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lunedì 13 dicembre 2010

NELLE SCUOLE ITALIANE 85% DI LAVAGNE INTERATTIVE MULTIMEDIALI


In 9 casi su 10 a pagare e’ stato il Miur, ma per meta’ dei docenti la formazione e’ insufficiente. Su oltre 1.000 scuole contattate dal Censis, l’84,9 per cento possiede una o piu’ lavagne interattive multimediali (Lim), adottate per innovare l’ambiente di apprendimento e le metodologie didattiche. Poche le differenze in base alla dislocazione geografica degli istituti coinvolti nella rilevazione: si oscilla tra l’88 per cento nel Nord-Ovest all’83,4 per cento nel Sud. E’ quanto emerge dal Rapporto 2010 dell’istituto di ricerca sulla situazione sociale del Paese. Stando alle risposte dei dirigenti scolastici, nel 91,4 per cento dei casi le risorse per l’acquisto delle Lim hanno avuto origine ministeriale. Spesso in aggiunta all’azione ministeriale, le Lim sono state acquistate dalle scuole con propri fondi (20 per cento), grazie all’intervento di Regioni ed enti locali (10 per cento), o donate da soggetti privati (6,6 per cento). Le principali beneficiare delle lavagne interattive sono state le classi con docenti che hanno effettuato la formazione prevista per la loro introduzione nelle scuole (35,9 per cento) o con le piu’ elevate competenze nella didattica digitale (31,3 per cento). Ma quali sono le aspettative dei dirigenti scolastici in merito? Una maggiore attenzione e partecipazione attiva degli studenti (8,12 su una scala da 1 a 10) e la possibilita’ di approfondire alcuni ambiti disciplinari (7,79). Seguono il rafforzamento della motivazione/competenze professionali dei docenti (7,67), un apprendimento collaborativo e produzione di materiali didattici riutilizzabili (7,60), lo sviluppo di approcci interdisciplinari (7,52) e il supporto per allievi disabili e con disturbi specifici dell’apprendimento (7,50). Sfumato il giudizio dei docenti: secondi una meta’ degli intervistati (51,4 per cento), infatti, l’introduzione di questi nuovi strumenti di apprendimento hanno prodotto nuovi fabbisogni di formazione che pero’ non sono ancora del tutto soddisfatti. Per un’altra meta’ circa (48,8 per cento), invece, la scarsa autonomia dei docenti nella creazione di contenuti digitali determina una sottoutilizzazione delle lavagne, mentre un terzo dei maestri (34,7 per cento) ritiene che l’impiego delle Lim non sia agevolato dalla rigidita’ dei docenti prossimi alla pensione, che hanno difficolta’ a rimettere in discussione il proprio approccio didattico. Grosso modo concordi i presidi: piu’ della meta’ (50,9 per cento) sostengono che il numero ridotto di lavagne interattive rispetto a quello delle classi rischia di creare un divario nei livelli di apprendimento dei gruppi, a discapito del diritto di ciascun alunno ad avere pari opportunita’ nell’accesso ai saperi e livelli di istruzione paritetici.

Fonte: Free News Online - Autore: Roberta Mazzacane