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lunedì 18 gennaio 2010

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Ancora Facebook. Dopo l'aggressione al Presidente del Consiglio, sono nati in rete appelli, gruppi pro o contro Silvio Berlusconi, chi per inneggiare al lanciatore chi per ergersi a difesa del premier ferito. Naturalmente anche Facebook è stato una piazza importante per queste manifestazioni, specialmente grazie ai "gruppi".
Ed è proprio dei gruppi che si vuole parlare per evidenziarne una loro caratteristica che non tutti colgono. L'antefatto: tempo addietro un gruppo invitava a iscriversi per unirsi contro la possibilità di un Facebook a pagamento, raccogliendo velocemente molte migliaia di iscritti. Dopo il lancio del duomo in miniatura contro il Presidente del Consiglio, il gruppo per mano dei suoi amministratori cambia nome - e mission ovviamente - diventando "Solidarietà a Silvio Berlusconi".
Esprimiamo la nostra più sentita solidarietà al nostro Presidente del Consiglio, l'on. Silvio Berlusconi, per la vile aggressione subita da parte di uno squilibrato e gli rivolgiamo calorosi auguri per una pronta guarigione. Sicuri di interpretare il desiderio di tutti gli italiani per bene, Le auguriamo inoltre Buone Feste!, questa la presentazione del gruppo che contava ben quasi due milioni di utenti iscritti. Erano due milioni di utenti raccolti tramite il tam tam del web, il passa parola, prima contro una causa inesistente nella sostanza (nessuna voce ufficiale su possibili costi di Facebook) e poi "travasati" verso una causa ben differente nella sostanza, senza che gli iscritti ne fossero consapevoli se non dopo, magari dopo aver anche faticato a capire come potevano risultare iscritti. L'esempio in questione ha avuto molta risonanza naturalmente per il tipo di "causa" scelta, per l'implicito peso e scelta politici. Ma potrebbe essere allargato a ogni altra situazione, ivi compresa la possibilità di vendere a terzi identità online (che molto spesso per la natura medesima di Facebook non si limitano a un nick o a una email) ben "targettizzate" sotto un certo profilo. Il punto dunque è ricordarsi sempre che dietro al semplice, poco impegnativo e facile click ci può essere di più, che sarebbe meglio capire. Un gruppo su Facebook non è una causa univoca e ben definita, quanto una discussione su un certo argomento affrontato e condiviso da numero di persone su uno spazio però gestito da un Amministratore: nel tempo argomento e discussione possono cambiare di molto. Diversamente da una fans-page che per definizione stessa è votata a un unico possibile target, potendo magari essere gestita in maniera opinabile ma comunque alla peggio chiusa ma non editata nel titolo, il Gruppo è un circolo di persone sotto il controllo di un Amministratore e se costui si comporterà in modo poco etico, corretto o trasparente automaticamente ciò si ripercuoterà sul gruppo di persone "affiliate". Certo non bisogna gridare eccessivamente allo scandalo, difficilmente la situazione sfuggirà seriamente di mano, ma è bene ricordare che affiliarsi a un gruppo implica una scelta attiva e dunque cosciente da parte dell'utente che dovrebbe aver letto come funziona, come viene gestito, quali sono le implicazioni e le possibili piccole o grandi differenze. Cosa che non vale solo per i gruppi e nemmeno solo per Facebook ovviamente anche se proprio in questi giorni un avviso, poco considerato dagli utenti, su modifiche alla gestione della privacy proprio da parte di Facebook ha fatto si che molti profili privati divenissero pubblici, compreso (ma in questo caso si può pensare a una scelta pubblicitaria) anche quello del fondatore Mark Zuckerberg.
Dunque leggere e comprendere le regole per poter scegliere sensatamente e godere appieno dei vantaggi. Per poter cliccare informati.