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mercoledì 11 novembre 2009

Virus riempie di materiale pedopornografico hard disk di un PC e utente viene arrestato. La storia



Un virus ha caricato di nascosto file pedopornografici nel computer di un utente, che è stato denunciato e inquisito. Alla fine è stato scagionato, ma la sua vita è segnata.

La storia che stiamo per raccontarvi narra di un virus che non solo ha infestato il PC di un utente, ma che, di fatto, gli ha rovinato la vita. Il protagonista della vicenda si chiama Michael Fiola. Prima di essere arrestato per possesso di materiale pedopornografico, Fiola lavorava come dipendente dello stato del Massachusetts, che gli aveva fornito un PC portatile. Nel 2007, i funzionari preposti al controllo dei costi di connessione hanno rinvenuto un traffico dati piuttosto consistente relativo al portatile di Fiola. Da ulteriori approfondimenti è risultato che nell’hard disk di Michael erano conservati contenuti pedopornografici. E da quale momento, per l’uomo e per la sua famiglia è iniziato un vero e proprio calvario, fatto di accuse, processi, amici che si allontanano, gente che ti guarda come fossi un appestato. Una reazione normale, sia chiaro, solo che Fiola non aveva mai scaricato materiale pedopornografico. La colpa, sosteneva l’uomo, era di un virus, ma nessuno sembrava volergli credere, finché un’ispezione più accurata sul suo PC non ha rilevato l’effettiva azione di un malware programmato per visitare circa 40 siti Internet dedicati alla pedopornografia al minuto. Fiola era davvero innocente, ma ci sono voluti circa 2 anni di processi. Le accuse sono state cancellate, ma la vita di Michael è stata segnata per sempre, sia economicamente che socialmente, senza dimenticare i disturbi di salute provocati dallo stress e dalla gogna ingiustamente subita. Per giunta, nessuno dello stato del Massachusetts ha rilasciato un commento al riguardo.