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venerdì 29 maggio 2009

Symantec: il 90% delle email è spam

Non sembra conoscere tregua l'attività svolta dagli spammer di tutto il mondo, perennemente impegnati a ricoprire la grande rete di messaggi spazzatura. In accordo con l'ultimo report (pdf) sull'argomento, stilato da MessageLabs Intelligence (compagnia di analisi ora parte di Symantec), i messaggi di spam costituirebbero il 90,4% di tutte le email circolanti all'interno della grande rete, con un aumento di ben 5,1 punti percentuali per quanto riguarda il mese di maggio 2009, rispetto ad aprile.
Ben il 58% di tutto lo spam in circolazione proverrebbe dai cosiddetti botnet, ovvero network di computer utilizzati dai cybercriminali per le loro attività, quali sottrarre informazioni sensibili, lanciare attacchi o inviare spam. Tra i botnet più aggressivi, deve essere citato Donbot, in grado, secondo le rilevazioni Symantec, di generare il 18,2% di tutte le email spazzature. È interessante comunque notare come i botnet non rappresentino l'ultima frontiera in fatto di postazioni lancia spam; i criminali informatici starebbero infatti ultimamente puntando ad insidiarsi presso domini oramai datati, quindi più facili da espugnare, oppure presso server presenti nell'Europa dell'Est, senza dimenticare i social network, vera miniera d'oro in quanto a nominativi verso i quali indirizzare le nuove ondate di spam. Secondo il ricercatore Adam O'Donnell, una buona fetta delle email spazzature non sarebbe quindi generata dai sopracitati botnet, ma arriverebbe da network legittimi posizionati nei paesi dell'Europa dell'est, come ad esempio la Romania. Si tratterebbe in sostanza di vere e proprie ondate di spam lanciate verso i network di alcuni ISP, nel tentativo di convogliare quanti più messaggi possibile, prima che il fenomeno venga rilevato e bloccato. Inoltre, è bene tenere in considerazione i portali di social networking, assunti oramai al ruolo di veri e propri strumenti involontari di spam. Sono sempre più frequenti gli attacchi di phishing condotti nei confronti di Facebook e Twitter, al fine di carpire user name e password dei loro utenti; gli account violati vengono così utilizzati come basi di partenza per inviare email spazzatura a tutti i contatti delle vittime.
Il report include inoltre alcune informazioni curiose, quali ad esempio le fasce orarie nelle quali il fenomeno dello spam mostra gli attacchi più aggressivi: negli Stati Uniti, le ondate più feroci si avvertono tra le 9 e le 10 del mattino, mentre in Europa, il fenomeno sembra mantenersi su livelli piuttosto elevati per tutto il corso della giornata. La città più invasa dalle email indesiderate appare essere Hong Kong, ove quest'ultime rappresentano il 92,3% di tutta la posta elettronica in movimento.