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mercoledì 15 settembre 2010

YouTomb – Vedere i video rimossi da YouTube e sapere per quale motivo


Il fatto che su YouTube delle volte vengano pubblicati video che non rispettano il copyright non è una novità e per questo motivo vengono prontamente rimossi dal sito.

Di conseguenza non essendo più online, i filmati incriminati ed eliminati non si possono più vedere. A tale proposito, non tanto tempo fa è nato il sito Internet YouTomb che si occupa di raccogliere e di mostrare in tempo reale tutti i video di YouTube che sono stati rimossi dal portale, riportando anche il motivo della rimozione e l’ente che ne ha richiesto la cancellazione.
In questo modo, tramite apposita ricerca all’interno del sito, è facile ad esempio scoprire i video delle partite di calcio fatti rimuovere da YouTube dalla UEFA, oppure spezzoni di puntate del programma Annozero di Michele Santoro e altri filmati ancora su richiesta della Rai, Mediaset e via dicendo. Da sottolineare però che su YouTomb non è possibile vedere i video rimossi, bensì per ogni filmato verranno visualizzate solamente alcune clip (foto) che ne ritraggono le scene principali, più eventualmente il motivo e l’ente che ne ha richiesto la cancellazione (ovviamente oltre al titolo del video con il quale era stato pubblicato originariamente su YouTube).Una volta collegati con la Home Page di YouTomb, verranno visualizzati tutti i filmati rimossi da YouTube in base alla data, i primi in lista sono gli ultimi video eliminati. Per trovare specifici video di proprio interesse, si può utilizzare il motore di ricerca interno messo a disposizione dal sito. Nel quale digitare ad esempio italy per trovare video italiani rimossi da YouTube. Oppure si possono digitare i titoli ad esempio di trasmissioni televisive e tutte le altre parole chiave che vengono in mente.

venerdì 11 giugno 2010

Boom dei video in Rete. Entro l'anno 1 miliardo di utenti


Sono i video la leva per la crescita del traffico Internet che secondo Cisco aumenterà (nel quinquennio 2009-2014) di oltre 4 volte fino a 767 exabyte. Alla fine del 2010 per la prima volta il traffico video supererà quello peer-to-peer.

Secondo i dati della ricerca Visual Networking Index (Vni) Forecast 2009-2014 di Cisco il traffico Internet mondiale aumenterà di oltre 4 volte fino a 767 exabyte, o più di ¾ di Zettabyte, entro il 2014. Dato superiore di 100 exabyte a quello previsto per il 2013 e che rappresenta un aumento di 10 volte l’intero traffico Internet nel 2008. In questo contesto “i service provider devono confrontarsi con l’aumento della larghezza di banda e della scalabilità mentre gli utenti residenziali, business e mobili continuano a dimostrare grande interesse per i servizi video avanzati attraverso una varietà di reti e dispositivi - spiega Pankaj Patel, senior vice president and general manager, Service Provider Group, Cisco -. Le reti IP devono dimostrarsi intelligenti e abbastanza flessibili per sostenere questa grande varietà di crescita del traffico. La ricerca Cisco Vni Forecast offre una fotografia di ciò che il video rappresenta nella nostra vita quotidiana e porta in primo piano la necessità di un’ulteriore rafforzamento della rete per supportare il quadruplicarsi del traffico Internet e più di 1 miliardo di utenti video entro il 2014”.Per quanto riguarda il traffico Ip locale Cisco rileva che in cinque anni le aree dove verrà generato più traffico saranno il Nord America (19,0 exabyte al mese), Asia Pacifico (17,4 exabyte al mese), Europa occidentale (16,2 exabyte al mese) e Giappone (4,3 exabyte al mese). I Paesi che invece registreranno la più rapida crescita di traffico IP per il periodo di previsione saranno l'America Latina (51% Compound Annual Growth Rate (Cagr), con una crescita pari a 7,9 volte), il Medio Oriente e Africa (45 % Cagr con una crescita pari a 6,5 volte ), e l'Europa centrale (38% Cagr ,con una crescita pari a 5,1 volte).A trainare la crescita sarà il traffico video. Entro il 2014, l’insieme di tutte le modalità video (Tv, VoD, video su Internet e video peer-to-peer) continuerà ad andare oltre il 91% dell'intero traffico consumer mondiale. Ma la vera notizia sta nel fatto che alla fine del 2010 il traffico video supererà per la prima volta quello peer-to-peer. Che dunque non rappresenterà più il maggiore generatore di traffico (nel 2014 sarà il 17% del traffico totale). La comunità video globale sarà di oltre 1 miliardo di utenti entro fine 2010. A livello globale, il traffico di video avanzati , tra cui la Tv tridimensionale (3-D) e ad alta definizione (Hdtv), aumenterà di 13 volte tra il 2009 e il 2014: si prevede che il 3-D rappresenterà 4% del traffico totale di video e insieme all’HD rappresenterà il 42 %del totale del traffico video a livello consumerIn forte crescita anche il traffico Ip Business globale che raggiungerà i 7,7 exabyte al mese nel 2014, aumentando di oltre tre volte dal 2009 al 2014, trainato dalla videoconferenza che crescerà tre volte più velocemente dell’intero traffico biz. Il traffico globale di dati su rete mobile aumenterà 39 volte dal 2009 al 2014: tra cinque anni raggiungerà 3,5 exabyte al mese (o a un tasso di crescita di più di 42 exabyte l'anno). Più del traffico biz crescerà però il consumer: per il 2014, il traffico IP consumer (navigazione web, messaggi istantanei, video user-generated e così via) rappresenterà l'87% del traffico totale mensile Ip globale, mentre il traffico Ip business (e-mail, voce, internet, video HD e conferenze web-based) rappresenterà il 13% del totale mensile di traffico Ip globale.Infine le velocità di Internet. “In appena un decennio, la media della velocità di download da Internet a livello residenziale è aumentata di 35 volte, contribuendo ad aumentare notevolmente l'utilizzo di Internet – conclude Cisco -. Nel 2000, la media della velocità di download da Internet a livello residenziale era di 127 kilobit al secondo (Kbps). L'attuale media della velocità di download da Internet è di 4,4 megabit al secondo (Mbps.)”.

giovedì 25 febbraio 2010

GOOGLE: serio pericolo per il Web in Italia

Google usa parole di fuoco contro la sentenza di condanna nei confronti dei propri responsabili coinvolti nel caso vividown: "Serio pericolo per il Web in Italia". Nel post si promette appello contro una clamorosa sentenza che crea un precedente

Google ha commentato con toni molto duri la sentenza che, in Italia, ha attribuito al gruppo una responsabilità diretta nella mancata censura preventiva del video al centro del caso Vividown. I fatti sono noti e la sentenza è forte: Google Video è stato considerato direttamente responsabile e non un mero strumento nelle mani degli utenti. La risposta di Google proviene dal blog ufficiale del gruppo (non il blog italiano, ma il blog di Google.com) con un titolo che lancia sul nostro paese le luci della ribalta: «Seria minaccia per la Rete in Italia». Nel post si spiega anzitutto l'accaduto, partendo dal filmato girato nel 2006, fino alla condanna odierna e passando dalla condanna degli autori del video. Ma sulla sentenza giungono parole molto dure: «In sostanza questa decisione significa che i dipendenti di piattaforme di hosting come Google Video sono penalmente responsabili per i contenuti caricati dagli utenti. Faremo appello contro questa decisione che riteniamo a dir poco sorprendente dal momento che i nostri colleghi non hanno niente a che fare con il video in questione. Riteniamo, anzi, che durante l'intero processo abbiano dato prova di grande coraggio e dignità; il semplice fatto che siano stati sottoposti ad un processo è eccessivo». Ma Google intende contestare la sentenza nel merito ed in riferimento alle conseguenze che è destinata a portare sulla Rete, quantomeno la Rete italiana: «C'è un'altra importante ragione, però, per la quale siamo profondamente turbati da questa decisione: ci troviamo di fronte ad un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito Internet. La Legge Europea è stata definita appositamente per mettere gli hosting providers al riparo dalla responsabilità, a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. La motivazione, che condividiamo, è che questo meccanismo di "segnalazione e rimozione" avrebbe contribuito a far fiorire la creatività e la libertà di espressione in rete proteggendo al contempo la privacy di ognuno. Se questo principio viene meno e siti come Blogger o YouTube sono ritenuti responsabili di un attento controllo di ogni singolo contenuto caricato sulle loro piattaforme - ogni singolo testo, foto, file o video - il Web come lo conosciamo cesserà di esistere, e molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici ad esso connessi potrebbero sparire». Il principio dettato da Google è evidente e si basa non soltanto sul senso comune, ma anche su evidenti impossibilità tecniche: è logicamente impossibile filtrare a priori i filmati riprovevoli e soltanto il lavoro di segnalazione di una community è in grado di fermare filmati come quello in esame. Se invece la giurisprudenza avanza un principio differente, allora la Rete è sì messa in difficoltà poiché crea una responsabilità a cui nessun utente e nessun servizio potrebbe mai far capo. Commenti, filmati, blog, forum e quant'altro sarebbero destinati a limitare radicalmente la possibilità di interazione, minando alla base i principi basilari del Web. Occorre ricordare come la sentenza non abbia identificato in Google il reato di diffamazione, mentre abbia invece contestato la violazione della Legge sulla Privacy, qualcosa su cui il gruppo aveva chiarito fin dal principio come la normativa italiana non fosse applicabile ad un servizio che opera e risiede anche fisicamente su territorio USA. David Drummond e Peter Fleischer hanno confidato lo sconcerto per la decisione del giudice ed hanno espresso preoccupazione per il pericoloso precedente venutosi a creare. Per questo motivo tanto i singoli quanto il gruppo preannunciano battaglia promettendo immediato appello alla sentenza emessa in giornata.

lunedì 22 febbraio 2010

Corse clandestine e maltrattamento di animali, oscurati 26 siti web


Roma - (Adnkronos/Ign) - Operazione della Polizia postale di Reggio Calabria dopo una denuncia della L.A.V. nella quale venivano segnalati siti Internet contenenti riprese video amatoriali di corse clandestine effettuate nelle vie principali di alcune città meridionali (VIDEO)


Sono 26 i siti Internet sequestrati e oscurati dalla Polizia Postale di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione 'Febbre da cavallo'. I siti avevano lo scopo di istigare al maltrattamento degli animali e ad organizzare spettacoli o manifestazioni vietate, come corse clandestine di cavalli.

L'operazione, la prima del genere nel nostro paese per quantità e organicità, è scaturita da una denuncia dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia della L.A.V. in merito alla presenza di siti Internet contenenti riprese video amatoriali di corse clandestine effettuate nelle vie principali di alcune città meridionali ed in particolare nella zona di Reggio Calabria.
In particolare, i video mostrano dei fantini che, con la protezione di altri soggetti in moto, gareggiano per il centro del capoluogo calabrese alle prime luci dell'alba, spronando i cavalli con continue frustate. Un filmato girato in una stalla documentava un cavallo legato e strattonato ripetutamente. Significativi alcuni commenti ai filmati, veri resoconti delle corse svolte, che, in alcuni casi, erano anche il mezzo per stabilire luogo e data delle gare.
Le indagini, dirette dal dottor Gaetano Di Mauro e coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, hanno consentito di accertare che i siti erano ospitati su un provider americano, i cui responsabili si sono resi disponibili a fornire i dati relativi alle connessioni, come stabilito da accrodi internazionali, consentendo di sequestrare ed oscurare gli spazi web oggetto d'indagine. Gli agenti del “settore operativo”, diretti dal Commissario capo Gaetano di Mauro, hanno monitorato per settimane la rete e dopo essere riusciti a risalire ai responsabili, hanno chiesto alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria l’oscuramento dei filmati. “Alcuni filmati avevano addirittura la colonna sonora di canzoni neomelodiche dedicate ai cavalli e alle corse clandestine, non solo: i filmati erano corredati da vere e proprie bacheche per commenti, apologie delle gare clandestine, lanci di sfide, appuntamenti per organizzare corse - commenta Ciro Troiano, responsabile Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV e firmatario della denuncia - Quest’indagine ci ha consentito di conoscere meglio la fenomenologia di mondo illegale che, spesso, ha pericolose connessioni con la criminalità organizzata”.
L'operazione 'Febbre da Cavallo' è solo l'ultimo atto del lavoro di collaborazione tra la LAV e la Polizia Postale e delle Comunicazioni che nel recente passato ha consentito di individuare siti Internet attraverso i quali venivano mostrati combattimenti clandestini di animali organizzati da soggetti appartenenti ad organizzazioni criminali, e di identificare una donna lombarda che aveva creato un sito Internet attraverso il quale mostrava foto e filmati che la ritraevano mentre uccideva e torturava piccoli animali (zoosadismo), con finalita' di tipo sessuale (fetish crush).

mercoledì 2 settembre 2009

Un motore di ricerca per immagini e video: Oskope





Consiglio per la ricerca di immagini e video a 360° sul web questo motore di ricerca che mi pare da un primo approccio essere molto veloce ed efficace. Opera su Youtube, Flickr, Amazone, Fotolia ed Ebay.

sabato 29 agosto 2009

ZuiTube: portale video per bambini


Dagli ideatori di KidZui, il browser internet per la navigazione sicura e protetta dei bambini, arriva ZuiTube, una sorta di YouTube per i più piccoli.

Si tratta di un portale video che seleziona e propone solamente video adatti ai bambini e ragazzi. I filmati provengono dai siti di video sharing alla YouTube appunto e sono suddivisi per categorie: serie Tv e cartoni animati, film, musica, filmati divertenti. Tutti i video e i relativi canali sono approvati dagli insegnanti e i genitori che partecipano al progetto. Dispone di una modalità TV che riproduce contenuti senza tregua in successione anche a schermo intero. I video, aggiornati di continuo, possono essere votati e condivisi nei siti sociali. L’accesso al sito è gratuito e non si richiede registrazione obbligatoria.

Fonte: Maestro Alberto

venerdì 17 luglio 2009

Traffico Internet, quintuplicato entro il 2013

La rete globale su IP è sempre più trafficata. Si prevede che entro il 2013 incrementerà di cinque volte il proprio volume raggiungendo i 56 exabyte mensili. I principali responsabili sono i contenuti multimediali.

Le connessioni a banda larga ad alta velocità, la diffusione capillare dei terminali mobili e la presenza sempre più pervasiva dei contenuti multimediali online contribuiscono a incrementare l'utilizzo di Internet e il rispettivo traffico IP. Il risultato tangibile è che nel 2008 sono stati scambiati 9 exabite al mese, con una crescita costante. Di questo passo, lo scenario futuro previsto stima una mole di dati scambiati che dovrebbe quintuplicare entro il 2013.
Questo è quanto emerge dai risultati della seconda edizione della ricerca Cisco Visual Networking Index (VNI) 2008-2013, che sottolinea come nell'ultimo anno di riferimento si toccheranno i 667 exabyte. Le aree geografiche più attive rimarranno quelle Asia/Pacifico (21EB), Nord America (13EB) e Europa (12.5EB), ma saranno seguite da quelle del Medio Oriente e Africa che cresceranno del 51%. L'analisi, che ci permette di familiarizzare con unità di misura impensabili se confrontate con quelle scambiate da un singolo calcolatore, illustra come la migrazione dal Web tradizionale al visual networking rappresenti il driver principale di questa crescita esponenziale di traffico. Entro il 2013 infatti la fonte video, che comprende TV, peer-to-peer e Video on-Demand, corrisponderà al 90% del traffico mondiale generato, mentre nello stesso periodo.
Fonte: PMI.it

martedì 26 maggio 2009

Netlog e la sicurezza dei suoi utenti

Vorrei iniziare questo post citando un pensiero di Layla Pavone pubblicato sul suo Blog (rif.) “Lo stesso concetto di "socializzazione" e' differente per ognuno di noi. Dipende dal sistema valoriale che attribuiamo alla parola socializzare. Ci sono infatti enormi differenze tra social media quali, Youtube, Linkedin,, Netlog, Facebook, Myspace, Twitter, Badoo etc. e sarebbe opportuno poterle analizzare nel dettaglio. Ognuno di questi ambienti ha un "vissuto" dal punto di vista qualitativo differente. Il fatto che Youtube o Netlog o Myspace abbiano diversi milioni di iscritti in Italia, dal mio punto di vista dice molto poco, se non fosse che dentro quei mondi esistono una miriade di microcosmi che devono essere soppesati per il valore instrinseco in termini contenuti che ognuno di essi rappresenta. Bisognerebbe trovare una nuova ed ulteriore unita' di misura da affiancare al tempo speso quando si parla di social media, forse...una sorta di "profondimetro" che consenta a chi si occupa di comunicazione di analizzare nel dettaglio il peso delle relazioni che si creano all'interno di tali ambienti e che consenta anche di comprendere il reale "commitment" che ognuno di noi attribuisce alle cose che dice, che guarda, al numero di amicizie/link che chiede e che concede, ai gruppi a cui appartiene, ai "post" che pubblica.”
La privacy deve essere una priorita' per i media sociali. Netlog su questo punto e’ completamente allineato. Garantire la possibilita’ all’utente di essere sempre in grado di decidere la modalita’ di condivisione delle proprie informazioni, e’ stato uno degli elementi che ci hanno consentito di accrescere sensibilmente la user base.
In tutte le attivita’ svolte su Netlog vi e’ la possibilita’ per l’utente di stabilire chi possa fruire dell’informazione (sia essa testo, immagine o video). Ad esempio, come possiamo comunicare su Netlog con i nostri amici senza che nessuno veda cosa diciamo?
Per rispondere a questa domanda occorre dire che spesso capita di scambiare opinioni con gli amici, dimenticando che il loro contenuto può essere letto da tutti i contatti in comune.
Quindi se dobbiamo scambiare informazioni che vorremmo restassero quanto più riservate possibile, andiamo dal nostro profilo, creato su Netlog, in “Messaggi” e clicchiamo su “Crea messaggio”: inseriamo il nome dell’amico cui inviarlo e le nostre informazioni resteranno private.
Per quanto riguarda invece le foto e i video si puo’ attribuire un livello di privacy per ciascuna foto ( Visibile a tutti, visibile solo agli amici, visibile solo ad alcune persone, visibile solo da me….).
I media sociali risultano essere un fenomeno di successo, ma che cosa li caratterizza?
Sicuramente la possibilità di instaurare nuove relazioni ed interagire con individui anche molto distanti da noi, la presenza di strumenti ed infrastrutture che facilitano la collaborazione online, l'idoneità a supportare la nascita e lo sviluppo di nuove iniziative e relazioni di business,il senso di intimità nelle relazioni tra gli utenti e soprattutto la garanzia per gli utenti di esercitare un certo controllo sui dati generati.
Fonte: Sicurezzainrete7x24.org - Autore: Ivan Marino, business development manager per l' Italia

lunedì 9 febbraio 2009

Oltre la lavagna: insegnare ed apprendere con il linguaggio Video
















Quest'oggi vorrei porre all'attenzione dei docenti italiani della Scuola Primaria, un portale molto interessante che si prefigge primariamente di insegnare ed apprendere attraverso le immagini in movimento. Adriana Sartore, Insegnante di scuola primaria, si occupo di multimedialità e dell'introduzione delle moderne tecnologie dell'informazione e della comunicazione nella prassi didattica. Molto spesso ho avuto modo di discutere con sociologi ed esperti di media education circa l'importanza di portare la materia di "Educazione ai e con i media" già nella scuola Primaria. Il progetto si pone come fine quello di agevolare l'acquisizione di capacità critiche di lettura con un'interpretazione dei messaggi dei nuovi Media con una particolare attenzione alle immagini in movimento (cinematografia, televisione). Questo avviene non solo mediante una discussione in classe circa la percezione dei ragazzi sui messaggi ricevuti dalla visione dei video, ma anche rendendoli partecipi della creazione di video didattici che vengono poi condivisi in rete.
Si è dunque creato sul web un network, che si pone l'obiettivo di selezionare e condividere video in italiano finalizzati all'attività didattica, messi a disposizione degli insegnanti. fra gli insegnanti che usano video in classe: il portale Video Didattici in Italiano. Sullo stesso è possibile inserire video presenti in rete (o caricare i propri), assegnare a ciascun video dei tag e dare loro una valutazione, commentare i video (ad esempio con note sul loro uso didattico), creare dei gruppi a seconda delle discipline insegnate, discutere in un blog.
Sito o blog personale : http://www.scuoladibase.it
I bookmark di Adriana: http://web.me.com/adrianasartore/
Riflessioni....
Ben vengano dunque iniziative di questo tipo che consentono di avvicinare concretamente la tecnologia e la scuola. Se vogliamo realmente utilizzare lo strumento informatico nella scuola sfruttandone le potenzialità occorre proseguire su questa strada condividendo le esperienze maturate da insegnanti che hanno la vocazione e dunque la passione di portare avanti progetti d'eccellenza come questo. Ritengo che oggi si dovrebbero seguire percorsi formativi obbligatori per gli insegnanti anche su questa tematica che si integra ormai con il vivere di tutti i giorni. Come riportato da un docente di mia conoscenza per troppi anni sono stati dati agli insegnanti i pesci (dotazioni informatiche) ma non si è pensato a insegnargli l'uso della canna da pesca (formazione). Questi strumenti sul web oggi esistono e questo ne è un'esempio. Occorre che qualcuno tracci una strada da seguire affinché vengano realmente utilizzati in tutte le realtà scolastiche italiane.