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venerdì 19 febbraio 2010

Kindle apre ai libri italiani


Amazon ha aperto la Kindle Digital Text Platform a tre nuove lingue: spagnolo, portoghese e italiano. A giovarsene saranno vaste popolazioni in tutto il mondo, oltre agli editori e autori che d'ora in poi potranno salire sul carro di Kindle per pubblicare

Kindle parla italiano. Dopo mesi di attività concentrata sulle lingue anglosassoni e dopo un primo approccio europeo partendo da Francia e Germania, il nuovo passo va a comprendere nelle lingue supportate dal reader anche tre idiomi fondamentali quali lo spagnolo, il portoghese e l'italiano. Il passo è importante perchè, oltre a tirare in ballo i tre paesi di riferimento per le tre nuove lingue contemplate, si va a comprendere una fetta sempre più ampia della popolazione riuscendo a coinvolgere tutti coloro i quali intendono avere accesso alla cultura digitale in Brasile, nell'America Latina o tra le comunità di emigrati italiani sparse per il mondo. Si tratta quindi di una iniziativa che va ad estendere in modo sostanziale il bacino d'utenza potenziale di Kindle, nonché l'appetibilità dello store per gli editori in tutto il mondo.
400 milioni di persone parlano lo spagnolo in tutto il mondo (6% della popolazione mondiale), 60 milioni l'italiano (1%), 240 milioni il portoghese (3.5%). In un colpo solo, quindi, Amazon ha promosso il proprio Kindle nelle mani di 700 milioni di persone, qualcosa che non può che generare interesse per tutti gli editori in cerca di nuovi sbocchi per il proprio mercato.
Per portare a segno la maggiore apertura del mercato Kindle, Amazon ha apportato le necessarie modifiche alla Kindle Digital Text Platform (DTP) permettendo così ad autori e editori di caricare i propri contenuti nelle nuove lingue contemplate. Il tutto avviene ad un mese di distanza dall'apertura della piattaforma automatica di caricamento, qualcosa che rende totalmente autonomi i produttori di contenuti di caricare le proprie opere sul Kindle Store. Amazon, però, già preannuncia che nuove lingue ulteriori saranno presto aggiunte, estendendo ulteriormente l'appetibilità e la penetrazione del proprio Kindle prima ancora che l'iPad possa iniziare a minacciarne da vicino il potenziale di mercato. Dal momento in cui anche la lingua italiana rientra tra quelle abilitate da Kindle, c'è da attendersi una solerte esplosione di contenuti nazionali sullo store. Così facendo anche le vendite di Kindle sono destinate ad avere una impennata nel breve periodo, poiché a breve il lettore non sarà più una scatola vuota e gran parte dell'utenza italiana bloccata dall'ostacolo della lingua potrà invece godere delle offerte e dei vantaggi che gli ebook Amazon possono determinare. Gli autori che intendessero portare i propri contenuti su Kindle dovranno iscriversi con Amazon Account alla Digital Text Platform e quindi caricare i propri contenuti seguendo le regole di formattazione suggerite dall'apposita guida.

venerdì 29 gennaio 2010

Kindle comprati e mai consegnati in Italia: chiusi siti web di E-Buy4You. Come recuperare soldi?


Oltre 100 utenti italiani hanno ordinato e pagato il Kindle su canali non ufficiali ma l'ebook reader di Amazon non è mai arrivato a destinazione. Alcuni consigli su come recuperare i soldi.

Un sito Internet, www.kindle-italia.com, che non ha alcuna correlazione con Amazon, al quale si sono rivolti molti utenti italiani per ordinare il noto ebook reader made in USA. Ma i Kindle ordinati e pagati non sono mai stati consegnati in Italia. Un altro sito Internet, www.nookitalia.com, dove ordinare e acquistare il Nook di Barnes & Noble. Anche in questo caso, nessuna consegna. Una vicenda emersa in seguito a una segnalazione di un lettore del Corriere della Sera. Il quotidiano di Via Solferino si è occupato del caso. Dietro i due siti Internet c’è la società e-Buy4you Europe Ltd, che ha risposto alle denunce per bocca dell’avvocato Giovanni Ambarselli: la società, con i suoi portali di personal shopping, gestisce un parco di circa 940 clienti, le lamentele raggiungono una percentuale del 16%. E i ritardi nella consegna dei Kindle e dei Nook sono imputabili, ha aggiunto l’avvocato, a una questione di disservizi logistici.
Al momento, i due siti incriminati sono in manutenzione e risultano, pertanto, irraggiungibili. Tra l’altro, alcuni lettori del Corsera si sono trasformati in segugi e hanno ipotizzato, in seguito ad alcune ricerche e confronti, che ci si trova di fronte a una vera e propria truffa.
In attesa di conoscere gli sviluppi della vicenda, arrivano da Adiconsum i consigli su come fare a recuperare i soldi e a sbloccare la situazione. Il primo consiglio, dice Paolo Landi, segretario dell’associazione dei consumatori, è di segnalare la situazione al Nucleo Speciale Frodi Telematiche. In secondo luogo, per cercare di ottenere il rimborso, è meglio optare per una causa collettiva, già prevista dal codice di procedura civile, e lasciare da parte la class action all’italiana, troppo complicata da utilizzare, sottolinea Landi.