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mercoledì 9 settembre 2009

Virus e file infetti nascosti su P2P triplicati nell'ultima settimana



L'ultimo rapporto elaborato da G Data segnala un notevole incremento di file infetti circolanti nei servizi di file sharing peer-to-peer.
I pericoli per gli utenti che si affidano ai circuiti peer-to-peer per il file sharing e il download di contenuti digitali non arrivano solo dai governi e dalle major, impegnate a contrastare con ogni mezzo possibile la pirateria digitale, ma anche da hackers e crackers che riempiono i vari servizi di P2P di file Torrent che sembrano portare allo scaricamento e alla condivisione di contenuti audio e video, ma che, spesso, nascondono codice maligno.
L’ultimo rapporto elaborato da G Data segnala, infatti, un notevole incremento di file infetti circolanti nei servizi di file sharing P2P e che si presentano sottoforma di mappe per navigatori satellitari, suonerie per telefoni cellulari, video e brani musicali. Dietro una canzone o dietro un film, dunque, si nascondono trojan, malware e worm, utilizzati dai cyber-criminali per i più svariati scopi. I sospetti, a dire il vero, cadono anche sulle stesse case discografiche e cinematografiche, più volte accusate di inserire file infetti per colpire i downloaders incalliti e frenare la pirateria digitale. Al di là della provenienza, la notizia riguarda soprattutto la percentuale di file infetti registrata nella scorsa settimana dai G Data Security Labs: i file contenenti codice maligno sono quasi triplicati rispetto alle rilevazioni precedenti. A essere particolarmente colpiti dal fenomeno sono Torrentreactor.net, Torrent.to e The Pirate Bay, tre dei principali tracker di file Torrent utilizzati dai netizen.
Secondo Ralf Benzmüller, manager di G Data Security Labs, gli utenti dovrebbero stare alla larga dai servizi di P2P e dal download di file Torrent. Benzmüller si attende un incremento di attacchi di phishing o per diffondere malware anche a danno dei social network e degli smartphone.