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giovedì 29 novembre 2018

Corsi di formazione “Educazione Digitale/prevenzione cyberbullismo” Scuole (ragazzi,genitori,docenti e personale ATA)

Secondo una ricerca curata nel 2018 dal Centro per la Salute del Bambino onlus e dall’Associazione Culturale Pediatri in Italia, 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori. E mamma e papà sono troppo spesso permissivi: il 30% dei genitori usa lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, il 70% al secondo anno. Fondamentale fare formazione sui genitori, insegnanti, educatori a partire già dalla SCUOLA DELL’INFANZIA, a seguire anche sulla scuola PRIMARIA e SECONDARIA comprendendo anche i ragazzi a partire dalla quarta elementare. Obiettivo primario degli incontri è quello di fornire spunti pratici sul come proteggere e tutelare la VITA DIGITALE che ciascuno di noi vive quotidianamente. Di seguito i macro-contenuti dei miei corsi con una matrice comune che è : l’USO SICURO, SANO, LEGALE E CONSAPEVOLE DI INTERNET E DEI SOCIAL.

  • Digital Life: potenzialità e rischi della Rete
  • Cybersecurity: sicurezza dei dispositivi e protezione del dato digitale
  • Identità Digitale, frodi e crimini informatici: come prevenire il furto d’identità
  • NetPrivacy: come tutelarla
  • WebReputation: gli strumenti di tutela e monitoraggio
  • Cyberbullismo: indicazioni resilienza digitale e prevenzione
  • Social Media: guida ad un uso corretto e responsabile
Per maggiori informazioni: mauro.ozenda@hotmail.it

domenica 22 ottobre 2017

Registrare un video hard e ritrovarsi per errore sul gruppo Whatsapp "genitori della classe"


Whatsapp, la piattaforma di comunicazione maggiormente utilizzata oggi al mondo (oltre 1 miliardo) e nel nostro Paese (oltre 22 milioni) è decisamente uno strumento potentissimo che, se utilizzato incautamente o con superficialità/distrazione può arrivare anche a rovinare la vita di una persona e della sua famiglia. Rifacendomi a un recente articolo apparso i giorni scorsi su La Nazione, una madre di famiglia dopo avere registrato un filmato hard, forse per la distrazione del momento, ha pensato "male" di condividerlo su questa piattaforma inoltrandolo al marito. Peccato che, anziché al giusto destinatario, dove sarebbe dovuto essere indirizzato, è finito nel gruppo genitori della classe del proprio figlio. Gruppo che se utilizzato bene, può essere molto utile nel passaggio di informazioni relative all'attività dei propri figli a scuola. Si dovrebbe aprire una parentesi anche su questo, visto l'abuso e l'utilizzo errato che molte volte i genitori fanno di questo gruppo, ma evitiamo e concentriamoci sulle dinamiche del fatto accaduto.
La mamma in questione ha ingenuamente condiviso con un gruppo di persone un video a luci rosse. E' bastato un click di conferma sul proprio smartphone per danneggiarsi, forse per sempre, la propria reputazione personale. Impossibile tornare indietro. Si possono trovare soluzioni legali per far eliminare i video da eventuali piattaforme web dove finirà, ma quel video è sufficiente che una persona al mondo l'abbia salvata sul proprio dispositivo che potrà sempre ripresentarsi. Per sua struttura ciò che si condivide su internet e i social media resta un tatuaggio indelebile. Si fa un gran parlare oggi di "diritto all'oblio" ma soluzioni tecniche realmente efficaci a tale scopo non esistono.
Nei miei incontri formativi all'interno della scuola italiana, rivolgendomi a bambini/ragazzi e genitori in particolare, cerco di trasferire concetti e informazioni fondamentali per evitare di fare un cattivo uso della tecnologia in ogni suo aspetto, PREVENENDO possibili problemi di natura psico-fisica piuttosto che di immagine o legale a seconda dei vari scenari e casi che si possono presentare. Partendo dal concetto che tutto ciò che finisce sul gruppo di whatsapp della classe è indelebile, non si torna indietro, consiglio di RIFLETTERE sempre prima di dare l'ultimo click di conferma all'immagine, video, commento che voglio inoltrare verificando sempre il destinatario dello stesso. I più gravi errori che oggi vengono commessi nell'utilizzo di questo mezzo potentissimo di comunicazione online sono questi: 

1. DISTRAZIONE:  direi la causa principale dei principali errori che involontariamente commettiamo quando siamo collegati è bene concentrarsi su quello che si sta facendo, accantonando temporaneamente le altre attività. Cosa difficile da farsi in un mondo in cui sempre più siamo multitasking. Usiamo lo smartphone per fare più cose contemporaneamente (leggiamo le notifiche sui vari social, controlliamo le email ricevute, fotografiamo un bel paesaggio e contemporaneamente controlliamo le notizie del giorno). Molte volte poi utilizziamo lo smartphone impropriamente, nei momenti sbagliati magari mentre stiamo svolgendo un'attività lavorativa o ci stiamo spostando su mezzi che stiamo guidando (capita spesso di vedere persone guardare lo smartphone mentre guidano auto/moto e adirittura pullman).

2. SUPERFICIALITA': troppo spesso si condivide all'interno delle Chat e dei Social contenuti falsi o errati senza approffondire. 

3. INGENUITA': ingenuamente si pensa che condividere un video o un immagine per gioco non sia un problema e nel contempo non possa danneggiare chi in quel video/immagine è presente. Riflettere sempre prima di dare l'ultimo click di conferma : quel contenuto, quell'immagine, quel video in qualche modo, in qualche natura può danneggiare me o altri ?

Importante poi fare attenzione alle APP che si installano (usare sempre Play store o altri canali certificati), nel caso non si abbia un iphone utilizzare una soluzione antivirus, installare un software VPN per la protezione dei dati trasmessi e ricevuti durante l'utilizzo tramite wifi.

Affrontando il problema da un punto di vista LEGALE, ho voluto porre alcuni quesiti all'Avv. Francesco Paolo Micozzi , legale di diritto penale, con particolare predilezione per il diritto dell’informatica e delle nuove tecnologie, privacy e diritto d’autore. Questo per consentire a tutti gli utenti della piattaforma iscritti a gruppi di persone di capire qual'è il modo di agire in casi analoghi a questo. 

Avv. Micozzi, nel caso di ricezione eventuali contenuti, video, immagini di natura strettamente personale, per i quali si palesi chiaramente un errore di spedizione commesso dal mittente del messaggio, può esserne considerata lecita la condivisione a soggetti terzi non facenti parte di quello specifico gruppo/pagina ?

R: In questi casi la regola generale è, per il mittente, prestare particolare attenzione a ciò che si condivide e, per il destinatario, usare un minimo di accortezza e discrezione e, quindi, non inoltrare ad altri il messaggio soprattutto nel caso in cui ci si accorga dell’errore commesso dall’originario mittente. Difficilmente potrebbe configurarsi, in queste ipotesi, una delle fattispecie di cui agli artt. 616 o 617 c.p. in quanto sarebbe necessario che chi prende cognizione del messaggio o lo comunichi ad altri soggetti, non sia il destinatario dello stesso. E’ bene evidenziare, inoltre, che qualora il contenuto del messaggio sia rappresentato da immagini o video di natura pedopornografica (ossia materiale pornografico realizzato utilizzando minori di anni diciotto), il destinatario del messaggio rischierebbe la incriminazione per il reato di detenzione di materiale pedopornografico qualora si limiti a conservare consapevolmente tali contenuti, mentre si potrebbe ipotizzare il reato di cui all’art. 600-ter c.p. qualora comunichi gli stessi contenuti anche ad altri soggetti.

Nel caso di ricezione di un qualunque contenuto, immagine, video che in qualche modo danneggi palesemente il mittente dello stesso, qual'è l'iter che il soggetto ricevente dovrebbe eseguire a tutela Sua e del mittente ?  (cancellazione immediata del contenuto, comunicazione al mittente dell'avvenuto errore, denuncia all'autorità giudiziaria).

R: Anche in questo caso valgono le considerazioni già fatte in precedenza. Non vi è una regola generalmente applicabile. Tuttavia, qualora la semplice detenzione del contenuto rappresenti un’attività illecita, sarebbe opportuno rivolgersi ad un legale di fiducia che potrà consigliare le più idonee misure da adottare. In genere si consiglia di rimuovere il contenuto e di segnalare il fatto all’autorità giudiziaria.

Uscendo leggermente dal seminato, nel caso in cui si tratti di gruppi chiusi della classe o analoghi riferite primariamente ai ragazzi, nel caso un genitore abbia modo di verificare sul cellulare del proprio figlio minorenne irregolarità da parte di altri ragazzi all'interno della chat di gruppo (ad esempio episodi di cyberbullismo nei confronti di un loro coetaneo o prese in giro nei confronti dei docenti mediante riprese non autorizzate a scuola) lo stesso è autorizzato, prove alla mano, a farne denuncia al dirigente scolastico e/o all'autorità giudiziaria?

R: In base alla legge contro il cyberbullismo, entrata in vigore lo scorso 18 giugno, sarà possibile attivare una serie di strumenti per rimuovere i contenuti online o per far cessare l’attività di cyberbullismo (art. 2, L. 71/2017). Il genitore avrà, quindi, sia la possibilità di chiedere e ottenere la rimozione dei contenuti, sia la possibilità di rivolgersi all’autorità giudiziaria nel caso in cui i comportamenti del cyberbullo ultraquattordicenne integrino delle fattispecie di reato. E’ prevista, in tali casi, anche la possibilità di attivare la procedura di ammonimento (art. 7, L. 71/2017), un istituto nato nel 2009 che ha la finalità di bloccare eventuali attività di stalking.

Riprendere un soggetto terzo a sua insaputa, mediante uno scatto fotografico o una ripresa video effettuata in un luogo pubblico e postarla all'interno di un gruppo di Whatsapp viola le leggi in vigore ?

RSe il luogo è pubblico in genere il comportamento non è illecito se questo scatto viene condiviso tra un numero limitato di soggetti che utilizzino questi contenuti per finalità personali. Per quanto riguarda la diffusione, invece, dell’immagine sarà necessario ottenere il consenso del soggetto. Però bisogna valutare da un lato se il soggetto ripreso sia o no un personaggio pubblico e, dall’altro, si dovrà valutare il significato trasmesso dallo scatto o dal video. Occorre, in sostanza, valutare caso per caso.

Per quel che riguarda l'utilizzo dei social media da parte dei ragazzi, sempre nell'ottica della prevenzione, ritiene corretto mettere in grado i genitori di poter monitorare/controllare in qualunque momento l'attività dei figli all'interno dei nuovi social media?

R: Qui siamo nell’ambito della “opportunità”. I ragazzi percepirebbero questo “controllo”, da parte dei genitori, sui contenuti da loro diffusi, come un atto di diffidenza (a maggior ragione quando il “monitoraggio” riguardi contenuti non diffusi online ma custoditi all’interno di un device). E’ per questo che è molto importante l’aspetto preventivo. E una corretta prevenzione non è possibile senza che gli operatori della scuola o i genitori stessi non abbiano un minimo di competenze tecniche sugli strumenti utilizzati dai ragazzi.

Consiglio finale: il BUON SENSO resta sempre la principale REGOLA che ognuno di noi dovrebbe seguire. Ragionare e riflettere sempre prima di agire. Infine informarsi e aggiornarsi, essere consapevoli su cosa occorre fare per prevenire ed evitare di cadere in un BANALE errore che può esserci FATALE.

martedì 22 gennaio 2013

Arriva FaceWash: l'applicazione Facebook salva web reputation

Niente più foto o commenti di cui vergognarsi su Facebook grazie a una nuova applicazione che passa al vaglio e segnala le cose più scomode sul nostro 'diario'.  Nell'era del 2.0 un momento di leggerezza può costare caro. Lo sa bene il principe Harry, le cui immagini in cui appare nudo durante uno scatenato party a Las Vegas hanno fatto il giro del mondo e, soprattutto, dei giornali. Ma lo sappiamo bene anche tutti noi, a cui può capitare di finire taggati in foto imbarazzanti o di scrivere commenti irriverenti senza pensare alle conseguenze. Per rimediare a questi sbagli e ripulire la nostra immagine social adesso arriva in soccorso FaceWash, un’applicazione che scopre e permette di eliminare le cose più scomode del nostro profilo Facebook. Il procedimento è molto semplice: basta loggarsi e FaceWash passerà al vaglio tutti i vosti status, le foto, i link, i "Mi piace" confrontandoli con una sua lista di parole 'sporche' e segnalandovi quelli compromettenti. In alternativa potete selezionare voi stessi i termini che ritenete sia inopportuno appaiano sul vosto 'diario' virtuale.  Al momento FaceWash è presente solo nella versione Beta, ma non c'è dubbio che si tratti di uno strumento utile per migliorare la propria web-reputation, sempre più importante per la diffusione dei social media consultati ormai anche da datori di lavoro e 'tagliatori di teste' che selezionano candidati. Esibire un profilo 'pulito', poi, rischia di diventare anche più rilevante in vista del lancio del motore di ricerca di Facebook, Graph Search.
 

martedì 28 febbraio 2012

Cinque cosa da sapere sulla "reputazione online"

Visto che il cyberbullismo è sempre più presente nelle vite dei nostri bambini diventa importante parlare loro della “Reputazione online”, specialmente sui Social Network, e di come questa possa influire sulle loro vite reali.Qui di seguito troverete 5 consigli utili per i vostri bambini che navigano online.

- 1 - Se un informazione è online, consideratela PUBBLICA.
Non c’è modo di garantire che qualcosa pubblicato online rimanga confinato nello spazio dove intendevi fosse vista. Gli account Facebook vengono compromessi, gli amici condividono messaggi privati e le aziende cambiano i loro regolamenti per la privacy. Prima che i vostri figli pubblichino un immagine, scrivano un messaggio sulla sua bacheca o mandino un messaggio privato, dovrebbero considerare se quello che stanno condividendo sia una “Informazione pubblica”. Vorrebbero che il loro capo, nonna o futuro datore di lavoro la veda? Se la risposta è no, non dovrebbero pubblicarla.

- 2 - La vostra personalità online sarà con voi per sempre
Per Internet è molto difficile dimenticare e la propria reputazione online diventa più simile a un tatuaggio permanente di quanto possa sembrare. Oggi, e ancora di più in futuro, i datori di lavoro cercano online informazioni sui possibili candidati da assumere. Immaginate il giorno in cui i vostri figli entreranno nel mondo del lavoro: gli addetti alle risorse umane probabilmente si informeranno sulla loro reputazione online prima di assumere qualcuno. Quindi ricordatevi che gli errori su Internet non vengono dimenticati dalla rete.

- 3 - Regolate in maniera corretta la vostra privacy
Le migliori impostazioni di Privacy non sono comunque a prova di bomba, ma garantiscono un certo livello di protezione per gli utenti. Se vostro figlio utilizza qualche Social Network, assicuratevi che sia in grado di tenere gli aggiornamenti privati e sia in grado di massimizzare le impostazioni della Privacy. A volte aiuta che i genitori usino lo stesso sito di Social Networking per familiarizzare con i controlli e le impostazioni.

- 4 - Le tue azioni online influiscono sugli altri
Molti adolescenti operano dando per scontato che tutto sia adeguato e condivisibile con i loro amici online. Per esempio un adolescente potrebbe scrivere “Mi piacerebbe che mio padre lasciasse il suo lavoro, continua a dire che odia il lavoro e il suo capo”. Mentre questa può sembrare una lamentela innocua, se la voce arrivasse al capo del padre quel genitore potrebbe avere dei problemi. Gli adolescenti devono imparare che quello che condividono online non tocca solo loro ma potrebbe avere conseguenze su altri.

- 5 - Tenete le informazioni personali private
Una delle più crudeli forme di cyberbullismo accade quando un bullo si appropria di un account di un altro utente

e prima che il vero proprietario possa riappropriarsene (se mai ci riuscisse), la sua reputazione online potrebbe essere ormai compromessa.

Insegnate ai vostri figli l’importanza di tenere private le informazioni personali (quali data di nascita, numero di telefono e indirizzo) anche sul proprio profilo. È anche importante aiutare i vostri figli a creare una password “forte”, in modo che non sia possibile indovinarla. Alcuni trucchi possono consistere in una combinazione di lettere maiuscole e minuscole, simboli e numeri, ma la cosa più importante è ricordarsi di non usare i propri dati sensibili come password!

Fonte: Navigaresicuri.it