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martedì 19 marzo 2013

I Mi Piace su Facebook non valgono niente?

I Mi Piace su Facebook non valgono niente?Secondo la BBC le aziende che investono in pubblicità su Facebook starebbero perdendo i loro soldi. La gran parte degli apprezzamenti virtuali arriverebbe infatti da profili falsi.

Un'inchiesta della BBC mette in dubbio l'effettivo valore delle campagne pubblicitarie su Facebook, mirate ad ottenere quanti più Mi piace possibili dagli utenti del social network. La tv pubblica inglese ha provato a fare chiarezza su quella che ad oggi resta la principale fonte di introiti per la creatura di Mark Zuckerberg, che il 26 luglio dovrà mostrare al mondo (ed agli investitori) il primo report con i risultati concreti dopo la quotazione a Wall Street.
Secondo il servizio della BBC le aziende che investono sulle campagne starebbero in sostanza perdendo i loro soldi cercando di ottenere Like da utenti che non sono interessati ai loro prodotti o servizi. Gli esperti di sicurezza interrogati dalla BBC sostengono che molti dei profili sul social network sarebbero falsi, creati da macchine programmate per diffondere materiale di spam. Facebook però smentisce seccamente quanto sostenuto dal network britannico, parlando di "nessuna evidenza di un problema significativo".
Il business del social network blu si basa in gran parte sulle somme che chiede alle aziende per piazzare banner pubblicitari capaci di attrarre i Mi piace. Apprezzamenti virtuali che però potrebbero valere molto meno di quanto i clienti possano immaginare. All'inizio del 2012 Facebook ha fatto sapere che solo una percentuale compresa tra il 5 ed il 6% dei suoi 900 milioni di utenti è falsa. Un numero di profili fake vicino ai 54 milioni, che non fa dormire tranquillo chi sceglie di piazzare pubblicità sul social.
Secondo Graham Cluley, esperto di sicurezza presso la Sophos, chi è interessato a diffondere spam o malware può produrre migliaia di falsi profili e fargli collezionare altrettanti Mi piace, così da creare community allargate. Cluley è convinto che a Palo Alto siano impegnati a risolvere questo problema, ma i vertici della società non confermano: "non siamo a conoscenza di nessuna ondata di Like provenienti da falsi account" ha detto Facebook alla BBC, "il problema dei profili fake non è mai stato sollevato dai molti investitori che ottengono risultati positivi".
Il network televisivo britannico cita il caso di Michael Tinmouth, consulente per il social media marketing che collabora con una serie di piccole società. Dopo la soddisfazione iniziale per i ritorni sull'investimento in pubblicità, i suoi clienti hanno cominciato a lamentarsi. Ad indispettirli sono i profili degli utenti che hanno cliccato Mi piace. Infatti, mentre credevano che la loro campagna avesse una portata globale, buona parte degli apprezzamenti arrivava da paesi come le Filippine e l'Egitto. "Persone dai 13 ai 17 anni - spiega Tinmouth - con nomi sospetti e fino a 5.000 Mi piace su pagine diverse". Per verificare quanto sostenuto dal consulente per il social media marketing, la BBC ha condotto un esperimento. Ha creato una pagina di una fantomatica società (senza prodotti in vendita), che in poche ore ha collezionato migliaia di Like provenienti anche in questo caso in gran parte da Egitto e Filippine.
Tinmouth non si è limitato a lamentarsi con la BBC. Ha chiesto a Facebook di andare a fondo nella vicenda, sostenendo che i suoi clienti si rifiutano di pagare il servizio sulla base del fatto che i messaggi non raggiungono "persone reali". Da Palo Alto hanno continuato a negare rifiutandosi di incontrarlo, ma con la BBC hanno tirato in ballo un altro problema. La scarsa efficacia delle campagne dipenderebbe dalla mancanza di un target specifico e dalla scelta di "bersagliare" un pubblico generalista. "Non raccomanderemmo a nessuno di agire così" spiegano. Una cosa è certa, l'inchiesta della BBC rischia di rompere le uova nel paniere a Zuckerberg e soci.