di comunicare dominante. Il 72% lo fa ogni giorno. Solo il 39% fa una telefonata.

Alcune scelte che i teenager fanno nel modo di comunicare si evolvono con l’evolversi dell’intensità e durata delle loro relazioni. Alcuni dicono che una relazione basata sui messaggi di testo può aiutare a superare la timidezza, oppure può essere utile per avere il tempo di dare una risposta perfetta durante una conversazione.

“La cosa migliore dei messaggi è la possibilità di pensare a quello che stai per dire. E se non ti piace, puoi sempre cancellare. Parlando, non puoi fare una cosa del genere.”
Una ragazza del liceo

Gli smartphone ci danno la possibilità di restare in contatto ovunque siamo, tramite diversi canali. L’85% dei ragazzini innamorati si aspetta di sentire l’altro almeno una volta al giorno. L’11%, ogni ora. 

Molti teenager sono attivi contemporaneamente su diverse piattaforme, e le loro comunicazioni sono visibili agli altri. Ecco che nascono i peggiori malintesi. Se uno ritarda a rispondere a un messaggio o a una chiamata ci si sente ignorati, poco importanti. La tragedia può nascere se l’altro è visibilmente online.

“Stavi tweettando ma non potevi rispondere al mio messaggio?”Un ragazzo del liceo

“Ha scritto uno status mentre io gli avevo appena mandato un messaggio. Perché non ha risposto?”Una ragazza (che deve ancora imparare a farsi una ragione delle cose) del liceo

Se mi ami, cambia status
I teenager compiono una serie di passi precisi per mostrare agli altri di essere coinvolti in una relazione. Molti di questi rituali si svolgono sui social. Le coppie postano foto, cercano attenzioni e vogliono dire a tutti “non sono più sulla piazza”.

“Lo status. E qualche volta, la bio su Instagram, dove scrivono la data in cui hanno iniziato a uscire insieme.”Un ragazzo

“Devi mettere il lucchetto con l’emoji dei due che si tengono per mano col cuore in mezzo.”Un ragazzo


Come finiscono le relazioni tra teenager
La comunicazione digitale gioca un ruolo importante sotto ogni aspetto, anche quando una storia finisce. Sebbene i messaggi e i social media siano una parte fondamentale nella vita dei teenager, per rompere una storia bisogna farlo di persona, oppure per telefono, ma la cosa è considerata disdicevole. Farlo sui social mostrerebbe mancanza di maturità.

“Sì, il modo migliore è farlo di persona. Oppure al telefono. Ma credo che si debba fare di persona. È molto brutto rompere attraverso i social media.”Un ragazzo

Cosa succede quando finisce una storia? Restiamo amici
Quando una relazione finisce, bisogna decidere come affrontare la continua esposizione sui social. A volte questo significa rivedere le vecchie foto insieme all’ex e ricordarsi del passato (c’è addirittura un’applicazione di Facebook che ti ricorda cosa avevi postato quel giorno l’anno scorso). Il 43% dei teenager si “stagga” o cancella le foto insieme all’ex. Il 42% elimina o blocca l’ex dagli amici.
“Vedo certe ragazze che postano foto del ragazzo con cui hanno appena rotto, e sotto scrivono tutto un paragrafo per farli arrosto. E dicono tutte le cose orribili che hanno fatto.”Un ragazzo
Il momento della rottura è delicato. E i teenager sono divisi su come usare i social quando una storia è finita. Alcuni cancellano ogni traccia digitale della loro storia, altri preferiscono mantenere una connessione. Molti dicono che la scelta dipende dalla natura della relazione. Sono pochi quelli che decidono di cancellare tutte le tracce della loro storia. 
“Voglio dire, fa schifo, comportarsi come se non avessi mai avuto una relazione. E poi, ecco, posso tornare indietro e guardare la sua pagina Facebook ogni tanto. Cioè, ci sono dei vantaggi.” [a mantenere l'amicizia] 
Una ragazza

“Puoi vedere se stanno bene.”Una ragazza

Insomma, i ragazzini si cercano sui social, ma vogliono vedersi dal vivo, mettono un sacco di like, si mandano un trilione di messaggi al giorno e se uno non risponde, se la prendono. A parte il conteggio delle ypsilon in un “hey” non sono tanto diversi dai più grandi. Però, quando si lasciano, non spariscono, vogliono sapere se l’altro sta bene. Evidentemente, per fare ghosting, bisogna essere adulti.


martedì 29 marzo 2011

I ragazzi e il sexting


Il New York Times racconta una storia esemplare delle preoccupanti familiarità dei teenagers americani con sesso e nuove tecnologie

Margarite è una ragazzina di quattordici anni che vive a Lacey, sobborgo di Olympia, nello stato americano di Washington sulla costa occidentale degli Stati Uniti. Il New York Times di domenica ha raccontato la sua storia, esempio drammatico di ciò che “potrebbe accadere anche ai vostri figli”, come a volte si dice esagerando, e stavolta invece è vero. Un giorno, lo scorso inverno, Margarite si è spogliata davanti allo specchio del bagno e si è fatta una foto nuda col telefonino. Poi ha mandato la foto per MMS al suo fidanzato Isaiah. I due ragazzi si sono lasciati poco dopo, e passata qualche settimana Isaiah ha girato la foto di Margarite a un’amica con cui lei aveva litigato. La quale ci ha aggiunto un messaggio – “Attenzione, se pensate che questa ragazza sia una troia, ditelo a tutti i vostri amici” – e l’ha mandata a una lista di contatti nella sua rubrica. Tempo meno di ventiquattr’ore e la foto aveva fatto il giro di tutta la scuola Chinook Middle e ne aveva raggiunte alcune altre. Quello che è successo a Margarite – e a Isaiah e alla sua amica – è per il New York Times esemplare di un doppio problema che riguarda sempre più famiglie americane: il rischio di guai grossi in cui i ragazzi possono mettersi usando con leggerezza le nuove tecnologie e la sempre maggior disinvoltura con le cose di sesso di generazioni anche molto giovani. Le due cose, poi, creano la bomba “sexting”: il termine (traducibile con “Sesso Emme Esse”: gli americani chiamano “texting” gli SMS) si riferisce più ampiamente a immagini con risvolti sessuali spedite col telefonino, fenomeno assai diffuso anche tra gli adulti, in contesti molto vari e diversi, dalle coppie consenzienti alle molestie, al traffico legale di pornografia. Ma nel caso dei minorenni implica dei pericoli, e dei reati. Che hanno portato Isaiah a essere ammanettato e messo in cella per una notte, a quattordici anni. La foto di Margarite fu intercettata la mattina dopo anche da alcuni genitori, che avvisarono la polizia e la preside. Era stata ricevuta da centinaia di ragazzi, forse migliaia, molti dei quali l’avevano a loro volta ridiffusa: “la ragione principale per cui i teenagers fanno sexting è sembrare fighi e sexy con qualcun altro”. «Avere una foto del tuo fidanzato/a nudo/a nel telefonino significa che sei uno che fa sesso, è uno status», spiega un procuratore della contea di Olympia. La notte stessa Margarite era stata avvisata che la sua foto circolava: anche sua madre era stata avvisata la mattina, e aveva visto Margarite disperata, senza però riuscire a farsi raccontare. La polizia voleva parlare con la ragazzina: le foto stavano girando in mezza contea. La preside convocò tutti gli studenti e molti telefoni furono sequestrati. I genitori chiamavano la scuola preoccupati che i loro figli venissero arrestati. Isaiah e l’amica vennero identificati come i promotori della diffusione della foto. Il procuratore della contea ha spiegato al New York Times: «L’idea di inoltrare quella foto era già pessima. Ma il messaggio l’ha trasformata in una cosa molto più grave. Una gogna per la “sgualdrina”, un tentativo di distruggere qualcuno senza pensare alle conseguenze”. Il procuratore mise sotto accusa Isaiah, la ragazza e una terza studentessa, iniziali propalatori del messaggio, e non Margarite, che ritenne sufficientemente vittima della sua stessa sventatezza, malgrado fosse stata la prima ad aver diffuso quella che tecnicamente era pornografia infantile. Isaiah fu ammanettato e portato via dalla scuola, e accompagnato con i suoi “complici” nel carcere minorile della contea. Il giorno dopo comparve davanti al giudice in una tuta da detenuto. Il New York Times spiega che oggi la cultura e i modelli che i ragazzi hanno davanti agli occhi spinge forte in direzione di simili comportamenti: ci sono canzoni pop che dicono “fatti una foto sporca per me e mandamela” e spot pubblicitari che alludono al sexting, tra maggiorenni consenzienti. «I ragazzi si allenano a diventare adulti: non ci si può aspettare che non facciano cose che vedono accadere intorno a loro», dice la dottoressa Stern dell’università di San Diego, esperta di rapporti tra adolescenti e tecnologie. E alcuni sondaggi condotti tra i ragazzi danno percentuali di esperienze col sexting tra il 5% e il 24%. Molte scuole lo hanno vietato esplicitamente, con l’autorizzazione a perquisire i telefoni dei ragazzi. Il giudice decise di non perseguire i ragazzi per reati sessuali (rischiavano 36 settimane in un carcere minorile e la registrazione in un albo di crimini sessuali) e si accordò con gli imputati derubricando l’accusa a molestia telefonica: fu ordinato loro un programma di riabilitazione che prevedeva di preparare materiale informativo sulla loro esperienza e sulle sue conseguenze. E di non avere nessun contatto con Margarite fino a un confronto da tenersi dopo un congruo lasso di tempo. Ma in questi mesi molti altri casi riguardanti il sexting tra minorenni sono arrivati nei tribunali americani, con esiti diversi, tanto da suscitare ampi dibattiti giuridici. La madre di Margarite, nel frattempo, le vietò fino a nuovo ordine l’uso del cellulare, di internet e della tv. Con questo la protesse anche dagli strascichi della sua sciocchezza: la foto e il messaggio continuarono a girare – e forse continuano – anche fuori dai confini della contea. A un certo punto Margarite fu oggetto di nuove persecuzioni nella scuola in cui si era trasferita dopo la vicenda, e decise infine di tornare alla vecchia scuola, dove aveva ancora degli amici. Quando i ragazzi si videro, accompagnati da genitori e psicologi, la riunione fu molto pesante. Il padre di Margarite ha spiegato al New York Times di sentirsi responsabile di non avere tenuto d’occhio a sufficienza sua figlia. Margarite raccolse le nuove scuse dei suoi ex amici, ma niente sarà più come prima, dice il Times, soprattutto per lei. E si annunciano tempi duri per tutti i genitori del mondo.