Pagine

Visualizzazioni totali

venerdì 17 dicembre 2010

Focus Eurispes: adolescenti incauti su internet, il 10% disposto anche a spogliarsi


Il computer sta diventando il migliore amico degli adolescenti, ragazzi spesso soli, in famiglie colpite dalla crisi economica e per questo meno serene.
Questo il quadro che emerge dall’ Indagine Conoscitiva 2010 sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia, presentata dal presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo e dal Presidente dell’ Eurispes, Gian Maria Fara. La ricerca, che ha coinvolto oltre tremila bambini e adolescenti tra i 7 e i 19 anni di età ha rivelato che i ragazzi italiani percepiscono le difficoltà economiche: un adolescente su quattro dichiara che la propria famiglia è stata colpita dalla crisi, mentre addirittura il 52 per cento afferma di conoscere altre famiglie (amici, vicini, parenti) che hanno risentito dalla congiuntura economica negativa. Difficoltà che hanno riflessi profondi sulla quotidianità: un ragazzo su tre dice di fare più attenzione nelle spese per cibo e vestiario, mentre ben il 46% ha ridotto le spese extra relative al tempo libero. Il 16 per cento degli adolescenti, infine, testimonia difficoltà della famiglia ad arrivare alla fine del mese.
Il clima falimiare ovviamente risente della crisi: i genitori hannopiù spesso discussioni e manca un sereno dialogo familiare: il 20 per cento dei bambini riferisce che nell’ultimo periodo i genitori hanno litigato più spesso di prima, mentre il 25 per cento degli adolescenti dichiara di aver notato un maggior nervosismo nei genitori e il 29 % di litigare più spesso con loro. Ne nasce un diffuso malessere: oltre il 20 per cento dei bambini e il 40 per cento degli adolescenti dichiarano di essere diventati più ansiosi. Questi numeri, se incrociati agli altri dati che abbiamo già riferito sulla mancanza di dialogo e la diffusa voglia di fuggire di casa, costruiscono un quadro piuttosto preoccupante sulla conflittualità familiare. Veniamo al consumo di media e tecnologie: tutti gli adolescenti hanno ormai un telefonino, e ben il 25 per cento di loro dice di trascorrere al cellulare oltre quattro ore al giorno. Cresce l’utilizzo di videogiochi e Internet anche da parte dei bambini. Tra i social network, Facebook continua a raccogliere la maggior parte delle preferenze: ben l’84% degli adolescenti dichiara di avere aperto un profilo, percentuale che nel 2009 era del 71%, mentre sono aumentati dal 55% al 68% cento quelli che guardano filmati su YouTube. Ma c’è di più: la un intervistato su cinque dichiara di cercare video con scene forti (incidenti, violenza, sesso). Ma l’uso più sconsiderato della rete riguarda la vita relazionale: il 60% dei ragazzi giudica positivamente la possibilità di utilizzare Internet per incontri sentimentali, e al 17% degli adolescenti è già capitato di innamorarsi di una persona conosciuta in Internet. Circa il 40% ritiene inoltre che sia “positivo” o “accettabile” incontrare dal vivo una persona conosciuta on line. Percentuali rilevanti ritengono positivo o accettabile anche lasciare su Internet il proprio indirizzo (23%) e il numero del proprio cellulare (38%). E veniamo al dato più allarmante: per un adolescente su dieci spogliarsi in Internet è accettabile o positivo. Per di più i giovani dimostrano di non avere gli strumenti per difendersi dai rischi del web: sebbene il 52 per cento degli adolescenti è consapevole che spesso su Internet gli interlocutori fingono una identità diversa, il 39 per cento dichiara che “ci si può fidare di una persona solo se la si incontra dal vivo”. Altro dato preoccupante: un adolescente su 10 ritiene di potersi fidare di una persona conosciuta in rete semplicemente “ponendo alcune domande”, o che per fidarsi sia sufficiente “seguire il proprio istinto”. Mutamenti economici e sociali e progressi della tecnologia pongono insomma problemi nuovi: “La sfida di oggi - commenta il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara - è quella di rispondere concretamente ai bisogni dei bambini e degli adolescenti, con un impegno che non può essere, ovviamente, demandato a singoli – non importa se individui o istituzioni – ma congiunto e composto di un piano integrato di azioni a più livelli: Istituzioni ed Enti locali ma anche comunità, scuole e famiglie”.
Fonte: Figli e Famiglia