Parliamo del caso del giorno, la vicenda Eye Pyramid, con Walter Ruffinoni, attuale CEO di NTT Data Italia, partner del distretto di Cybersecurity di Cosenza. L’occasione è l’intervista a SkyTG24 dove ha potuto dare il suo punto di vista sui temi della sicurezza e sulle prospettive del nostro paese dove l’azienda ha deciso di investire in talento e innovazione, proprio al Sud.
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sabato 14 gennaio 2017
Proteggere i dati significa proteggere le persone e la ricchezza del paese
Parliamo del caso del giorno, la vicenda Eye Pyramid, con Walter Ruffinoni, attuale CEO di NTT Data Italia, partner del distretto di Cybersecurity di Cosenza. L’occasione è l’intervista a SkyTG24 dove ha potuto dare il suo punto di vista sui temi della sicurezza e sulle prospettive del nostro paese dove l’azienda ha deciso di investire in talento e innovazione, proprio al Sud.
giovedì 12 gennaio 2017
Gli attacchi informatici più dannosi del 2016, mese per mese
Da Verizon a Yahoo!, da Ashley Madison ad Adult Friend Finder, dalla NSA all’FBI fino ai DNCLeaks: storia di un anno vissuto pericolosamente
Richard Stennion, autore di There Will Be Cyberwar, ha detto che “il 2016 sarà ricordato come l’anno più importante per l’evoluzione dei nation state attacks,” e che lo spionaggio cibernetico è da tempo uno degli strumenti più importanti per hacker e servizi segreti, invitando tutti a migliorare il proprio livello di sicurezza informatica per il nuovo anno.2016, un databreach dopo l’altro
FEBBRAIO
MARZO
MAGGIO
GIUGNO
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
OTTOBRE
NOVEMBRE
DICEMBRE
giovedì 5 dicembre 2013
Facebook, Twitter, Gmail e Yahoo: gli hacker rubano 2 milioni di password
Fonte: Unione Sarda
martedì 30 aprile 2013
Cos'è una Botnet?
Metodi di Infezione
Come vengono usate
Come difendersi
martedì 2 aprile 2013
Carna, botnet con oltre 420.000 dispositivi
Un anonimo ricercatore ha creato la botnet effettuando la scansione di quasi 4 miliardi di indirizzi IPv4 in nove mesi.
mercoledì 20 marzo 2013
Mobile Security: McAfee Consumer Trends, nuove tecniche dei cybercriminali
McAfee ha rilasciato i risultati del report Mobile Security: McAfee
Consumer Trends, che documenta la sofisticatezza e complessità delle
applicazioni pericolose che incorporano truffe multiformi, oltre alla
pericolosità del mercato nero del crimine informatico, alle minacce download drive-by, ovvero malware scaricati inconsapevolmente da siti infetti, e le minacce in grado di sfruttare i sensori NFC
(near-field communications). Lo studio individua una nuova ondata di
tecniche hacker utilizzate per rubare le identità digitali, commettere
frodi finanziarie e invadere la privacy degli utenti su dispositivi
mobili. Gli utenti trascorrono la maggior parte delle loro vite digitali su
smartphone e tablet rendendo così le piattaforme mobili un obiettivo
sempre più allettante per i criminali informatici dal momento. Secondo IDC,
i dispositivi mobili stanno superando i PC come punto di accesso a
Internet preferito e nei prossimi quattro anni il numero di persone che
utilizzano i PC per collegarsi online si ridurrà ulteriormente di 15
milioni, mentre il numero di utenti di telefonia mobile aumenterà di 91
milioni[1]. La piattaforma mobile sta quindi diventando sempre più interessante per i
criminali informatici e, parallelamente, la complessità e il volume
delle minacce a danno di consumatori continueranno ad aumentare.
Utilizzando la propria estesa rete di intelligence globale delle minacce
(GTI), i McAfee Labs hanno analizzato i dati relativi alla sicurezza mobile degli ultimi tre trimestri. "Nonostante i consumatori siano ormai consapevoli dell’aumento delle
minacce sulle piattaforme mobili, vi è ancora una conoscenza piuttosto
scarsa a proposito di come e quando i dispositivi si infettano e i danni
in cui possono incorrere", ha dichiarato Luis Blando, vice president mobile product development di McAfee.
"I criminali informatici stanno diventando sempre più determinati e
sofisticati in grado di creare minacce distruttive e multiformi più
difficili da individuare, e per questo sono oggi più che mai necessarie
una vigilanza più attenta e una protezione più approfondita. Con la pubblicazione di questo report intendiamo aiutare gli utenti a
comprendere i rischi cui sono esposti e indicare loro i modi in cui
possono sproteggersi e mantenere al sicuro tutti i loro dispositivi”. Le
minacce più pericolose per il 2013 rilevate da McAfee Labs all’interno del report:
Minacce Drive-by Download: il primo drive-by download per cellulari è stato rilevato nel 2012 e per il 2013 prevediamo un intensificarsi di tale minaccia. Su un dispositivo mobile, un drive-by induce un utente a scaricare un’app senza saperlo. Nel momento in cui l’utente apre l'applicazione, i criminali hanno accesso al dispositivo.
Near Field Communication (NFC): nel 2013 prevediamo che i criminali sfrutteranno la tecnologia Near Field Communications (NFC), utilizzate nei programmi di pagamento mobile, o “portafogli digitali”. Le truffe in questo ambito utilizzano worm che si propagano grazie alla prossimità, un processo che denominiamo "colpisci e infetta” (bump and infect). Il percorso di distribuzione può rapidamente diffondere malware tra un gruppo di persone, come i passeggeri in un treno o la folla radunata in un parco divertimenti. Quando il dispositivo infetto viene utilizzato per il prossimo acquisto, il truffatore raccoglie i dati del conto mobile dell’utente e riutilizza segretamente queste credenziali per prosciugare l’intero conto. Worm come questo si diffonderanno sfruttando le vulnerabilità dei dispositivi. Questo sviluppo potrebbe concretizzarsi nell’11,8% delle famiglie di malware che includono già i comportamenti in grado di sfruttare tali vulnerabilità.
Parallelamente all’evoluzione del settore mobile, i criminali troveranno
sempre nuovi modi per guadagnare sfruttando le caratteristiche dei
dispositivi mobili. Nel corso del 2012, circa il 16% delle famiglie di
malware rilevate da McAfee
ha tentato di sfruttare dispositivi per effettuare ricariche tramite
SMS. Nel 2013, prevediamo un aumento di minacce che faranno in modo che
gli utenti scoprano di aver acquistato applicazioni a pagamento solo
quando controlleranno le loro bollette.
Una copia completa del Mobile Security: McAfee Consumer Trends Report di McAfee Labs, è disponibile al seguente indirizzo: http://www.mcafee.com/us/resources/reports/rp-mobile-security-consumer-trends.pdf Inoltre, suggerimenti per proteggersi sono disponibili sul sito McAfee: http://mcaf.ee/20jp6
Fonte: Protezione Account via Prima Pagina
martedì 19 marzo 2013
venerdì 16 marzo 2012
Kaspersky Lab, i malware nel mese di febbraio

venerdì 1 luglio 2011
Symantec presenta il Symantec Intelligence Report di giugno 2011

Spam ai livelli più bassi dalla chiusura di McColo in novembre 2008; lo spam farmaceutico è in calo ed emerge la diffusione del nuovo brand Wiki- pharmacy
Symantec ha annunciato la pubblicazione del Symantec Intelligence Report di giugno 2011, il primo report di Symantec che unisce i risultati del Symantec.cloud MessageLabs Intelligence Report con il Symantec State of Spam & Phishing Report. Le analisi di questo mese rivelano che lo spam ha raggiunto i livelli più bassi dalla chiusura a novembre 2008 di McColo, un ISP californiano che ospitava i canali di command and control di una serie di botnet. Dalla chiusura di Rustock - la più grande botnet per l’invio di spam - a marzo 2011, il volume di spam a livello globale continua ad oscillare ogni giorno. Il 72,9% delle email di giugno era spam, lo stesso livello di aprile di quest’anno. Secondo l’Intelligence di Symantec il 76,6% di questo spam è stato inviato tramite botnet, con un calo rispetto all’ 83,1% registrato a marzo. “Nonostante il calo dello spam proveniente da botnet durante questo mese, dovrebbe rimanere vivo l’allarme per questo pericolo che colpisce internet. I cyber criminali continuano ad utilizzare le botnet per i denial of services distribuiti (DDoS), i link a siti insospettabili per ritorni economici, ad inserire i contenuti di siti web illegali su computer infetti, a raccogliere dati personali degli utenti ed installare spyware per tener traccia delle attività online delle vittime,” ha dichiarato Paul Wood, senior intelligence analyst, Symantec.cloud. “Lo spam rimane un grosso problema e i suoi livelli non sono ancora prevedibili. In seguito all’interruzione di Rustock a marzo, sono rimaste in circolazione nel mese di aprile all’incirca 36,9 miliardi di email spam al giorno. Questo numero è salito a 41,7 miliardi in maggio, per poi scendere nuovamente a 39,2 miliardi a giugno. Durante lo stesso periodo dello scorso anno, i livelli di spam ammontavano a 121,5 miliardi di email in circolazione ogni giorno a livello mondiale, equivalenti all’89,4% del traffico email di giugno 2010. In un periodo di 12 mesi, un ribasso di 68,7 punti percentuali nel volume ha avuto una ripercussione di solo 16,4 punti percentuali sullo spam a livello globale,” ha aggiunto Wood. Secondo le ultime analisi, a giugno 2011, lo spam legato a prodotti farmaceutici ammonta al 40% dello spam totale, con una diminuzione rispetto al 64,2% registrata a fine 2010. L’analisi dell’oggetto delle mail ha mostrato che lo spam per adulti è ancora fiorente. Secondo il Symantec Intelligence Report, i messaggi di spam che promuovevano prodotti farmaceutici sono stati i più diffusi nel mese di giugno. I prodotti farmaceutici vengono commercializzati attraverso email di spam che utilizzano varie tecniche ingannevoli. Il report di questo mese evidenzia un cambiamento nel panorama delle botnet utilizzate per l’invio di spam e dello spam farmaceutico online da due diversi punti di vista: un falso servizio per la condivisione di video online e un nuovo brand farmaceutico, che forse cerca di sfruttare la popolarità del nome “Wiki” su una serie di siti di alto profilo. Lo scorso mese, l’Intelligence di Symantec ha identificato anche una nuova tecnica di spam, che ha introdotto il prefisso “Wiki” per la promozione di falsi prodotti farmaceutici collegati ad un nuovo brand, WikiPharmacy. L’“Oggetto:” delle mail in questi attacchi conteneva numerosi elementi casuali all’interno del testo. Il campo “Da:” era fasullo o apparteneva ad un account ISP hijacked che dava un’apparenza di personalizzazione alle email.
Spam: A giugno 2011, la percentuale di spam globale nel traffico email e sceso di 2,9 punti percentuali rispetto a maggio 2011 attestandosi a 72,9% (1 su 1.37 email).
Phishing: A giugno, le attività di phishing sono scese di 0.06 punti percentuali rispetto a maggio 2011; una mail su 286,7 (0,349%) comprendeva qualche forma di attacco di phishing.
Minacce contenute nelle email: Nel traffico email, il numero globale di virus provenienti da email è stato pari a 1 su 300,7 email (0,333%) in giugno, con un calo di 0,117 punti percentuali rispetto a maggio 2011.
Minacce malware web-based: Durante il mese di giugno, MessageLabs Intelligence ha identificato una media di 5.415 siti web al giorno che ospitavano malware o altri programmi non desiderati come spyware e adware; una crescita del 70,8% rispetto a maggio 2011.
Minacce per gli endpoint: Il malware bloccato con maggior frequenza durante lo scorso mese è stato W32.Ramnit!html. Questo è uno dei file .HTML infettati da W32.Ramnit[1], un worm che si diffonde attraverso dispositivi removibili e infetta file eseguibili. Il worm si diffonde criptandosi e attaccandosi a file con estensione .Dll, .EXE e .HTM.
Trend geografici:
Spam
• In seguito al calo globale dei livelli di spam durante il mese di giugno 2011, l’Arabia Saudita è diventata il paese più colpito con un livello pari a 82,2%, superando la Russia che è scesa alla seconda posizione.
• In USA il 73.7% delle mail era spam, in Canada il 72.0%.
• In UK il livello di spam era del 72.6%.
• Nei Paese Bassi, il 73.0% del traffico email era spam, mentre il livello di spam ha raggiunto il 71.8% in Germania, il 71.9% in Danimarca e il 70.4% in Australia.
• Il livello di spam di Hong Kong ha raggiunto il 72.2%, il 71.2% a Singapore, il 69.2% in Giappone. In Sud Africa, il 72,3% del traffico email era spam e il 73,4% in Brasile.
Phishing
• Il Sud Africa resta il bersaglio più colpito dalle email di phishing nel mese di giugno con 1 su 111,7 email identificate come attacco di phishing.
• In UK il phishing ha raggiunto 1 mail su 130,2.
• I livelli di phishing in US ammontano a 1 mail su 1,270 e 1 su 207,7 in Canada.
• In Germania i livelli di phishing si sono attestati a 1 su 1,375; 1 su 2,043 in Danimarca e 1 su 543.7 nei Paesi Bassi.
• In Australia, le attività di phishing si sono attestate a 1 mail su 565.2 e 1 su 2,404 ad Hong Kong.
• Per il Giappone 1 mail su 11,179 e 1 su 2,456 per Singapore.
• In Brasile 1 email su 409.8 è stata bloccata come attacco di phishing.
Minacce contenute nelle email
• UK rimane l’area maggiormente colpita da email malevole durante il mese di giugno: una mail su 131.9 è stata bloccata come malevola.
• In US, i livelli di virus provenienti da malware email-born ammontano a 1 su 805.2 e 1 su 297.7 in Canada.
• In Germania le attività dei virus hanno raggiunto quota 1 su 721.0; 1 su 1,310 in Danimarca e in Olanda 1 su 390.3.
• In Australia 1 mail su 374.5 era malevole e 1 su 666.5 ad Hong Kong.
• Per il Giappone 1 su 2,114, mentre a Singapore 1 su 946.7.
• In Sud Africa, 1 su 280.9 mail e 1 mail su 278.9 in Brasile conteneva materiale malevolo.
Trend verticali:
• Il “settore pubblico” rimane il più colpito da attività di phishing nel mese di giugno, con 1 email su 83.7 compromessa da un attacco di phishing. Il livello di phishing per il “settore chimico e farmaceutico” è stato di 1 su 897.3 e di 1 su 798.3 per il “settore servizi IT”; 1 su 663.2 per il “retail”, 1 su 151.4 per il “settore educazione” e 1 su 160.8 per quello “finanziario”.
• In giugno, il “settore pubblico” resta quello più attaccato da malware con 1 su 73.1 email malevole bloccate. Il livello di virus per il “settore chimico e farmaceutico” è stato di 1 su 509.4 e 1 su 513.8 per i “servizi IT”; 1 su 532.8 per il “retail”, 1 su 130.4 per l’“educazione” e 1 su 182.3 per il “settore finanziario”.
Il Symantec Intelligence Report di giugno 2011 fornisce informazioni su tutti i trend e i dati sopra riportati, così come dei trend geografici e verticali più dettagliati.
Al seguente link il report completo.
giovedì 28 aprile 2011
Il cyber-criminale è un animale sociale

L’Istr (Internet Security Threat Report) è uno di quei documenti che attendiamo ogni anno con interesse ma anche un pizzico di inquietudine. Il report redatto ogni anno da Symantec è infatti una sorta di grande censimento sul cyber-crimine che fotografia il livello di rischio a cui tutti noi – utenti più o meno smaliziati - siamo esposti. Ebbene, dal bollettino rilasciato quest’anno non ci arrivano purtroppo buone notizie. Gli esperti della società americana, infatti, ci fanno sapere che lo scorso anno sono state registrate 286 milioni nuove minacce e che il numero di attacchi web è cresciuto del 93%. All’Italia due primati poco invidiabili: il nostro Paese è al terzo posto in Europa (dietro Regno Unito e Germania) nella classifica delle attività “malevole” e al secondo per numero di bot, ovvero di PC infetti sfruttati dagli hacker come ponte per inviare spam o propagare altri attacchi informatici. Numeri allarmanti che nascondono un mondo sommerso ma comunque guidato da alcune macrotendenze. Fra queste spicca senza dubbio il fenomeno degli attacchi mirati, che sta portando i pirati informatici a sfruttare le vulnerabilità zero-day (vedi Hydraq e Stuxnet) per introdursi nei sistemi informatici di società quotate, multinazionali, agenzie governative ma anche aziende di piccole emedie dimensioni. L’obiettivo, nella stragrande maggioranza dei casi è quello di sottrarre la proprietà intellettuale o provocare danni materiali. In crescita anche l’utilizzo dei cosiddetti toolkit, programmi software che possono essere utilizzati sia da principianti che da esperti per semplificare la distribuzione di attacchi di vaste proporzioni. Lo scorso anno, ci fa sapere Symantec, i due terzi di tutte le minacce web-based registrate sono arrivati proprio da attacchi lanciati con kit di questo tipo soprattutto verso i sistemi Java, responsabili del 17% di tutte le vulnerabilità dei browser plug-in. Un altro grande filone su cui vale la pena riflettere è quello che riguarda il mondo dei social network. Le problematiche in questo caso non si riferiscono al numero di malware, tutto sommato ancora piuttosto modesto, quanto piuttosto alle caratteristiche virali del mezzo, che di fatto vanno ad amplificare gli effetti delle minacce. Nell’era di Facebook, lo sappiamo bene, basta un link per fare danni. E non è un caso che lo scorso anno i criminali informatici abbiano postato milioni di collegamenti farlocchi per propagare malware e tentativi di phishing. Molti di questi attacchi sfruttano i news feed per aumentare la scala del contagio: i social network, in pratica, distribuiscono in automatico il link ai news feed degli amici delle vittime, inoltrandolo a centinaia o migliaia di utenti in pochi minuti. Circa il 65% dei link dannosi, spiega Symantec, provengono da Url abbreviate. Di questi, il 73% ha ricevuto 11 o più click e il 33% tra gli 11 e i 50. Non si può trascurare, infine, tutto ciò che sta accadendo sul versante mobile, ovvero su quei dispositivi – vedi smartphone e tablet – che hanno ormai affiancato i PC nelle nostre attività digitali. Sui device di questo tipo, ci dice l’ultimo Istr, si registra un aumento delle minacce del 43% con 163 nuove vulnerabilità. La maggior parte di queste sfrutta applicazioni all’apparenza legittime come veri e propri cavalli di Troia (Trojan Horse) per propagare codice malevolo. Un fenomeno che sta allarmando soprattutto le aziende: quasi la metà di esse, sostiene uno studio Mocana, non si reputa infatti attrezzata per gestire i rischi di questo tipo.
giovedì 14 aprile 2011
Kaspersky Lab pubblica il report sull’attività dei virus a marzo 2011
Rapporto IBM X-Force: attacchi alla sicurezza più mirati e sofisticati
giovedì 7 aprile 2011
Le minacce aumentano. L'Italia è la patria delle botnet