Pagine

Visualizzazioni totali

Google Scholar
Visualizzazione post con etichetta giochi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giochi. Mostra tutti i post

domenica 13 dicembre 2015

I consigli di ESET Italia per aiutare i vostri figli a non cadere nella rete dei cybercriminali mentre giocano online

Con l’arrivo del periodo natalizio i bambini e i ragazzi passeranno più tempo a casa e avranno più occasioni per giocare online, se il vostro sarà spesso davanti al computer è bene sapere che persino mentre sta giocando, vostro figlio può essere minacciato dai criminali informatici in cerca di dettagli sulle vostre carte di credito e altre informazioni che possono essere monetizzate. O ancora possono essere ingannati da piccole truffe come screensaver infetti o “trucchi per i giochi” che contengono malware.
Per questo ESET Italia ha messo a punto una serie di consigli per aiutare i giovani giocatori a non cadere nella trappola dei cybercriminali:
1. Adottate una soluzione di sicurezza
Installate una soluzione di sicurezza affidabile sul computer o sul dispositivo che i vostri figli usano per giocare e assicuratevi che sia sempre aggiornato. I criminali informatici non dormono mai e lo stesso vale per i sistemi di difesa che proteggono i vostri figli. Assicuratevi che i vostri ragazzi non la disabilitino per migliorare le prestazioni dei giochi o che ignorino i popup che si riferiscono a potenziali minacce.
2. Rendete il browser più sicuro
Molte delle truffe di cui sono vittime i giocatori riguardano persone che offrono “affari” irrinunciabili in chat – sia per i giochi stessi o per servizi come Steam – e che invece poi dirottano i visitatori verso siti truffaldini. Assicuratevi che il browser utilizzato dai vostri figli sia aggiornato e che siano abilitati gli allarmi sul phishing.
3. Le credenziali sono preziose
Insegnate ai vostri figli a fornire le loro credenziali solamente a siti web e servizi online affidabili. E nel caso in cui i ragazzi non siano sicuri sull’attendibilità della pagina, siate lì per consigliarli.
4. Non scambiate i codici di gioco online
La migliore soluzione per ottenere i codici dei giochi è rivolgersi alle società che li producono e scambiare codici via forum, o anche sui siti di aste, vuol dire cacciarsi nei guai. Se i vostri figli vogliono un nuovo gioco, l’acquisto di codici online potrebbe portare all’esborso di decine di euro per dei codici falsi. D’altra parte, se tentate di vendere alcuni vecchi giochi che i vostri figli non usano più, i truffatori dichiareranno che i vostri codici sono fasulli e pretenderanno un rimborso, svuotandovi le tasche.
5. Giocate su una rete pubblica
Vostro figlio ha grandi ambizioni e adora le competizioni sugli sport elettronici e sui giochi? Assicuratevi che sappia come comportarsi quando si connette a una rete wifi pubblica. Secondo i ricercatori di ESET è fondamentale che i ragazzi siano consapevoli di giocare su una rete pubblica – con tutti i rischi che questo comporta. Se i vostri figli vogliono partecipare a un evento di gioco, magari su un social network, dovrete cambiare la password che di solito usano con una temporanea durante l’evento, per poi ripristinare la solita quando torneranno a casa. Questo li proteggerà dai truffatori che potrebbero tentare di intercettarne i dati e di usarli per rubargli l’account – o da chiunque possa mettersi fisicamente dietro di loro nel tentativo di rubare le loro password.
6. Aiutate i piccoli giocatori a scegliere il nome utente giusto
È un aspetto particolarmente importante per i ragazzi, poiché utilizzare un nome che sia riconducibile a una giovane età può attirare attenzioni indesiderate. Per un giocatore è importante scegliere un tag, un nome di gioco o un alias per i forum che non fornisca in alcun modo informazioni personali. Gli account sono obiettivi di grande valore per i criminali informatici e se inserendo queste informazioni su Google questi riescono a risalire al nome dei vostri figli, i loro account potrebbero essere seriamente a rischio.
7. I trucchi sono spesso peggio di quanto si possa immaginare
Barare è sbagliato e falsa qualsiasi tipo di competizione. Questo è uno dei primi insegnamenti che i genitori devono impartire ai propri figli, ancor di più per il mondo del gioco online. Utilizzare dei trucchi non solo rischia di far espellere a vita i piccoli giocatori dalle community dei loro giochi preferiti ma mette anche a rischio i loro account. Inutile dire che più del 90% dei trucchi comunemente scambiati sono infetti da malware o adware, secondo alcune stime.
8. Non stringete amicizie su Facebook per ottenere “omaggi” nei giochi
L’attenzione dei bambini viene spesso assorbita dai giochi su Facebook dove per ottenere energia supplementare o per effettuare degli scambi si affidano agli amici. Bisogna però stare attenti, perché aggiungendo nuovi amici solo per ottenere codici extra per i giochi potrebbero finire nei guai. I siti di fan sono pieni di persone che offrono la propria amicizia a chiunque proprio per questi scopi – e questo può rendere più rapida l’esperienza di gioco – ma fa si che i bambini si ritrovino con “amici” che non conosco affatto. Ciò significa che queste persone possono vedere le informazioni private che vengono condivise con l’opzione “Solo Amici” su Facebook e utilizzarle per rubare l’identità di vostro figlio.
9. Le persone sui forum non sono vostri amici
I forum per giocatori sono luoghi abbastanza pericolosi o ostili nella migliore delle ipotesi. Voi e i vostri figli non conoscete ancora queste persone – perché dovreste fidarvi di loro?

martedì 16 ottobre 2012

Internet: tutta la sicurezza in 10 passi

Zone Alarm stila un elenco delle più semplici precauzioni da seguire per evitare di essere vittima di attacchi quando si naviga in rete, si stringono amicizie o si fanno ricerche su Google. Il decalogo è pensato per i più giovani, ma i suggerimenti forniti hanno una valenza che prescinde dall’età. I giovani tra i 18 e i 25 anni (la cosiddetta generazione Y) sono spesso connessi a Internet per gran parte della giornata. Per loro tweettare, stringere amicizie e fare ricerche su Google sono ormai azioni di routine, ma le affrontano senza utilizzare alcuna protezione quando sono online.  La prova arriva da un recente sondaggio condotto da ZoneAlarm su un campione di 1.245 utenti, la maggior parte dei quali appartenente alla Y Gen. Dal sondaggio emerge che la sicurezza Internet riveste un ruolo di secondo piano. Solo il 31% degli intervistati la considera l’elemento da tenere maggiormente in considerazione quando si prendono decisioni circa il proprio computer. La generazione Y attribuisce una priorità maggiore all’intrattenimento e alle comunità piuttosto che alla sicurezza, nonostante la metà degli intervistati (50%) abbia dichiarato di aver riscontrato problemi di sicurezza informatica negli ultimi due anni. La ricerca mostra come questi giovani utenti stiano mettendo a repentaglio la propria sicurezza - e quella di tutti coloro con cui comunicano- restando vulnerabili agli attacchi online. Quindi, se si considera la crescita della criminalità informatica nell’ambito dell’attuale società, risulta opportuno essere all’avanguardia in termini di sicurezza. In tal senso Zone Alarm propone 10 consigli per proteggersi da eventuali attacchi e tenersi fuori dai guai:
  1. Tornate ai principi base. Effettuare regolarmente l’aggiornamento del sistema operativo del computer è uno dei più semplici ma efficaci metodi per proteggere il proprio computer. Le versioni più recenti del software contribuiscono a rendere il sistema più fluido e impediscono che diventi vulnerabile a causa dei “buchi” presenti nel vecchio sistema. Assicuratevi che il vostro sistema operativo sia configurato per ricevere gli aggiornamenti automatici delle ultime patch di sicurezza e accertatevi di aver applicato le impostazioni più recenti riavviando il computer dopo l’aggiornamento.
  2. Non esagerate con i clic. Oltre 9.500 siti Web dannosi vengono rilevati da Google quotidianamente. Questo dato comprende sia siti legittimi dirottati che siti costruiti “ad hoc” per diffondere malware. Per essere più al sicuro, siate quindi cauti nel cliccare i vari link. E ricordatevi di passare con il mouse sopra il link stesso in modo da visualizzare l’indirizzo completo prima di fare clic. E’ anche importante prendere in considerazione i messaggi di avviso da parte di Google e mantenere sempre aggiornati e attivi firewall e antivirus.
  3. Prestate attenzione ai più recenti cambiamenti social. Un esempio: Facebook ha recentemente modificato gli indirizzi di posta elettronica predefiniti trasformandoli tutti in @facebook.com. Ciò significa che un intero nuovo gruppo di operatori di marketing e spammer sarà in grado di contattare l’utente molto più facilmente di prima, che piaccia o no. E’ possibile comunque regolare le impostazioni di protezione della privacy e fare attenzione a spam e phishing ora che il sistema di messaggistica di Facebook è open.
  4. Password, password, password. Creare sempre password complesse per tutti gli account online includendo lettere, numeri e simboli. Le password più lunghe sono più sicure e più difficili da individuare. Scegliete password differenti e uniche per i siti importanti, come per esempio l’indirizzo email principale e il conto corrente. Possibilmente evitate di utilizzare la stessa password per più siti. Infatti, se una password viene trafugata da un sito, potrebbe consentire agli hacker di accedere agli altri account con le stesse credenziali.
  5. Se giocate online, mantenete attivo il software di protezione . Se giocate spesso online, non disattivate il software di sicurezza, nemmeno per giochi emozionanti come Diablo III. E’ vero, sperimentare una connessione ad alta velocità con interruzioni minime è importante, ma non a scapito della sicurezza. Cercate piuttosto una "modalità gioco" nel software di protezione. Questa impostazione farà si che non avvenga nessuna interruzione nel bel mezzo del gioco e - al tempo stesso - garantirà protezione.
  6. Proteggetevi da P2P e software pirata. La soluzione migliore è semplicemente quella di non utilizzare siti P2P per scaricare software pirata e di scaricare i file direttamente dallo sviluppatore originale. Tuttavia, se si sceglie di correre questo rischio sarebbe bene quantomeno adottare alcune precauzioni come leggere i commenti degli utenti prima di scaricare i file. Occorre inoltre tenere presente che molti dei siti P2P più popolari di oggi offrono un sistema di rating abbastanza preciso, in grado di offrire un’idea di come questi file scaricabili si siano comportati con gli altri utenti.
  7. Attenzione agli attacchi di social engineering. I criminali informatici ogni giorno “setacciano” letteralmente i vari siti di social media per cercare di carpire tutti i dati possibili su un determinato utente. Le informazioni raccolte verranno utilizzate per l’invio di e-mail mirate, facendole apparire come provenienti dal capo, dall’amico o da un membro della famiglia. Per esempio, pubblicare informazioni su Facebook circa il luogo di vacanza preferito e conseguentemente ricevere una mail da un collega di lavoro sulle migliori mete estive, con tanto di richiesta di collegarsi a un recente articolo, può essere rischioso. Occorre stare sempre in guardia e attenti a quello che si dice online: rivelare troppe informazioni - il proprio secondo nome, nomi di animali domestici e così via - potrebbe essere già sufficiente per farsi hackerare da un criminale informatico.
  8. Scegliete con attenzione i vostri “amici”. Non c’è niente di più rischioso che effettuare connessioni online via Facebook e altri social network. Tuttavia, è sicuramente più avventato non dedicare un po’ di tempo per selezionare meglio chi si accetta nella propria cerchia di amici. Se si riceve una richiesta di amicizia da qualcuno con cui non si parla da anni o che non si conosce, un social bot potrebbe utilizzare questa opportunità per entrare nella vostra rete e in seguito sfruttare la fiducia che avete costruito su Facebook e Twitter per inviare e-mail o notifiche ai vostri network utilizzando i vostri dati accesso, informazioni e profilo per richiedere ad esempio prodotti e diffondere malware ai computer altrui.
  9. Fate attenzione quando scaricate file video. I video online hanno riscosso un successo straordinario, soprattutto presso la generazione Y, che spesso trascorre più tempo a guardare video che qualsiasi altra cosa. Scaricare video è un’attività che potrebbe essere fonte di virus. Se non si possiede un lettore video più che aggiornato, è bene scaricare i file direttamente da una fonte affidabile. Non installate mai software da siti di condivisione quando desiderate visualizzare un video e ricordare che il download di per sé non dovrebbe richiedere l’esecuzione di file eseguibili (.exe).
  10. Siate cauti quando utilizzate hotspot Wi-Fi - La maggior parte delle persone si entusiasma quando han la possibilità di connettersi tramite un hotspot Wi-Fi. Ma prima di collegarsi, sarebbe bene verificare che il nome del network Wi-Fi (SSID) provenga da un servizio legittimo. E’ bene non connettersi a reti Wi-Fi casuali e non garantite che incrementano i rischi legati alla sicurezza ed è meglio utilizzare una rete privata virtuale. Una VPN infatti vi permette di instradare tutte le attività attraverso una rete separata e sicura anche se siete su una pubblica. Sono disponibili diversi servizi o in alternativa è possibile utilizzare anche con un’app come hotspot shield, che genera una VPN automaticamente.
Restare “vigili” è un buon inizio. Ma non basta. I criminali informatici stanno diventando sempre più furbi di giorno in giorno e gli attacchi online non hanno mai fine. Qualunque cosa si faccia, è importante prendere precauzioni di base, magari seguendo proprio i precedenti suggerimenti, e fare in modo di poter disporre almeno di un software antivirus e un firewall sul proprio computer. Indipendentemente dalla vostra età, non fatevi cullare da false illusioni di sicurezza, non solo eviterete di diventare un altro dato statistico, ma potrete offrire il vostro contributo per mantenere in sicurezza per la vostra comunità online.

*Skyler King, product leader di ZoneAlarm, Check Point Software Technologies consumer business, nonché ideatore di ZoneAlarm Free Antivirus + Firewall

sabato 5 novembre 2011

Videogiochi: catturati 14 milioni di italiani

videogiochiGli schermi di tutte le dimensioni e forme occupano sempre più spazio nelle nostre vite: televisione e pc, tablet, smartphone, e non ultimi i videogiochi. Questi ultimi reggono bene la competizione con le altre forme di intrattenimento, risultando addirittura in crescita. Solo in Italia si contano 14 milioni di videogiocatori attivi, che hanno garantito alle case produttrici ben 1,7 miliardi di ricavi nel solo 2011. Le cifre sono state rese note dalla ricerca della NewZoo – agenzia d’analisi del mercato dei videogames  in occasione dell’apertura, a Milano, della Games Week, prima fiera nazionale dedicata ai giochi elettronici. L’evento si articola in tre giorni di anteprime aperte al pubblico, tornei, spettacoli, tavole rotonde e gamepad. Apprendiamo così che il nostro paese si piazza al quarto posto in Europa come mercato per i videogiochi, preceduto solo da Gran Bretagna, Francia e Germania. Da noi si trascorrono mediamente 24 milioni di ore ogni giorno davanti ai giochi elettronici, circa 1,7 a testa per un italiano su quattro, percentuale di popolazione che arriva al 59% se consideriamo chi è attivo su Internet. Il nostro è il Paese con il più alto tasso europeo di penetrazione degli smartphone, e 8,2 milioni di persone giocano proprio su un dispositivo mobile, magari sui mezzi pubblici. Il 36% dei giocatori è disposto a pagare per giocare, mentre il 65% dei giocatori italiani si dedica al social gaming, come Farmville o The Sims.

mercoledì 25 maggio 2011

Dead or Alive fermato per pedopornografia


Severa la legge svedese sulla pedopornografia. Severa al punto che nel Paese non verrà distribuito il gioco Dead or Alive: Dimensions, il titolo "picchiaduro" per la nuova console Nintendo 3Ds. Una censura confermata dall'azienda stessa di Kyoto e che potrebbe estendersi anche alla Norvegia e alla Danimarca. Per le stesse ragioni, come racconta Eurogamer Svezia che cita Neogaf: tre dei personaggi giocabili nello storico titolo di Team Ninja, le lottatrici Kasumi, Koroke e Ayane violano la legge svedese perché hanno meno di 18 anni e vengono mostrate in pose pornografiche. Non è tanto il gameplay a creare problemi, quanto la modalità Figure Mode, nella quale i personaggi possono essere "fotografati" da ogni angolazione. Le tre ragazze, sono in effetti la tipica rappresentazione dell'immaginario erotico giapponese, lolite candide (ma anche letali, in questo caso). Il loro creatore è il fondatore stesso della softwarehouse giapponese, Tomonobu Itagaki: idolatrato in patria, quando sbarca in Occidente viene spesso "rimproverato" per aver puntato sulla sensualità di ragazze che - pur essendo meri avatar digitali - sono dichiaratamente minorenni. La risposta è secca: "In Giappone il fatto che abbiano 17 anni non crea problemi. Negli Stati Uniti basta dire che di anni ne hanno 20 e siamo a posto". In Svezia, invece, evidentemente no.
Fonte: Corriere.it - Autore: Federico Cella

lunedì 14 febbraio 2011

A 11 anni spende un capitale su Xbox Live. Colpa di Microsoft?


Un ragazzino dilapida più di 1.000 sterline con la carta di credito della madre... che se la prende con Microsoft. Secondo voi ha ragione?

Un undicenne inglese è riuscito a spendere più di 1.000 sterline (quasi 1.200 euro) su Xbox Live, acquistando accessori virtuali e giochi con la carta di credito della madre.Dawn Matthews è una madre single con due figli: Brendan, di 11 anni, e Abigail, 13 anni. Per permettere a Brendan di sottoscrivere l'abbonamento a Xbox Live ha inserito nel servizio i dati della propria carta di credito e si è disinteressata della cosa.Dopo un paio di mesi ha cercato di utilizzare la carta per pagare la bolletta telefonica, ma si è sentita rispondere che non aveva fondi sufficiente: il figlio aveva infatti speso 1.082,52 sterline, peraltro senza accorgersi della cifra che stava raggiungendo. Dawn Matthews si è rivolta sia alla banca sia a Microsoft, ma per entrambe i pagamenti sono regolari e tecnicamente non è successo nulla di illegale.La donna, però, vorrebbe riavere indietro il denaro sostenendo che la colpa di quanto successo, alla fine, è proprio di Microsoft: "È impossibile controllare tutto quello che fanno i figli. Queste aziende dovrebbero assumersi le loro responsabilità. Sfruttano le persone vulnerabili" ha dichiarato la donna, secondo la quale Xbox Live utilizza un sistema che rende "troppo facile" spendere denaro. "Brendan ha 11 anni. Quando gli ho mostrato quanto ha speso è scoppiato in lacrime e ha staccato la Xbox, dicendo che non la voleva più. Non l'ho punito perché si sente già abbastanza male. È ridicolo permettere a qualcuno di quell'età di effettuare pagamenti senza controllo. Quando è in modalità di gioco non può pensare al denaro. Non si può affibbiare tutta quella responsabilità a un ragazzino" ha spiegato ancora la madre. "Mille sterline non sono poi così tanto per le persone come Bill Gates, ma per una madre single sono un sacco di soldi, che non ho" ha dichiarato infine Dawn Matthews, sperando di riavere indietro il denaro. Microsoft, dal canto proprio, spiega che nelle Xbox 360 ci sono "sistemi di controllo genitori integrati" e che problemi del genere sono "estremamente rari" tra gli oltre 30 milioni di utenti di Xbox Live. "Bisogna poi notare" - ha dichiarato un portavoce dell'azienda - "che negli account Live registrati a nome di bambini l'attività online è disattivata di default, e per essere attivata richiede l'intervento dei genitori nella sezione Family Settings".

Fonte: Zeusnews

lunedì 7 febbraio 2011

Cina, genitori tutori dei gamer


La Cina lancia un programma per combattere la dipendenza dei minori dai videogame. Genitori responsabili delle sessioni di gioco dei loro figli. Dubbi in merito all'attuazione

Il Ministero della Cultura, insieme ad altre sette istituzioni tra cui il Ministero della Pubblica Sicurezza, ha annunciato il lancio di un progetto di controllo genitoriale nel settore dei giochi online, per tentare di porre rimedio al crescente problema della cosiddetta dipendenza da Internet, e in particolare dai giochi online, nei più piccoli. La proposta è stata la risposta al rapporto rilasciato dall'Accademia delle Scienze Sociali cinese che ha stimato che il numero degli adolescenti che soffrirebbero dipendenza da Internet nella regione sia di oltre i 33 milioni e che il Paese ormai conti circa 200mila Internet Cafè. Secondo il documento redatto dal Ministero della Pubblica Sicurezza, i bambini non dovrebbero giocare ai videogame online per più di due ore alla settimana e dovrebbero spendere meno di 10 yuan (poco più di un euro) per i giochi online ogni mese. L'industria di settore in Cina, invece, ha visto le vendite crescere del 26 per cento rispetto allo scorso anno, arrivando a 32,4 miliardi di yuan (3,6 miliardi di euro circa). Il progetto, che entrerà in vigore dal 1° marzo, impone alle società di giochi online di fornire un aiuto ai genitori, creare delle pagine web e altri canali per consentire loro di poter monitorare le sessione di gioco online dei figli. Secondo tale progetto, i genitori saranno in grado di porre delle restrizioni giornaliere o settimanali sul tempo speso dai loro figli per giocare online. Inoltre, i genitori avrebbero anche la possibilità di imporre un divieto totale. L'idea dell'iniziativa è quella che le famiglie hanno la responsabilità e l'obbligo di aiutare i bambini a limitare il tempo eccessivo dedicato ai videogiochi. L'iniziativa, partita in via sperimentale da febbraio dello scorso anno, è stata testata presso più operatori di game online e il Ministero della Cultura ha affermato che si era dimostrata efficace per aiutare i minori. Il progetto ha sollecitato gli operatori di settore ad assumere più personale per supportare il progetto provvedendo a monitorare le richieste dei genitori e per creare pagine web apposite per i servizi rivolti ai nuovi tutori della dipendenza dai game online. A seguito della conferma dell'avvio del progetto, alcuni genitori avrebbero espresso dubbi sul fatto che tale ordine possa davvero avere efficacia. "È inutile e i bambini si ribelleranno" ha dichiarato Xie Guangji, il padre di un ragazzo di 14 anni della provincia settentrionale di Hebei. O ancora, un sociologo dell'Università di Shanghai, ha affermato che tale imposizione, a suo giudizio irrealizzabile, rappresenti "una ricetta per alimentare i conflitti familiari". Inoltre, stando a quanto messo in luce in un'intervista al China Daily da un giocatore di 27 anni di Pechino, "i bambini possono utilizzare facilmente un documento falso da adulto per identificarsi e giocare. Tale strumento di identificazione permetterebbe ai bambini di nascondersi dai loro genitori".
Fonte: Punto Informatico - Autore: Raffaella Gargiulo

venerdì 17 dicembre 2010

EURISPES: BOOM INTERNET TRA BIMBI, SOLO 14% LO USA CON I GENITORI


La televisione resta il media piu' popolare tra i bambini, con un boom delle consolle, l'aumento di telefoni cellulari in uso ai piu' piccoli e un fortissimo feeling con internet, youtube e i social network, usati spesso in solitudine. E' quanto emerge dall'indagine conoscitiva sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza in Italia messa a punto da Eurispes e Telefono Azzurro e presentata oggi a Roma. Il questionario infanzia e' stato costruito con l'obiettivo di analizzare opinioni e comportamenti dei bambini ed e' stato somministrato a soggetti appartenenti alla fascia di eta' dai 7 agli 11 anni, frequentanti la terza, quarta e quinta classe della scuola primaria e la prima classe della scuola secondaria di primo grado. Per l'infanzia, sono stati compilati ed analizzati 1.503 questionari. Se il media tuttora piu' popolare presso i bambini rimane la televisione (solo il 4,8% del campione, infatti, afferma di non utilizzarla mai mentre piu' di un bambino su 10, il 12,6%, trascorre piu' di 4 ore al giorno davanti alla Tv), al secondo posto, per diffusione tra i bambini, si colloca il computer. L'uso giornaliero del pc risulta di durata contenuta: il 41,3% lo utilizza al massimo per un'ora al giorno, mentre il 17,4% da 1 a 2 ore. La maggioranza dei bambini si collega ad Internet (59,7%), mentre un terzo ne rimane escluso (33,1%). Anche in questo caso prevale un consumo contenuto: il 31,9% lo usa fino ad un'ora al giorno, il 13% da 1 a 2 ore, ma un 6,9% dei giovanissimi naviga per oltre 4 ore al giorno. I bambini utilizzano le apparecchiature elettroniche prevalentemente da soli. Per quanto riguarda la Tv, la meta' del campione la guarda solitamente da solo, quasi un terzo (31,8%) con i genitori ed il 12% con gli amici. Un terzo degli intervistati guarda i dvd da solo, il 23,6% con i genitori ed il 19% con gli amici. La consolle per i videogiochi viene utilizzata prevalentemente dai bambini da soli (39,9%). Per quanto riguarda Internet, solo il 14,4% del campione riferisce di navigare con i genitori: il 40,4% naviga da solo e l'11,7% con gli amici. Cio' significa che i bambini sono generalmente privi di controllo da parte degli adulti anche quando usano mezzi di comunicazione potenzialmente insidiosi per i piu' piccoli. Le attivita' legate all'utilizzo di Internet piu' diffuse tra i bambini risultano essere: guardare filmati su YouTube (lo fa il 67,8% di chi naviga), giocare con i videogiochi (64,6%), cercare informazioni interessanti (61,7%), scaricare musica/film/giochi/video (58,7%). Se queste attivita' sono diffuse tra la maggioranza dei piccoli navigatori, risulta non trascurabile anche la quota di chi cerca materiale utile per lo studio (46,6%), chatta (42,2%), utilizza Social Network (42,1%). Quasi un terzo usa la posta elettronica (32,2%) ed il 27,6% partecipa a giochi di ruolo online.L'Eurispes e Telefono Azzurro segnalano in particolare la diffusione ormai capillare, anche tra i piu' giovani, di YouTube, dei Social Network, nonche' l'abitudine dilagante, fin dall'infanzia, di scaricare materiali da Internet - spesso in modo illegale. In aumento la quota di bambini che guarda filmati da YouTube (a riprova della crescita travolgente del sito) - erano 54,7% nel 2009, percentuale salita al 67,8% nel 2010 - e che usano la posta elettronica (27,8% nel 2009 e 32,2% nel 2010). La rilevazione inerente i gusti e le preferenze dei bambini nella scelta di generi di video guardati su YouTube ha mostrato una significativa propensione del campione intervistato al genere musicale, scelto nel 62,9% dei casi. I filmati divertenti/curiosi ed i pezzi di programmi televisivi preferiti, vengono guardati rispettivamente dal 57,8% e dal 57,5% del campione. I video con scene forti (incidenti, violenza, sesso, ecc.) registrano la percentuale piu' bassa di risposte affermative (17,1%), benche' si tratti di una percentuale da non sottovalutare considerando il contenuto ed il genere dei video stessi.
Fonte: Agenzia Asca

martedì 12 ottobre 2010

Le "Mafia Moms" spopolano su Facebook


Scordatevi lo stereotipo della tranquilla mammina che porta i figli a scuola, lavora e nel tempo libero si dedica alle riviste di gossip o altre attività tipicamente femminili. Oggi, milioni di madri giocano su Facebook non soltanto a giochini tranquilli e rilassanti come Farmiville o YoVille ma sparano, derubano, taglieggiano e spacciano come qualsiasi maschiaccio. Sono le Mafia Moms, le mamme che giocano a uno dei videogame più popolari del sito in blu, Mafia Wars, anch’esso opera della onnipresente software house Zynga. In tutto, gli iscritti a Mafia Wars si aggirano sui 21 milioni, il 30 % dei quali sono donne. Molte di loro passano ore davanti allo schermo a creare il loro impero criminale, cosa che negli Usa ha generato numerosi dibattiti sulla difficoltà di conciliare gli impegni di tutti i giorni, la cura dei figli in particolare, con questo tipo di svaghi che sembrano fatti apposta per creare dipendenza e far perdere la nozione del tempo. “Le aziende come Zynga – spiega la dottoressa Hilarie Cash, fondatrice del programma di riabilitazione Restart per i genitori che soffrono di “internet addiction – sono assai sofisticate dal punto di vista psicologico, fanno leva su forme di apprendimento e ricompense che mantengono le persone agganciate al gioco grazie a un flusso continuo di punti, doni e bonus”.Da qui il fiorire di programmi di riabilitazione e assistenza psicologica come Restart. Ma anche se si rendono conto dei pericoli impliciti in un eccesso di ludopatia, le madri americane sembrano soprattutto divertirsi parecchio. Lo schermo del Pc davanti a cui sfidarsi a colpi di lupara o Kalashnikov diventa un’oasi in cui trovare rifugio. “Questo è il nostro piccolo divertimento per quando abbiamo bisogno di un staccare dai nostri figli – proclamano le mamme e i papà di Mafia Wars nel gruppo ad hoc creato su Facebook - Se hai bisogno di un break dalla vita quotidiana, dallo sport, dalla scuola e dai lavori di casa, unisciti a noi”. E qualche volta, fra i “gangster” nascono anche delle amicizie. “Questo gioco è molto divertente e ha cambiato la mia vita, sotto certi aspetti – ha raccontato alla Cbs Christine Keen, tranquilla madre di tre figli del New Jersey e membro su Facebook di una banda mafiosa di 1.400 picciotti – se non fosse stato per Mafia Wars, non avrei mai conosciuto persone australiane e coreane e parlato con loro per telefono”. Qualcuna delle Mafia Moms coinvolge perfino i figli nelle sue scorribande virtuali, perché non c’è niente come l’attività ludica per cementare i legami fra le generazioni. E poi, la famiglia è sempre la Famiglia.

sabato 26 settembre 2009

Generatore di strumenti educativi per la scuola

SuperTeacherTools è un simpatico sito dove possiamo creare e poi scaricare dei divertenti giochi in flash da fare in classe anche quando non siamo collegati ad internet. Alcuni li conoscete, come ad esempio il gioco del Milionario, altri da noi sono meno conosciuti, è il caso ad esempio di Jeopardy, molto diffuso negli Stati Uniti e Hang Man. Credo che vi potranno tornare utili anche il generator di gruppi all’interno della classe (semplicemente caricando il file .txt con i nomi dei nostri alunni), il generatore di posti a sedere (sempre caricando il medesimo file). Volendo si può creare la nostra classe a questo indirizzo in modo da usare i nomi in modo automatico, senza cioè caricare nessun file, quando ne abbiamo bisogno. Chissà se i nostri alunni accetteranno la decisione del computer senza fare obiezioni…. Mi sembrano strumenti potenzialmente molto utili, se si considera che sono gratuiti e si possono usare anche in modalità offline.

Fonte: Religione 2.0