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mercoledì 12 dicembre 2012

App spione, neanche i bambini sono al sicuro. FTC rivela: il 60% trasmette a terze parti informazioni sensibili

Tra le informazioni trasmesse a società di advertising o di analisi senza il consenso dei genitori – quindi in violazione della legge - l’ID del dispositivo, il numero di telefono, la posizione geografica e altri dati sensibili.

I bambini, si sa, sono tra i bersagli preferiti dalla pubblicità e visto che sono anche sempre più tecnologici, quale strumento migliore per carpire i loro gusti delle app degli smartphone?
Smart City
Secondo uno studio della Federal Trade Commission americana, la maggior parte delle app per bambini collezionano ‘segretamente’ informazioni quali l’ID del dispositivo, il numero di telefono, la posizione geografica e altri dati sensibili senza il consenso dei genitori, come sarebbe d’obbligo.

Per la precisione, più della metà – il 60% - delle 235 app analizzate dalla FTC tra quelle scaricabili dal Google Play e dall’App Store di Apple trasmette l’identificativo del dispositivo, spesso condiviso con società di advertising, società di analisi o oltre terzi parti. 14 trasmettono la posizione del dispositivo e il numero di telefono.
Più della metà delle app contengono inoltre funzioni interattive come la possibilità di acquisti in-app e pubblicità di cui i genitori non sono a conoscenza.

Le terze parti cui sono inviati i dati possono così sviluppare profili dettagliati dei bambini sulla base del loro comportamento nelle diverse app.

Solo il 20% delle app esaminate, rivela ancora lo studio, divulga le informazioni relative alle politiche sulla privacy.

“Anche se pensiamo che la maggior parte delle aziende abbia le migliori intenzioni quando si tratta di proteggere la privacy dei bambini, non abbiamo notato progressi per quel che concerne la garanzia che i genitori abbiano le informazioni necessarie a fare scelte informate sulle app per i loro bambini”, ha dichiarato il presidente della FTC, Jon Leibowitz.
“Il nostro studio dimostra che le app per bambini dirottano una quantità allarmante di informazioni dai dispositivi mobili senza rivelarlo ai genitori”, ha aggiunto Leibowitz, sottolineando che “tutte le società attive in questo settore devono impegnarsi di più” e anticipando che la FTC svolgerà un’altra analisi in futuro e si aspetta di vedere dei miglioramenti.

I genitori, sottolinea la FTC, devono essere messi nelle condizioni di conoscere le procedure sulla privacy delle app destinate ai bambini. Sulla base dei dettami del Children's Online Privacy Protection Act (COPPA), gli operatori di servizi online per i bambini con meno di 13 anni devono avere il consenso dei genitori prima di raccogliere e condividere informazioni personali.
A settembre, la FTC aveva proposto l'aggiornamento del COPPA per rafforzare la protezione della privacy online dei minori, ma ha incontrato una forte resistenza da parte delle aziende di settore.

La FTC ha pertanto annunciato ieri il lancio di un’indagine per determinare se alcune mobile app per bambini abbiano violato il COPPA o abbiano attuato pratiche commerciali sleali o ingannevoli.

Fonte: Key4biz - Autore: Alessandra Talarico