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venerdì 27 marzo 2009

Studenti acquistano la droga online sui più noti canali di chat: indagine della Polizia Postale

La Polizia Postale di Imperia sta indagando su un giro di spaccio tra studenti che avverrebbe su internet attraverso i vari canali di chat utilizzati per raccogliere ordinazioni. L'indagine, partita da segnalazioni provenienti da alcuni istituti superiori della provincia di Imperia, sarebbe ancora nella sua fase embrionale e gli investigatori, nel confermare l'esistenza di verifiche, non si spingono piu' in la'. L'inchiesta mira anche a far luce sul possibile acquisto di droga via internet.a una parte, dunque, ci sarebbe lo spaccio al dettaglio, con lo studente che contatta il 'pusher' online e compie la sua ordinazione. Dall'altra, c'e' lo spacciatore al dettaglio che, per rifornirsi, acquisterebbe la droga online facendosela recapitare attraverso i piu' svariati canali, tra cui non si esclude anche quello postale. "Non mi risulta alcuna segnalazione formale, al momento - spiega il Provveditore agli Studi di Imperia, Anna Maria Giuganino - nel senso che nessuno dei dirigenti scolastici mi ha segnalato questa terribile novita". E' un fatto estremamente allarmante. L'ufficio scolastico provinciale ha colto sempre con grandissimo interesse e contentezza quelle iniziative promosse dalla polizia postale e dal Cespim, sulla cultura e sull'uso consapevole di internet'.Il fenomeno, infatti, pur riguardando da vicino gli studenti non si consumerebbe propriamente nelle quattro mura scolastiche, ma in quelle domestiche.

Fonte La Riviera / Riviera24

Riflessioni:
Come già diciamo da tempo le attività svolte sul mondo virtuale sono molteplici e possono, come nel mondo reale, riguarda atti leciti o illeciti. Occorre regolamentare ed educare i ragazzi a partire dalla scuola ad un uso consapevole e legale della rete. Ciò detto non mi stupisce il fatto che oggi i ragazzi acquistino droga on line mediante i più comuni canali di Chat. Questo fenomeno era già emerso al 1° convegno Lions internet e minori che si è tenuto a Sanremo 2 anni fà. Il Primo Dirigente della Polizia Postale italiana, dott. Vulpiani, aveva evidenziato che questo fenomeno stava prendendo piede anche perché l'acquisto era maggiormente comodo e sicuro rispetto ai movimenti effettuati nella vita reale. Internet consente di svolgere attività lecite e illecite così come nella vita reale. L'unica differenza è che gli adulti sono consapevoli di come tecnicamente può avvenire lo scambio ad esempio di droga nella vita reale ma non nel mondo virtuale e dunque si stupiscono non tanto perché avviene, quanto per il mezzo con cui avviene. Il problema è comunque legato sempre alla persona, all'educazione che riceve, al contesto sociale nel quale vive e ad altri fattori che sono comunque indipendenti dal fatto che poi lo scambio avvenga ai giardinetti pubblici oppure in una stanza virtuale di Messenger (o ancor peggio Skype dove i messaggi viaggiano su un canale crittografato all'interno del quale oggi sappiamo essere difficile entrare anche per le sentinelle del web). Fondamentale comunque iniziare, già dalla 3^ elementare iniziare percorsi formativi sui ragazzi cominciando a responsabilizzarli circa un uso consapevole, legale e sicuro della rete. Questo onde evitare che possano diventare autori consapevoli o inconsapevoli di reati soggetti a sanzioni amministrative e anche penali (violazione privacy, diffamazione on line, cyberbullismo, violazione diritto d'autore sui principali canali peer to peer, furto d'identità). Insegnare a scuola ad utilizzare il web in modo sano e costruttivo sfruttando le potenzialità positive, evidenziando quale comportamento assumere nei confronti di tutto ciò che è la parte negativa, saper valutare l'attendibilità dei contenuti presenti sul web e non accettare passivamente tutto quello che ci viene passato solo perché ai primi posti dei motori di ricerca, è ormai diventata una cosa fondamentale alla quale il Ministero dell'Istruzione dovrebbe pensare inserendo percorsi formativi nell'attività scolastica partendo dai docenti italiani oggi non sufficentemente preparati in quest'ambito.

giovedì 26 marzo 2009

Internet e scuola: libertà o dittatura culturale?



I docenti italiani oscillano tra l’atteggiamento di entusiasmo per Internet (prendendosi poi batoste dai contenuti inaffidabili e dalle truffe) e quello di rifiuto in nome della superiorità dei libri (senza accorgersi che gli studenti usano le risorse in rete in ogni caso). Il vero problema è la scarsa conoscenza dei meccanismi culturali in atto sul web. Per esempio, quanti sanno perché un sito appare ai primi posti della ricerca con Google, che in Italia è il motore quasi monopolista? Eppure quei primi cinque risultati sono le fonti più utilizzate dalle scuole, con il comico effetto che la libertà di ricerca finisce per produrre elaborati identici: tutti gli alunni cercando la parola “Galileo” in quest’anno del 400° anniversario delle sue prime osservazioni avranno la voce della Wikipedia al primo posto, seguita da altri siti che non parlano direttamente dello scienziato pisano. Useranno quindi tutti la stessa fonte, vanificando il desiderio del docente di andare oltre il libro di testo. Ma il problema maggiore è la verifica dell’affidabilità di questa fonte. Nel caso della Wikipedia, nonostante l’alta qualità della maggior parte dei contenuti, non c’è nessuna garanzia di attendibilità: chiunque può modificare in qualsiasi momento i testi di questa enciclopedia gratuita e non è detto che gli errori introdotti siano tutti corretti da altri in tempi brevi. Qual è quindi il ruolo dei docenti moderni? Imparare come funziona il World Wide Web non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello culturale. Insegnare a valutare la qualità dei contenuti, insegnare a cercare usando le parole chiave opportune, lavorare in rete insieme agli alunni intorno a forum e blog facendo social networking, trasformare la capacità degli studenti di cercare soluzioni ai loro problemi su Internet in formazione personale permanente. Insomma, insegnare ad “attraversare la strada”, facendo rispettare le regole del gioco (le “strisce”, i “semafori”), evitare i rischi (i “pirati della strada”), ottimizzare il tempo (la “strada più praticabile”). Con questo atteggiamento si ridurranno anche i pericoli più evidenti e dei quali si parla più spesso: la pedofilia on line, le truffe telematiche, il cyberbullismo, che sono diffusi perché manca sensibilità culturale che forma gli anticorpi necessari a convivere con gli agenti patogeni della rete. Ben vengano quindi le iniziative di formazione in tutta Italia, come quella promossa dall’Associazione Centro ELIS attraverso il portale www.ilFiltro.it, di educazione alla legalità informatica nelle scuole. Sono un segno che la battaglia contro i rischi di Internet non è più solo difensiva, dietro le mura del castello, ma si sposta in campo aperto, per tenere lontani i pericoli e utilizzare al massimo le risorse positive della rete.


Fonte: Riviera 24

mercoledì 18 marzo 2009

3° Convegno Internet e minori Sicurezza in rete: articolo del Dott. Daniele Damele

Sanremo - Il Dott. Daniele Damele, che paretciperà al convegno, è docente di etica e comunicazione all’Università di Udine e Gorizia, ex vice-presidente del Comitato di garanzia Internet e minori
Volto alla sensibilizzazione e promozione sull’uso sicuro della rete da parte dei bambini che si terrà al Palafiori di Sanremo giovedì 2 Aprile 2009 a partire dalle ore 09:00, pubblichiamo un articolo del Dott. Daniele Damele - docente di etica e comunicazione all’Università di Udine e Gorizia, ex vice-presidente del Comitato di garanzia Internet e minori, che parteciperà al convegno:
E' da tempo che metto in guardia genitori ed educatori oltre che, ovviamente bambini e ragazzi, sui rischi di internet. Il numero di indagati che deriva dalla rete conferma quali e quante possano essere le insidie che si possono incontrare on line. Famiglie e scuola non possono più ignorare tale realtà al pari di tutte le istituzioni. Per internet esiste un codice di auto-regolamentazione per la tutela dei minorenni (disponibile sul sito www.comunicazioni.it), ma non c’è più il comitato di controllo. Le competenze sono confluite nel Comitato Tv e minori ribattezzato “Media e minori” che dovrebbe occuparsi di tv, internet, telefonia cellulare e videogiochi. Spero tanto sia messo nelle condizioni di farlo realmente al più presto. Ciò che si rende indispensabile, infatti, è attuare ad ogni livello una forte azione di prevenzione e formazione rivolta a genitori, educatori, operatori del settore della comunicazione e chiunque altro risulti interessato. Personalmente accanto al codice ho avuto l'opportunità di elaborare, assieme ad alcuni esperti del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni una sorta di decalogo con la volontà di fornire un contributo alle famiglie e alle scuole.Da qui l’idea di consigliare, appunto, gli adulti a cercare, senza esercitare un rigido controllo, di conoscere il modo in cui i figli usano internet e il telefonino (cosa fanno? quali sono i loro interessi?) trasmettendo ai figli interesse per quanto fanno in internet, facendosi insegnare da loro il funzionamento del PC e della rete, e con chi e quali relazioni intrattengono tramite il cellulare.Un’altra idea emersa è quella di evitare, possibilmente, di collocare il PC nella camera da letto dei figli, molto meglio in una stanza d'accesso comune rendendo cosi l'uso d’internet un'attività di famiglia. In alternativa, è opportuno utilizzare il PC assieme ai figli e non permettere mai l'uso della carta di credito (senza autorizzazione preventiva).Nel dialogo con i figli occorrerà insegnare loro a non fornire dati o informazioni personali o riscontri oggettivi sulla propria persona (nome, cognome, età, indirizzo, numeri di telefono e cellulari, redditi, indirizzo, orari della scuola, nomi di amici, ...) e soprattutto insegnare ai figli a non accettare mai d'incontrarsi personalmente con chi hanno conosciuto in rete (gli sconosciuti cosi incontrati possono essere pericolosi tanto quanto quelli che si possono incontrare per strada). Un altro aspetto emerso è quello relativo all’insegnamento ai figli a non rispondere quando ricevono sms o messaggi di posta elettronica volgari, offensivi o pericolosi spiegando loro quali sono le regole di buona condotta sulla rete, ovvero: non usare un linguaggio scurrile o non appropriato comportandosi sempre correttamente. Va anche detto ai ragazzi che l'eventuale compilazione di moduli in internet può avvenire solo dopo l'autorizzazione dei genitori così come occorre concordare con i figli quanto tempo possono trascorrere in internet senza considerare mai il PC, al pari della televisione, una baby sitter.E’ poi del tutto opportuno inserire nei PC i cosiddetti 'filtri salvafamiglie" che impediscono l’accesso a siti non desiderati (violenti o pornografici) verificando periodicamente il funzionamento corretto di detti filtri e tenendo segreta l'eventuale parola chiave, la password.Nel malaugurato caso in cui si trovasse materiale pedopornografico in un newsgroup o in una community, oppure se si ricevono messaggi di posta elettronica con riferimenti pedopornografici o ancora se si è contattati da un utente che invia materiale pedopornografico, tenta di adescare un minore in una chat o fa intendere di avere rapporti sessuali con minori occorre avvertire immediatamente il Servizio della Polizia postale e delle comunicazioni che provvederà a fornire ogni istruzione utile.Tutti, anche l'industria privata possono e devono aiutare a giungere a un uso consapevole di internet. I provider e i fornitori di servizi di connessione alla rete devono impegnarsi a impedire la visione di pagine non idonee (con contenuti violenti o pedopornografici) pena, a mio parere, anche l'inibizione all'esercizio dell'attività di provider a fornitore di servizi di connessione alla rete. In questo sforzo siamo tutti coinvolti e ognuno di noi deve fare la sua parte. Il recente ddl Carlucci va in questo senso, ma la necessità è quella di evitare qualunque tipo di censura nella consapevolezza che è opportuno e corretto chiudere la porta di internet a quel lungo elenco di “spazzatura” presente on line: l’istigazione alla violenza, all’odio razziale, al suicidio, la vendita di sostanze dopanti e stupefacenti, i riti satanici, i siti pro-ana favorevoli all’anoressia, ovviamente la pedo-pornografia, e così via.Relativamente all'etica dello spazio virtuale, infatti, sono convinto che sarà utile valutare in sede parlamentare, se introdurre nell'ordinamento penale anche il reato di "connivenza" con chi consente l'accesso a materiale violento o pedopornografico in internet perseguendo così anche eventuali provider o fornitori di servizi di connessione alla rete internet.Internet è una stupenda opportunità anche per i ragazzi e i bambini. Occorre, quindi, favorirne l’accesso garantendo la disponibilità di conoscenza e apertura. La “rete” è uno strumento di democrazia e di crescita, di libertà. Internet è una porta aperta dalla quale si può uscire per andare in tutto il mondo, ma da quella stessa porta chiunque può entrare.Per tale motivo, in una realtà mondiale di utilizzo, è del tutto opportuno tener presente che internet è sede anche di malintenzionati che possono utilizzare tale fondamentale strumento di comunicazione per finalità illecite, dannose e soprattutto pericolose per i più piccoli. Da qui la necessità di favorire una nuova forma di autoregolamentazione degli Internet provider a tutela appunto dei minori. Le istituzioni sono a servizio di chi vuole seriamente operare per la difesa dei minori in rete. Non a caso i codici per le televendite, la Tv e i minori e, adesso, Internet e l’infanzia sono sorte al Ministero delle Comunicazioni. Accanto a questi testi è del tutto opportuno favorire ogni iniziativa tendente a rendere sempre più diffusi vari consigli di prevenzione per famiglie, scuole, università e mass media oltre a vari consigli tecnico – informatici. Il codice sottoscritto è il frutto del prezioso impegno delle Associazioni di ISP, di Tutela dei Diritti dei Minori e dei rappresentanti delle Istituzioni interessate e coinvolte. Tutti assieme per favorire ed estendere i doni di internet e contrastarne i danni. In tal senso il contributo di riflessione che si offre mira a richiedere e garantire una cultura della sicurezza al fine di permettere ai minori di accedere con serenità a internet anche in relazione agli obiettivi che in questa ottica si è posta l’Europa dove per una volta l’Italia può svolgere un ruolo trainante proprio con tali norme di autoregolamentazione.Nel permettermi di richiamare il fondamentale ruolo dei fornitori d’accesso e/o di servizi desidero soffermarmi sul capitolo degli strumenti di protezione, i cosiddetti “filtri”, sull’efficacia dei quali tanto è stato detto. L’analisi critica svolta ha riguardato sia i punti di forza, sia di debolezza di ciascuno dei prodotti attualmente a disposizione sul mercato, lasciando all’utilizzatore la scelta di quello a lui più congeniale.Personalmente desidero indicare solo la necessità di proteggere i minori durante la navigazione e nella ricezione di posta elettronica. Va comunque tenuto conto che accanto ai filtri informatici sarà sempre del tutto necessario garantire a bambini e ragazzi “filtri umani”, ovvero genitori, educatori, insegnanti, adulti, parenti maggiori. E’ necessario che tutte queste persone dialoghino con i minori con attenzione prestando attenzione e controllando, come accennato, senza alcuna rigidità, quanto attuato dai nostri figli attraverso il computer rammentando sempre che il miglior dialogo è l’ascolto.La “cultura della sicurezza”, ovvero la sensibilizzazione dell’opinione pubblica su un uso consapevole di internet, passa anche attraverso questo contributo offerto alla comunità italiana ed europea nella convinzione che i giovani sono il nostro futuro, ma sono, oggi, il loro presente e sotto questo aspetto è oggi del tutto necessario occuparsi di loro.

Dott. Daniele Damele

Fonte: Riviera 24

martedì 17 marzo 2009

Gli adolescenti non perdono tempo in Internet

Pubblico volentieri questo post pubblicato quest'oggi dal collega Gianni Marconato sul suo blog.
Gli adolescenti non perdono tempo in Internet
E' questa la conclusione di uno dei più importanti studi estensivi sugli adolescenti americani e sull'uso che fanno di internet. Questo studio, durato tre anni, che ha coinvolto 800 adolescenti ed ha visto 5000 ore di osservazione, dimostra che stando online questi giovani sviluppano importanti abilità sociali e tecniche, e spesso lo fanno in modi che che gli adulti non comprendo o a cui non attribuiscono valore. La ricerca Kids' Informal Learning with Digital Media: An Ethnographic Investigation of Innovative Knowledge Cultures è stata realizzata per conto della Fondazione Mac Arthur alla University of Southern California and University of California, Berkeley.Qui i report.Queste le principali evidenze:
- Le tecnologie (…) sono i nuovi attrezzi della cultura giovanile
- Si diventa adulti, si acquista autonomia, si costruisce identità utilizzando nuovi mondi per comunicare, per fare amicizia, per giocare e per l’auto-espressione
- Gli adulti ritengono che questo sia uno spreco di tempo mentre i giovani trovano queste attività impegnative ed importanti
- Il mondo digitale sta creando nuove opportunità per misurarsi con le norme sociali, esplorare interessi, sviluppare abilità tecniche, sperimentare nuove forme di auto-espressione
- … e consente lo sviluppo di abilità tecniche specialistiche e sociali in uno contesto di apprendimento non-scolastico
- Si apprende in libertà ed in autonomia, con motivazione , in modo auto-diretto e guidati dall’interesse, con modalità peer-teaching e peer-feedback
- Tutto questo ha anche un impatto benefico sull’autostima Ciò che voglio evidenziare è l'approccio all'apprendimento che questi piccoli diavoli dimostrano:
- imparano con estremo interesse ed impegno
- fanno tutta la fatica che serve per imparare
- apprendono in modo auto-diretto
- apprendono per uno scopo
- apprendono in connessione con altri
- usano strategie che noi tecnici potremo chiamare di peer-teaching e peer-tutoring- sono orgogliosi di ciò che hanno appreso
- sanno monitorare il proprio apprendimento
- sono riconosciuti all'interno della propria comunità per ciò che sanno.
Mi domando: si comportano così anche a scuola? Se no, come è ovvio, perchè?Perchè non sono interessati a nulla?Perchè non hanno voglia di imparare?Perchè non hanno un "metodo di studio"?Perchè non vogliono fare fatica?Perchè non sono determinati?Perchè hanno, nel migliore dei casi, limitate abilità cognitive e metacognitive? Mi si dirà: la scuola è la scuola; la vita fuori è un altra cosa.

venerdì 13 marzo 2009

Sicurezza dei Minori in rete: 3° Convegno Nazionale a Sanremo



Si terrà a Sanremo Giovedì 2 Aprile 2009 presso la Sala Conferenze del Palafiori, con inizio alle ore 9.00 e termine alle ore 13:30. Il Convegno è rivolto in primis ai RAGAZZI, dirigenti ed insegnanti, ai genitori e a tutti i cittadini che desiderano approfondire le tematiche delle opportunità comunicative, didattiche e di intrattenimento offerte dalla Rete e le regole da seguire per evitare un uso indiscriminato e pericoloso della Rete da parte dei minori. L'obiettivo del convegno è la sensibilizzazione e la promozione per un uso maggiormente sicuro,
legale e consapevole di internet da parte dei minori.

I relatori del Convegno, di caratura internazionale , porteranno il loro contributo con i seguenti argomenti:

• Dott. Antonio Marziale (Presidente Osservatorio sui Diritti dei Minori)
“L’imprescindibilità dell’Educazione ai Media a scuola”

• Dott. Armando Puccinelli (Dirigente Servizi di Polizia Postale e delle Comunicazioni Compartimento Liguria)
“Polizia Postale e delle Comunicazioni: ruolo, compiti ed attività”

• Dott. Daniele Damele - (Scrittore e docente di etica e comunicazione–Università di Udine)
“Internet e Ragazzi: modelli comportamentali e filtri”

• Prof. Michele Crudele (Direttore Centro ELIS – Ideatore del portale www.ilFiltro.it sulla sicurezza dei minori in rete)
“Internet e scuola: libertà o dittatura culturale?”

• Avv. Valentina Frediani - (Consulente Legale Informatico con specializzazione Privacy)
“Interminornauti: tra dignità e legalità”

Moderatore: Daniela Borghi (quotidiano La Stampa)
Coordinatore Organizzazione Convegno: Mauro Ozenda (Distretto Lions 108Ia3)

La presentazione ufficiale del convegno ai media è prevista per lunedì 23 Marzo alle ore 11:00 presso la Villa Nobel di Sanremo. Per i contenuti esposti l’evento è rivolto in particolare alle classi degli istituti superiori.

martedì 10 marzo 2009

A febbraio 2009 cala lo spam, aumentano le botnet

Secondo un recente rapporto (PDF) di MessageLabs Intelligence, nello scorso mese di febbraio si è registrato un leggero calo dello spam, mentre si ha avuto un aumento delle botnet. Dopo un inizio del mese con un elevato numero di messaggi spam, che ha raggiunto il 79,5% del traffico email, si ha poi avuto un calo, fino a raggiungere un valore medio mensile di 73.3%. Il picco di inizio mese è legato a San Valentino, ricorrenza mondiale che viene sfruttata puntualmente dagli spammer: in particolare la botnet Cutwail è stata responsabile del 6,5% di tutto lo spam, promettendo “un indimenticabile giorno di San Valentino”.
Il rapporto fornito da MessageLabs mostra un altro dato interessante: il tema della crisi economica è in crescita nei messaggi di spam.
Ma il dato confortante è il calo della percentuale di messaggi di spam rispetto al traffico email: dal 74.6% del mese di gennaio al 73.3% di febbraio.Il dato negativo invece è l’aumento del volume di spam inviato dalle principali botnet. Anche in questo caso Cutwail si piazza al primo posto, come la botnet più grande, arrivando a contare anche un milione di macchine bot. Al secondo posto una nuova botnet, Donbot, mentre al terzo posto Mega-D, in grado di generare circa il 40% dello spam nonostante sia grande la metà di Cutwail.
In ogni caso, sono dati che confermano la costante attività di spammer e botnet, che quotidianamente intasano le nostre inbox e che mettono a dura prova i sistemi anti-spam.

Perché usare la Posta Elettronica Certificata (PEC) ?

La posta elettronica certificata è il nuovo sistema attraverso il quale è possibile inviare email con valore legale equiparato ad una raccomandata con ricevuta di ritorno come stabilito dalla vigente normativa (DPR 11 Febbraio 2005 n.68). Questo sistema presenta delle forti similitudini con il servizio di posta elettronica "tradizionale", cui però sono state aggiunte delle caratteristiche tali da fornire agli utenti la certezza, a valore legale, dell’invio e della consegna (o meno) dei messaggi e-mail al destinatario.La Posta Elettronica Certificata ha lo stesso valore legale della raccomandata con la ricevuta di ritorno con attestazione dell'orario esatto di spedizione.Con il sistema di Posta Certificata è garantita la certezza del contenuto: i protocolli di sicurezza utilizzati fanno si che non siano possibili modifiche al contenuto del messaggio e agli eventuali allegati.La Posta Elettronica Certificata, garantisce, in caso di contenzioso, l'opponibilità a terzi del messaggio. Il termine "certificata" si riferisce al fatto che il gestore del servizio rilascia al mittente una ricevuta che costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio ed eventuali allegati. Allo stesso modo, il gestore del destinatario invia al mittente la ricevuta di avvenuta consegna.
I gestori certificano quindi con le proprie "ricevute":
- che il messaggio è stato spedito
- che il messaggio è stato consegnato
- che il messaggio non è stato alterato

In ogni avviso inviato dai gestori è apposto anche un riferimento temporale che certifica data ed ora di ognuna delle operazioni descritte. I gestori inviano ovviamente avvisi anche in caso di errore in una qualsiasi delle fasi del processo (accettazione, invio, consegna) in modo che non ci siano mai dubbi sullo stato della spedizione di un messaggio. Se il mittente dovesse smarrire le ricevute, la traccia informatica delle operazioni svolte, conservata dal gestore per 30 mesi, consente la riproduzione, con lo stesso valore giuridico, delle ricevute stesse.
A chi si rivolge:
Si rivolge a tutti coloro che hanno l'esigenza di inviare e ricevere messaggi o allegati in modo sicuro, con attestazione di invio e consegna, comodamente dal proprio pc senza code o lunghe attese. Inoltre, paragonando la Posta Elettronica Certificata ai tradizionali strumenti di comunicazione quali fax o Raccomandate è evidente il risparmio che si può ottenere dato che il costo della PEC è fisso e non dipende dalla quantità o dimensione dei messaggi spediti o ricevuti.
Alcuni esempi di utilizzo:
Privati che vogliono evitare spese e code per l'invio delle proprie raccomandate.
Aziende che desiderano sostituire la posta cartacea per semplificare i rapporti con clienti e fornitori.
Enti pubblici che devono inviare comunicazioni ufficiali verso altri enti oppure verso i cittadini.
Inoltro di circolari e direttive
Integrazione delle trasmissioni certificate in software gestionali, paghe e stipendi, protocollo, gestori documentali, workflow
Invio e ricezione di ordini, contratti, fatture
Convocazioni di Consigli, Assemblee, Giunte
Gestione di gare di appalto
Privati ed aziende che devono inviare documenti alla Pubblica Amministrazione (accertamento tributario, etc.)
Vantaggi:
Semplicità: il servizio PEC si usa come la normale posta elettronica sia tramite programma client (Es. Outlook Express) che via web tramite webmail.
Sicurezza: Il servizio utilizza i protocolli sicuri POP3s, IMAPs, SMTPs ed HTTPs. Tutte le comunicazioni sono protette perché crittografate e firmate digitalmente. Per questo avrete sempre la certezza che i messaggi inviati o ricevuti non possano essere contraffatti.
Valore legale: a differenza della tradizionale posta elettronica, alla PEC è riconosciuto pieno valore legale e le ricevute possono essere usate come prove dell'invio, della ricezione ed anche del contenuto del messaggio inviato. Le principali informazioni riguardanti la trasmissione e la consegna vengono conservate per 30 mesi dal gestore e sono anch’esse opponibili a terzi.
No Virus e Spam: l'identificazione certa del mittente di ogni messaggio ricevuto ed il fatto che non si possano ricevere messaggi non certificati, rendono il servizio PEC pressoché immune dalla fastidiosa posta spazzatura.
Risparmio: Confrontando i costi di una casella PEC con quello di strumenti quali fax e raccomandate è evidente il risparmio che si può ottenere non solo in termini economici, ma anche di tempo.

Fonte: http://www.pec.it/Cosa.aspx


Vedi anche Video FiscoNews

lunedì 9 marzo 2009

Provvedimento Garante Privacy del 27/11/2008: la figura dell'amministratore di sistema

Vorrei coinvolgere in questo post i Dirigenti Scolastici che oggi sono i titolari del trattamento dei dati e che si stanno adoperando per fare implementare il DPS così come previsto a cadenza annuale dalla normative sulla privacy (scadenza: 31/03/2009). Il 27 Novembre 2008 il Garante per la protezione dei dati personali ha emesso un provvedimento pubblicato sulla G.U. DEL 24/12/2008 relativamente a "Misure e accorgimenti prescritti ai titolari dei trattamenti effettuati con strumenti elettronici relativamente alle attribuzioni delle funzioni di amministratore di sistema". Il Garante dunque ha messo in evidenza l'importanza dei rischi legati all'impiego di amministratori di sistema da parte del titolare del trattamento dei dati. Nello specifico la nuova norma dice: "RITENUTA la necessità di promuovere l'adozione di specifiche cautele nello svolgimento delle mansioni svolte dagli amministratori di sistema, unitamente ad accorgimenti e misure, tecniche ed organizzative, volti ad agevolare l'esercizio dei doveri di controllo da parte del titolare" ricordando a quest'ultimo le responsabilità civili e penali che derivano dal mancato adottamento delle idonee misura di sicurezza: "RILEVATO che i titolari sono tenuti, ai sensi dell'art.31 del Codice, ad adottare misure di sicurezza "idonee e preventive" in relazione ai trattamenti svolti, dalla cui mancata o non idonea predisposizione possono derivare responsabilità anche di ordine penale e civile (artt. 15 e 169 del Codice)".
Il Garante in buona sostanza mette in rilievo come nei sistemi informatici non adeguatamente sicurizzati, si possano manifestare "elevate criticità rispetto alla protezione dei dati", soprattutto nello svolgimento di mansioni di amministrazione di sistema o di tecniche ordinarie quali il salvataggio dei dati (backup/recovery). Il Garante prescrive dunque ai titolari (Dirigenti Scolastici) l'adozione, entro 120 giorni dalla pubblicazione in G.U. (24/12/08) e dunque entro il 24/04/2009, delle nuove ed obbligatorie misure di sicurezza nello specifico:
1. Valutazione delle caratteristiche soggettive nell'attribuzione della funzione di amministratore di sistema;
2. Designazione individuale dell'amministratore di sistema con elencazione analitica degli ambiti di operabilità;
3. Elenco degli amministratori di sistema da riportare nel DPS
4. Servizi di outsourcing. Il titolare deve comunque conservare gli estremi delle persone preposte quali amministratori di sistema;
5. Verifica delle attività degli amministratori di sistema almeno con cadenza annuale;
6. Registrazione degli accessi logici agli archivi elettronici.
I primi 5 punti sono atti formali che devono essere presi in considerazione in fase di stesura del nuovo DPS. Il punto 6 riguarda in particolare le procedure software in dotazione presso la scuola :
"Devono essere adottati sistemi idonei alla registrazione degli accessi logici (autenticazione informatica) ai sistemi di elaborazione e agli archivi elettronici da parte degli amministratori di sistema. Le registrazioni (access log) devono avere caratteristiche di completezza, inalterabilità e possibilità di verifica della loro integrità adeguate al raggiungimento dello scopo per cui sono richieste. Le registrazioni devono comprendere i riferimenti temporali e la descrizione dell'evento che le ha generate e devono essere conservate per un congruo periodo, non inferiore ai 6 mesi"
In buona sostanza le scuole devono utilizzare sistemi software che consentano di registrare gli accessi logici con un sistema di sicurezza non facilmente eludibile e devono farlo in modo che sia chiaramente rintracciabile l'evento che ha generato la registrazione (in particolare mi riferisco a procedure che gestiscano accesso a dati personali/sensibili quali i dati degli alunni o del personale).
Per completezza di informazione vedi il provvedimento sul sito del Garante.
Per meglio verificare la conformità del proprio sistema informatica alle attuali normative sulla privacy vi indico anche "Microsoft per la Privacy".
Fra i siti che parlano di privacy in generale Vi suggerisco in particolare http://www.consulentelegaleprivacy.it/ gestito ed aggiornato egregiamente dal team dell'Avv. Valentina Frediani.

domenica 8 marzo 2009

Truffe on line: il phishing


Falsi messaggi che sembrano arrivare da un sito affidabile e frequentato abitualmente (ad esempio la banca di fiducia o un servizio di acquisti on line) che arrivano nella casella di posta elettronica per ottenere i dati personali. Il fenomeno in questione si chiama "phishing", una storpiatura del termine inglese "fishing" (pescare).
Ecco cosa accade: i truffatori acquistano la fiducia dell’utente attraverso messaggi di posta elettronica abilmente camuffati, nella grafica e nella tipologia di messaggi, da siti che frequentiamo di solito, informandoli che a causa di problemi tecnici è necessario comunicare nuovamente i dati personali. A quel punto il malcapitato utente viene mandato su una pagina web che sembra essere proprio quella della compagnia in questione ed è invitato a compilare un questionario dove, insieme ai dati anagrafici, vengono richiesti anche la password e il codice della carta di credito.
Questo genere di attacchi è realizzato su larga scala, attraverso la tecnica dello spamming i messaggi vengono inviati a migliaia di utenti alla volta con un tasso di risposta pari al 5%.
Moltissime compagnie di e-commerce sono state messe in serie difficoltà. La più utilizzata è eBay, la casa di aste on line. E’ stato stimato che solo tra gennaio e febbraio 2004 il numero di attacchi sotto il falso nome di eBay sono aumentati di oltre il 100%. Vediamo insieme il testo tipico di un messaggio di phishing:

"Gentile utente eBay, durante i regolari controlli sugli account non siamo stati in grado di verificare le sue informazioni. In accordo con le regole di eBay abbiamo bisogno di confermare le sue reali informazioni. È sufficiente che lei completi il modulo che le forniremo. Se ciò non dovesse avvenire saremo costretti a sospendere il suo account".

Tra le nuove tecniche di truffe spicca lo smishing, cioè il phishing telefonico, utilizzato nell'ambito della telefonia mobile. Questa truffa consiste nell’invio di un sms, col quale si invita l'ignaro utente a cliccare su un determinato collegamento: così si attiva un virus capace di bloccare il cellulare, di individuare dati personali e di trasmettere altri sms truffa ai numeri della rubrica dell'utente. Altra evoluzione del Phishing è il Vishing, una pratica truffaldina, effettuata tramite servizi di telefonia VoIP, simulando un call center di una banca ed invitando la vittima a fornire i propri dati ad un operatore. Esiste infine il Trashing che è una pratica per risalire ai dati di un titolare di carta di credito mediante gli scontrini di acquisto o gli estratti conto emessi durante i prelievi al Bancomat.
Le grandi compagnie di e-commerce sono state così costrette ad adottare delle misure preventive adottando delle linee guida dove spiegano come non cadere nella trappola. Ad esempio eBay dichiara esplicitamente di non mandare e-mail contenenti allegati e che agli utenti viene richiesto di inserire informazioni personali solo in pagine che sono direttamente raggiungibili tramite il sito stesso.
Per difenderci da questo tipo di attacchi è sufficiente seguire alcuni accorgimenti: leggere attentamente le e-mail che richiedono l'invio di dati personali in caso di dubbio contattare direttamente i presunti mittenti attraverso i canali ufficiali, mai attraverso i recapiti forniti nell'e-mail.
(informazioni tratte dal portale INTRAGE e WIKIPEDIA ).
Per aiutare le imprese e i consumatori a difendersi dal fenomeno del "phishing" Vi indico il seguente portale : http://www.anti-phishing.it/. Oltre a questo si possono trovare informazioni sul portale PC PERFETTO sul quale sono riportati alcuni dei principali software freeware che è possibile installare sul proprio PC per potersi difendere al meglio.
Per coloro che volessero approffondire meglio come funziona il phising vi indico alcuni link su Youtube:
Fonti utilizzate: video youtube G. Petrillo, Intrage e Wikipedia

sabato 7 marzo 2009

Un portale e un motore di ricerca alla portata dei bambini

Dopo una pausa di qualche giorno quest'oggi voglio indicare, in particolare ai genitori che seguono il mio blog, il portale http://www.bambini.eu/.
Un blog per bambini e bambine: news, internet e web, anteprime, immagini e video su cartoni animati, star, film e videogiochi sul quale vengono inserite, a cadenza giornaliera, informazioni utili per area tematica (ambiente, animali, cartoni animati, film, giochi on line, musica, scuola, videogame etc). Molto interessanti le sezioni Educational e Video .
Funziole ed efficente anche il motore di ricerca sicuro adattato ai bambini "KidSearch" che ho avuto modo di testare e posso confermare funzionare molto bene non facendo passare contenuti non adatti ai bambini.

domenica 1 marzo 2009

La sicurezza informatica: 3 domande a Raoul Chiesa

Raoul Chiesa, è uno dei primi hacker d'Italia. Il suo modello e' l'hacker "etico" (ethical hacker). All'età di 13 anni comincia, con il nickname Nobody, il suo pellegrinaggio attraverso le reti informatiche internazionali delle corporate degli anni ’80 e ’90; dopo una serie di eclatanti intrusioni - tra le quali telco, istituzioni finanziarie, governative e militari - la sua fama, già vasta nella comunità hacker europea e nord-americana, è riconosciuta e suggellata dalle autorità internazionali nel 1995. Fondatore e C.T.O. della @ Mediaservice.net, azienda di security consulting vendor-independent, Raoul Chiesa si occupa professionalmente dal 1997 di sicurezza informatica ad alto livello, insieme ad un selezionato team di tecnici ed esperti, con collaborazioni in progetti di Security nazionali ed internazionali. stituti di ricerca, multinazionali, operatori nei settori finance, PA/sanità, banking, TLC e Corpi Speciali si avvalgono della sua consulenza e formazione, senza contare il riconosciuto e singolare impegno di Raoul in un'opera di diplomazia tecnologica, con la quale mira a promuovere una seria coesistenza tra il più genuino spirito di ethical hacking e l'IT Security nel nostro Paese, al di fuori dei meri legami commerciali e brands di prodotto, sposando la visione propria dell’Open Source. Nell’anno 2000 viene chiamato dal Prof. Danilo Bruschi - Presidente del CLUSIT – come socio fondatore dell’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, per la quale è anche membro del Comitato Direttivo dall’anno di fondazione dell’Associazione stessa; ha inoltre partecipato ai lavori della Commissione di Studio “Certificazione in materia di sicurezza informatica”ed è stato coordinatore della Commissione “Open Source e Sicurezza”. (Fonte: La Stampa )

Considero Raoul Chiesa uno dei principali hackers presenti sul nostro pianeta specializzati nell'ambito della sicurezza informatica. Ho avuto recentemente modo di porre 3 domande a Raoul riguardanti la sicurezza dei minori in rete e oggi vorrei condividere le risposte in particolare con tutti i minori che navigano in rete, genitori, docenti e operatori informatici.

1. Raoul, nello scenario attuale oggi quali consigli nell'ambito della sicurezza ti senti di dare ai ragazzi che si ogni giorno si confrontano con le nuove tecnologie?
Non e' una domanda semplice, sai ? Innanzitutto, di usare sempre la testa e non farsi prendere la mano. Nell'eta' dell'adolescenza, strumenti come le chat o i blog potrebbero, in qualche modo, "alienare" i giovani. E te lo dice uno che ha iniziato a chattare quando aveva 13 anni, quindi ne parlo a ragion veduta, sono cose che ho vissuto sulla mia pelle. E' anche necessario fare attenzione, esattamente come - non mi stanchero' mai di dirlo - nella vita reale. Non lasciate numeri di telefono ed indirizzi a sconosciuti, non andate ad appuntamenti "alla cieca", informate sempre qualcuno (i genitori, un amico o un'amica) di dove vi state recando e per incontrare chi. Ed, infine, uscite all'aria aperta. So perfettamente che il "cyberworld" e' un mondo piacevole, nel quale a volte e' bello rifugiarsi. Ma nulla e' piu' bello di una pomeriggio all'aria aperta, di camminare a piedi nudi su un prato, di avere i propri amici attorno a se'.

2. In relazione al malware oggi in circolazione quale ritieni sia maggiormente pericoloso per la tutela dei giovani navigatori?
Mah, di malware ce n'e' cosi' tanto che non e' facile dare una risposta. Ritengo che tutto il malware sia dannoso. Mi da' fastidio il malware che "spia e basta" cosi' come il malware che modifica le impostazioni del sistema operativo, e cosi' via...

3. Quali ritieni oggi siano le principali precauzioni che un buon Dirigente Scolastico in una scuola deve prendere per la sicurezza della sua infrastruttura informatica?
Postazioni di Lavoro e server patchati, innanzitutto. So che sembra una banalita', ma non lo e'. Se un sistema informatico e', quantomeno, patchato, diminuisce abbastanza drasticamente la possibilita' di infezione, contagio, attacco. Quindi una scuola piu' sicura, dove i giovani capiscano e respirino sin da subito un concetto molto diretto: nell'Information Technology raramente si puo' "fare cio' che si vuole". Una persona che impara questo concetto da giovane, crescendo diventera' un adulto responsabile o, quantomeno, non uno dei tanti che, dal suo posto di lavoro, credera' sia possibile fare cio' che gli pare, senza mai essere scoperto.