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venerdì 27 gennaio 2012

Internet Privacy Day: un evento ad Arma di Taggia


Il 28 gennaio è International Privacy Day, a contrassegnare la data in cui venne ufficialmente firmato il trattato a tutela della privacy, concordato da e vincolante da gran parte delle nazioni occidentali (28 gennaio 1981). La ricorrenza viene celebrata in Nord-America e nei 27 Paesi della UE, dopo la prima del 2009 a seguito della risoluzione approvata dal Congresso USA con il nome di "Data Privacy Day". Nell'ambito del Progetto educativo "@mici in Rete", a tutela dei minori dai rischi di internet e dei loro dati personali, promosso dal Comitato regionale Unicef per la Liguria e dal Comitato provinciale per l'Unicef di Imperia, sabato 28 gennaio alle ore 17 a Villa Boselli, ad Arma di Taggia avrà luogo un incontro pubblico dedicato ai genitori sul tema "Internet: uso sicuro e consapevole". Organizzato dal Comune di Taggia in collaborazione con l'Istituto Comprensivo "Arma", Cespim, Associazione "Mani Colorate" e Osservatorio Nazionale Nuove Dipendenze.

Parteciperanno : Colomba Tirari, Presidente del Comitato provinciale per l'UNICEF di Imperia; Paola Ravani, coordinatrice per l'UNICEF del Progetto educativo "@mici in rete", Laura Bissolotti, psicologa esperta di nuove dipendenze; Mauro Ozenda, esperto informatico sicurezza minori in Rete. Parteciperà, inoltre, la D.ssa Marina Viglino, Presidente dell' Osservatorio Nazionale Nuove Dipendenze che aderirà al progetto sottoscrivendo nell'occasione il protocollo d' intesa.

lunedì 23 gennaio 2012

La password come pegno d'amore


Uno studio rivela: gli adolescenti si scambiano i dati di accesso a email e social network. Un gesto romantico. Che rischia di avere conseguenze gravi se e quando l'amore finisce
Un tempo si controllavano le lettere. Poi, andate in pensione carta e penna, arrivò il controllo dei messaggi sul cellulare. Oggi, nell'epoca dell'esplosione digitale, dei social media e delle email, i giovani fidanzatini, per non perdere d'occhio il proprio partner, controllano tutto. Ma proprio tutto: posta elettronica, Facebook, Messenger... E, per non farsi mancare nulla nella propria strategia di sorveglianza, si scambiano pure le password dei rispettivi account.Secondo la ricerca effettuata da Pew Internet and American Life Project e riportata dal New York Times i giovani adolescenti statunitensi condividono, e anche con piacere, la propria password con il partner. L'analisi ha preso in considerazione 770 teenegers di età compresa tra i 12 e i 17 anni. Il 30 per cento del campione rivela la propria password agli amici, alla fidanzata o al fidanzato. Le ragazze confessano la propria password più facilmente dei ragazzi (38 per cento contro 23 per cento), mentre i giovanissimi (12-13 anni) sono più restii rispetto ai fratelli maggiori (14-17 anni). Infine, la "moda" di condividere la password con il proprio partner sembra essere particolarmente diffusa tra gli utenti dei social network. Molto spesso i fidanzatini scelgono addirittura una password identica, appositamente per loro, e permettono alla propria anima gemella di leggere email, commenti, messaggi e chi più ne ha più ne metta. "È un segno di fiducia" ha affermato Tiffany Carandang, una liceale di San Francisco che ha deciso di svelare al suo ragazzo le password della posta elettronica e di Facebook: "Non ho nulla da nasconde a lui, così come lui non ha nulla da nascondere a me". Sembra però che questa "abitudine" non sia così popolare solo perché alla base c'è una questione di fiducia. Difatti, molti adolescenti hanno dichiarato di aver svelato la propria password di Facebook al partner per studiare con la massima concentrazione per gli esami. Il partner in questione cambia la password impedendo di fatto all'altro o all'altra di accedere al social network. Terminati gli esami il "legittimo proprietario" si riappropria del suo account. Questi ragazzi non sembrano tuttavia consapevoli dei rischi che corrono rivelando i propri dati personali di accesso: dopo una rottura, il fidanzatino ferito può appropriarsi dell'identità del partner, svelarne i segreti o, peggio, tentare di rovinargli la reputazione (seppure digitale). Come dire: gli amori passano, le password (spesso) restano. In questo esasperante clima di fiducia arriva un'altra ricerca che mette in evidenza la diffusione dei propri dati personali, che in teoria dovrebbero rimanere, per l'appunto "personali", ma che sembra siano rivelati a chiunque. Stavolta i protagonisti non sono i fidanzatini, bensì i genitori. Secondo i dati dell'analisi condotta da Lab42, un'azienda che si occupa di ricerche di mercato, il 72 per cento dei genitori sarebbe a conoscenza della password di Facebook dei propri figli.

Fonte: Punto Informatico - Autore: Gabriella Tesoro

venerdì 20 gennaio 2012

La Wi-Fi nuoce alla salute?


La risposta breve è: nessuno può dirlo con certezza ma data la soglia di utilizzo di sicurezza sia infinitesimale si può essere ragionevolmente tranquilli. Nel dubbio meglio limitarne l’utilizzo affidandoci al “Principio di cautela” (leggasi: prevenire è meglio che curare).

Gli studi e la posizione ufficiale della maggioranza degli scienziati
L’OMS ha fatto sapere che gli apparati Wireless influenzano l’ambiente e alcune persone particolarmente sensibili all’elettromagnetismo. Data la bassa quantità delle “radiazioni” che questi strumenti generano, è stato calcolato che esser sottoposti ad 1 anno continuato di trasmissioni Wi-Fi corrisponde ad una telefonata di cellulare di 20 minuti.

Essendo il Wi-Fi un protocollo relativamente giovane non esistono studi approfonditi circa le reali conseguenze che l’utilizzo di questo sistema ha sulla salute nel medio e lungo tempo mentre altre analisi, che affermano il contrario, risultano controverse e devono esser verificate. Alcuni studi affermano infatti che l’elettromagnetismo potrebbe causare danni al DNA ma non essendo altri laboratori stati in grado di replicare l’accaduto non sussiste l’accettazione del dato scientifico e quindi non possono esser presi in considerazione dalla comunità scientifica.

Mentre l’Austria ha detto un netto no al Wi-Fi, la Svezia è l’unica nazione al mondo a riconoscere come malattia l’elettro-sensibilità fin dal 2003. In nazioni quali Francia, Gran Bretagna, Canada e Germania il dibattito è sempre più acceso mentre in Italia un timido interesse pare essersi risvegliato, come purtroppo accade, a seguito di una indagine televisiva. Nello specifico l’indagine di Report andata in onda lo scorso Novembre 2011.

Documentari da prendere con le pinze
Il video, dal titolo “Onda Lunga”, si concentra più sui cellulari e non sul Wi-Fi ma determinate considerazioni possono esser facilmente estrapolabili ma assolutamente non paragonabili.

Ricordo però, che già nel 2008 Report ripubblicava un’indagine della BBC (maggio 2007) specifica sul Wi-Fi dove non si arriva ad un responso certo. Tale inchiesta fu aspramente criticata e non dai primi venuti ma da gente quali il The guardian e Bad Science. Quest’ultima ripubblica una lettera della medesima BBC in cui questa ammette la natura controversa del documentario dicendo:
“Sfortunatamente, allo stato dei fatti non vi sono prove lampanti circa l’effetto di una esposizione a lungo termine al Wi-Fi questo è il motivo per cui abbiamo realizzato il programma. [...] Tuttavia questo stesso fatto solleva questioni circa l’opportunità di installare il Wi-Fi nelle classi senza che siano state effettuate ricerche a lungo termine circa i possibili rischi per la salute.”
Vi riporto comunque il documentario, lasciando a voi il giudizio se reputarlo imparziale o meno.

Il Wi-Fi e i cellulari
Il Wi-Fi lavora a frequenze di 2.45 o 5 Ghz. Dato che i cellulari lavorano ad una frequenza, in termini tecnici, di “poco inferiore” molti li reputano uguali in fatto di dannosità tuttavia non è tanto la frequenza a far differenza quanto altri fattori quanto il SAR e l’inquinamento elettromagnetico sugli esseri viventi.

SAR
Il nostro corpo umano è soggetto all’elettromagnetismo. Per cui qualunque fonte elettromagnetica potrebbe, in base alle esposizioni e al tipo, avere effetti più o meno significativi su un organismo vivente. L’assorbimento delle radiazioni genera, detta in maniera spicciola, un aumento della temperatura. Il SAR (in italiano TAS: Tasso d’assorbimento Specifico) calcola proprio questo e mi permetto di elencare alcuni dati massimi raccolti per voi su internet per cui potrebbero non esser corretti:

Emissione massima con tutte le funzioni del dispositivo attive
Walkie-talkie bambini (babyphone): 0.08 W/kg
Bluetooth USB (mouse) 0.0092 W/kg
Bluetooth USB (scambio dati): 0.466 W/kg
Bluetooth auricolare: 0,00319 W/kg
Wi-fi: 0.08 W/kg
iPhone 3G: 1.38 W/kg
iPhone 3GS: 0.79 W/kg
iPhone4: 1.17 W/kg
Sansung Galaxy S II: 0.35 W/kg
Nokia E 72: 1.31 W/kg
Blackberry Bold 9700: 1,36 W/kg
BlackBerry Curve 8900: 1.01 W/kg

Il valore limite raccomandato dall’ICNIRP (Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti) indica come valori massimi di esposizione:

  • 2 W/kg testa e tronco (1.6 Canada)
  • 4 W/kg intero corpo

Elettrosmog
Per i campi ad alta frequenza (da 0,1 MHz a 300 GHz) il limite di esposizione previsto dal DPCM 199/2003 è compreso fra 20 e 60 V/m a seconda della frequenza. Il valore di attenzione e l’obbiettivo di qualità sono invece di soli 6 V/m. […]A titolo di esempio, un cellulare con una potenza tipica di 1 W crea un campo di circa 6 V/m a un metro di distanza e di 60 V/m a 10 cm. [fonte Wikipedia]
Una sorgente Wi-Fi genera un campo di 1 V/m. [nessuna fonte]

Spero di avervi dato un quadro veritiero con materiale, fonti, riferimenti e numeri alla mano che vi tranquillizzino sul Wi-Fi. Vi prego comunque di approfondire l’argomento e suggerirmi correzioni visto che non è proprio il mio campo e potrei aver scritto delle castronerie o aver riportato dati non corretti.

Fonte: Sismi Info - Autore: David Terni - Wasabi

sabato 14 gennaio 2012

Progetto "Sicuramente in Rete" prosegue all'Istituto Superiore V. Capirola di Leno


Lunedì trasferta nel bresciano per una full immersion di incontri legati al progetto Sicur@mente in Rete.
Il Progetto partito a novembre presso l'Istituto Maggiolini di Parabiago rientra nell'area "Cittadinanza, Costituzione e Sicurezza" prosegue presso l'Istituto Superiore Capirola di Leno (BS). Come da circolare della scuola terrò incontri durante la mattinata sui ragazzi. A seguire nel pomeriggio alle 14:30 una sessione formativa/informativa sui docenti.
Le tematiche affrontate saranno le seguenti:
- Sicurezza Online: protezione su Internet da furto di identità, virus, spam, o frodi che possono verificarsi attraverso l’uso di un personal computer o di altri apparati digitali.
- Protezione Online: protezione da contatti e contenuti inadeguati o pericolosi su internet (immagini inappropriate, sollecitazioni sessuali, bullismo e altre violenze o atti criminali o altri contatti inappropriati). La web reputation.
- Privacy Online: controllo delle informazioni personali gestite dal personal computer e condivise durante la navigazione online, partecipazione a social network, chat, forum, blog.

Dunque in serata alle 20:30 è previsto un incontro sui Genitori. Su quest'ultimi sono programmati incontri anche da parte di altri esperti. Di seguito l'elenco degli incontri che si terranno a partire da lunedì 16 gennaio presso l'Aula Magna dell'I.I.S. V.Capirola.
- Lunedì 16 Gennaio ore 20:30
Navighiamo in rete con i nostri figli sicuri in Rete: guida ad un uso sicuro, sano, legale e consapevole di Internet e dei Social Network
a cura di Mauro Ozenda.
- Giovedì 2 Febbraio ore 20:30
Le nuove frontiere di Internet ed il Risk management familiare. Formazione all’uso responsabile del web e degli strumenti informatici a cura di Giancarlo Turati
- Mercoledì 8 Febbraio ore 20:30
Prendiamoci cura dei nostri figli Internet..... rifugio virtuale... perché? a cura del Dott. Roberto Meda socio SIMA (Società Italiana Medicina Antropofisica) esperto sulle tematiche del disagio giovanile

Il coordinamento all'interno del progetto per l'Istituto di Leno è gestito dalla prof.ssa Cristina Tomasini.

Brochure relativa all'evento

giovedì 12 gennaio 2012

Ragazzi, in Rete... senza rete


Le tecnologie sono territorio degli adolescenti. Ne sanno più degli adulti e spesso sfuggono al loro controllo. Qualche possibilità di mettere un filtro, anche gratuito, però esiste.

Che i figli adolescenti conoscano Internet e le nuove tecnologie meglio dei loro adulti di riferimento è ormai un dato di fatto. Ma a proposito della distanza che separa le generazioni, i figli sono più consapevoli dei genitori e a volte ne approfittano. Non solo i ragazzi cosiddetti “nativi digitali” hanno cose da insegnare agli adulti ma, per contrappasso, gli adulti rischiano di perdere su questo fronte una parte del controllo nel ruolo educativo. Stando ai risultati del Norton Online Family Report, diffuso da Symantec, infatti, solo l’1% dei genitori è cosciente di non sapere che cosa facciano i figli in Rete, mentre oltre un figlio su 10 è convinto che i suoi genitori non abbiano idea di ciò che fa mentre naviga.
Il risultato è che molti ragazzi ammettono di cambiare schermata, per nascondersi, quando ci sono adulti in giro e gli adulti sospettano che questo accada, ma in misura minore di quanto in realtà i figli lo facciano effettivamente. Nell’anonimato del sondaggio, il 13% dei ragazzi italiani confessa di consultare siti destinati a un pubblico adulto quando nessuno vede. E nel mondo il 33% degli adolescenti compie acquisti in Rete senza il consenso dei genitori. Il rischio è che i ragazzi, in balia di sé stessi, combinino guai o vadano incontro a esperienze negative: l’accidente più diffuso è il computer di famiglia infestato di virus, ma se va male si corre il pericolo di cadere vittime di veri e propri reati. L'1% dei genitori italiani afferma di non sapere che cosa fanno i figli in Rete. L'11% dei ragazzi italiani, invece, ritiene che i propri genitori nulla sappiano delle attività dei figli in Internet. Il 19% dei genitori sospetta che i figli cambino il loro modo di agire on-line quando i genitori osservano e il 36% dei ragazzi ammette di comportarsi diversamente quando i genitori sono nei paraggi. Il 36% dei ragazzi è rimasto vittima di reati on-line e il 59% ha vissuto situazioni spiacevoli, percentuali maggiori di quelle sospettate dai genitori. Il 13% dei ragazzi italiani ammette di visitare siti destinati a un pubblico adulto quando i genitori non ci sono. Il 33% dei ragazzi nel mondo compie acquisti in Rete all’insaputa dei genitori.
Proprio per dare una mano alle famiglie in fatto di controllo e per aiutarle a stabilire con i figli regole condivise, Symantec ha messo in Rete un programma scaricabile gratuitamente, scegliendo la versione free, dal sito https://onlinefamily.norton.com/familysafety/basicpremium.fs che consente di monitorare le ricerche dei ragazzi e di capire quanto tempo trascorrono in Rete e che cosa ci fanno, con la possibilità di mettere un filtro ai contenuti ritenuti inadatti in base all’età e alle esigenze.
Fonte: Famiglia Cristiana

Amore e Facebook Così ci si corteggia ai tempi della Rete


Dall'incontro «tradizionale» alla dichiarazione online le 15 tappe degli adolescenti
Tutti chattano «I love you», anche se dirlo di persona, guardandosi negli occhi, resta comunque il massimo. È il paradosso della «Generazione Facebook», quella che si innamora in Rete e comunica a colpi di megabyte, ma quando deve aprire il cuore sceglie di farlo alla vecchia maniera, con gli occhi bassi e il fiatone. Per il resto cambia tutto, e alla velocità della luce, spiega una ricerca del colosso dell’elettronica Ericsson presentata oggi al Ces di Las Vegas, la kermesse mondiale dell’elettronica. Innanzitutto le abitudini: l’sms, che per i fratelli maggiori era una conquista di libertà e rapidità, per i ragazzini tra i 13 e i 17 anni è un residuo del passato, come la posta elettronica. Meglio, dicono i duemila teenager interpellati dal centro studi della multinazionale, puntare sulle video-chat, in crescita costante perché immediate, coinvolgenti e gratuite. Il cellulare funziona sempre, il telefono fisso è un reperto da museo. Ma il cuore dei nuovi rapporti è Facebook. Il social network più frequentato del pianeta ha cambiato relazioni, dinamiche sociali e perfino le storie d’amore. Che iniziano e finiscono sulle pagine del sito.
La serata tipo: incontro in centro o in discoteca, scambio di sguardi e, soprattutto, di nomi: la chiave di tutto. A casa, tuffo su Facebook per cercarsi: un’occhiata al profilo, se pubblico, un «poke» se privato, e via con la richiesta di amicizia, il primo approccio. Il resto è un lungo scambio di messaggi in chat che portano al terzo livello del cyber-corteggiamento: lo scambio dei numeri di telefono e il fiume di messaggini che - se tutto funziona per il meglio - portano all’appuntamento. Con gli amici, per qualche giorno, poi scatta la serata a due. Ma per capire se la storia d’amore comincia davvero bisogna tornare alla schermata di Facebook: la dichiarazione ufficiale si fa sullo status, il quadratino della home page personale con tre scelte: «single», «impegnato», «fidanzato». Ma attenzione, i comportamenti cambiano di anno in anno. Per i tredicenni sms e messaggi di email sono archeologia pura, chi ha 17 anni è pronto a dare una chance alla mail. «I comportamenti sono dinamici, e cambiano mano a mano che le persone entrano in differenti fasce d’età - spiega Ann-Charlotte Kornblad, senior advisor del laboratorio Ericsson -. Crescendo, i teenager iniziano a utilizzare i mezzi di comunicazione come fanno gli adulti. Continuano a sfruttare i loro strumenti, dai messaggini ai social network ma, allo stesso tempo, capiscono il bisogno di usare la voce». Il 76% dei ragazzi italiani ha un profilo Facebook, ma sono pochi quelli che rischiano di essere travolti. Vero, il 41 per cento dice che rinuncerebbe a una vacanza pur di non staccarsi dal web e uno su tre diventa ansioso se non può controllare lo smartphone ogni 24 ore, ma non è il caso di allarmarsi. «Ci sono stati casi di dipendenza - ammette Stefania Durando, responsabile del centro Watson di Torino, specializzato nel trattamento dei disturbi psicologici - ma succede la stessa cosa agli adulti, per molti dei quali, per esempio, l’idea di una settimana senza cellulare è inconcepibile. Piuttosto, Facebook aiuta a condividere le proprie esperienze, ad aprirsi ed è estremamente utile per sviluppare la propria personalità. A patto, ovviamente, di non abusarne».
Fonte Articolo e Immagine: La Stampa - Autore: Giuseppe Bottero

domenica 8 gennaio 2012

Facebook e privacy: ecco come proteggere i minori


Quello della privacy è uno dei grandi temi che gli utenti devono risolvere, giacché i giganti della Rete non riescono a farlo, ognuno fermo sui propri passi e disposto a modificare il proprio punto di vista solo ascoltando la voce degli infonauti. Uno dei motivi di un ipotetico calo di popolarità di Facebook è proprio legato alla privacy, sui cui principi Zuckerberg & soci hanno una visione tanto di parte da potere essere confusa con un'interpretazione di comodo. Le leggi a tutela della privacy sono spesso controverse: negli Emirati Arabi la condivisione senza autorizzazione di fotografie sulle reti social prevede pene che possono aprire le porte del carcere, mentre in Francia, Germania e Norvegia le leggi sono piuttosto fumose e riguardano soprattutto la vita reale, segnatamente legate ai paparazzi, e non quella virtuale. In Italia c'è ancora nebbia, benché il Garante per la privacy abbia pubblicato una guida utile (datata 2009 ma ancora attuale) nella quale si sottolinea come spesso, davanti alla violazione della sfera privata sulle reti social, si sconfini nel diritto internazionale, rendendo così vane le vigenti leggi italiane ed europee. Dal canto suo Facebook qualcosa ha fatto, ma non abbastanza. Dalla semplice eliminazione del tag si è passati alla segnalazione dei post che possono risultare "molesti". Da agosto 2011 gli utenti i cui volti sono stati pubblicati contro la propria volontà possono segnalare al team di Facebook l'accaduto, ma questo strumento non è stato recepito nel modo giusto. Secondo i dati messi a disposizione molti utenti vi ricorrono per i motivi sbagliati: molte segnalazioni non riguardano la mancata autorizzazione alla pubblicazione della foto ma lamentele di tipo fotogenico. Va spezzata una lancia in favore di Zuckerberg: uno strumento per rimuovere le foto moleste c'è, ma gli utenti lo usano male. Elencata un'attenuante vanno considerate anche le aggravanti; Facebook ha le sue politiche in materia di pubblicazione di immagini, nessuna di queste però riguardano la volontà di fare circolare il proprio volto sulla Rete, essendo legate esclusivamente all'oscenità o alla violenza. Spazio questo ancora pieno di lacune che vanno colmate. Escludendo quindi il ricorso alle vie legali il quale, oltre a non essere foriero di alcuna garanzia, è un aspetto prettamente reattivo, si possono adottare alcuni accorgimenti per evitare che una fotografia venga pubblicata senza il nostro consenso, regole da leggere con attenzione soprattutto quando si parla di minorenni. Una prima misura è quella di impostare la privacy di Facebook affinché occorra autorizzare le foto in cui siamo taggati prima che queste compaiano sulle nostre bacheche. La possibilità di rimuovere il tag va pure contemplata, in questo caso il post incriminato continuerà ad apparire su Facebook ma non sarà più collegato al nostro profilo. Vale sempre la cortesia, è quindi possibile contattare l'autore del post chiedendogli di rimuoverlo; non dovesse bastare il bon ton ci sono misure più estreme che partono dalla segnalazione al centro assistenza di Facebook fino alla possibilità di bloccare l'autore del post. Arturo Bejar, capo ingegnere presso Menlo Park, sostiene che Facebook abbia le mani piuttosto legate, ma suona tanto come una mancata presa di posizione.

Fonte: Il Sole24 Ore - Autore: Giuditta Mosca

martedì 20 dicembre 2011

L’OSSERVATORIO NAZIONALE SULLE NUOVE DIPENDENZE FESTEGGIA 3 ANNI DI ATTIVITA’


L’Osservatorio Nazionale sulle Nuove Dipendenze, Associazione di promozione sociale (APS), senza fini di lucro, con sede in Sanremo (IM) Piazza Borea D’Olmo 33, ha compiuto i suoi primi tre anni di intensa attività di solidarietà sociale. Nato nel 2009 dall’idea di un gruppo di Psicologi, Sociologi, Esperti di informatica e altro che si occupano in vario modo di problematiche legate alle Nuove Dipendenze con lo scopo di creare un punto di riferimento trasversale con funzioni di informazione, prevenzione e coordinamento su scala nazionale, collaborando attivamente anche con altre Organizzazioni con finalità analoghe. Attualmente è diretto e coordinato da tre soci fondatori: Dott.ssa Marina Viglino (Psicologa Psicoterapeuta esperta di sessualità e vita di coppia), Mauro Ozenda (Esperto di Informatica e Formatore Microsoft) e Dott.ssa Laura Bissolotti (Psicologa esperta di Nuove Dipendenze) e conta numerosi associati e collaboratori esterni. In particolare L’Osservatorio si occupa di studiare e analizzare le Nuove e sempre crescenti, forme di Dipendenza legate alle nuove tecnologie: Internet addiction, Pedo-pornografia on line, Social Network, Gioco d’azzardo online, lavoro, gioco, cibo, sesso, dipendenza affettiva, ecc) ed i fenomeni ad esse correlati (maltrattamenti, stalking, syber pedofilia, isolamento sociale, bullismo), con particolare riferimento a comportamenti e relazioni disfunzionali e problematici mediante la promozione e lo sviluppo culturale e professionale degli individui e dei gruppi.

OBIETTIVI

Gli obiettivi da raggiungere sono ambiziosi:

  • Promuovere una nuova posizione culturale nei confronti delle Nuove Dipendenze mediante la realizzazione e la partecipazione a corsi di aggiornamento, seminari, convegni, giornate di studio, manifestazioni, esposizioni e raccolte straordinarie
  • Raccogliere e divulgare informazioni inerenti le Nuove Dipendenze, sia verso gli utenti che verso gli addetti ai lavori
  • Promuovere ed attuare attività editoriali di divulgazione e monitoraggio di pubblica utilità sociale,
  • Raccogliere e conservare libri, cataloghi, quadri e stampe, documenti audio-visivi e ogni tipo di materiale multimediale inerente le Nuove Dipendenze
  • Pubblicare testi divulgativi per la formazione dei volontari
  • Offrire consulenza psicologica, legale e informatica a coloro che sono vittime di abuso, violenza o maltrattamenti anche mediante l’istituzione di un Numero verde per dare una prima risposta immediata e gratuita a chiunque lo desideri.
  • Promuovere il Coordinamento Locale e Nazionale, di eventuali altre organizzazioni di volontariato impegnate nelle stesse finalità.

L’Osservatorio Nazionale sulle Nuove Dipendenze svolge infatti un’importante funzione di coordinamento e raccolta di numerosi professionisti rigorosamente selezionati presenti su tutto il territorio nazionale indicandone la sede di lavoro e favorendone l’individuazione e il primo contatto attraverso la Google map.

  • Creare un Comitato di Esperti i cui membri sono disponibili a rispondere, in via pubblica o privata, ad ogni quesito, dubbio o suggestione in merito a problematiche legate alle nuove dipendenze.
  • Creare e gestire un portale internet www.osservatorionuovedipendenze.org e relativa Pagina Facebook detta “Osservatorio Nuove Dipendenze”(che conta ormai un centinaio di membri, ed è in continua espansione).

PROGETTI

Numerosi sono i progetti già realizzati:

  • Partecipazione al 11° Congresso Europeo Di Psicologia Scientifica (ECP2009) con la presentazione di uno studio condotto dalle dott.sse M. Viglino e L. Bissolotti sulla dipendenza da internet.
  • Organizzazione del 4° Convegno Nazionale “Internet e Minori” a Sanremo nel 2010
  • Realizzazione Progetto educativo informi@moci - Corsi di formazione per adulti di riferimento della scuola primaria su “come educare i bambini all’uso sicuro, sano e consapevole di internet. Progetto realizzato in collaborazione con l’Ass.ne “Mani Colorate” di Imperia (www.manicolorate.org).
  • Partecipazione e coordinamento al Progetto educativo “@mici in rete” a tutela dei minori dai rischi in internet e dall’uso dei mezzi di comunicazione, promosso dai comitati Unicef Regione Liguria e Imperia.

SEDE LEGALE E PROVINCIALE

P.zza Borea D'Olmo, 33 Sanremo (IM)

C.F.: 90076710087

Tel/fax: 0184/531857 cell: 338/ 866.09.34

e-mail: info@osservatorionuovedipendenze.org

sito web: www.osservatorionuovedipendenze.org

COMITATO DIRETTIVO

Ø Dott.ssa Marina Viglino (Presidente)

Ø Dott. Mauro Ozenda (Vice presidente)

Ø Dott.ssa Laura Bissolotti (Segretario e Coordinatore Scientifico)

COORDINAMENTO NAZIONALE

Referente del Coordinamento locale e nazionale:

Dott.ssa Marina Viglino

e- mail: mviglino@gmail.com

e-mail: info@osservatorionuovedipendenze.org

SOSTIENI L’OSSERVATORIO NAZIONALE SULLE NUOVE DIPENDENZE

Tutti possono collaborare alle attività dell’Osservatorio, sia come volontario che collaboratore esterno o struttura convenzionata.

Basta inviare una mail al coordinatore o pubblicare qualcosa sulla pagina Facebook dell’Osservatorio

Recandosi in sede o mediante Bonifico Bancario Intestato a :

OSSERVATORIO NAZIONALE SULLE NUOVE DIPENDENZE (APS)

P.zza Borea D’Olmo,33 (18038) Sanremo

IBAN: IT49 Q033 5901 6001 0000 0018 187 - BANCA PROSSIMA S.P.A

In sede di dichiarazione dei redditi è possibile :

- Dedurre l’importo versato dal reddito IRPEF

Devolvere il 5x1.000 a favore della nostra associazione indicando il C.F.: 90076710087

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- Socio Ordinario € 20,00

- Socio Sostenitore € 50,00 – 150,00

- Socio Benemerito € 200,00 e oltre

Inserisci link Con il tuo aiuto contribuirai alla ricerca e alla lotta contro le Nuove Dipendenze

Fonte: Osservatorio Nazionale Nuove Dipendenze - Marina Viglino


Successo a Villa Nobel per la firma del protocollo d'intesa sul progetto educativo "@mici in rete"

Sanremo - Il progetto è coordinato da Paola Ravani, volontaria Unicef. Tra i relatori l'esperto e consulente informatico Mauro Ozenda che collabora con l'associazione Manicolorate


Ha ottenuto un grande successo l’ evento dedicato alla presentazione ufficiale e firma del protocollo d’ intesa d’attuazione del progetto educativo “@mici in rete” organizzato dai Comitati Unicef Regione Liguria ed Imperia, con presidenti Giacomo Guerrera e Colomba Tirari, accordo con il quale esponenti di associazioni, scuole, istituzioni, comuni, professionisti hanno creato una rete di collaborazioni provinciali per realizzare un sistema più efficace di tutela dei minore dei minori dai rischi in Internet e dall’ uso delle nuove tecnologie.

Presente anche il Vescovo della Diocesi Ventimiglia- Sanremo Mons. Alberto Maria Careggio.

Il progetto “@mici in rete” è coordinato da Paola Ravani, volontaria Unicef. Tra i relatori l’ esperto e consulente informatico Mauro Ozenda che collabora con l’ ass. Manicolorate.

All’evento ha partecipato il Direttore artistico di Firenze Festival Stefano Angiolini, con proiezione di un significativo cortometraggio sul tema della scuola di cinematografia e la classe 4 G del Liceo Artistico di Imperia con la Prof.sa Sabrina Tacconi che hanno creato il logo del progetto.

Il Progetto educativo “@mici in rete” ha ottenuto prestigiosi patrocini : Comitato Unicef Regione Liguria, Polizia di Stato, Polizia Postale e delle Comunicazioni, Arma dei Carabinieri, Prefettura di Imperia, Provincia di Imperia, ASL1 imperiese.

Il protocollo è stato firmato anche dai rappresentanti dei Comuni di Sanremo (Ass. Gianni Berrino), Taggia (Sindaco Vincenzo Genduso), Ventimiglia (Sindaco Gaetano Scullino), Camporosso (Sindaco Tiziana Civardi), Vallecrosia (Sindaco Armando Biasi), San Bartolomeo al Mare (Ass. Ornella Arimondo) e San Biagio alla Cima (Sindaco Massimo Salsi).
Il Progetto è innovativo, affronta il tema della tutela dai rischi in Internet e nuove tecnologie in un’ altra dimensione, quella educativa e culturale, in cui tutti, pubblici e privati, devono avere una parte di responsabilità in modo che il mondo digitale sia sicuro per i bambini; vuol essere infatti più efficace ed incisivo, non limitato alla protezione tecnica, ma a creare la “cultura della sicurezza in rete”, approfondendo anche l’aspetto psicologico e comportamentale degli adolescenti nell’utilizzo di Internet e nuove tecnologie, il rispetto di sé e della propria immagine, i valori e sentimenti vissuti dai giovani anche nel web.
Con l’obiettivo primario di coinvolgere le famiglie quale parte attiva e consapevole delle opportunità straordinarie della rete , ma anche dei rischi che cela.
Collaborano al Progetto:
- l’esperto e consulente informatico Mauro Ozenda;
- gli psicologi Roberto Ravera, Dirigente della struttura complessa di Psicologia dell’ ASL 1 imperiese, Maria Grazia Fossati,Laura Bissolotti, Alberto Torre, Giulia Parvoli;
- le pedagogiste Patrizia Lanzoni e Daniela Bono, gli educatori Nadia Pavone, Brian Astraldi, Emanuele Barbaro, l’assistente sociale Monica Bonelli.
- L’Azione Cattolica, il Forum Famiglie della Provincia di Imperia, Manicolorate, ass. culturale Il Timone di Santo Stefano al Mare, il Comitato Pro Centro Storico di Ventimiglia, il Comitato Interforze Memorial Marco Gavino;

- Scuole di Sanremo ( istituto comprensivo Sanremo Foce e III Circolo didattico) di Ventimiglia (II Circolo didattico ) di Bordighera (istituto comprensivo e istituto statale superiore “E. Montale”) di Vallecrosia ( CNOS FAP LT e Istituto comprensivo Andrea Doria ) di Taggia (istituto comprensivo) di Arma (istituto comprensivo)

Tanti anche i collaboratori esterni :
Liceo Artistico Statale di Imperia; Liceo Statale “Angelico Aprosio” di Ventimiglia; Scuole Medie “Biancheri-Cavour” di Ventimiglia; CE.S.P.IM; Consulta Rodari - Liguria; Università della Pace di Lugano; Associazione “PENELOPE”; Associazione “AGE”; Younicef Imperia; Associazione “CGS Tempi Nuovi; Istituto “Don Bosco Vallecrosia”; FIAT 500 Club Italia; ass. Cyclopes.
Il prossimo incontro rivolto ai genitori delle scuole primarie e secondarie di primo grado del comprensorio armese, si terrà proprio ad Arma di Taggia presso Villa Boselli nel mese di gennaio 2012 (data da definirsi con comune e scuola).

Hanno già avanzato richiesta di aderire al gruppo l'Osservatorio Nazionale Nuove dipendenze di Sanremo come partner del progetto e il suo Presidente, la dott.ssa Marina Viglino psicologa e psicoterapeuta che sottoscriveranno il protocollo d'intesa in quell'occasione.


Fonte: Riviera24