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lunedì 18 ottobre 2010

C'era una volta eMule Utenti in fuga dal p2p


Cambiano le abitudini degli italiani per scaricare film e musica da internet: i software di scambio file soppiantati da alternative più comode, ma non sempre legali. E le major si preparano a colpire le nuove tecnologie dei pirati

IL PEER-TO-PEER, fino a oggi il sistema preferito dagli italiani per scaricare file da internet, è in caduta libera. Ma il download (legale e non) di film e musica dalla rete non è in crisi. Solo, sempre più utenti preferiscono altri modi per accedere a questi contenuti. La conferma arriva dai dati dell'osservatorio di ricerca Nielsen: gli utenti peer-to-peer italiani sono passati dai 6,7 milioni di luglio 2009 ai 4,9 milioni di luglio 2010. La caduta colpisce in particolare il software più usato, eMule, che a luglio 2010 è stato usato da 2,9 milioni di persone, in calo del 43 per cento rispetto all'anno prima. Cresce invece uTorrent, altro software peer-to-peer (1,3 milioni di utenti, +50 per cento anno su anno). Quella in atto è la prima crisi del peer-to-peer dalla fine degli anni Novanta, e segna una svolta importante nel modo di usare internet in Italia, visto che questi software hanno regnato per anni, diventando famosi anche tra i non esperti. Quello che succede ora è che gli utenti trovano più comodo accedere a musica e film con sistemi più facili, diretti e sicuri. E anche, spesso, legali: per esempio lo streaming su YouTube, che ha avuto 13 milioni di utenti a luglio 2010 (+30 per cento). Oppure iTunes (2,7 milioni, +10 per cento). Com'è noto, il materiale legale su YouTube è in continua crescita, grazie ad accordi con case discografiche (l'ultima, a settembre, è stata la Sugar) e cinematografiche. "Sta cominciando a diventare una fonte di ricavi interessante per i detentori di copyright, anche da noi", commenta Enzo Mazza, presidente di Fimi (Federazione dell'industria musicale italiana). Ma dietro un fenomeno legale ce n'è spesso uno che legale non è: gli accordi tra le major e YouTube, ad esempio, si basano sul presupposto che i contenuti possano essere visti sul sito ma non scaricati, copiati e distribuiti. E così, conoscono un vero e proprio boom i sistemi per scaricare i video presenti su YouTube e altri siti simili. I vari strumenti di "video ripping", che trasformano in file su hard disk il flusso di video in streaming, a luglio 2010 hanno avuto 230 mila utenti, contro i 32 mila dell'anno prima. Popolarissimi, inoltre, sono i "cyberlockers", cioè siti di hosting come Rapidshare e Megaupload, da cui gli utenti scaricano direttamente film e album, con un solo clic su un link. Anche questo sistema è più facile, veloce e sicuro rispetto al peer-to-peer. Gli utenti trovano i link per scaricare i file da siti specializzati, blog, forum e community. La più popolare in italiano, con 140mila utenti (+178% in un anno) è Ddlfantasy.net: si occupa soprattutto di film e serie tv. Come altre community simili, è accessibile previa registrazione (gratuita). I detentori di copyright al momento denunciano gli utenti che scaricano in questo modo, ma si limitano a ottenere la rimozione dei link. Un approccio che contribuisce a diffondere la percezione che i cyberlockers siano più sicuri del peer-to-peer. Ma le prime azioni contro le community che diffondono i link a contenuti illegali e, in generale, contro tutti gli eredi del peer-to-peer, sembrano solo questione di tempo.

Fonte: La Repubblica - Autore: Alessandro Longo

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