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giovedì 17 giugno 2010

L'espansione dell'universo digitale

Entro il prossimo decennio il nostro universo digitale sarà quasi cinquanta volte più grande di quello attuale, raggiungendo la strabiliante cifra di 1,2 zettabyte di informazioni (uno zettabyte corrisponde a mille miliardi di gigabyte) scambiate, stampate, archiviate, abbandonate. E’ il risultato dell’ultimo studio sullo stato dell’arte del mondo del digitale raccontato dalla società di ricerca IDC e commissionato dall’azienda EMC (che sul suo sito fornisce anche l’Information Growth Ticker, un contatore da scaricare sul Pc che aggiorna in tempo reale sulla quantità di dati creati a partire dal primo gennaio 2010. Numeri sbalorditivi, dunque, la cui consistenza sarà generata anche dalla conversione di molte piattaforme oggi ancora in larga parte analogiche - come tv, radio e stampa - al digitale. Numeri analoghi sono riportati dall’annuale Visual Networking Index della Cisco un report che conferma l’ubiquità dei dati e la rilevanza dell’impatto del networking, e che prevede nei prossimi 4 anni una crescita quadruplicata del traffico IP (Internet Protocol), fino a raggiungere oltre 767 exabyte, più di tre quarti di uno zettabyte: l’equivalente di 16 billioni di DVD, 21 trillioni di MP3 o 399 quadrilioni di messaggi di testo. Secondo la Cisco, dunque, il totale dei dati che viaggeranno attraverso l’IP network nel 2014 sarà dieci volte superiore ai valori del 2008. In altre parole, il flusso di dati su base mensile sarà nel 2014 di quasi 64 exabyte.Ne deriva che le innovazioni del network saranno chiamate a sostenere importanti livelli di traffico. Quali gli orientamenti?.
- Il Nord America genererà la maggior quantità di traffico IP con 19 exabyte mensili
- Il Paese a crescita più veloce sarà l’America Latina, con il 51% di tasso di crescita annuale
- Il video diventerà dominante, occupando oltre il 91% del traffico globale
- Circa l’87% del traffico sarà generato dai consumatori
- Dal 2009 al 2014 il traffico dati mondiale del mobile aumenterà di 39 volte
Una vera e propria rivoluzione tecnologica, in termini numerici, che è già ampliamente in atto e già sta cambiando il nostro modo di vivere, di relazionarci, di apprendere, di lavorare, di muoverci in spazi sempre più inconsistenti, sempre più frammentati, sempre più «liquidi» (cfr. Zygmunt Bauman, Vita liquida, Laterza 2006) o, utilizzando l’immagine del «cloud computing», sempre più aereiformi. Ma quale sarà l’impatto prevedibile? Come si innoverà l’IP network per sostenere una tale crescita esponenziale? Difficile dirlo, essendo un impatto strutturale e trasversale, che modificherà non solo i dati, ma anche i parametri di approccio e di giudizio rispetto a quei dati. Ma qualche ipotesi, fin da ora, la ricercadell’IDC la prospetta. Innanzittutto conferma il ruolo di primo piano che la rete sta progressivamente acquisendo, con oltre un terzo delle informazioni digitali pubbliche e private create ogni anno che risiederanno o transiteranno nella nuvola di tecnologie informatiche disponibili online. In parallelo intravede uno degli impatti più problematici che ne deriveranno: la rilevanza del gap tra quantità di contenuti e disponibilità di archiviazione. Centrale diventerà il problema della ricerca dei dati da parte degli utenti, che già oggi si confrontano con contenuti disponibili superiori al 35% delle capacità di archiviarli, e che aumenterà nel prossimo decennio fino a raggiungere la previsione del 60%.
Ma le domande sul nostro prossimo futuro non riguardano solo aspetti tecnici e logistici, se così li possiamo definire, estendendosi ad aree tutt’altro che secondarie, se pure di carattere più sociale, culturale ed etico, su cui impatteranno conseguenze altrettanto rilevanti non definibili in termini numerici. Ne riportiamo solo alcune, le cui argomentazioni sempre più spesso trapelano come fondamentali negli studi di accreditati sociologhi e filosofi studiosi della contemporaneità. Quali saranno i nuovi comportamenti delle persone in termini relazionali? E in termini identitari, come rappresenterà l’uomo questo suo essere proiettato «fuori di sè» e dunque una possibile perdita di controllo della propria identità interiore? Quale sarà la nuova etica che regolerà i rapporti tra gli individui e con il mondo parallelo della rete? Ci saranno alcune voci che diventeranno pericolosamente predominanti o il mormorio della rete trapelerà in modo ubiquo e puntiforme?Solo un accenno di risposte: Edgar Morin, padre del pensiero complesso e tra i primi ad avere intuito lo straordinario impatto della rete nella struttura sociale, parla di una nuova etica della responsabilità, ovvero della necessità di una morale connessa a un atteggiamento consapevole da parte di ogni essere umano rispetto alle conseguenze del proprio agire, anche sulla rete.
Il sociologo erede del pensiero di Mc Lhuan, Derrick de Kerckcove, avverte come reale il pericolo di una perdita della nostra rappresentazione individuale che sempre più si proietta «fuori» da sè, ma anche la possibilità di controllare la perdita di identità accompagnandone i mutamenti di percezione.
Sono solo alcune suggestioni, basilari però nella previsione del nostro prossimo futuro.

Fonte: Padrianalogici Figli digitali - Autore: Maria Grazia Mattei