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lunedì 8 marzo 2010

Cyber terrorismo. Per gli Usa, minaccia sempre più grave. Mueller (FBI): 'Effetti peggiori di una bomba ben piazzata'


La minaccia del cyber terrorismo è una realtà da cui nessun governo può più prescindere, vista l’importanza che le reti informatiche rivestono ormai per l’economia e la sicurezza nazionale.
Diversi episodi recenti, relativi ad attacchi hacker rivolti a grandi aziende hi-tech occidentali, tra cui Google e Intel, hanno rinfocolato tensioni e vecchie polemiche - con scambi di ‘avvertimenti’ non proprio velati tra Washington e Pechino - e hanno mostrato con tutta evidenza come ormai il cyberspazio sia un territorio da salvaguardare con la massima attenzione.
Internet, insomma, è diventato per la sicurezza nazionale un campo di battaglia senza polvere da sparo, in cui militanti politici, stati ostili, organizzazioni criminali, grazie a eserciti di ‘Pc zombie’, attuano le loro strategie agendo, per lo più, indisturbati, protetti dall’anonimato garantito dalla rete. La minaccia, dunque, è quanto mai reale e anche il direttore dell’FBI Robert Mueller, ha sottolineato l’importanza di difendere le reti informatiche da attacchi che possono avere lo stesso impatto di “una bomba ben piazzata”.
Che si tratti della Cina o di al Qaeda, di gruppi organizzati che mirano a destabilizzare l’economia o di mercenari pagati per rubare segreti industriali, l’impegno dei governi e la cooperazione internazionale contro queste nuove forme di criminalità dai confini altamente labili, devono essere massimi: “i rischi sono proprio fuori dalla nostra porta e, in alcuni casi, sono nelle nostre case”, ha affermato Mueller nel corso della Rsa Conference sulla sicurezza informatica che si è svolta a San Francisco. “Negli ultimi 10 anni - ha affermato ancora - la presenza online di al Quaeda è diventata tanto potente quanto la sua presenza nel mondo”. L’organizzazione terrorista utilizza internet per reclutare i suoi membri, incitare alla violenza, istruire aspiranti estremisti.
La minaccia del cyber terrorismo è reale e in rapida espansione” ha aggiunto il capo dell’FBI, sottolineando come i terroristi abbiano mostrato “…un chiaro interesse nelle competenze da hacker e tenderanno sempre più a combinare gli attacchi fisici a quelli virtuali”.
Alla Conferenza RSA ha partecipato anche Richard Clarke, ex consigliere della Casa Bianca per la sicurezza nazionale, che ha sottolineato come “…tutte le più importanti compagnie americane ed europee siano state penetrate”, in quella che è ormai, “una vera guerra industriale”, in cui Cina e Russia stanno “rubando petabytes di informazioni”. Secondo Clarke, diversi Stati hanno creato cyber-unità specializzate per preparare il campo di battaglia e si cimentano quotidianamente in attività criminose che né l’industria né il governo americano riescono a fermare: “…rubano tutto quello che c’è da rubare – ha affermato Clarke – anche informazioni apparentemente innocue, grazie ad attacchi che puntano direttamente ai Pc dei dirigenti delle più importanti società”.
“Stiamo giocando al gatto e al topo ma, sfortunatamente, il topo sembra essere sempre un passo avanti”, ha concluso Clarke.
Nei giorni scorsi, la polizia spagnola ha arrestato i tre creatori di quella che gli esperti hanno definito “una delle più grandi botnet al mondo finalizzata alla sottrazione di informazioni personali riservate, credenziali bancarie, password e numeri di carte di credito”. Mariposa – questo il nome della rete di Pc zombie - ha infettato fino ad oggi 13 milioni di PC in 190 Paesi, inclusi numerosi PC di grandi aziende (oltre la metà delle 1.000 aziende più grandi al mondo) e almeno 40 importanti banche. Il 18 febbraio, la società specializzata in sicurezza NetWitness ha riferito di un nuovo virus che avrebbe colpito 75 mila computer di 2.500 aziende in tutto il mondo, inclusi gli account degli utenti dei più popolari social network. “Dobbiamo continuare a fare tutto il possibile per minimizzare e fermare questi attacchi”, ha affermato quindi Mueller, invitando gli esperti in sicurezza informatica a unirsi all’FBI, in un appello che replica quello fatto nei giorni scorsi dall’attuale segretario per la Sicurezza nazionale, Janet Napolitano.