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mercoledì 12 marzo 2014

La parola ai ragazzi: "SOCIAL NETWORK, PER CONOSCERSI, NON PER MORIRE!"

In relazione al triste fatto di Cittadella di un mese fà, che ha visto coinvolta una ragazza quattordicenne oggi purtroppo non più fra noi, riporto questo articolo scritto da un ragazzo della medesima età. Quest'anno all'interno del blog vorrei dar voce a ciò che pensano i ragazzi in relazione al nuovo ambiente nel quale ci troviamo a vivere basato su internet e i social network. Non possiamo più parlare di reale o virtuale in quanto essere online significa prolungare ciò che avviene offline nella vita reale.

(tratto da un pensiero di M.B. ragazzo quattordicenne) : 
"I Social Network si stanno trasformando in mezzi da usare per mettere in ridicolo la gente e per offendere. Non ci vuole niente a deridere le persone attraverso chat e, quindi, Social Network, perché secondo me la gente si dovrebbe confrontare fuori dal mondo delle chat. La storia TERRIFICANTE e ASSURDA, che oggi è protagonista di questo mio post, è una ragazza quattordicenne spinta a suicidarsi per colpa della cattiveria dei suoi ‘AMICI’ (se così si possono chiamare). visto e considerato che sono stati proprio loro la causa della sua morte. La ragazza invece di lottare per la sua vita e di cercare di evitare questi ‘animali’ ha reagito in questo modo: “Ha scritto per chiedere scusa, per non essere dimenticata, perché mamma e papà la perdonassero”. Chiedere scusa? E di cosa? C’è un gruppo di ragazzi che non fanno altro che offendere senza sapere e ti scusi? Dovrebbero essere loro a scusarsi con te. Ad essere stati talmente offensivi e cattivi da farti pensare che forse in quel momento della tua vita era meglio finirla lì. Te l’ho dico io perché, eri troppo debole, non sapevi come reagire, se solo fossi stata più forte e menefreghista… bhè a quest’ora saresti ancora in vita.

 GRIDAVA AL MONDO, MA NESSUNO LA SENTIVA.

Concludo per dire che… andando avanti così, i Social Network non serviranno più per conoscersi ma diventeranno un vero pericolo per i deboli che si trasformeranno in vittime du quei ragazzi che li prenderanno di mira.

TI RICORDEREMO NON PER L’AZIONE CHE HAI COMPIUTO, MA PER QUANTA SOLITUDINE E SOFFERENZA HAI CERCATO DI SOPRAVVIVERE IN QUEST’INCUBO."