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domenica 13 dicembre 2015
I consigli di ESET Italia per aiutare i vostri figli a non cadere nella rete dei cybercriminali mentre giocano online
martedì 16 ottobre 2012
Internet: tutta la sicurezza in 10 passi
- Tornate ai principi base. Effettuare regolarmente l’aggiornamento del sistema operativo del computer è uno dei più semplici ma efficaci metodi per proteggere il proprio computer. Le versioni più recenti del software contribuiscono a rendere il sistema più fluido e impediscono che diventi vulnerabile a causa dei “buchi” presenti nel vecchio sistema. Assicuratevi che il vostro sistema operativo sia configurato per ricevere gli aggiornamenti automatici delle ultime patch di sicurezza e accertatevi di aver applicato le impostazioni più recenti riavviando il computer dopo l’aggiornamento.
- Non esagerate con i clic. Oltre 9.500 siti Web dannosi vengono rilevati da Google quotidianamente. Questo dato comprende sia siti legittimi dirottati che siti costruiti “ad hoc” per diffondere malware. Per essere più al sicuro, siate quindi cauti nel cliccare i vari link. E ricordatevi di passare con il mouse sopra il link stesso in modo da visualizzare l’indirizzo completo prima di fare clic. E’ anche importante prendere in considerazione i messaggi di avviso da parte di Google e mantenere sempre aggiornati e attivi firewall e antivirus.
- Prestate attenzione ai più recenti cambiamenti social. Un esempio: Facebook ha recentemente modificato gli indirizzi di posta elettronica predefiniti trasformandoli tutti in @facebook.com. Ciò significa che un intero nuovo gruppo di operatori di marketing e spammer sarà in grado di contattare l’utente molto più facilmente di prima, che piaccia o no. E’ possibile comunque regolare le impostazioni di protezione della privacy e fare attenzione a spam e phishing ora che il sistema di messaggistica di Facebook è open.
- Password, password, password. Creare sempre password complesse per tutti gli account online includendo lettere, numeri e simboli. Le password più lunghe sono più sicure e più difficili da individuare. Scegliete password differenti e uniche per i siti importanti, come per esempio l’indirizzo email principale e il conto corrente. Possibilmente evitate di utilizzare la stessa password per più siti. Infatti, se una password viene trafugata da un sito, potrebbe consentire agli hacker di accedere agli altri account con le stesse credenziali.
- Se giocate online, mantenete attivo il software di protezione . Se giocate spesso online, non disattivate il software di sicurezza, nemmeno per giochi emozionanti come Diablo III. E’ vero, sperimentare una connessione ad alta velocità con interruzioni minime è importante, ma non a scapito della sicurezza. Cercate piuttosto una "modalità gioco" nel software di protezione. Questa impostazione farà si che non avvenga nessuna interruzione nel bel mezzo del gioco e - al tempo stesso - garantirà protezione.
- Proteggetevi da P2P e software pirata. La soluzione migliore è semplicemente quella di non utilizzare siti P2P per scaricare software pirata e di scaricare i file direttamente dallo sviluppatore originale. Tuttavia, se si sceglie di correre questo rischio sarebbe bene quantomeno adottare alcune precauzioni come leggere i commenti degli utenti prima di scaricare i file. Occorre inoltre tenere presente che molti dei siti P2P più popolari di oggi offrono un sistema di rating abbastanza preciso, in grado di offrire un’idea di come questi file scaricabili si siano comportati con gli altri utenti.
- Attenzione agli attacchi di social engineering. I criminali informatici ogni giorno “setacciano” letteralmente i vari siti di social media per cercare di carpire tutti i dati possibili su un determinato utente. Le informazioni raccolte verranno utilizzate per l’invio di e-mail mirate, facendole apparire come provenienti dal capo, dall’amico o da un membro della famiglia. Per esempio, pubblicare informazioni su Facebook circa il luogo di vacanza preferito e conseguentemente ricevere una mail da un collega di lavoro sulle migliori mete estive, con tanto di richiesta di collegarsi a un recente articolo, può essere rischioso. Occorre stare sempre in guardia e attenti a quello che si dice online: rivelare troppe informazioni - il proprio secondo nome, nomi di animali domestici e così via - potrebbe essere già sufficiente per farsi hackerare da un criminale informatico.
- Scegliete con attenzione i vostri “amici”. Non c’è niente di più rischioso che effettuare connessioni online via Facebook e altri social network. Tuttavia, è sicuramente più avventato non dedicare un po’ di tempo per selezionare meglio chi si accetta nella propria cerchia di amici. Se si riceve una richiesta di amicizia da qualcuno con cui non si parla da anni o che non si conosce, un social bot potrebbe utilizzare questa opportunità per entrare nella vostra rete e in seguito sfruttare la fiducia che avete costruito su Facebook e Twitter per inviare e-mail o notifiche ai vostri network utilizzando i vostri dati accesso, informazioni e profilo per richiedere ad esempio prodotti e diffondere malware ai computer altrui.
- Fate attenzione quando scaricate file video. I video online hanno riscosso un successo straordinario, soprattutto presso la generazione Y, che spesso trascorre più tempo a guardare video che qualsiasi altra cosa. Scaricare video è un’attività che potrebbe essere fonte di virus. Se non si possiede un lettore video più che aggiornato, è bene scaricare i file direttamente da una fonte affidabile. Non installate mai software da siti di condivisione quando desiderate visualizzare un video e ricordare che il download di per sé non dovrebbe richiedere l’esecuzione di file eseguibili (.exe).
- Siate cauti quando utilizzate hotspot Wi-Fi - La maggior parte delle persone si entusiasma quando han la possibilità di connettersi tramite un hotspot Wi-Fi. Ma prima di collegarsi, sarebbe bene verificare che il nome del network Wi-Fi (SSID) provenga da un servizio legittimo. E’ bene non connettersi a reti Wi-Fi casuali e non garantite che incrementano i rischi legati alla sicurezza ed è meglio utilizzare una rete privata virtuale. Una VPN infatti vi permette di instradare tutte le attività attraverso una rete separata e sicura anche se siete su una pubblica. Sono disponibili diversi servizi o in alternativa è possibile utilizzare anche con un’app come hotspot shield, che genera una VPN automaticamente.
sabato 5 novembre 2011
Videogiochi: catturati 14 milioni di italiani
mercoledì 25 maggio 2011
Dead or Alive fermato per pedopornografia
Fonte: Corriere.it - Autore: Federico Cella
lunedì 14 febbraio 2011
A 11 anni spende un capitale su Xbox Live. Colpa di Microsoft?

Un ragazzino dilapida più di 1.000 sterline con la carta di credito della madre... che se la prende con Microsoft. Secondo voi ha ragione?
Un undicenne inglese è riuscito a spendere più di 1.000 sterline (quasi 1.200 euro) su Xbox Live, acquistando accessori virtuali e giochi con la carta di credito della madre.Dawn Matthews è una madre single con due figli: Brendan, di 11 anni, e Abigail, 13 anni. Per permettere a Brendan di sottoscrivere l'abbonamento a Xbox Live ha inserito nel servizio i dati della propria carta di credito e si è disinteressata della cosa.Dopo un paio di mesi ha cercato di utilizzare la carta per pagare la bolletta telefonica, ma si è sentita rispondere che non aveva fondi sufficiente: il figlio aveva infatti speso 1.082,52 sterline, peraltro senza accorgersi della cifra che stava raggiungendo. Dawn Matthews si è rivolta sia alla banca sia a Microsoft, ma per entrambe i pagamenti sono regolari e tecnicamente non è successo nulla di illegale.La donna, però, vorrebbe riavere indietro il denaro sostenendo che la colpa di quanto successo, alla fine, è proprio di Microsoft: "È impossibile controllare tutto quello che fanno i figli. Queste aziende dovrebbero assumersi le loro responsabilità. Sfruttano le persone vulnerabili" ha dichiarato la donna, secondo la quale Xbox Live utilizza un sistema che rende "troppo facile" spendere denaro. "Brendan ha 11 anni. Quando gli ho mostrato quanto ha speso è scoppiato in lacrime e ha staccato la Xbox, dicendo che non la voleva più. Non l'ho punito perché si sente già abbastanza male. È ridicolo permettere a qualcuno di quell'età di effettuare pagamenti senza controllo. Quando è in modalità di gioco non può pensare al denaro. Non si può affibbiare tutta quella responsabilità a un ragazzino" ha spiegato ancora la madre. "Mille sterline non sono poi così tanto per le persone come Bill Gates, ma per una madre single sono un sacco di soldi, che non ho" ha dichiarato infine Dawn Matthews, sperando di riavere indietro il denaro. Microsoft, dal canto proprio, spiega che nelle Xbox 360 ci sono "sistemi di controllo genitori integrati" e che problemi del genere sono "estremamente rari" tra gli oltre 30 milioni di utenti di Xbox Live. "Bisogna poi notare" - ha dichiarato un portavoce dell'azienda - "che negli account Live registrati a nome di bambini l'attività online è disattivata di default, e per essere attivata richiede l'intervento dei genitori nella sezione Family Settings".
lunedì 7 febbraio 2011
Cina, genitori tutori dei gamer

Il Ministero della Cultura, insieme ad altre sette istituzioni tra cui il Ministero della Pubblica Sicurezza, ha annunciato il lancio di un progetto di controllo genitoriale nel settore dei giochi online, per tentare di porre rimedio al crescente problema della cosiddetta dipendenza da Internet, e in particolare dai giochi online, nei più piccoli. La proposta è stata la risposta al rapporto rilasciato dall'Accademia delle Scienze Sociali cinese che ha stimato che il numero degli adolescenti che soffrirebbero dipendenza da Internet nella regione sia di oltre i 33 milioni e che il Paese ormai conti circa 200mila Internet Cafè. Secondo il documento redatto dal Ministero della Pubblica Sicurezza, i bambini non dovrebbero giocare ai videogame online per più di due ore alla settimana e dovrebbero spendere meno di 10 yuan (poco più di un euro) per i giochi online ogni mese. L'industria di settore in Cina, invece, ha visto le vendite crescere del 26 per cento rispetto allo scorso anno, arrivando a 32,4 miliardi di yuan (3,6 miliardi di euro circa). Il progetto, che entrerà in vigore dal 1° marzo, impone alle società di giochi online di fornire un aiuto ai genitori, creare delle pagine web e altri canali per consentire loro di poter monitorare le sessione di gioco online dei figli. Secondo tale progetto, i genitori saranno in grado di porre delle restrizioni giornaliere o settimanali sul tempo speso dai loro figli per giocare online. Inoltre, i genitori avrebbero anche la possibilità di imporre un divieto totale. L'idea dell'iniziativa è quella che le famiglie hanno la responsabilità e l'obbligo di aiutare i bambini a limitare il tempo eccessivo dedicato ai videogiochi. L'iniziativa, partita in via sperimentale da febbraio dello scorso anno, è stata testata presso più operatori di game online e il Ministero della Cultura ha affermato che si era dimostrata efficace per aiutare i minori. Il progetto ha sollecitato gli operatori di settore ad assumere più personale per supportare il progetto provvedendo a monitorare le richieste dei genitori e per creare pagine web apposite per i servizi rivolti ai nuovi tutori della dipendenza dai game online. A seguito della conferma dell'avvio del progetto, alcuni genitori avrebbero espresso dubbi sul fatto che tale ordine possa davvero avere efficacia. "È inutile e i bambini si ribelleranno" ha dichiarato Xie Guangji, il padre di un ragazzo di 14 anni della provincia settentrionale di Hebei. O ancora, un sociologo dell'Università di Shanghai, ha affermato che tale imposizione, a suo giudizio irrealizzabile, rappresenti "una ricetta per alimentare i conflitti familiari". Inoltre, stando a quanto messo in luce in un'intervista al China Daily da un giocatore di 27 anni di Pechino, "i bambini possono utilizzare facilmente un documento falso da adulto per identificarsi e giocare. Tale strumento di identificazione permetterebbe ai bambini di nascondersi dai loro genitori".
Fonte: Punto Informatico - Autore: Raffaella Gargiulo
venerdì 17 dicembre 2010
EURISPES: BOOM INTERNET TRA BIMBI, SOLO 14% LO USA CON I GENITORI

Fonte: Agenzia Asca
martedì 12 ottobre 2010
Le "Mafia Moms" spopolano su Facebook

sabato 26 settembre 2009
Generatore di strumenti educativi per la scuola
Fonte: Religione 2.0
