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giovedì 21 ottobre 2010

Hackerato il sito americano di Kaspersky



E' quasi un paradosso la vicenda che, domenica scorsa, ha visto protagonista il sito di Kaspersky, la nota azienda specializzata nella distribuzione di software antivirus. Il sito americano è stato violato da alcuni hacker che lo hanno utilizzato per distribuire una versione contraffatta e potenzialmente dannosa del pacchetto. Lo ha reso noto la società con un comunicato ufficiale, confermando l’attacco e ammettendo l’impossibilità di risalire ai suoi responsabili, almeno per il momento. La falla, già corretta al fine di ripristinare il normale funzionamento del sito, è stata individuata in un’applicazione di terze parti utilizzata per la gestione del portale. Ai malcapitati utenti, intenzionati a scaricare una versione originale del software Kaspersky, è stata mostrata una finestra pop-up contenente una fittizia scansione del sistema in cerca di malware e un link per il download e l’installazione del falso applicativo. Secondo gli esperti che hanno analizzato l’attacco, il problema si è protratto per un periodo pari a circa tre ore e mezza. Al fine di garantire la piena sicurezza durante la navigazione, una volta scoperto e sistemato il malfunzionamento, il team ha dichiarato di aver analizzato a fondo ogni singola pagina del proprio sito. Questa non è la prima volta che Kaspersky ha dovuto controllare il sito web dopo un incidente. Nel febbraio 2009 un hacker è riuscito a entrare nel sito dell'azienda dopo aver scoperto un difetto di programmazione web. Questo difetto potrebbe aver dato il potenziale accesso ad hacker agli indirizzi emali dei clienti e ai codici di attivazione del prodotto tramite una tecnica di attacco comune, chiamato SQL injection. Nell'attacco di Domenica non sono state compromesse le informazioni di nessuno, ha dichiarato Kaspersky. "Tuttavia, Kaspersky Lab prende seriamente ogni tentativo di compromettere la sua sicurezza. I nostri ricercatori stanno lavorando per individuare le possibili conseguenze degli attacchi per gli utenti coinvolti, e sono a disposizione per fornire aiuto per rimuovere il software falso antivirus", ha detto la società.

Fonte: Future Web

venerdì 30 aprile 2010

Google avverte: attenzione ai falsi antivirus



Un’indagine portata avanti da Google con lo scopo di far luce sulle più significative minacce che riguardano gli utenti PC in tutto il mondo ha messo in mostra l’accresciuta diffusione dei cosiddetti “falsi antivirus“. L’analisi si riferisce al monitoraggio di circa 240 milioni di pagine Internet osservate nel periodo tra gennaio 2009 e febbraio 2010. In questo lasso di tempo, secondo i dati elaborati, ben il 15% di tutti i malware rilevati era costituito proprio da minacce celate sotto le sembianze di un software antivirus. La tecnica è ormai nota e assolutamente efficiente: si tratta di trarre in inganno gli utenti meno attenti facendo apparire, dopo l’apertura di un sito appositamente infettato, una finestra in cui si avvisa che il PC è stato infettato, con tanto di link per il download di un sedicente antivirus, solitamente camuffato da un nome simile a soluzioni realmente esistenti sul mercato e tale da ingannare un buon numero di navigatori, i quali, credendo di scaricare l’antivirus consigliato non fanno altro che installare sul proprio computer un vero e proprio virus. I falsi antivirus sono una minaccia attiva fin dal lontano 2003 e hanno subito una costante evoluzione, tanto da arrivare ad offrire perfino elaborate interfacce che ben si integrano con quella del sistema operativo in uso, al punto da far credere all’utente che la finestra di avviso è generata direttamente da Windows o da altri sistemi eventualmente presi di mira. Il consiglio degli esperti è ovviamente di non scaricare software di dubbia provenienza e di non dare credito agli avvisi di questo tipo, anche perché a rischio, in questo caso, vi è l’integrità e la riservatezza dei propri dati.
Le ultime tendenze, inoltre, evidenziano l’abitudine a diffondere questi falsi antivirus mediante link inseriti in annunci pubblicitari apparentemente innocui, con il risultato che ciò comporta un notevole dispendio di risorse per chi, come la stessa Google, opera nel settore e ha quindi il dovere di garantire la massima trasparenza e sicurezza sia agli inserzionisti che agli utenti stessi.

lunedì 1 marzo 2010

Il terremoto in Cile usato come “pretesto” per diffondere virus


Il terremoto in Cile degli scorsi giorni, ovvero l’accadimento che sta richiamando l’attenzione di tutto il mondo, è stato usato come pretesto per diffondere virus sul Web. La segnalazione del pericolo arriva dal blog di Symantec con un post in cui si fa notare come i cybercriminali abbiano pensato di sfruttare il tragico avvenimento che ha sconvolto il paese sudamericano per ingannare gli utenti e portare così i propri attacchi.

Ad essere a rischio pare siano gli utenti americani, i quali, cercando su Google notizie sul terremoto cileno, rischiano di trovare link a siti pericolosi che, una volta aperti, simulano una falsa scansione antivirus finita la quale l’utente viene costretto a scricare file come packupdatebuild [Numero Random] _ [Numero Random].exe o inst.exe. I file scaricati, però, altro non sono che le minacce conosciute da Symantec con il nome di Trojan.FakeAV e VirusDoctor, due eseguibili in grado di infettare il sistema degli utenti poco attenti ma che pare vengano riconosciuti da diversi antivirus. Particolare che il post di Symantec fa notare è relativo alla scarsa accuratezza della finestra di scansione che viene aperta dal falso antivirus, una finestra in cui viene indicato Internet Explorer 7 come browser in uso nonostante gli esperti di Symantec stessero usando, nel momento del test, Firefox.
Il problema pare riguardare, come accennato prima, soltanto gli utenti di lingua inglese, dato che i siti fasulli vengono presentati nel caso di query scritte in inglese come quella dell’esempio proposto da Symantec, “Chile Earthquake”. Tuttavia, ciò non toglie che sia consigliabile la massima attenzione in caso si cerchino notizie sui fatti colllegati al terremoto anche in altre lingue, cercando di selezionare le notizie fidandosi esclusivamente di fonti riconosciute e sicure.