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domenica 28 settembre 2014

Dichiarazione su Facebook privacy e diritto d'autore (bufala)


Ultimamente alcuni amici su Facebook mi hanno scritto chiedendomi informazioni circa un testo che appare ogni tanto sulla bacheca di qualche utente inerente una dichiarazione di questo tipo:

Oggi, 2 febbraio 2013, come titolare di questo account in Facebook, dichiaro alle parti interessate, e in particolare all’amministratore di società di Facebook, di essere titolare dei miei diritti di autore che sono collegati a tutte le mie informazioni personali, commenti, testi, articoli, illustrazioni, foto, video professionali, etc. (come da Convenzione Berner).
Per l’uso commerciale di quanto sopra menzionato sarà sempre necessario il mio consenso scritto. Con questa affermazione è severamente vietato a Facebook divulgare, copiare, distribuire, diffondere tali contenuti o eseguire qualsiasi altra azione contro di me basata su questo profilo o il suo contenuto. Queste azioni proibite si applicano anche ai dipendenti, studenti, agenti o membri di qualsiasi squadra, sotto la direzione o il controllo di Facebook. I contenuti del mio profilo sono informazioni private e riservate. La violazione della mia privacy può essere punita dalla legge (UCC 1-308 – 1 308 1-103 e lo statuto di Roma), in Brasile dal codice di protezione e tutela del consumatore (legge 8.078/90) e in Argentina dalla legge 26.388 del CCP.
ATTENZIONE: Facebook ora è un ente pubblico. Tutti i suoi membri sono invitati a pubblicare una nota come questa; se si preferisce, è possibile copiare e incollare questa versione. Se non la pubblichi almeno una volta, tacitamente si permette a Facebook l’utilizzo di elementi quali foto e le informazioni contenute nel tuo profilo e gli aggiornamenti di stato. Grazie! Nell’interesse di tutti.
Questa dichiarazione dal punto di vista legale è perfettamente inutile. Il sito di Facebook ha delle sue regole di privacy che sono sempre disponibili. Inoltre, nelle pagine di Facebook, nella propria bacheca e nel proprio profilo, l’utente può scrivere qualsiasi tipo di informazione personale: dati personali e dati sensibili (preferenze religiose, politiche, sessuali ecc.). 
Quando scriviamo informazioni sul nostro conto nel profilo pubblico, siamo noi che divulghiamo e diffondiamo tali contenuti, non Facebook. In tal caso, diventa evidente che è la nostra volontà (o inconsapevolezza) che rende vana la legge sulla privacy, perché siamo noi stessi a “svelarci” al mondo. 
Posso dunque confermare che è una dichiarazione che pubblicata crea solo disinformazione non producendo peraltro alcun risultato. Il consiglio, così come altre bufale che girano sul web, è quello di eliminare i contenuti dalla propria bacheca e informare i nostri amici a che facciano altrettanto. Consiglio prima di pubblicare o condividere informazioni che troviamo sul social o in Rete di verificarne l'affidabilità e la veridicità prima di diffondere disinformazione "viralizzandola" con conseguenti perdite di tempo e denaro per tutti.

Infine, se davvero vogliamo garantire in toto la nostra privacy, l'unico modo è non pubblicare post che ci riguardano personalmente e creare un profilo blindato con informazioni personali dosate con il contagocce.