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martedì 24 febbraio 2009

FACEBOOK-DIPENDENZA: possibili problemi psico-fisici


Ho avuto modo quest'oggi di leggere due articoli entrambi inerenti quali possano essere i danni causati da un utilizzo improprio o meglio esagerato dello strumento internet e nello specifico del social network di turno.
Tratto dal sito dell'Ansa: "Facebook danneggia il cervello, riportandolo a uno stato infantile e limitando la soglia d'attenzione e la capacita' di comunicare. La neurologa Susan Greenfield, docente a Oxford, ha invitato il governo a preoccuparsi dell'impatto psicologico di internet sui giovani. Greenfield sostiene che siti come Facebook, Bebo e Twitter abituino a stimoli troppo rapidi per cui nella vita reale i ragazzi non riescono a mantenere alta l'attenzione.
Tratto dal sito www.paginemediche.it : Tumori, ictus, patologie cardiache e problemi mentali. Sono gli effetti che potrebbe avere una frequentazione eccessiva dei social network su internet, a partire dal piu' grande e famoso, Facebook. E' la dichiarazione-choc dello psicologo Aric Sigman, che ha esposto la sua tesi sulla rivista Biologist dell'Istituto inglese di Biologia. Facebook e simili, secondo l'esperto, riducono il contatto fisico tra le persone, con enormi effetti biologici: il maggiore isolamento potrebbe modificare il modo in cui i geni funzionano e sconvolgere le risposte immunitarie, i livelli ormonali e la funzionalita' delle arterie. Compromettendo anche le prestazioni mentali.
Tutti effetti negativi che, spiega Sigman, potrebbero aumentare il rischio di cancro, ictus, malattie cardiache e demenza. I siti di social networks, secondo lo psicologo, sono quindi molto pericolosi: nati per unire le persone (consentendo lo scambio di testi, immagini, video) rischiano di fatto di allontanarle, rendendole sempre piu' isolate. Non a caso, riporta lo studio, il numero di ore trascorse dalle persone parlando faccia a faccia con qualcun altro e' drasticamente sceso dal 1987, da quando sono diventati di uso piu' comune i computer.
In due decenni, il numero di persone che dichiara di non avere nessuno durante il giorno con cui parlare "vis a vis" e' addirittura triplicato. Ma scrivere una mail, segnala Sigman, non e' la stessa cosa dell'interagire di persona. I livelli di ormoni come l'ossitocina, la "molecola delle coccole", cambiano notevolmente a seconda che le persone siano in contatto diretto o meno.
E numerosi geni fondamentali (ben 209), compresi quelli che regolano il sistema immunitario, la proliferazione delle cellule e le risposte allo stress, agiscono diversamente in base a quanta interazione sociale si ha con altre persone. "I siti di social networking - chiosa lo psicologo - dovrebbero consentirci di abbellire e allargare la nostra vita sociale, ma il risultato finale e' molto diverso".

Riflessione: come al solito la verità è sempre a metà strada. In conseguenza del risultato di questi studi apparsi quest'oggi sul web, sbagliato sarebbe inibirne l'utilizzo o drasticamente decidere da un giorno all'altro di abbandonare l'utilizzo di questi fantastici strumenti di comunicazione e di socializzazione. Errato sarebbe altresì non porsi il problema ed utilizzare in modo eccessivo questi strumenti con il risultato di trovarsi di fronte realmente a problemi fisici quali quelli evidenziati. Magari non subito ma agendo in questo modo sempre sicuramente qualche problema di natura nella sfera neurologica o psicologica si rischierà di accusarlo. E come ogni dipendenza sarà difficile riuscire a tornare indietro. Fare una bella passeggiata all'aria aperta e rapportarsi con gli altri fisicamente deve essere la consuetudine e non dobbiamo cadere nella trappola di abituarci a fare il contrario. Trasmettiamo questo input soprattutto ai nostri ragazzi.

Fonti: www.ansa.it e www.paginemediche.it

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