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venerdì 1 luglio 2011

PhotoDna contro i pedofili Microsoft marchia le immagini


L'azienda sperimenta un'impronta "digitale" per le foto pedopornografiche, che consente di identificarle online in tempo reale e risalire a scatti collegati, con un vero e proprio archivio genetico dei file criminali

Quando la società si guarda nel grande specchio digitale della Rete, si vede esattamente com'é nella realtà, con le sue infinite diversità e frammentazioni. Ma oltre a rappresentarle digitalmente, la Rete mette le persone in condizione di comunicare con modalità che rendono la vita piú facile. E tra i beneficiari della rivoluzione digitale ci sono anche i cybercriminali e i pedofili. Ma la tecnologia PhotoDna, presentata da Microsoft negli incontri sul Trustworthy computing dedicati alla sicurezza informatica é già un'arma efficace per contrastare il fenomeno dell'abuso di minori online.
Miliardi di immagini. "Ogni volta che un'immagine pedoporno viene scaricata e vista da qualcuno, il bambino abusato subisce una violenza", dice il National center for missing and exploited children, l'associazione che riunisce i minori vittime di abusi. E un crimine commesso negli anni Novanta, con immagini che vengono diffuse ancora oggi, si puó reiterare potenzialmente all'infinito. PhotoDna é una sofisticatissima tecnologia di riconoscimento di immagini sviluppata proprio con l'obiettivo di individuare foto pedoporno, analizzarle e comporre un vero e proprio codice genetico, che marchia per sempre l'immagine.

Dna digitale contro la pedofilia. Il sistema, ideato dalla Digital Crime Unit di Microsoft, costruisce quindi un archivio dati delle foto, con la collaborazione dei social network. Il risultato é che una volta indivduata, quella particolare immagine é marchiata per sempre, e sarà impossibile condividerla in Rete. PhotoDna é un sistema intelligente, in grado di analizzare le immagini fino a riconoscere lo stesso file anche se in diverso formato o risoluzione, e comparandolo con l'archivio, puó aiutare a identificare immagini simili, con ad esempio la stessa vittima coinvolta, anche in un altro momento. Questo perché le immagini vengono costantemente alterate dai pedofili, per renderne piú semplice la condivisione e piú difficile l'individuazione.

Una Rete complessa. Oltre ai forum e ai social network esistono peró altri modi per diffondere le immagini, ad esempio gruppi di discussione privati e catene di email. L'unico modo per investigare a fondo sul fenomeno comporterebbe la rinuncia a un alto livello di privacy per gli utenti. L'Unità anticrimine di Microsoft funziona al momento negli Stati Uniti, dove con la collaborazione di Google, Aol e Facebook e le segnalazioni dei volontari, l'azienda costruisce una rete di protezione e un archivio di Dna fotografici. A Redmond pensano di espandere il programma di protezione a livello globale, uno scenario in cui peró entrano in gioco le legislazioni degli Stati sovrani e le politiche sia governative che di gestione dei dati da parte degli internet provider.

Fonte: Repubblica.it - Autore: Tiziano Toniutti