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giovedì 25 febbraio 2010

Eurispes: Italia, tra Social Network e Facebook


Gli ultimi dati Eurispes confermano come il fenomeno dei social network (Facebook in testa) stia raggiungendo livelli senza precedenti in Italia: è forse tempo di una regolamentazione più seria?

Cresce a dismisura il fenomeno dei social network in Italia, secondo gli ultimi dati Eurispes, con in testa Facebook (440 milioni di utenti, secondo il suo co-fondatore Mark Zuckerberg), "fenomeno del millennio".
Un'espansione senza freni - social network e Facebook - che ha unito lo Stivale e coinvolto utenti consumer e business senza distinzioni. Denominatore comune: comunicare e condividere informazioni. Eurispes rivela come, anche in Italia, sia cresciuta la consapevolezza di questo strumento: oggi solo l'1,1% degli intervistati dichiara di non sapere di cosa si tratti e sono utenti attivi di Facebook il 44,2% degli Italiani maggiorenni (+13,5% rispetto al 2009). Un fenomeno però che conquista soprattutto i giovani, infatti il 68% degli utenti si colloca nella fascia compresa tra i 25 ed i 34 anni, mentre il 66,9% in quella dai 18 ai 24 anni. Un buon 25,3% dei 45-60enni d'Italia confessa di possedere un profilo su facebook, per una crescita del +10,9% rispetto al 2009. Il dato più sorprendente riguarda però gli over 65, i quali nel 2009 dichiaravano di non sapere cosa fosse Facebook nel 65% dei casi, mentre ora oltre ad essere solo il 7,8% (-57,2%), addirittura il 31,1% di loro si è registrata sul social network. Dal punto di vista geografico, a sorpresa, non vi sono sostanziali distinzioni in Italia: al Sud è su Facebook il 41,7% dei residenti, nelle isole il 41,9%, nel Nord-Ovest il 49,5% e nel Nord-Est il 39,4%. La diffusione di questo fenomeno pone però l'accento su problematiche di privacy, mancanza di controllo sui contenuti pubblicati più efficace e necessità di una regolamentazione più specifica e aggiornata. Concorde il 41,8% degli Italiani, contro un 24,5% che ritiene che i social network debbano essere completamente liberi e senza censure.
A volere una maggiore regolamentazione sono soprattutto i 45-64enni (46,8%), ma anche il 41,9% dei 18-24enni ed il 38,5% dei 25-34enni), mentre il 30,7% dei 25-34enni si dichiara a favore della totale assenza di controlli e censure.