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mercoledì 17 novembre 2010

Pavia: un incontro sull'uso dei nuovi media da parte dei minori


Venerdì 19 Novembre alle 14.30 presso l'aula magna di scienze politiche dell'Università degli Studi di Pavia si terrà l'incontro pubblico a tema "L'Infanzia si Rappresenta?". L'evento organizzato dal Centro Educazione Media, avrà la seguente scaletta di interventi:
Eleonora Salvadori - Presidente Centro Educazione Media (introduzione lavori)
Andrea Membretti(sociologo) e Lorenzo Spirani (mediattivista) - Il video e il web come sturmenti di rappresentazione sociale e territoriale. Due laboratori CEM: l'amianto di Broni e il Sinti a Pavia
Luca Malavasi (IULM Milano) - Negli occhi dei bambini: cinema e infanzia
Bernardete Coute and Rui Baltazar (Centro de Formaçao de Professores de Almada - Portogallo) - Violence and Happiness - The video in the Classroom
Mauro Ozenda (collab.Microsoft) - I bambini nella rete
Maria Assunta Zanetti (Vice Presidente CEM) - Conclusione e discussione
A seguire al termine dell'incontro previsto per le ore 17.00 la presentazione del libro "Educare alla cittadinanza digitale" pubblicazione CEM a cura di A. Membretti. Discutono Guido Legnante, Presidente dei Corsi di Laurea CIM-CPM Università di Pavia e Massimo Spinelli, Presidente Ass.Nazionale Presidi Lombardia

giovedì 8 aprile 2010

Convegno Annuale Sicurezza Minori in rete a Sanremo



L'Associazione Mani Colorate e il Lions Club Bordighera Otto Luoghi organizzano a Sanremo , presso il Centro Congressi del Palafiori mercoledì 14 Aprile il Convegno annuale di aggiornamento sulla sicurezza dei minori in rete dal titolo quest'anno "Anonimo digitale: l'identità dei minori su internet". Il tema verrà trattato a 360° dal punto di vista tecnologico, sociologico, psicologico e legale. Di seguito i relatori e il titolo dell'intervento:
Antonio Marziale (Presidente Comitato Scientifico “Osservatorio sui Diritti dei Minori") La prospettiva sociologica del fenomeno

Michele Crudele (Direttore Centro ELIS – Ideatore e coordinatore del portale “ilfiltro.it”) Studente 2.0: un nuovo modo di imparare?

Valentina Frediani (Consulente Legale Informatico con specializzazione Privacy)
La responsabilità dei minori per la pubblicazione di materiale in rete

Daniele Damele (Scrittore e docente di etica e comunicazione–Università di Udine) Doni e danni della rete: quali vantaggi e quali pericoli per i minorenni?

Rosa Mininno (Direttore Scientifico e Coordinatore Nazionale della Rete Nuove
Dipendenze Patologiche) Aspetti psicologici dell’identità nell’adolescenza in
relazione all’uso di internet

Marco Valerio Cervellini (Responsabile Nazionale Formazione Polizia Postale e delle Comunicazioni) L’attività dei minori in rete: vittime o carnefici?

L'evento è rivolto primariamente ai genitori, ai docenti e ai ragazzi degli istituti superiori. L'incontro arrivato al 4° appuntamento consecutivo, si può considerare un riferimento su scala nazionale per la specifica tematica affrontata, una sorta di aggiornamento sul come affrontare le nuove tecnologie con un approccio sano, sicuro, consapevole e aggiungo legale.
Oggi i ragazzi si muovono su internet molto meglio di noi adulti. Il mouse possiamo definirlo ormai il loro sesto dito per l'elasticità con la quale riescono ad apprendere come destreggiarsi in rete. Internet è una splendida risorsa che consente oggi di raggiungere in brevissimo tempo informazioni che tempo fà sarebbe stato impensabile poter avere in così breve tempo. Ormai possiamo dire sia fondamentale per la società stessa. Il lavoro, la medicina, l'economia, la cultura, il turismo, la scuola, le comunicazioni, ormai tutto ruota intorno ad internet in maniera decisamente più efficente che in passato. La rete internet e i suoi contenuti, è bene sottolinearlo, siamo noi. E come nella vita reale sappiamo bene che ognuno di noi ha un suo carattere, una sua personalità e un suo modo di rapportarsi agli altri decidendo di rispettare la dignitò degli altri e di muoversi nella legalità. Purtroppo mentre nella vita reale noi genitori sappiamo come impartire regole e dare consigli ai nostri figli, la stessa cosa non sappiamo fare nella vita virtuale. Occorre dunque fare uno sforzo e cercare di capire cosa oggi con internet è possibile fare, nel bene e nel male. Il problema oggi non è il mezzo/strumento (internet) quanto l'uso che se ne fà. Si può utilizzare in modo positivo o negativo, sta alla volontà di ciascuno e aggiungo, all'educazione che i ragazzi hanno ricevuto in casa propria e a scuola. Fra i principali fattori di rischio vorrei citarne alcuni:
- Dipendenza dalle nuove tecnologie
- Furto d'identità e truffe on line
- Atti di cyberbullismo
- Violazione della Privacy
- Pedopornografia
- Scarico illegale materiale coperto da diritto d'autore
- Danneggiamento della reputazione on line
Censurare o demonizzare lo strumento internet sarebbe errato. L'approccio corretto è quello di aggiornarsi sul come insegnare già dalla scuola primaria ad utilizzarlo in modo sano e costruttivo. Insegnar loro come ci si deve comportare on line dovrebbe esser oggi il compito sia della famiglia che della scuola. Da incontri avvenuti nelle scuole emerge che ormai bambini di 4^ e 5^ elementare si iscrivono su social network quali Facebook o altro con disinvoltura come se fosse la normalità. Credo sarebbe neccessario arrivare ad iscriversi ad una rete di socializzazione e condivisione dei contenuti quale Facebook, Habbo, Myspace non tanto dando un limite di età quando dopo aver seguito un percorso formativo che consenta ai nostri futuri ragazzi di potersi muovere oltreché con disinvoltura anche e soprattutto in sicurezza e legalità. Capire che postare un contenuto sul web equivale a renderlo visibile su una pubblica piazza dove non vedono solo i nostri amici ma chiunque, che parlare male di altri o mettere on line video che riprendono bravate fatte con gli amici può danneggiare la nostra reputazione (molti datori di lavoro oggi assumono considerando primariamente ciò che trovano sul web).
Partendo dal Social Network imparare dunque a priori ad impostare la privacy in maniera tale che foto e immagini vengano viste solo da chi vogliamo noi, imparare a dosare l'utilizzo di applicazioni veicolo molte volte di phising e virus, inserire i propri dati personali con il contagocce (non indicare indirizzo di casa, scuola di appartenenza, telefono, cellulare né rendere pubbliche a tutti foto che ci riguardano), rispettare la privacy altrui non taggando chiunque sia presente su una foto senza che lo stesso ne sia informato e abbia autorizzato a falro.
Allargandosi al mondo del web in generale proteggere il proprio personal computer e i dati personali sullo stesso presenti mediante software di protezione, inserire le password di accesso sufficentemente complesse e non riconducibili a se stessi, gestire password diverse per i vari servizi presenti sul web cui si accede, evitare di accedere alla propria casella di posta elettronica o accedere al remote banking da posti pubblici di cui non si conosce il livello di protezione, capire il significato di phising. Infine un ultimo consiglio per tutti non solo i ragazzi: guardare sempre con occhio critico le informazioni che si trovano sul web cercando di valutare se il sito su cui si trovano è sufficentemente affidabile (criteri di valutazione quali l'organizzazione che gestisce quel sito di contenuti, se è un sito che viene aggiornato oppure no, se le informazioni contenute vengono certificate o avvalorate da enti o associazioni di cui si si può fidare).
Vorrei poter dare al mondo degli adulti un duplice consiglio:
1. Aggiornatevi su quello che oggi le nuove tecnologie consentono di fare nel bene e nel male. E cercate di apprendere quali sono le forme di tutela cominciando a trasferirle ai bambini già dalla primissima età;
2. Fate in modo che il PC che utilizzano a casa nella primissima età sia configurato in modo tale che quantomeno fino all'età adolescenziale non vadano a finire su siti con contenuto inadatto (violenza, pornografia etc). In questo modo resta alta la soglia di sensibilità e forse si può evitare che già nell'età adolescenziale postino su Youtube video che li ritraggono in atteggiamenti intimi con i propri coetanei.
Se volete poi verificare la reputazione on line vostra o dei vostri figli che può essere anche essere danneggiata dall'atteggiamento di altri, utilizzate il sito web http://www.pipl.com/, che fà una scansione sul web di tutte le informazioni presenti riferite a quel nome/cognome inserito.
Mauro Ozenda - Presidente Comitato Organizzatore

mercoledì 18 marzo 2009

3° Convegno Internet e minori Sicurezza in rete: articolo del Dott. Daniele Damele

Sanremo - Il Dott. Daniele Damele, che paretciperà al convegno, è docente di etica e comunicazione all’Università di Udine e Gorizia, ex vice-presidente del Comitato di garanzia Internet e minori
Volto alla sensibilizzazione e promozione sull’uso sicuro della rete da parte dei bambini che si terrà al Palafiori di Sanremo giovedì 2 Aprile 2009 a partire dalle ore 09:00, pubblichiamo un articolo del Dott. Daniele Damele - docente di etica e comunicazione all’Università di Udine e Gorizia, ex vice-presidente del Comitato di garanzia Internet e minori, che parteciperà al convegno:
E' da tempo che metto in guardia genitori ed educatori oltre che, ovviamente bambini e ragazzi, sui rischi di internet. Il numero di indagati che deriva dalla rete conferma quali e quante possano essere le insidie che si possono incontrare on line. Famiglie e scuola non possono più ignorare tale realtà al pari di tutte le istituzioni. Per internet esiste un codice di auto-regolamentazione per la tutela dei minorenni (disponibile sul sito www.comunicazioni.it), ma non c’è più il comitato di controllo. Le competenze sono confluite nel Comitato Tv e minori ribattezzato “Media e minori” che dovrebbe occuparsi di tv, internet, telefonia cellulare e videogiochi. Spero tanto sia messo nelle condizioni di farlo realmente al più presto. Ciò che si rende indispensabile, infatti, è attuare ad ogni livello una forte azione di prevenzione e formazione rivolta a genitori, educatori, operatori del settore della comunicazione e chiunque altro risulti interessato. Personalmente accanto al codice ho avuto l'opportunità di elaborare, assieme ad alcuni esperti del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni una sorta di decalogo con la volontà di fornire un contributo alle famiglie e alle scuole.Da qui l’idea di consigliare, appunto, gli adulti a cercare, senza esercitare un rigido controllo, di conoscere il modo in cui i figli usano internet e il telefonino (cosa fanno? quali sono i loro interessi?) trasmettendo ai figli interesse per quanto fanno in internet, facendosi insegnare da loro il funzionamento del PC e della rete, e con chi e quali relazioni intrattengono tramite il cellulare.Un’altra idea emersa è quella di evitare, possibilmente, di collocare il PC nella camera da letto dei figli, molto meglio in una stanza d'accesso comune rendendo cosi l'uso d’internet un'attività di famiglia. In alternativa, è opportuno utilizzare il PC assieme ai figli e non permettere mai l'uso della carta di credito (senza autorizzazione preventiva).Nel dialogo con i figli occorrerà insegnare loro a non fornire dati o informazioni personali o riscontri oggettivi sulla propria persona (nome, cognome, età, indirizzo, numeri di telefono e cellulari, redditi, indirizzo, orari della scuola, nomi di amici, ...) e soprattutto insegnare ai figli a non accettare mai d'incontrarsi personalmente con chi hanno conosciuto in rete (gli sconosciuti cosi incontrati possono essere pericolosi tanto quanto quelli che si possono incontrare per strada). Un altro aspetto emerso è quello relativo all’insegnamento ai figli a non rispondere quando ricevono sms o messaggi di posta elettronica volgari, offensivi o pericolosi spiegando loro quali sono le regole di buona condotta sulla rete, ovvero: non usare un linguaggio scurrile o non appropriato comportandosi sempre correttamente. Va anche detto ai ragazzi che l'eventuale compilazione di moduli in internet può avvenire solo dopo l'autorizzazione dei genitori così come occorre concordare con i figli quanto tempo possono trascorrere in internet senza considerare mai il PC, al pari della televisione, una baby sitter.E’ poi del tutto opportuno inserire nei PC i cosiddetti 'filtri salvafamiglie" che impediscono l’accesso a siti non desiderati (violenti o pornografici) verificando periodicamente il funzionamento corretto di detti filtri e tenendo segreta l'eventuale parola chiave, la password.Nel malaugurato caso in cui si trovasse materiale pedopornografico in un newsgroup o in una community, oppure se si ricevono messaggi di posta elettronica con riferimenti pedopornografici o ancora se si è contattati da un utente che invia materiale pedopornografico, tenta di adescare un minore in una chat o fa intendere di avere rapporti sessuali con minori occorre avvertire immediatamente il Servizio della Polizia postale e delle comunicazioni che provvederà a fornire ogni istruzione utile.Tutti, anche l'industria privata possono e devono aiutare a giungere a un uso consapevole di internet. I provider e i fornitori di servizi di connessione alla rete devono impegnarsi a impedire la visione di pagine non idonee (con contenuti violenti o pedopornografici) pena, a mio parere, anche l'inibizione all'esercizio dell'attività di provider a fornitore di servizi di connessione alla rete. In questo sforzo siamo tutti coinvolti e ognuno di noi deve fare la sua parte. Il recente ddl Carlucci va in questo senso, ma la necessità è quella di evitare qualunque tipo di censura nella consapevolezza che è opportuno e corretto chiudere la porta di internet a quel lungo elenco di “spazzatura” presente on line: l’istigazione alla violenza, all’odio razziale, al suicidio, la vendita di sostanze dopanti e stupefacenti, i riti satanici, i siti pro-ana favorevoli all’anoressia, ovviamente la pedo-pornografia, e così via.Relativamente all'etica dello spazio virtuale, infatti, sono convinto che sarà utile valutare in sede parlamentare, se introdurre nell'ordinamento penale anche il reato di "connivenza" con chi consente l'accesso a materiale violento o pedopornografico in internet perseguendo così anche eventuali provider o fornitori di servizi di connessione alla rete internet.Internet è una stupenda opportunità anche per i ragazzi e i bambini. Occorre, quindi, favorirne l’accesso garantendo la disponibilità di conoscenza e apertura. La “rete” è uno strumento di democrazia e di crescita, di libertà. Internet è una porta aperta dalla quale si può uscire per andare in tutto il mondo, ma da quella stessa porta chiunque può entrare.Per tale motivo, in una realtà mondiale di utilizzo, è del tutto opportuno tener presente che internet è sede anche di malintenzionati che possono utilizzare tale fondamentale strumento di comunicazione per finalità illecite, dannose e soprattutto pericolose per i più piccoli. Da qui la necessità di favorire una nuova forma di autoregolamentazione degli Internet provider a tutela appunto dei minori. Le istituzioni sono a servizio di chi vuole seriamente operare per la difesa dei minori in rete. Non a caso i codici per le televendite, la Tv e i minori e, adesso, Internet e l’infanzia sono sorte al Ministero delle Comunicazioni. Accanto a questi testi è del tutto opportuno favorire ogni iniziativa tendente a rendere sempre più diffusi vari consigli di prevenzione per famiglie, scuole, università e mass media oltre a vari consigli tecnico – informatici. Il codice sottoscritto è il frutto del prezioso impegno delle Associazioni di ISP, di Tutela dei Diritti dei Minori e dei rappresentanti delle Istituzioni interessate e coinvolte. Tutti assieme per favorire ed estendere i doni di internet e contrastarne i danni. In tal senso il contributo di riflessione che si offre mira a richiedere e garantire una cultura della sicurezza al fine di permettere ai minori di accedere con serenità a internet anche in relazione agli obiettivi che in questa ottica si è posta l’Europa dove per una volta l’Italia può svolgere un ruolo trainante proprio con tali norme di autoregolamentazione.Nel permettermi di richiamare il fondamentale ruolo dei fornitori d’accesso e/o di servizi desidero soffermarmi sul capitolo degli strumenti di protezione, i cosiddetti “filtri”, sull’efficacia dei quali tanto è stato detto. L’analisi critica svolta ha riguardato sia i punti di forza, sia di debolezza di ciascuno dei prodotti attualmente a disposizione sul mercato, lasciando all’utilizzatore la scelta di quello a lui più congeniale.Personalmente desidero indicare solo la necessità di proteggere i minori durante la navigazione e nella ricezione di posta elettronica. Va comunque tenuto conto che accanto ai filtri informatici sarà sempre del tutto necessario garantire a bambini e ragazzi “filtri umani”, ovvero genitori, educatori, insegnanti, adulti, parenti maggiori. E’ necessario che tutte queste persone dialoghino con i minori con attenzione prestando attenzione e controllando, come accennato, senza alcuna rigidità, quanto attuato dai nostri figli attraverso il computer rammentando sempre che il miglior dialogo è l’ascolto.La “cultura della sicurezza”, ovvero la sensibilizzazione dell’opinione pubblica su un uso consapevole di internet, passa anche attraverso questo contributo offerto alla comunità italiana ed europea nella convinzione che i giovani sono il nostro futuro, ma sono, oggi, il loro presente e sotto questo aspetto è oggi del tutto necessario occuparsi di loro.

Dott. Daniele Damele

Fonte: Riviera 24