Pagine

Visualizzazioni totali

Google Scholar
Visualizzazione post con etichetta Moige. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Moige. Mostra tutti i post

venerdì 28 ottobre 2011

Moige, quello che i genitori non sanno

Uno studio sul grado di consapevolezza acquisito dai genitori italiani sui consumi mediali dei minori. In pochi hanno attivato meccanismi di parental control. Prevale un approccio generico al controllo delle navigazioni.

Roma - "I giovani oggi hanno molta dimestichezza con la Rete, tuttavia ciò non significa che conoscano bene anche i rischi che possono derivare da un uso non corretto di Internet. Per questo è necessario il ruolo di controllo dei genitori: l'ideale resta sempre l'esperienza condivisa, capace di rinsaldare un rapporto genitori-figli basato essenzialmente sulla fiducia reciproca". Così il presidente nazionale del Movimento Italiano Genitori (Moige) Maria Rita Munizzi, recentemente intervenuto a commentare i risultati di uno studio commissionato alla società d'analisi SWG. Una panoramica dettagliata sul grado di consapevolezza dei genitori del Belpaese circa le nuove abitudini di consumo mediale dei minori.

Cosa è emerso? Il 70 per cento dei ragazzi ha accesso quotidiano agli ambienti di Internet, con un tempo medio di navigazione - almeno secondo quanto dichiarato dai genitori intervistati - pari a 52 minuti. Dalla mezz'ora al giorno tra i 6 e i 7 anni ai 90 minuti tra i 10 e i 13.

Stando ai dati pubblicati da SWG per conto del Moige, il 44 per cento dei minori sfrutta la Rete per divertirsi e dunque giocare. Il 40 per cento sfrutta Internet per reperire materiali didattici utili per lo studio giornaliero. La situazione cambia tuttavia a partire dai 12 anni d'età.
Gli ambienti social - Facebook in primis - diventano la prima fonte d'attrazione per i minori, con il 90 per cento dei giovani utenti a preferire appunto la piattaforma di Mark Zuckerberg. Ma solo il 30 per cento degli adulti riuscirebbe ad impostare al meglio le impostazioni per la privacy del sito in blu.

Per il Moige, sembra dunque prevalere un "controllo ambientale generico" da parte dei genitori, ovvero basato su una selezione di tempi e possibilità di utilizzo della Rete, su un generico ricorso al dialogo. Il 60 per cento degli adulti si limiterebbe cioè a parlare di rischi e siti da visitare in via totalmente generica.

Grandi assenti, i meccanismi di parental control, con appena il 7,8 per cento dei genitori a dichiarare di aver implementato software specifici per il controllo della navigazione. La preoccupazione più grande per gli adulti rimane la pedofilia, seguita dagli incontri pericolosi e il materiale pornografico.

Fonte: Punto Informatico - Autore: Mauro Vecchio

lunedì 7 febbraio 2011

Moige: ragazzi troppo liberi sul Web, genitori impreparati a proteggerli


I risultati dell'indagine realizzata per il Safer Internet Day 2011

In occasione del Safer Internet Day 2011, la giornata europea dedicata alla sicurezza in Rete in programma l'8 febbraio, Moige – movimento genitori e Trend Micro, azienda dedicata alla sicurezza informatica, presentano i risultati emersi da un’indagine con focus group di genitori, durante il quale sono stati discussi ed approfonditi i comportamenti in Rete di genitori e figli, i pericoli percepiti, i controlli e le misure di protezione adottate. Dalle interviste condotte emerge in generale uno scenario in cui il Web è ormai un ambiente fondamentale di riferimento per genitori e figli, che stimola e incuriosisce e del quale ormai «non si può fare a meno»: «c’è tutto il Mondo». Nelle famiglie sono spesso disponibili diversi strumenti per navigare come pc, smartphone, consolle-videogiochi, utilizzati con una crescente autonomia dai minori, specie dai 10 anni in su. L’uso di Internet va molto oltre il gioco e la ricerca didattica, è diventato il prerequisito dell’entrata nel mondo dei Social Network, parte ormai della «vita contemporanea». Il genitore non ostacola e spesso favorisce un approccio precoce anche con l’intento di favorire l’adattamento e integrazione dei figli alle nuove modalità di comunicazione e relazione sociale. I social network, infatti, sono molto apprezzati dai ragazzi italiani: l’82,9% nella fascia tra 15 e 16 anni, e il 74,3% in quella 11-14. Anche un 20% dei più piccoli non è indifferente. Facebook, come prevedibile, la fa da padrone: quasi 9 ragazzi su 10 lo preferiscono. La sensazione di pericolo dei genitori riguardo l’uso del Web da parte dei minori è abbastanza relativa, e scaturisce solo da eventi di cronaca o da informazioni provenienti da fonti autorevoli: sembra emergere una sorta di “abitudine anestetica”, presumibilmente incentivata da una scarsa conoscenza effettiva dei pericoli e di come fare per evitarli e proteggere le informazioni online, per esempio impostando correttamente le regole di privacy sui social network. Di fronte all’ampia articolazione dei pericoli della Rete, come pornografia, pedofilia, cyber-bullismo e giochi d’azzardo, i genitori tendono a concentrare la sensazione di rischio nei “contatti indesiderati con sconosciuti”, mentre è limitata la percezione del rischio verso i giochi d’azzardo e gli acquisti impropri. La preoccupazione dei genitori cresce con uno sguardo più attento agli atteggiamenti dei ragazzi: tutti sono consapevoli che la condivisione di immagini, video, informazioni personali, indirizzi, giochi e altro è ormai un’abitudine massiccia e poco controllabile. Con l’aumentare dell’età dei ragazzi, tra l’altro, diventa via via maggiore la quantità di informazioni personali inserite in Rete. Ad esempio, tra i ragazzi della fascia dai 15 ai 16 anni, la pubblicazione delle foto personali e dei familiari raggiunge l’81,4%, come la rivelazione del luogo dove vanno a scuola (62,9%), o gli eventi a cui partecipano (51,4%), o i luoghi frequentati (30%). Nel calderone di Internet le fantasie dei genitori si concentrano pertanto su una generica idea di «contatti insidiosi o indesiderati», ricorrente è la citazione di episodi paragonabili alle cosiddette «caramelle da uno sconosciuto», il tutto trasferito in un contesto di nuove e insidiose tentazioni: «gli dico sempre che non devono rispondere o accettare l’amicizia di persone che non conoscono». Di fronte a un pericolo generico e imprevedibile come i contatti con sconosciuti il dialogo tra genitori e figli appare come unica forma di prevenzione e difesa fondamentale e necessaria, ma non sufficiente e che denota soprattutto una mancanza di veri «punti di riferimento».

Fonte: La Stampa

giovedì 6 maggio 2010

Giornata contro la Pedofilia: Garante Privacy chiede agli Isp strumenti a tutela dei minori mentre dalla Tv al web parte campagna MOIGE


Sullo scandalo della pedofilia che ha coinvolto la Chiesa Cattolica , Luca Barbareschi ha dichiarato: 'Trovo che dal punto di vista della comunicazione la gestione del Vaticano è stata fatta in modo sconsiderato'.

In occasione della odierna Giornata nazionale contro la pedofilia, il Moige (Movimento Italiano Genitori) ha intrapreso da oggi una forte azione di contrasto al fenomeno, utilizzando più mezzi di comunicazione, dal web alla telefonia, dalla televisione agli incontri nelle scuole. E anche quest’anno la Fondazione Luca Barbareschi Onlus – dalla parte dei bambini ha deciso di realizzare un evento in occasione di questa Giornata, riconosciuta lo scorso anno dal Presidente Giorgio Napolitano e dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato.
Oggi, infatti, nella prestigiosa sede dell’Ara Pacis, ha avuto luogo l’evento che celebrerà il secondo anniversario di quest’importante conquista (il primo di una serie di obiettivi che la Fondazione si è posta nella lotta per la tutela dei diritti dei minori). Un’occasione per sensibilizzare gli adulti su un problema grave a cui non viene dato ancora il giusto rilievo. Per il presidente dell'Autorità garante per la privacy, Francesco Pizzetti, “Bisogna attivare un dialogo con i provider delle telecomunicazioni per cercare strumenti che mettano in grado di individuare il minore al computer in caso di dialogo a rischio con adulti”. “A volte – ha spiegato - i giovani pur conoscendo le tecnologie possono non essere informati dei pericoli, cioè del fatto che l'adulto può entrare in contatto con loro per adescarli”. Luca Barbareschi s’è invece rivolto direttamente alla Chiesa per dire: “Non voglio fare una polemica, ma questo è un fatto: ho chiesto ai cardinali Bagnasco e Bertone di intervenire dal momento che le istituzioni sono rappresentate, e non hanno voluto avere un confronto in un luogo simbolico come l'Ara Pacis, nell'ambito di un'iniziativa voluta dal Sindaco di Roma e da persone che sono cattoliche. Non è un problema di anticlericalismo ma è una questione di chiarezza, trasparenza e confronto, perché se non c’è confronto e trasparenza, non si risolve il problema”. “Trovo - ha spiegato riferendosi allo scandalo della pedofilia scoppiato in seno alla Chiesa Cattolica - che dal punto di vista della comunicazione, la gestione del Vaticano è stata fatta in modo sconsiderato. Le idiozie che ho sentito dire, e lo dico anche da persona legata al mondo ebraico, di complotti da parte della comunità ebraica, sono cose che neanche un imbecille avrebbe potuto pensare'. Il Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, nel messaggio inviato al Convegno ha sottolineato che “Gli aguzzini sono quasi sempre persone di cui i bambini si fidano ciecamente: familiari molto prossimi, ambiente scolastico e, purtroppo anche elementi della chiesa”. 'La vostra odierna iniziativa contribuisce lodevolmente a mantenere sempre viva l'attenzione su questi temi, il cui approfondimento è un diritto per tutti i cittadini'. Questo il messaggio inviato dal presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini. “Desidero esprimere il mio apprezzamento - recita il messaggio di Fini - per la costante e lodevole attività che la Fondazione svolge a difesa dell'infanzia contro i fenomeni di violenza e di sfruttamento'.
Mentre il presidente del Senato, Renato Schifani, nel suo messaggio ha commentato: “La condizione di impotenza dei bambini totalmente indifesi e privi di strumenti di reazione necessita di tempestive azioni collettive rivolte alla difesa della loro integrità”. “Sono certo – ha precisato Schifani - che questo tipo di iniziative possano svolgere un ruolo fondamentale per la prevenzione e la sensibilizzazione dell'opinione pubblica rispetto a uno dei crimini più odiosi dell'umanità”.
Da un’indagine svolta da SWG per il Moige nell’aprile 2010 tra genitori con figli di età compresa tra i 5 e i 15 anni, è emersa la preoccupazione dei genitori per il fenomeno e la consapevolezza della necessità di aver bisogno di maggiori informazioni e strumenti per poter affrontare, con la dovuta competenza, l’argomento con i figli.
Secondo l’indagine, la pedofilia, dopo la droga, risulta essere la principale fonte di preoccupazione per i genitori, tanto che il 72% dei genitori ne ha parlato con i propri figli - una preoccupazione che al Centro Italia raggiunge il 76% dei genitori, al Nord/Ovest e al Sud e nelle Isole il 75% dei genitori e al Nord/Est raggiunge più di 6 genitori su 10 - e su tutto il territorio il 90% dei genitori ha fornito consigli ai figli, primo tra tutti, non dare confidenza a estranei (71% il dato medio, al Centro la percentuale è dell’84%, al Nord/Ovest del 71%, al Nord/Est del 69% e al Sud e nelle Isole del 66%), chiedere immediatamente aiuto (60% il dato medio nazionale, al Centro la percentuale è del 58%, al Nord/Ovest del 64%, al Nord/Est del 59% e al Sud e nelle Isole del 59%) e non rivelare informazioni private come e-mail o numero di telefono (60% dato medio nazionale, al Centro la percentuale è del 53%, al Nord/Ovest del 65%, al Nord/Est del 55% e al Sud e nelle Isole del 61%) e allontanarsi da situazioni in cui ci si sente a disagio (47% il dato medio nazionale, al Centro la percentuale è del 29%, al Nord/Ovest del 52%, al Nord/Est del 48% e al Sud e nelle Isole del 49%).
Secondo il 60% dei genitori (dato medio nazionale) figli risultano essere poco informati sui rischi legati alla pedofilia, una percezione che si mantiene stabile nel Nord/Est con 6 genitori su 10, si alza al Nord/Ovest con il 62% dei genitori e al Centro arrivando al 66%, mentre sfiora il 60% al Sud e nelle Isole. L’indagine ha nuovamente evidenziato la scarsa conoscenza dei rischi legati ai nuovi mezzi di comunicazione: 1 genitore su 3 (36%), infatti, non conosce il fenomeno dell’adescamento tramite cellulare, pratica purtroppo ormai frequente tra i pedofili, un dato che sale al 40% nel Centro-Italia e al 41% al Nord/Ovest, mentre al Nord/Est e nelle regioni meridonali si attesta rispettivamente al 34% e al 31%. Se sul territorio nazionale più di 7 genitori su 10 (76%, percentuale che arriva all’81% nel Nord/Est, all’80% nel Nord/Ovest, al 73% nelle regioni centrali e si attesta al 70% al Sud e nelle Isole) vedono in Internet la prima fonte di rischio per l’adescamento dei minori, ricordiamo che in una recente indagine del Moige sulla conoscenza del web, meno di 2 genitori su 10 hanno dichiarato di affiancare i propri figli durante la navigazione e 4 genitori su 10 (41%) non hanno dotato il pc domestico di un sistema di sicurezza con filtri di controllo parentale, strumento che consente di verificare e monitorare l’accesso a siti e pagine non adeguate ai minori. Per cercare di supportare le famiglie e contrastare e prevenire così la pedofilia, il Moige intraprende una vera e propria attività a mosaico. Molteplici, infatti, le iniziative previste che si svilupperanno su una piattaforma di multimedialità: un sms solidale, uno spot televisivo e radiofonico, un sito web ed un numero verde dedicati e una campagna itinerante nelle scuole su tutto il territorio nazionale.
Lo spot televisivo e radiofonico da oggi al 25 maggio sarà trasmesso sui maggiori circuiti televisivi e radiofonici. A giugno, inoltre, sarà trasmesso nelle sale cinematografiche del circuito Anem, grazie alla collaborazione dell’agenzia Opus Proclama.
Obiettivo dello spot, scaricabile dal sito, è promuovere tra i genitori e i ragazzi stessi una maggiore consapevolezza del problema pedofilia online, informandoli sui rischi legati ai social network.
Contestualmente allo spot televisivo, da oggi è attivo un sms solidale al numero 45507 che fino al 25 maggio coinvolgerà i gestori di telefonia mobile H3G, Wind, Tim, Vodafone e il servizio di telefonia fissa di Telecom Italia e che ha come obiettivo una raccolta fondi per supportare e incrementare le iniziative del Moige per il contrasto alla pedofilia.
Segue questo ventaglio di azioni anche la campagna itinerante “Missione: Infanzia sicura”, che sta coinvolgendo migliaia di alunni da nord a sud d’Italia con incontri formativi per genitori, docenti e ragazzi.

Oltre alle scuole, il progetto prevede anche il numero verde antipedofilia 800.93.33.77, a cui risponderanno gli psicologi del Moige nei giorni di martedì, giovedì e venerdì dalle ore 09.30 alle ore 12.30, e il sito internet prevenzionepedofilia.it.

venerdì 4 dicembre 2009

MOIGE e AESVI insieme per una campagna di sensibilizzazione per la scelta consapevole dei videogiochi


Il MOIGE, Movimento Italiano Genitori, e AESVI, Associazione Editori Software Videoludico Italiana, hanno annunciato il lancio di una campagna di sensibilizzazione congiunta per favorire una scelta consapevole dei videogiochi da parte dei genitori e focalizzata sulle novità introdotte nel sistema di classificazione dei videogiochi PEGI, entrato in vigore lo scorso 1 settembre 2009 e attivo in 30 paesi europei tra cui anche l’Italia.Dall’aprile del 2003, quando il PEGI è entrato in funzione, ad oggi sono stati immessi nel mercato europeo oltre 12.500 titoli di videogiochi. Di questi, più dell’80% può essere considerato adatto al divertimento dei più piccoli di casa avendo ricevuto una classificazione 3, 7 o 12. Tuttavia, considerando che solo un genitore su tre dichiara di controllare la classificazione PEGI al momento dell’acquisto di un videogioco , si è reso necessario “responsabilizzare” i genitori da questo punto di vista e renderli così consapevoli di quanto sia importante accertarsi di scegliere un videogioco adeguato all’età dei propri figli, verificando sempre le indicazioni PEGI ed evitando così contenuti o immagini non adatti ai minori e con effetti potenzialmente dannosi. Con lo scopo di fornire alle mamme e i papà, grazie alla conoscenza di poche semplici icone, la possibilità di destreggiarsi al meglio tra l’offerta di prodotti videoludici e le richieste dei propri figli, prende il via la campagna MOIGE-AESVI “Acquistare un videogioco non è un gioco!”. L’iniziativa si svolgerà nei mesi di dicembre 2009 e gennaio 2010 e raggiungerà 400 scuole elementari e medie su tutto il territorio italiano e le sedi dei coordinamenti locali del Moige con attività di promozione della versione 2.0 del sistema di classificazione PEGI attraverso la veicolazione di materiale informativo. Sarà supportata, inoltre, anche dalla creazione di una sezione permanente dedicata all’acquisto consapevole dei videogiochi sul sito del MOIGE, http://www.genitori.it/.

venerdì 6 novembre 2009

Sicurezza on line, 8 giovani su 10 navigano senza controlli



Famiglie e docenti sono consapevoli dei timori insiti nella rete, ma non si organizzano per la prevenzione. Basta pensare che il 40% dei genitori non ha nemmeno installato dei “filtri”: i dati emergono da un’indagine condotta da Swg per il Moige e Symantec su un campione di genitori con figli di età tra gli 11 e i 15 anni. Particolarmente preziose diventano così le iniziative nazionali che promuovono il corretto utilizzo di internet, come quella del Moige "Non cadere nella rete! Cyberbullismo ed altri pericoli del web".
Malgrado i tanti appelli da parte di associazioni ed esperti alla sorveglianza dei siti internet visitati dai giovani, l’80% dei ragazzi italiani continua a naviga su internet senza alcun controllo da parte delle famigle. Il dato è emerso dall’indagine condotta da Swg per il Moige e Symantec su un campione di genitori con figli di età tra gli 11 e i 15 anni e insegnanti di scuole medie inferiori che utilizzano internet a scopi didattici. Dallo studio è emerso che meno di 2 genitori su 10 (il 19%) affiancano i figli durante la navigazione sul web e 4 famiglie su 10 (41%) non hanno dotato il pc domestico di un sistema di sicurezza con filtri di controllo. La mancanza di controlli permarrebbe anche se nel frattempo per genitori e prof è aumentata la consapevolezza dei rischi insiti ad una navigazione in siti on line “sbagliati”: entrambe le figure di educatori si sono rese conto, infatti, che il web è ormai diventato uno strumento di comunicazione ed informazione sempre più utilizzato, sia a casa sia a scuola. Il 52% dei genitori ha infatti dichiarato che i propri figli si connettono ogni giorno, con una frequenza media di utilizzo della rete superiore a 5 giorni la settimana, mentre l`80% degli insegnanti lavora in istituti che danno la possibilità agli studenti di accedere alla rete. E se in passato era l`e-mail il mezzo di comunicazione più diffuso, oggi il 63% dei ragazzi preferisce chattare tramite instant messaging.
Il risultato è che più di 8 genitori su 10 (83%) temono i siti con contenuti pericolosi e più di 5 genitori su 10 (55%) un possibile contatto on line da malintenzionati o pedofili. Ma gli adulti si limitano poi solo a dare dei consigli ai ragazzi su come usare correttamente la rete: lo fa il 97% dei genitori e il 95% degli insegnanti. Per convincersi a passare dalla teoria alla pratica, attraverso controlli più ferrei, farebbero bene a leggere un recente rapporto nazionale redatto dalla Polizia delle comunicazioni: “dal 1997 ad oggi – hanno fatto sapere gli esperti deputati al controllo ed alla prevenzione - si contano 238 arresti, 4.465 persone sono state denunciate e sono state effettuate 3.978 perquisizioni. Inoltre, la polizia italiana tiene costantemente monitorati 293.204 siti, e ha contribuito alla chiusura di 177 siti in Italia e ha segnalato 10.977 siti all`estero”. ra le iniziative nazionali che promuovono il corretto utilizzo di internet, va segnalata la campagna informativa nazionale del Moige "Non cadere nella rete! Cyberbullismo ed altri pericoli del web", realizzata in collaborazione proprio con la Polizia delle comunicazioni, il ministero dell`Interno, con il sostegno di Symantec e il patrocinio del ministero dello Sviluppo economico. Avviata da alcuni, l’iniziativa è rivolta a genitori, docenti e alunni delle scuole medie inferiori di diverse città: nel 2009/10 in tutto coinvolgerà 23 scuole medie inferiori di tutta Italia e migliaia di studenti, insieme a genitori e insegnanti.

Maggiori informazioni e aggiornamenti sulla campagna del Moige sono disponibili visitando i siti internet www.noncaderenellarete.it. e www.genitori.it.