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giovedì 26 febbraio 2009

Daniele Damele: dalla parte dei bambini e dei ragazzi

Daniele Damele è da tempo impegnato sul fronte della tematica legata ai minori ed al loro rapporto con le nuove tecnologie. Riporto un articolo apparso sulla rete su Periodicoitaliano.info che riguarda l'ultimo libro “Genitori, figli, media e non solo. Per un uso corretto degli strumenti di comunicazione” che ritengo possa essere di estrema utilità soprattutto per noi genitori e per coloro che a scuola si occupano oltreché di didattica anche di educazione.
Essendo il collega Daniele da anni impegnato come me sulla tematica (fra l'attività svolta in questi anni da sottolineare la collabozione nella stesura del codice di autoregolamentazione internet e minori, vi consiglio di visitare il suo blog dove si trovano sempre spunti interessanti sulla tematica.
Un estratto dell'articolo:
Genitori, figli, media e non solo. Per un uso corretto degli strumenti di comunicazione” è la sesta fatica letteraria di Daniele Damele, docente di etica e comunicazione all’Università di Udine e Gorizia, che dedica questo libro in particolare a suo figlio Marco, oggi 14enne.
Il libro di Damele mira a scandagliare il sempre difficile rapporto tra minorenni e organi di comunicazione. Si tratta di una proposta di riflessione destinata sia ai ragazzi sia agli adulti, ovvero a genitori ed educatori. L’autore ha preso spunto soprattutto dalla sua relazione con il figlio adolescente. Di estremo interesse le domande rivoltegli, infatti, da Marco che offrono l’opportunità di sviluppare tesi, proporre argomenti, sollecitare verifiche. La vasta esperienza nel settore dell’autore fa sì che le idee contenute possano costituire un punto di riferimento per l’analisi del rapporto con tv, internet, videogiochi e telefonia cellulare per bambini e ragazzi.
Sotto accusa sono messi, a ragione, i diversi modelli comportamentali fuorvianti contenuti in molte proposte di vari strumenti di comunicazione. Per l’autore la televisione e gli altri strumenti di comunicazione, infatti, sono una vera e propria agenzia educativa e sotto quest’aspetto hanno responsabilità alle quali non possono e non devono sottrarsi, pena il venir meno della giusta valorizzazione dei giovani, ovvero dei “custodi del futuro”.
Vedi Articolo Integrale: Periodico Italiano (fonte contenuto del post)

martedì 24 febbraio 2009

FACEBOOK-DIPENDENZA: possibili problemi psico-fisici


Ho avuto modo quest'oggi di leggere due articoli entrambi inerenti quali possano essere i danni causati da un utilizzo improprio o meglio esagerato dello strumento internet e nello specifico del social network di turno.
Tratto dal sito dell'Ansa: "Facebook danneggia il cervello, riportandolo a uno stato infantile e limitando la soglia d'attenzione e la capacita' di comunicare. La neurologa Susan Greenfield, docente a Oxford, ha invitato il governo a preoccuparsi dell'impatto psicologico di internet sui giovani. Greenfield sostiene che siti come Facebook, Bebo e Twitter abituino a stimoli troppo rapidi per cui nella vita reale i ragazzi non riescono a mantenere alta l'attenzione.
Tratto dal sito www.paginemediche.it : Tumori, ictus, patologie cardiache e problemi mentali. Sono gli effetti che potrebbe avere una frequentazione eccessiva dei social network su internet, a partire dal piu' grande e famoso, Facebook. E' la dichiarazione-choc dello psicologo Aric Sigman, che ha esposto la sua tesi sulla rivista Biologist dell'Istituto inglese di Biologia. Facebook e simili, secondo l'esperto, riducono il contatto fisico tra le persone, con enormi effetti biologici: il maggiore isolamento potrebbe modificare il modo in cui i geni funzionano e sconvolgere le risposte immunitarie, i livelli ormonali e la funzionalita' delle arterie. Compromettendo anche le prestazioni mentali.
Tutti effetti negativi che, spiega Sigman, potrebbero aumentare il rischio di cancro, ictus, malattie cardiache e demenza. I siti di social networks, secondo lo psicologo, sono quindi molto pericolosi: nati per unire le persone (consentendo lo scambio di testi, immagini, video) rischiano di fatto di allontanarle, rendendole sempre piu' isolate. Non a caso, riporta lo studio, il numero di ore trascorse dalle persone parlando faccia a faccia con qualcun altro e' drasticamente sceso dal 1987, da quando sono diventati di uso piu' comune i computer.
In due decenni, il numero di persone che dichiara di non avere nessuno durante il giorno con cui parlare "vis a vis" e' addirittura triplicato. Ma scrivere una mail, segnala Sigman, non e' la stessa cosa dell'interagire di persona. I livelli di ormoni come l'ossitocina, la "molecola delle coccole", cambiano notevolmente a seconda che le persone siano in contatto diretto o meno.
E numerosi geni fondamentali (ben 209), compresi quelli che regolano il sistema immunitario, la proliferazione delle cellule e le risposte allo stress, agiscono diversamente in base a quanta interazione sociale si ha con altre persone. "I siti di social networking - chiosa lo psicologo - dovrebbero consentirci di abbellire e allargare la nostra vita sociale, ma il risultato finale e' molto diverso".

Riflessione: come al solito la verità è sempre a metà strada. In conseguenza del risultato di questi studi apparsi quest'oggi sul web, sbagliato sarebbe inibirne l'utilizzo o drasticamente decidere da un giorno all'altro di abbandonare l'utilizzo di questi fantastici strumenti di comunicazione e di socializzazione. Errato sarebbe altresì non porsi il problema ed utilizzare in modo eccessivo questi strumenti con il risultato di trovarsi di fronte realmente a problemi fisici quali quelli evidenziati. Magari non subito ma agendo in questo modo sempre sicuramente qualche problema di natura nella sfera neurologica o psicologica si rischierà di accusarlo. E come ogni dipendenza sarà difficile riuscire a tornare indietro. Fare una bella passeggiata all'aria aperta e rapportarsi con gli altri fisicamente deve essere la consuetudine e non dobbiamo cadere nella trappola di abituarci a fare il contrario. Trasmettiamo questo input soprattutto ai nostri ragazzi.

Fonti: www.ansa.it e www.paginemediche.it

lunedì 23 febbraio 2009

Le giovani vittime del gioco on line: progetto Unicef Giovani & Web



Quest'oggi vorrei riportare quanto apparso sulla testata on line La Repubblica di Milano che evidenzia il rapporto attuale dei giovani con il gioco d'azzardo.

"Dal poker online alle scommesse sportive sempre sul computer, dalle partite a carte in casa di «amici» fino alle macchinette del videopoker. Il gioco d’azzardo fra i giovani è un’epidemia. Un dato dice tutto: nel 2008 sono state 312mila, solo in Lombardia, le richieste di aiuto alle associazioni contro la dipendenza da gioco per giovani sotto i 25 anni. Quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Una mole di richieste che raramente sfocia in un percorso di recupero, ma che fornisce la dimensione di un problema che, rilanciato e moltiplicato attraverso Internet, ha fatto irruzione nelle camerette degli studenti. In tutta la Lombardia partono progetti nelle scuole per aiutare i ragazzi a comprendere i rischi connessi al gioco.
A tutela dei giovani c’è, in teoria, il divieto assoluto per i minorenni di registrarsi e puntare. Ma il sistema ha delle falle. «È vero che sono solo i maggiorenni a registrarsi — dice Franco, coordinatore dell’associazione Giocatori anonimi in via Palestrina — ma nessuno può sapere chi stia davanti al monitor. Quello del gioco virtuale è un boom a cui non eravamo preparati. Ai nostri sportelli arrivano giocatori giovanissimi, che chiusi dentro casa non percepiscono il rischio di ciò che fanno."
Ho avuto modo di partecipare oggi alla presentazione in regione di un progetto portato avanti dalla Regione Liguria insieme a Unicef Italia che si prefigge la formazione sui docenti degli istituti secondari della Liguria per un uso maggiormente consapevole e sicuro di internet focalizzando le tematiche soprattutto sulla prevenzione e l'arginamento delle truffe on line e sul gioco d'azzardo.
Un plauso per la valida iniziativa che si pone come obiettivo quello di formare i docenti e in cascata i ragazzi circa un programma di Educazione al Consumo per i Minori sul Web, nello specifico:
- Portare alla creazione di esperienze di apprendimento attraverso le quali l'alunno acquisti la consapevolezza dei propri diritti e dei meccanismi cognitivi di difesa;
- Coinvolgere l'alunno nell'applicazione di queste conoscenze per arrivare alla soluzione dei problemi e difficoltà nell'uso quotidiano del Web.

Fonte: estratto articolo La Repubblica autore Franco Vanni

venerdì 20 febbraio 2009

Supera il miliardo il numero degli utenti internet

Il numero di utenti del World Wide Web ha superato il miliardo, con la regione Asia-Pacifico che possiede la piu' alta percentuale di utilizzatori, il 41% contro il 28% dell'Europa.

L'Italia e' 12esima, con il 2,1% dell'utenza mondiale. Secondo i dati forniti dall'azienda specializzata Comscore - che comprendono solo gli accessi da casa e luogo di lavoro e non da internet cafe' o da cellulari - il leader mondiale e' la Cina con il 17,8% del traffico, davanti agli Stati Uniti (16,2%) e Giappone (6%); quarta e prima europea la Germania, con il 3,7%.

Tra i siti, i piu' cliccati sono quelli di Google (raggiunto dal 77% degli utenti), quelli legati a Microsoft (64,2%) e Yahoo (55,8%); in forte crescita Facebook (22%), settimo, ma primo fra i social network.

Fonte: notizia pubblicata il 24.01.09 su RaiNews24

SPAMMING (POSTA INDESIDERATA): prevenzione e attività di contrasto

Lo spamming è l'invio di grandi quantità di messaggi indesiderati. Può essere messo in atto attraverso qualunque media, ma il più usato è Internet, attraverso l'e-mail. Oggi è sufficiente inserire il nostro indirizzo di posta elettronica su un forum o su un qualsiasi portale sul web che diventiamo a rischio di SPAMMING. Questo fenomeno purtroppo è ancor oggi in auge, questo grazie soprattutto al fatto che incautamente forniamo a terzi il nostro indirizzo di posta elettronica. Il principale scopo dello spamming è la pubblicità, il cui oggetto può andare dalle più comuni offerte commerciali a proposte di vendita di materiale pornografico o illegale, come software pirata e farmaci senza prescrizione medica, da discutibili progetti finanziari a veri e propri tentativi di truffa. Uno spammer, cioè l'individuo autore dei messaggi spam, invia messaggi identici (o con qualche personalizzazione) a migliaia di indirizzi e-mail. Questi indirizzi sono spesso raccolti in maniera automatica dalla rete (articoli di Usenet, pagine web) mediante spambot ed appositi programmi, ottenuti da database o semplicemente indovinati usando liste di nomi comuni. Una piccola ma evidente porzione di messaggi non richiesti è anche di carattere non commerciale; alcuni esempi comprendono i messaggi di propaganda politica e le catene di Sant'Antonio.

Consigli utili per prevenire lo SPAM:
- Non pubblicare mai la propria mail nei forum o sul proprio sito internet a meno che non siano state prese delle precauzioni come javascript o altro
- Usate differenti email. Una pubblica, una privata e una per farvi mandare robaccia che vi serve per aderire a qualche servizio o per registrarvi ad un sito poco affidabile.
- Non rispondete alle email ricevute da mittenti a voi sconosciuti per evitare che gli spammer abbiano la conferma di aver raggiunto un indirizzo email realmente esistente;
- Configurate un eventuale sistema interno, se esistente, di controllo spam nel caso di utilizzo di una webmail.
- Utilizzare questo programma gratuito nel caso scarichiate la posta sul vostro computer .
- Non rispondete allo spam e NON comprate nulla.
- Utilizzare una casella di posta gratuita sul web che abbia un buon sistema di antispam. Fra quelle da me provate e utilizzate che mi permetto di consigliare su tutte "gmail", "hotmail" e "yahoo".
Altri consigli di sicurezza sulla gestione della posta elettronica:
- Non collegatevi sulla vostra casella di posta tramite il servizio di webmail da una postazione pubblica (internet cafè o altro) onde evitare che venga carpita la password di accesso.
- Laddove possibile configurate un servizio di notifica che vi inoltri un sms ogniqualvolta qualcuno acceda alla vostra casella di posta elettronica.
Infine vi indico alcuni siti web che possono esservi d'aiuto per creare delle caselle di posta elettronica temporanee usa e getta che possono venir utili soprattutto per attività sporadiche sul web che neccessitano di comunicare il proprio indirizzo di email, nello specifico:
Ultimamente è apparso un articolo interessante al riguardo di Salvatore Aranzulla il quale indica come sia possibile farsi contattare in sicurezza creando tramite una soluzione sul web una pagina web sulla quale inserire i dati senza neccessariamente indicare il proprio indirizzo di posta elettronica. Questo grazie al servizio whspr!, il servizio on-line gratuito che ti permette di creare una pagina Web tramite la quale le persone ti possono contattare senza conoscere il tuo indirizzo e-mail. L'ho provato personalmente e debbo dire che funziona bene. E' sufficente indicare a terzi il link alla pagina web provvisoriamente creata e l'email arriverà direttamente sulla vostra casella di posta elettronica.
Per maggiori info sulla gestione della posta elettronica in generale vi consiglio: http://www.postaelettronica.org/ il portale intrage nella sezione sicurezza in rete - spamming.

Fonte utilizzata: http://www.wikipedia.org/

giovedì 19 febbraio 2009

Allarme Clickjacking

La lotta per la sicurezza della navigazione che coinvolge praticamente tutti i browser esistenti, ha un nuovo nemico: si chiama clickjacking e non è altro che l'ennesimo stratagemma per spingere gli utenti su siti che non vorrebbero mai visitare. In pratica, grazie ad un bug, nella gestione dei javascript, i pirati possono collegare il clic su un qualsiasi elemento html ad un collegamento verso una pagina web, un banner o il download di un programma, senza che gli utenti possano accorgersene per tempo. Il fenomeno si sta diffondendo a macchia d'olio e sempre più siti al limite della legge, utilizzano tecniche di clickjacking per inviare i visitatori su portali di sponsor, iscriverli a newsletter (per inviare spam) e altro ancora. Per il momento si tratta di minacce innocue e presto i principali browser dovrebbero rilasciare una patch per "tappare" il buco dello script. Tuttavia non possiamo prevedere se la protezione durerà oppure i pirati saranno capaci di modificare i loro software di clickjacking per puntare ai nostri dati sensibili!

Fonte: articolo apparso su Hacker Journal sul N° 170 del Febbraio 2009

Skuola.net: un portale per la scuola condiviso dalla comunità degli studenti

Un portale decisamente interessante nel mondo della scuola che si sta facendo strada nel mondo virtuale è http://www.skuola.net/. Un interfaccia amichevole il portale, oltre ad una sezione News e Sondaggi, presenta al suo interno contenuti di buon livello. La sezioni Appunti in particolare è quella maggiormente seguita e consente ai ragazzi cui si rivolge (istituti superiori) di attingere a informazioni preziose per seguire al meglio l'attività scolastica anche fuori dall'edificio scolastico. Nello specifico sono presenti tutte le materie scolastiche con un particolare occhio di riguardo verso gli appunti riferiti alle lingue straniere. Registrandosi poi si ha la possibilità di ottenere un aiuto in linea mediante l'iscrizione al FORUM di riferimento della materia sulla quale ci si vuole confrontare con la Community. Di grande interesse la sezione "Speciali" all'interno della quale vegnono inserite notizie aggiornate relative alla Maturità 2009, le Tesine, i test di ingresso. Per i rappresentanti di classe o d'istituto è presente una sezione appositamente predisposta nella quale sono indicate le leggi e i decreti circa i Diritti degli Studenti con consigli e articoli utili per la gestione delle assemblee. Una volta registrati sul portale si ha inoltre la possibilità di utilizzare una Chat moderata. Nell'ambito della navigazione sicura è stata predisposta una sezione "Sicurezza in rete" all'interno della quale i migliori articoli ricevuti vengono pubblicati e messi a disposizione della Community. Per quello che ho potuto vedere debbo dire che sono ben fatti e riportano a video e collegamenti di sicuro interesse non solo per i ragazzi ma anche per docenti e genitori.

mercoledì 18 febbraio 2009

Cyberbullismo: fenomeno emergente da arginare



Il cyberbullismo (cyber-bullismo, bullismo online) è il termine che indica atti di bullismo e di molestia effettuati tramite mezzi elettronici come l'e-mail, la messaggeria istantanea, i blog, i telefoni cellulari, i cercapersone e/o i siti web. Quello che era il bullismo tradizionale si sta oggi trasferendo sul mondo virtuale.
Pisano e Saturno (Italia 2008) in uno studio su 1047 studenti, di età compresa tra i 14 e i 20 anni, hanno rilevato che il 14% degli studenti delle scuole medie inferiori ed il 16% delle scuole medie superiori sono state vittime di cyberbullismo.
Per capire meglio quali sono le caratteristiche di questo fenomeno occorre fare un confronto tra cyberbullismo e bullismo tradizionale. Rispetto al bullismo tradizionale nella vita reale, l'uso dei mezzi elettronici conferisce al cyberbullismo alcune caratteristiche proprie:
Anonimato del molestatore: in realtà, questo anonimato è illusorio: ogni comunicazione elettronica lascia delle tracce. Però per la vittima è difficile risalire da sola al molestatore.
Difficile reperibilità: se il cyberbullismo avviene via SMS, messaggeria instantanea o chat, o in un forum online privato, ad esempio, è più difficile reperirlo e rimediarvi.
Indebolimento delle remore etiche: le due caratteristiche precedenti, abbinate con la possibilità di essere "un'altra persona" online (vedi i giochi di ruolo), possono indebolire le remore etiche: spesso la gente fa e dice online cose che non farebbe o direbbe nella vita reale.
Assenza di limiti spaziotemporali: mentre il bullismo tradizionale avviene di solito in luoghi e momenti specifici (ad esempio in contesto scolastico), il cyberbullismo investe la vittima ogni volta che si collega al mezzo elettronico utilizzato dal cyberbullo.

Il cyberbullismo si differenzia poi per alcuni aspetti che possono avvenire in maniera contestuale ai danni della vittima.
Flaming: messaggi online violenti e volgari (vedi "Flame") mirati a suscitare battaglie verbali in un forum.
Molestie (harassment): spedizione ripetuta di messaggi insultanti mirati a ferire qualcuno.
Denigrazione: sparlare di qualcuno per danneggiare la sua reputazione, via e-mail, messaggistica istantanea, ecc.
Sostituzione di persona ("impersonation"): farsi passare per un'altra persona per spedire messaggi o pubblicare testi reprensibili.
Rivelazioni (exposure): pubblicare informazioni private e/o imbarazzanti su un'altra persona.
Inganno (trickery): ottenere la fiducia di qualcuno con l'inganno per poi pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate via mezzi elettronici.
Esclusione: escludere deliberatamente una persona da un gruppo online per ferirla.
"Cyber-persecuzione" ("cyberstalking"): molestie e denigrazioni ripetute e minacciose mirate a incutere paura.

Molto interessante la sezione inserita dal portale "skuola.net" dove vengono inseriti consigli preziosi su come difendersi dai cyber-bulli.

Per quel che riguarda gli aspetti giuridici legati sul cyberbullismo vi rimando all'approffondimento dell'Avv. Valentina Frediani:

Aspetti giuridici sul cyberbullismo: responsabilità e soluzioni

Risorse Utili sulla tematica (per genitori/docenti e ragazzi) :
Smonta il "bullo"
STOP Cyberbullismo
Cyberbullismo.com
Sito della Polizia di Stato riguardante l'argomento
Sito dell'arma dei Carabinieri riguardante l'argomento
Ti6connesso.it

Fonte: www.wikipedia.org

Affidabilità di un sito web (codice)


Molto spesso ci capita di finire su siti web “poco affidabili” che oltre ad aprire inspiegabilmente una serie di pop-up pubblicitari se non si è sufficentemente protetti portano sul nostro computer codice malevolo con le conseguenze relative. Quasi sempre finiamo su questi siti in seguito ad una ricerca tramite i principali motori di ricerca ed oltre al danno ci si aggiunge la beffa perchè ormai il web è pieno di siti di questo genere e si perde soventemente molto tempo nello scremare le ricerche effettuate dai contenuti inaffidabili descritti sopra. Con un’utilissima estensione per Firefox ed Internet Explorer tutto questo è quantomeno arginabile in modo da perdere meno tempo e prendersi meno rischi. L’estensione o plugin in questione è TrendProtect ed una volta installata vi permetterà di evitare tutti quei siti che oltre ad infastidirvi perchè non contengono quello che cercate, rendono molto insicura la vostra navigazione.
Utilizzando diversi metodi, TrendProtect non fa altro che controllare le singole pagine web sulle quali potreste essere dirottati e vi avverte se trova al loro interno contenuti malevoli. E’ in grado di analizzare anche i risultati delle vostre ricerche indicando un bollino rosso o un bollino verde a fianco di ciascun sito a seconda della maliziosità o della bontà dei contenuti di tali siti web: andando poi col mouse su ogni link potrete avere maggiori informazioni sulla pericolosità o meno dal sito.
TrendProtect all’inizio sembrerà solo rallentare le vostre ricerche ma alla fine vedrete che vi segnalerà tutti i contenuti malevoli che gli altri strumenti di protezione non segnalano. TrendProtect è gratuito e disponibile sia per Internet Explorer che per Firefox anche se solamente su Windows. Sottolineo altresì nuovamente l'importanza di avere i seguenti componenti installati e costantemente aggiornati:
- Sistema di Antivirus/Antispyware
- Sistema Antikeylogger
- Firewall
- Aggiornamento automatico sistema operativo
- Protezione Medio Alta sul browser
- Attivazione sul browser blocco popup e filtro antiphising
Nel caso si renda neccessaria la rimozione di eventuale malware andate sul sito di Microsoft Strumento di Rimozione Malware.
Altro discorso invece per l'affidibilità relativa ai contenuti presenti sul sito che merita un post ad hoc a parte.

martedì 17 febbraio 2009

Polizia di Stato: il video contro la pedopornografia on line del CNCPO

Nel marzo 2008 la Polizia di Stato ed in particolare il Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online ha diffuso un video molto suggestivo che voglio inserire su questo mio post consigliandovene la visione e riflettendo magari con accanto il proprio figlio. Il Centro ha il compito, oltre che di monitorare il web, anche di raccogliere le segnalazioni provenienti da più parti: dagli organi di polizia stranieri così come dai soggetti pubblici e privati, nonché dai gestori di servizi in Rete. Una volta giunte agli agenti ed agli ufficiali di polizia giudiziaria le segnalazioni saranno verificate e, in caso di riscontro positivo, il sito segnalato, i nomi dei gestori e dei beneficiari dei pagamenti saranno inseriti in un elenco costantemente aggiornato. Il Centro riferisce poi costantemente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento delle pari opportunità - gli elementi informativi e i dati statistici relativi alla pedo-pornografia on line per predisporre un Piano nazionale di contrasto al fenomeno e la relazione annuale. Tornando al video, in meno di 4 minuti vengono messi in evidenza in modo semplice ed efficace i rischi che un bambino può correre mentre si trova seduto tranquillamente in camera sua, davanti al proprio PC. Nel caso del video c'è chiaramente il lieto fine con la Polizia (l'attore Giancarlo Giannini in prima fila) che arresta il pedofilo. Lo spot è "Siate per lui occhi che guardano. Perché il silenzio di un bambino può essere la voce del pedofilo". Fra i principali consigli per i genitori a casa:
1. Fate in modo che il PC utilizzato da vostro figlio sia in una stanza comune affinché possiate essere "occhi che guardano";
2. Indicate a vostro figlio che le persone conosciute in rete non devono essere incontrati nella vita reale;
3. Installare un sistema di filtro dei contenuti che consenta di evitare di accedere su portali a rischio;
4. Prendere in esame nei casi più estremi l'utilizzo del sistema Virtual Parent ;
5. Collegatevi al sito del Commissariato di P.S. On line per segnalare eventuali contatti a rischio.
Per maggiori info vi suggerisco anche il link in relazione alla legge per combattere la pedopornografia on line (Legge 38/06)

Adolescenti a rischio privacy: indagine di Microsoft e Savethechildren







Solo l’8% dei teenager italiani ritiene che i coetanei rispettino sempre la privacy online degli altri utenti. E' quanto emerge da una ricerca effettuata su un campione di ragazzi tra i 14 e i 18 anni da Microsoft e Save the Children. Con il vertigionoso espandersi dei social network (Facebook e Myspace in primis) oggi se da un lato vengono agevolate le comunicazioni on line con enormi potenzialità positive crescono in misura proporzionale i rischi che si possono incontrare, fra questi il mancato rispetto dei dati personali altrui e gli atti di bullismo on line che via via che i giovani si trasferiscono sul mondo virtuale prendono sempre più piede. Di seguito una panoramica sui risultati della ricerca condotta:
  • Nel corso della navigazione online, il 61% dei teenager italiani dedica ancora la maggior parte del proprio tempo all’utilizzo delle soluzioni di instant messaging, il 41% ai social network;
  • quasi la metà dei teenager (49%) utilizza Internet senza alcun tipo di supervisione da parte dei genitori e degli adulti in genere;
  • il 58% dei teenager crede di essere consapevole di tutti i rischi connessi all’utilizzo di Internet;
  • nonostante ciò, il 46% dei teenager ritiene che i propri coetanei non rispettino mai la privacy altrui e un altro 46% ritiene che i giovani tengano raramente in considerazione il rispetto della privacy degli altri utenti;
  • la metà dei teenager (51%) utilizza regolarmente sistemi per restringere l’accesso alle proprie informazioni personali;
  • il 23% ritiene che il bullismo possa essere facilitato dall’utilizzo di Internet;
  • il 10% ammette di essere stato vittima di atti di bullismo online ad opera di un gruppo o di un singolo individuo.

Dall'analisi dei dati è da sottolineare il miglioramento in relazione alla richiesta di aiuto agli adulti. Rispetto ad una ricerca del 2007 secondo la quale ben il 69% dei ragazzi contattati da sconosciuti non avrebbero mai chiesto aiuto ai genitori, oggi il 38% di loro considera i genitori le prime persone a cui chiedere aiuto, mentre il 30% si rivolgerebbe ad amici.

lunedì 16 febbraio 2009

Safer Internet Day 2009: il video di SaveTheChildren Onlus

Savethechildren, organizzazione internazionale indipendente per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini, ha pubblicato un video on line molto interessante relativamente ad una doppia intervista su due teenager di sesso opposto che sintetizza in maniera molto chiara modalità, tempi e modi con cui oggi i minori si rapportano alle nuove tecnologie. Dal video emerge chiaramente oggi quanto poco riguardo ci sia nei confronti della tutela dei dati personali, come oggi questo strumento sia diventato per i genitori una baby sitter che permette agli stessi di essere poco presenti. Il furto d'identità in particolare all'interno delle Chat è una prassi comune così come la registrazione sui portali per soli adulti fingendo sull'età. Dalla ricerca di Savethechildren e Adiconsum, su un campione di circa 1000 ragazzi emerge in particolare che la percezione di maggior rischio da parte dei minori si concentra nell’area della protezione della privacy. Il 79% dei ragazzi e delle ragazze intervistati evidenzia la necessità di ricevere maggiori informazioni su come i pirati rubano le password, mentre il 66% esprime la propria esigenza di tutela attraverso la richiesta relativa all’obbligo di creare password difficili da scoprire. Allo stesso tempo, il 64,4% di loro chiede che nel creare un profilo non siano obbligatorie troppe informazioni personali.

Safer Internet Day: i consigli di Trend Micro


In occasione del Safer Internet Day 2009 (giornata internazionale lanciata dalla Comunità Europea per sensibilizzare i più giovani ad un utilizzo responsabile di internet) Trend Micro leader mondiale di soluzione per la sicurezza dei contenuti in internet, richiama l'attenzione di genitori ed insegnanti circa le misure da adottare per proteggere i bambini e i ragazzi dai pericoli che si possono incontrare sulla Rete. E' stata appositamente predisposta un'area dedicata a guide sulla sicurezza dei minori in rete nello specifico www.trendmicro.com/go/safety . Fra i principali suggerimenti di Trend Micro per la sicurezza dei bambini on line :

- Osservare e limitare l'utilizzo di internet: il computer di famiglia dovrebbe essere collocato in un punto della casa ben in vista ai genitori in modo tale che possano controllare il comportamento dei bambini mentre navigano. A seconda dell'età del bambino è neccessario limitare la durata dell'accesso a Internet.

- Parlare dell'uso del Web: soprattutto per i bambini più piccoli Trend Micro raccomanda ai genitori di stilare una lista dei siti preferiti dai loro figli. I genitori dovrebbero visitare questi siti per decidere innanzitutto se sono adeguati all'età dei loro figli.

- Controllare i contenuti e proteggere i dati: navigare sui siti preferiti dai figli per meglio approffondire gli argomenti trattati e per accertarsi che siano appropriati. I bambini devono essere educati a non diffondere in Rete dati come indirizzi o numeri di telefono.

- Mantenere il dialogo: i genitori devono stare in allerta nel caso qualche sconosciuto voglia mettersi in contatto con i propri figli attraverso Internet. Per tenersi informati sugli inconvenienti che possono capitare a tale proposito, è molto utile condividere le esperienze tra genitori sull'utilizzo di Internet da parte dei figli.

- Identificare siti Web non sicuri: verificare la sicurezza delle pagine Web visitate con l'aiuto di programmi che permettono di valutarne la reputazione, come ad esempio TrendProtect, in modo tale da bloccare l'accesso a siti Web infetti che distribuiscono malware.

- Utilizzare filtri URL: le soluzioni di sicurezza come Trend Micro Internet Security 2009, comprendono filtri URL che evitano l'accesso a siti Web con contenuti inappropriati.
Fonte: http://www.diariodelweb.it/ -Copyright MEMC.it - pubblicata il 10.02.09

giovedì 12 febbraio 2009

Scaricare musica gratuitamente e soprattutto legalmente















Molti affezionati cybernauti oggi si trovano a scaricare musica con i classici canali peer to peer non rendendosi molte volte conto che questo è illegale. Oggi alcuni portali stanno dando la possibilità di scaricare musica legalmente in modo gratuito. Fra questi vorrei menzionare il sito www.downlovers.com che consente appunto di scaricare le principali canzoni in commercio in cambio di visionare pubblicità durante il download. E' questo il modo per la società, che mette a disposizione tramite il portale i principali brani musicali oggi in commercio, per ripagarsi dei costi richiesti dalle case discografiche.

lunedì 9 febbraio 2009

Oltre la lavagna: insegnare ed apprendere con il linguaggio Video
















Quest'oggi vorrei porre all'attenzione dei docenti italiani della Scuola Primaria, un portale molto interessante che si prefigge primariamente di insegnare ed apprendere attraverso le immagini in movimento. Adriana Sartore, Insegnante di scuola primaria, si occupo di multimedialità e dell'introduzione delle moderne tecnologie dell'informazione e della comunicazione nella prassi didattica. Molto spesso ho avuto modo di discutere con sociologi ed esperti di media education circa l'importanza di portare la materia di "Educazione ai e con i media" già nella scuola Primaria. Il progetto si pone come fine quello di agevolare l'acquisizione di capacità critiche di lettura con un'interpretazione dei messaggi dei nuovi Media con una particolare attenzione alle immagini in movimento (cinematografia, televisione). Questo avviene non solo mediante una discussione in classe circa la percezione dei ragazzi sui messaggi ricevuti dalla visione dei video, ma anche rendendoli partecipi della creazione di video didattici che vengono poi condivisi in rete.
Si è dunque creato sul web un network, che si pone l'obiettivo di selezionare e condividere video in italiano finalizzati all'attività didattica, messi a disposizione degli insegnanti. fra gli insegnanti che usano video in classe: il portale Video Didattici in Italiano. Sullo stesso è possibile inserire video presenti in rete (o caricare i propri), assegnare a ciascun video dei tag e dare loro una valutazione, commentare i video (ad esempio con note sul loro uso didattico), creare dei gruppi a seconda delle discipline insegnate, discutere in un blog.
Sito o blog personale : http://www.scuoladibase.it
I bookmark di Adriana: http://web.me.com/adrianasartore/
Riflessioni....
Ben vengano dunque iniziative di questo tipo che consentono di avvicinare concretamente la tecnologia e la scuola. Se vogliamo realmente utilizzare lo strumento informatico nella scuola sfruttandone le potenzialità occorre proseguire su questa strada condividendo le esperienze maturate da insegnanti che hanno la vocazione e dunque la passione di portare avanti progetti d'eccellenza come questo. Ritengo che oggi si dovrebbero seguire percorsi formativi obbligatori per gli insegnanti anche su questa tematica che si integra ormai con il vivere di tutti i giorni. Come riportato da un docente di mia conoscenza per troppi anni sono stati dati agli insegnanti i pesci (dotazioni informatiche) ma non si è pensato a insegnargli l'uso della canna da pesca (formazione). Questi strumenti sul web oggi esistono e questo ne è un'esempio. Occorre che qualcuno tracci una strada da seguire affinché vengano realmente utilizzati in tutte le realtà scolastiche italiane.

giovedì 5 febbraio 2009

Una sperimentazione didattica innovativa: un computer per ogni studente

Oggi voglio presentare il progetto portato avanti da un'insegnante di una scuola primaria di Rivoli da anni impegnata a portare avanti iniziative nell'ambito della tecnologia applicata alla didattica. Il suo nome è Paola Limone. Ho avuto modo di conoscerla circa 2 anni fà e quello che mi ha impressionato è stato l'entusiasmo con il quale presentava la sua attività volta primariamente a far crescere la cultura dei ragazzi mediante un sano e corretto utilizzo delle nuove tecnologie. In questi ultimi anni, lavorando sul campo con i suoi alunni e contestualmente operando attivamente on line in collaborazione con altri insegnanti "tecnologici" di alto livello, fra i quali vorrei menzionare in particolare Marco Guastavigna e Alberto Piccini ha raggiunto traguardi importanti che fanno ben sperare per il futuro della nostra scuola orientata all'utilizzo delle nuove tecnologie ma ad oggi ancora troppo indietro rispetto ad altri Stati Europei. Poter pensare di far portare a scuola ai ragazzi un piccolo netbook in sostituzione dello zainetto è un idea che, visto i contenuti didattici sempre più presenti sul web, consentirebbe ai genitori di avere una drastica riduzione sui costi dei libri e d'altro canto consentirebbe ai docenti di adottare un nuovo tipo di insegnamento adeguato ai nostri tempi. La tanto richiesta "Educazione ai e con i nuovi media" oggi potrebbe dunque realmente essere messa in pratica se ogni scuola potesse dotare i propri bambini/ragazzi di un computer a prezzi agevolati sullo stile del progetto "un computer da 100 dollari per i bambini dei paesi poveri (*)", portato avanti dall'informatico statunitense Nicolas Negroponte per sconfiggere il cosidetto digital divide.

Infine per avere maggiori info riguardo al progetto "un computer per ogni studente potete collegarvi direttamente su:
Fonti citate: Articolo su www.maestroalberto.it (*)

mercoledì 4 febbraio 2009

Tutta una questione di password

Con l'incremento dei servizi web ci vediamo costretti a creare sempre nuovi account, con la conseguenza di inventarci nuove username e fantasiose password. Il piu' delle volte ci capita di utilizzare sempre la stessa password. di scriverle su un foglio di carta, piuttosto che un foglio elettronico anche se questo non è molto raccomandabile. Chi naviga in rete dunque cosa deve fare? Se hai diversi servizi web cui accedere mediante una password, sicuramente non riuscirai a ricordarle tutte a memoria. E' il momento di usare un sistema "password manager", magari gratuito. Un password manager è un programma dove memorizzare in modo semplice e sicuro le credenziali di accesso ai diversi servizi presenti sul web. Fra le soluzioni al momento disponibili escluderei personalmente le soluzioni presenti sul web in quanto, nonostante consentano un utilizzo delle password sicurizzato con policy che vietano l'accesso ai dati presenti sui loro database, è comunque un dato messo in rete che può essere recuperato se non oggi un domani dal cracker di turno che riesce ad accedere a quel server. Quando si hanno più password complesse, difficili da ricordare consiglio una soluzione tramite programma o in alternativa una più empirica ma comunque efficace:

1. Utilizzare un soluzione password manager che consenta di salvare i dati su una doppia chiavetta usb che a quel punto dovrà essere custodita gelosamente e solo per tale scopo (tenerla in cassaforte forse è la soluzione migliore). Fra le soluzioni freeware provate mi sento di consigliare Keepass Password Safe.

2. Salvare i dati in un banalissimo foglio di excel salvato su una doppia chiave USB di capacità minima, protetto con password ed eventualmente criptato mediante un ulteriore password mediante winzip.

In entrambi i casi ci vorrà una password per accedere ai dati presenti e questa chiaramente dovrà seguire l'iter che utilizzate già per il vostro PIN della banca.

Ricordo che per avere una password abbastanza sicura che dunque non possa essere carpita con facilità occorre seguire determinati criteri in primis la lunghezza (14 caratteri), il tipo di caratteri utilizzati (lettere minuscoli e maiuscoli, numeri e simboli). Per poter approffondire meglio e verificare se la propria password è realmente efficace è possibile collegarsi on line sul portale di Microsoft utilizzare lo strumento Microsoft: Strumenti di Controllo delle Password .

Suggerisco di andare anche sul portale Oneitsecurity dove sono presenti preziosi consigli circa la raccolta di software per la protezione dei dati.