La Polizia Postale di Imperia sta indagando su un giro di spaccio tra studenti che avverrebbe su internet attraverso i vari canali di chat utilizzati per raccogliere ordinazioni. L'indagine, partita da segnalazioni provenienti da alcuni istituti superiori della provincia di Imperia, sarebbe ancora nella sua fase embrionale e gli investigatori, nel confermare l'esistenza di verifiche, non si spingono piu' in la'. L'inchiesta mira anche a far luce sul possibile acquisto di droga via internet.a una parte, dunque, ci sarebbe lo spaccio al dettaglio, con lo studente che contatta il 'pusher' online e compie la sua ordinazione. Dall'altra, c'e' lo spacciatore al dettaglio che, per rifornirsi, acquisterebbe la droga online facendosela recapitare attraverso i piu' svariati canali, tra cui non si esclude anche quello postale. "Non mi risulta alcuna segnalazione formale, al momento - spiega il Provveditore agli Studi di Imperia, Anna Maria Giuganino - nel senso che nessuno dei dirigenti scolastici mi ha segnalato questa terribile novita". E' un fatto estremamente allarmante. L'ufficio scolastico provinciale ha colto sempre con grandissimo interesse e contentezza quelle iniziative promosse dalla polizia postale e dal Cespim, sulla cultura e sull'uso consapevole di internet'.Il fenomeno, infatti, pur riguardando da vicino gli studenti non si consumerebbe propriamente nelle quattro mura scolastiche, ma in quelle domestiche.
Fonte La Riviera / Riviera24
Riflessioni:
Come già diciamo da tempo le attività svolte sul mondo virtuale sono molteplici e possono, come nel mondo reale, riguarda atti leciti o illeciti. Occorre regolamentare ed educare i ragazzi a partire dalla scuola ad un uso consapevole e legale della rete. Ciò detto non mi stupisce il fatto che oggi i ragazzi acquistino droga on line mediante i più comuni canali di Chat. Questo fenomeno era già emerso al 1° convegno Lions internet e minori che si è tenuto a Sanremo 2 anni fà. Il Primo Dirigente della Polizia Postale italiana, dott. Vulpiani, aveva evidenziato che questo fenomeno stava prendendo piede anche perché l'acquisto era maggiormente comodo e sicuro rispetto ai movimenti effettuati nella vita reale. Internet consente di svolgere attività lecite e illecite così come nella vita reale. L'unica differenza è che gli adulti sono consapevoli di come tecnicamente può avvenire lo scambio ad esempio di droga nella vita reale ma non nel mondo virtuale e dunque si stupiscono non tanto perché avviene, quanto per il mezzo con cui avviene. Il problema è comunque legato sempre alla persona, all'educazione che riceve, al contesto sociale nel quale vive e ad altri fattori che sono comunque indipendenti dal fatto che poi lo scambio avvenga ai giardinetti pubblici oppure in una stanza virtuale di Messenger (o ancor peggio Skype dove i messaggi viaggiano su un canale crittografato all'interno del quale oggi sappiamo essere difficile entrare anche per le sentinelle del web). Fondamentale comunque iniziare, già dalla 3^ elementare iniziare percorsi formativi sui ragazzi cominciando a responsabilizzarli circa un uso consapevole, legale e sicuro della rete. Questo onde evitare che possano diventare autori consapevoli o inconsapevoli di reati soggetti a sanzioni amministrative e anche penali (violazione privacy, diffamazione on line, cyberbullismo, violazione diritto d'autore sui principali canali peer to peer, furto d'identità). Insegnare a scuola ad utilizzare il web in modo sano e costruttivo sfruttando le potenzialità positive, evidenziando quale comportamento assumere nei confronti di tutto ciò che è la parte negativa, saper valutare l'attendibilità dei contenuti presenti sul web e non accettare passivamente tutto quello che ci viene passato solo perché ai primi posti dei motori di ricerca, è ormai diventata una cosa fondamentale alla quale il Ministero dell'Istruzione dovrebbe pensare inserendo percorsi formativi nell'attività scolastica partendo dai docenti italiani oggi non sufficentemente preparati in quest'ambito.







