Pagine

Visualizzazioni totali

Google Scholar
Visualizzazione post con etichetta rischi internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rischi internet. Mostra tutti i post

lunedì 14 maggio 2012

Gioco d’azzardo patologico, Ministero Salute: proteggere i minori, regolamentare spot

   In Italia i giocatori d’azzardo sono circa 15 milioni. Di questi il 20%, pari a circa 3 milioni di persone, potrebbero essere a rischio di gioco d’azzardo patologico (in sigla, GAP), in forma differente da un rischio minimo a moderato, mentre circa lo 0,8% dei giocatori, pari a 120 mila persone, appartiene propriamente al profilo del giocatore patologico. I dati sono stati resi noti oggi dal Ministro della Salute Renato Balduzzi in audizione presso la XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati sulla dipendenza da gioco d’azzardo. Ha detto Balduzzi: “Per quanto attiene le iniziative per contrastare il fenomeno, si ritengono necessarie misure restrittive per vietare l’accesso ai minori ai giochi d’azzardo con vincita in denaro nonché una ferrea regolamentazione della pubblicità mediatica (TV, Radio, Internet)”. I numeri in realtà non sono recentissimi e fanno riferimento a un progetto del Ministero della Salute e della Regione Piemonte di qualche anno fa. Lo stesso Ministro ha evidenziato che, se la prevalenza fra la popolazione adulta del GAP è stimata fra l’1 e il 3%, è anche vero che “il totale delle persone affette da GAP non è misurabile se non attraverso stime epidemiologiche”. Il gioco d’azzardo in sé non è patologico ma può diventarlo, e quando è tale viene definito come “comportamento persistente, ricorrente e maladattativo di gioco che compromette le attività personali, familiari o lavorative”. Lo studio citato dal Ministro Balduzzi – “L’Italia che gioca” realizzato negli anni 2007/2008 dall’Istituto di Fisiologia Clinica – CNR – Sezione di Epidemiologia e Ricerca sui Servizi Sanitari con il Dipartimento “Patologia delle dipendenze” ASL TO 3 Regione Piemonte – indica che i giocatori d’azzardo in Italia sono circa 15 milioni nella fascia di età 15-64 anni. Si legge nell’audizione: “L’80% dei giocatori ha un profilo “non a rischio”; il 20% circa, pari a 3 milioni di persone, potrebbe invece essere a rischio, in misura differente, per tale disturbo: il 14,4% rischio minimo, il 4,6% rischio moderato; una quota pari allo 0,8% dei giocatori (circa 120.000 persone) risulta invece appartenere propriamente al profilo del giocatore patologico”. La diffusione del gioco d’azzardo fra i giovani è fotografato da uno studio esplorativo condotto nel 2009 (Istituto di fisiologia clinica del CNR) che evidenzia come l’attitudine al gioco d’azzardo sia molto diffuso fra i ragazzi: “In generale, in tutta Italia il fenomeno interessa circa 450.000 studentesse e 720.000 studenti, ovvero il 47,1% dei giovani delle scuole medie superiori”, si legge nell’audizione. Quali dunque le iniziative del Ministero della Salute? È stato predisposto, d’intesa con AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stati) e con la collaborazione del Dipartimento Politiche Antidroga presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, uno schema di decreto interdirigenziale, già all’esame della Conferenza Unificata, che contiene linee d’azione per la prevenzione e per il recupero delle persone affette da GAP. Aggiunge Balduzzi: “Tra le iniziative avviate dal Governo, comunico che nell’ambito del disegno di legge recante “Delega al Governo per la revisione del sistema fiscale” deliberato dal Consiglio dei Ministri in data 16 aprile 2012, tra le altre materie trattate, è prevista anche la delega per la revisione delle disposizioni in materia di giochi pubblici”. Si punta fra l’altro al contrasto della pubblicità. Spiega il Ministro della Salute: “Tra i criteri che dovranno essere osservati nell’esercizio della delega è prevista l’introduzione di specifiche disposizioni volte a prevenire ovvero a recuperare i fenomeni di ludopatia, a contrastare forme di pubblicità non conformi alle disposizioni vigenti, nonché ad assicurare una efficace ed effettiva tutela dei minori dai rischi di attrazione verso i giochi con vincite in denaro”.
Fonte: Help Consumatori

giovedì 12 gennaio 2012

Ragazzi, in Rete... senza rete


Le tecnologie sono territorio degli adolescenti. Ne sanno più degli adulti e spesso sfuggono al loro controllo. Qualche possibilità di mettere un filtro, anche gratuito, però esiste.

Che i figli adolescenti conoscano Internet e le nuove tecnologie meglio dei loro adulti di riferimento è ormai un dato di fatto. Ma a proposito della distanza che separa le generazioni, i figli sono più consapevoli dei genitori e a volte ne approfittano. Non solo i ragazzi cosiddetti “nativi digitali” hanno cose da insegnare agli adulti ma, per contrappasso, gli adulti rischiano di perdere su questo fronte una parte del controllo nel ruolo educativo. Stando ai risultati del Norton Online Family Report, diffuso da Symantec, infatti, solo l’1% dei genitori è cosciente di non sapere che cosa facciano i figli in Rete, mentre oltre un figlio su 10 è convinto che i suoi genitori non abbiano idea di ciò che fa mentre naviga.
Il risultato è che molti ragazzi ammettono di cambiare schermata, per nascondersi, quando ci sono adulti in giro e gli adulti sospettano che questo accada, ma in misura minore di quanto in realtà i figli lo facciano effettivamente. Nell’anonimato del sondaggio, il 13% dei ragazzi italiani confessa di consultare siti destinati a un pubblico adulto quando nessuno vede. E nel mondo il 33% degli adolescenti compie acquisti in Rete senza il consenso dei genitori. Il rischio è che i ragazzi, in balia di sé stessi, combinino guai o vadano incontro a esperienze negative: l’accidente più diffuso è il computer di famiglia infestato di virus, ma se va male si corre il pericolo di cadere vittime di veri e propri reati. L'1% dei genitori italiani afferma di non sapere che cosa fanno i figli in Rete. L'11% dei ragazzi italiani, invece, ritiene che i propri genitori nulla sappiano delle attività dei figli in Internet. Il 19% dei genitori sospetta che i figli cambino il loro modo di agire on-line quando i genitori osservano e il 36% dei ragazzi ammette di comportarsi diversamente quando i genitori sono nei paraggi. Il 36% dei ragazzi è rimasto vittima di reati on-line e il 59% ha vissuto situazioni spiacevoli, percentuali maggiori di quelle sospettate dai genitori. Il 13% dei ragazzi italiani ammette di visitare siti destinati a un pubblico adulto quando i genitori non ci sono. Il 33% dei ragazzi nel mondo compie acquisti in Rete all’insaputa dei genitori.
Proprio per dare una mano alle famiglie in fatto di controllo e per aiutarle a stabilire con i figli regole condivise, Symantec ha messo in Rete un programma scaricabile gratuitamente, scegliendo la versione free, dal sito https://onlinefamily.norton.com/familysafety/basicpremium.fs che consente di monitorare le ricerche dei ragazzi e di capire quanto tempo trascorrono in Rete e che cosa ci fanno, con la possibilità di mettere un filtro ai contenuti ritenuti inadatti in base all’età e alle esigenze.
Fonte: Famiglia Cristiana