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venerdì 25 novembre 2011

Facebook e i rapporti con l'autorità

Facebook e i rapporti con l'autorità

Un documento relativo ai rapporti del social network con le forze dell'ordine: quali dati degli utenti vengono consegnati, e in quali circostanze?
Roma - Facebook ha pubblicato le linee guida operative in base alle quali regola i suoi rapporti con le forze dell'ordine. Per quanto non sia una novità che i soggetti che operano in rete, in qualità di intermediari, si trovino a dover interagire con le autorità, il nuovo documento fornisce un quadro dettagliato di questa relazione. I contenuti del documento erano stati anticipati da EFF (Electronic Frontier Foundation) che via Twitter aveva divulgato documenti presumibilmente ottenuti da Anonymous, ma l'indiscrezione è diventata ufficiale con la pubblicazione della pagina Facebook. Le linee guida sono indirizzate alle autorità che intendono rivolgersi al social network per chiedere log e altri dati relativi a suoi utenti, che sono conservati per 90 giorni (la legge prescrive la loro conservazione per 30). Per quanto riguarda la normativa statunitense vi sono tre gradi di accesso che Facebook concede alle autorità: il primo livello necessità l'emissione da parte di un giudice di una citazione in giudizio e permette di conoscere nome, indirizzo email, più recente indirizzo IP di login e date di iscrizione al servizio. Poi Facebook richiede uno specifico ordine di un giudice per la divulgazione di registrazioni specifiche e altre informazioni riguardanti l'account, dagli indirizzi IP ai destinatari dei messaggi. Infine Facebook richiede un mandato per concedere alle autorità l'accesso agli altri contenuti: messaggi pubblicati, foto, video e informazioni di geolocalizzazione. Inoltre Facebook ha stabilito tutta una serie di procedure per le richieste di emergenza e per le questioni che costituiscono una minaccia per la sicurezza dei minori.

Fonte: Punto Informatico - Autore: Claudio Tamburrino

mercoledì 20 aprile 2011

Yahoo! allunga di sei volte il periodo di conservazione dei dati di navigazione



Se mai ci fosse stato bisogno di una conferma del fatto che le informazioni fornite dagli internauti sono la vera miniera d’oro per le grandi società che operano nel Web, una recente decisione di Yahoo! mette le cose ben in chiaro. Con un post sul blog aziendale firmato dalla «Chief trust officer» Anne Toth, il colosso di Sunnyvale ha annunciato che conserverà i dati degli utenti per un periodo sei volte superiore a quanto previsto finora, passando da tre mesi di data retention a un anno e mezzo.La mossa può apparire in controtendenza con l’attenzione alla privacy manifestata dalla stessa Yahoo! quasi tre anni or sono quando, con una decisione unilaterale, decise di ridurre da tredici mesi a novanta giorni il periodo di archiviazione di alcuni dati, proprio per tutelare gli utenti, ma l’allungamento, che diventerà effettivo da luglio, «è stato deciso - spiega Toth – per allineare la nostra politica di conservazione dei log a quello che è lo standard della concorrenza nel settore». Insomma, se Google e Microsoft fanno miliardi grazie alla pubblicità ritagliata sui gusti degli inserzionisti, dedotti dalle loro ricerche e dalle altre attività che svolgono online, in casa Yahoo! non vogliono essere da meno; l’azienda viene del resto da un periodo difficile in cui ha chiuso alcuni servizi, licenziato 700 dipendenti a dicembre e messo in agenda altri tagli per il 2011. I dati finanziari del primo quadrimestre dell’anno in corso, presentati ieri, si sono rivelati meno negativi del previsto grazie anche agli introiti garantiti dal circuito di banner e annunci online, cresciuti del 10 per cento ed è probabilmente sulla pubblicità che la presidente Carol Bartz punta per rilanciare la società.Dovrà però vedersela con le normative in materia di data retention e tutela della privacy dei navigatori che l’Unione Europea ha emanato negli ultimi anni; la direttiva sulla Data Protection varata da Bruxelles fissa in sei mesi il periodo massimo per la conservazione dei log delle ricerche online: un periodo di tempo ben inferiore a quanto previsto ora da Yahoo!, che con l’ultima modifica supera anche Mountain View e Redmond quanto a durata di archiviazione dei dati.Google e Microsoft, proprio su pressione dell’Ue, hanno ridotto lo scorso anno rispettivamente a nove e sei mesi il periodo di data retention. Dopo questo periodo, tuttavia, le informazioni non vengono del tutto cancellate: i tecnici della Grande G si limitano a rimuovere l’ultima parte dell’indirizzo Ip dei navigatori e conservano per altri nove mesi altri dati come i cookie, mentre Microsoft cancella del tutto gli Ip, ma mantiene anch’essa i cookie per un anno e mezzo.