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martedì 31 maggio 2011

Vivi tra smartphone e laptop? Calcola la tua dieta digitale


Il libro di un critico hi-tech americano spiega come come spezzare la dipendenza dai gadget e riguadagnare equilibrio nella vita. Anche perché, spiega un'autorevole ricerca, il multitasking alla lunga è nocivo

Vi siete mai chiesti quanto e-pesate? No, non quanto pesate davvero: chilo più chilo meno quello dovremmo saperlo tutti. Ma quanto pesate invece sul web. Nell'uso dei gadget. Nell'uso dell'elettronica. Non è un'idea peregrina di questi - scusate il gioco all'Eta Beta - e-tempi. E anzi una risposta diventa indispensabile se ricadete positivamente in almeno due delle cinque domande che l'e-critico più famoso d'America, Daniel Sieberg - la tecnofirma che s'è divisa negli ultimi anni tra Cnn e Cbs, Abc e Washington Post - pone in un libro ora in uscita. E chiamato senza mezzi termini "La dieta digitale: come spezzare la vostra dipendenza digitale e riguadagnare equilibrio nella vostra vita". Siete pronti? Uno: vi scappa mai di tirar fuori il vostro cellulare se qualcun altro vi sta parlando? Due: vi è mai capitato di mandare un sms o guardare l'email mentre vostro figlio vi sta raccontando quello che gli è successo a scuola? Tre: avete mai l'impressione che qualcosa non vi sia accaduta davvero fino a quando non l'avete postata su Facebook? Quattro: la lucina che lampeggia sul Blackberry vi fa palpitare il cuore? E infine la domanda più terribile che vi getterà quasi sicuramente nella frustrazione: vi è mai capitato di ritrovarvi con la vostra compagna o il vostro compagno senza proferire una parola perché siete entrambi immersi sul computer o sul cellulare?
Direte: è l'e-vita. Ma appunto: che vita è? Che vita è diventata... Peccato che con tutte le buone intenzioni del mondo uscirne è difficile. Per almeno tre motivi principali. Il primo è che se vi siete finiti dentro probabilmente vi piace - e questa è la caratteristica di ogni dipendenza: dal fumo all'alcol. Il secondo è che lì fuori è pieno di fondamentalisti all'incontrario: quelli per cui dovreste smettere per sempre e tornare a come mamma natura ci ha creati - beandovi dell'aria fresca e del canto degli uccellini. Il terzo motivo è il più complesso. Chi l'ha detto che siete sovra-e-ppeso? Come fate a sapere se e-pesate troppo? Dice bene l'esperto Sieberg: non c'è una tabella delle calorie sul vostro iPhone o sul vostro computer. Non c'è il Body Mass INdex - l'Indice di massa corporea - su cui confrontare la vostra e-tonicità. Così il Washington Post dell'establishment americano - il quotidiano che finisce nella mazzetta di ogni opionion maker - fornisce adesso un vero e proprio decalogo (per la verità si tratta di undici punti) con cui confrontare la vostra dipendenza dalla tecnologia: calcolando il vostro e-peso. Il metodo è semplice ma efficace. Si tratta di assegnare tot punti a ogni oggetto tecnologico che possedete: dal cellulare al pc passando per il tablet. E alla fine calcolare in quale categoria di e-peso rientrate: bassa, media o alta? Sta a voi a questo punto seguire i consigli dell'e-dietologo. Le ricette andranno personalizzate a seconda delle vostre esigenze. Ma se non volete ricadere appunto nel fondamentalismo all'incontrario cominiciate a disintossicarvi rinunciando ai vostri gadget almeno durante il weekend - oh, sempre che non dobbiate essere reperibili per lavoro.... Ma facendolo davvero seriamente: buttando "tutto quello che ha un caricatore" nella cara vecchia scatola da scarpe. L'obiettivo è quello di arrivare a poco a poco - il libro di Sieberg prevede "quattro step" - a una distintossicazione completa: "allungare" insomma l'astinenza dal week end a tutta la settimana. Solo quando sarete arrivati a quota zero - avverte l'e-dietologo - portete lentamente riprendere. Partendo rigorosamente da non più di un'ora al giorno. E soprattutto non tornando mai ai livello di connettività precedente.
Vi viene da sorridere? Siete lì sotto i vostri a e-baffi a sussurrare: "Che sciocchezze"? Ma sì: la risposta è risaputa: è quella che in fondo danno i tossici di ogni vizio. Me la caverò. Anzi me la cavo già: non si chiama multitasking quella qualità tutta contemporanea di fare più cose allo stesso tempo? Parlami: ti ascolto. E scusa se intanto guardo la mail e mando un sms....

E no. Uno studio dell'autorevolissima Stanford University 1 ha dimostrato che il multitasking - alla lunga - è nocivo. Che chi ne fa troppo uso non riesce più a districarsi "tra le informazioni importanti e quelle senza importanza". Anzi spesso finisce per arrivare "alla decisione più irrazionale". Il povero Sieberg, che ha vissuto l'e-besità in prima persona, è arrivato a sentirsi irrimediabilmente condannato dal noto neurologista Richard Restal: perché le "forze digitali" - quasi fossero un esercito di Star Wars - finiscono davvero per "scolpire" il nostro cervello. Esatto: come fa l'esperienza con quello dei bambini. Del resto in quest'e-mondo che ci circonda siamo tutti un po' bambini. Non sarà venuto il momento di (e)crescere?


COME CALCOLARE LA DIETA DIGITALE
1) Per ogni telefono non fisso che avete segnate 3 punti
2) Per ogni laptop che possedete segnate 1 punto
3) Per ogni tablet che possedete segnate 2 punti
4) Per ogni e-reader che possedete segnate 1 punto
5) Per ogni servizio di sms che utilizzate segnate 5 punti
6) Per ogni identità che avete online, e che vi richiede un login diverso, segnate 5 punti
7) Per ogni computer da tavolo che possedete segnate 1 punto
8) Per ogni account di posta che utilizzare segnate 2 punti
9) Per ogni macchina digitale che avete segnate 1 punto
10) Per ogni altro gadget che non rientra in queste categorie ma ha bisogno di un caricatore aggiungete 1 punto
11) Per ogni blog che scrivete o su cui commentate aggiungete 2 punti

I RISULTATI

LIVELLO BASSO
Punteggio ottenuto: 24 punti o meno
Una dieta digitale può aiutare a ridurre un po' di stress

LIVELLO MEDIO
Punteggio ottenuto: 25-35 punti
Una dieta digitale può aiutare a organizzarvi meglio e stare leggermente più in salute

LIVELLO ALTO
Punteggio ottenuto: 36 punti o più
Cambiare il livello della vostra dipendenza può davvero cambiare la vostra qualità della vita

Fonte: Repubblica.it - Autore: Angelo Aquaro