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lunedì 31 agosto 2009

Facebook: un gruppo pro-pedofilia, come intervenire?


Oggi casualmente con il commento chiaramente negativo di una conoscente di Facebook mi sono imbattuto nel gruppo "IO Sto con i pedofili" che condanno e che la dice lunga sul come sia facile sui social networking e sul web in generale inserire contenuti che vanno contro ogni morale e contro la dignità umana. Il gruppo è stato creato da una certa Ágika Tündik e al momento in cui scrivo vede la presenza di 87 contatti e 400 commenti quasi tutti chiaramente contro questo gruppo, direi aberrante solo il fatto di averlo creato e offensivo nei confronti di tutti coloro che sono stati vittima di questo fenomeno. E ritengo comunque di cattivo gusto se il gruppo fosse stato creato solo come verifica/studio di come la rete cioè noi utenti si reagisse ad un gruppo del genere. La Pedofilia e la pedopornografia culturale dovrebbe essere oggi un REATO e come tale perseguiti tutti coloro che vorrebbero far credere normale ciò che comunemente viene percepito come aberrante. Oggi si fà un gran parlare di leggi ma ogniqualvolta ci si trova di fronte a fatti come questo si rimane impotenti per vari fattori quali il fatto che il più delle volte il server dei contenuti risiede all'estero e non esistono leggi internazionali uguali in ogni Stato. Oggi l'ONU è un organismo che dovrebbe farsi carico del problema appoggiandosi ad associazioni che da anni combattono il fenomeno (METER ed ECPAT su tutte) e far diventare finalmente la pedofilia/pedopornografia "CRIMINE CONTRO L'UMANITA'" con tutto ciò che ne potrebbe conseguire in termine di leggi cui tutti gli stati membri debbono attenersi. Se oggi da un lato è giusto garantire un certo livello di anonimato in rete è anche giusto che siano presenti delle regole e dei "controllori" della rete che puniscano coloro che sono a favore di tutto ciò è illegale. Mi chiedo dal momento in cui i controllori di Facebook ricevono la segnalazione quanto tempo occorra per eliminare questo gruppo. Questo fatto dovrebbe far riflettere e vorrei indicare 2 consigli, uno a tutti gli utenti della rete e l'altro al Dipartimento delle Comunicazioni:

1. Quando si trovano contenuti in rete chiaramente contro la morale e la dignità umana (pro-pedofilia-anoressia/bulimia, suicidio etc) segnalarlo agli amministratori del social networking o se trattasi di un sito web al service provider sul quale risiede il portale e se non basta al servizio di polizia postale e delle comunicazioni;

2. Riformare le funzioni dei CO.RE.COM italiani (comitato regionale per le comunicazioni) formando personale qualificato all'interno per monitorare oltreché i contenuti inadatti ai minori tutto ciò che ineggia l'illegalità e contro la dignità della persona in generale. Da questo punto di vista leggi severe non solo pecuniarie con autorità di riferimento in ciascuna nazione.

Ai consigli sopra esposti aggiungerei un percorso formativo nella scuola italiana partendo dalla primaria sull'uso consapevole, sicuro e legale delle nuove tecnologie. All'educazione civica affiancherei la materia dell'educazione civica della rete. Oggi non è lo strumento a sbagliare ma l'uso che se ne fà. E quello che manca oggi è una base formativa/educativa già a partire dalla scuola primaria(non solo i bambini ma genitori e insegnanti).