Pagine

Visualizzazioni totali

venerdì 9 dicembre 2011

FACEBOOK: UN DOCENTE PUO' DARE L'AMICIZIA AD UN ALUNNO?


Ieri, parlando con un docente che come molti altri è presente su Facebook, mi sono reso conto che quanto accaduto i giorni scorsi circa la notizia arrivata tramite Repubblica, circa il divieto emanato da un Dirigente Scolastico ai docenti di una scuola media dell'entroterra savonese, sta generando allarmismo, confusione e preoccupazione nel corpo docente che non sa come comportarsi e teme eventuali ripercussioni dal punto di vista legale nel caso in cui fra gli amici, fossero presenti i loro alunni.

"I professori non possono dare l'amicizia su FACEBOOK", questa la decisione del dirigente scolastico che pare si sia rifatto ad una legge del Missouri nella quale si vietava ai professori di avere contatti con gli studenti sui social network motivando tale scelta come per proteggere i minori da eventuali approcci a sfondo sessuale o non proprio “educativi”. Come dice nel suo bellissimo post la collega Caterina Policaro (in Italia uno dei maggiori conoscitori e formatori circa il mondo dei social network), questa legge è La legge del Missouri che è stata poi cambiata: a seguito delle proteste dei docenti e della popolazione, è stata giudicata, ovviamente, ANTICOSTITUZIONALE. Dal punto di vista educativo VIETARE è sempre stato controproducente rispetto a REGOLAMENTARE. Per quel che riguarda il discorso Social Network occorre creare delle Policy, o meglio un regolamento all'interno del quale vengano riportate modalità comportamentali di utilizzo di questo strumento che, voglio ricordarlo è la piazza REALVIRTUALE oggi maggiormente utilizzata al MONDO. Quando faccio incontri formativi con i genitori la domanda di rito iniziale è: quanti di voi utilizzano Facebook. La percentuale media di quelli che lo utilizzano varia tra il 5 e il 10%. La stessa domanda rivolta ai docenti sale a un 15%/20%. Se poi infine arriviamo ai ragazzi (fascia d'età 11-18 anni) arriviamo ad un 98%. Queste percentuali ci fanno capire il perché sia fondamentale oggi da parte delle principali agenzie educative, FAMIGLIA e SCUOLA, entrare a far parte di questo mondo che ormai non può essere più definito VIRTUALE, bensì REALE. Oggi se un genitore vuole sapere come il proprio figlio si comporta anche nella vita tutti i giorni a scuola, con gli amici, al bar, in discoteca o nei vari luoghi di ritrovo, deve essere presente sulla "piazza" di Facebook. Ed è per questo motivo che personalmente ritengo che sia i GENITORI che i DOCENTI, se realmente vogliono essere EDUCATORI, chiaramente nel rispetto dei ruoli che gli competono, devono neccessariamente conoscere le dinamiche di questo mondo. Fare cioè lo sforzo di capire come utilizzare lo strumento, quali sono le potenzialità, quali rischi e come poter fornire indicazioni e regole atte ad evitare spiacevoli soprese. Anche questa è educazione e, fra l'altro, essere su questa piattaforma significa avere la possibilità di parlare il loro stesso linguaggio e dunque riprendere in mano un dialogo, che ahimé nel corso degli anni soprattutto nella fase adolescenziale va sempre più perdendosi. Evidenziando i rischi e pericoli durante gli incontri formativi può succedere che alcuni genitori in particolare decidano di seguire la strada sbagliata del DIVIETO inibendo, censurando l'utilizzo di questo strumento. La storia ci insegna che, seppure sia la strada più facile, dal punto di vista educativo sia quella sbagliata. Comunque in un modo o nell'altro troverebbe il sistema per poterlo utilizzare a insaputa dei genitori. La strada più difficile e tortuosa è quella di cercare di capire ed educare ad un sano utilizzo del mezzo dando delle regole. Oggi i ragazzi sono ben felici che genitori e docenti non siano fra le loro amicizie, e questo semplicemente per un motivo: sanno di non essere controllati e da che mondo e mondo sappiamo bene quanto sia importante per un ragazzo (lo siamo stati anche noi) poter essere liberi di fare quel che si vuole senza controllo alcuno. Chiudendo la parentesi genitori, per non uscire dal contesto del titolo di questo articolo, concordo sul fare entrare sul social network anche bambini di 10 anni (....non querelatemi per blasfemia...). Questo solo a patto che il genitore faccia il genitore affiancando il bambino nell'utilizzo dello strumento e inserendo le giuste impostazioni che gli impediscano di fare amicizia con chiunque, dunque di finire su contenuti inadatti a quella fascia di età. Torniamo a bomba sul discorso amicizia fra un docente e il proprio alunno. La classe per molti ragazzi è una seconda casa. I ragazzi si relazionano e, con molti dei loro docenti, parlano di tutto. Se qualcosa non si vuol far sapere non la si dice. Dunque perché non fare la stessa cosa su Facebook. Deve essere una libera scelta sia da parte da parte di entrambe le figure, se a un ragazzo sta bene dare l'amicizia ad un docente in quanto ha già un ottimo rapporto in classe perché non averlo su Facebook. Laddove poi si voglia non condividere con lui emozioni, foto, video, e ciò che viene pubblicato in bacheca le impostazioni privacy consentono di evitare che ciò accada, nella piena tutela della privacy di ciascuno. Sei tu ragazzo, sei tu docente che decidi cosa gli altri possano vedere relativamente a ciò che pubblichi su Facebook. E' solo questione di fiducia. Vivere insieme all'interno di uno spazio sociale fatto di relazione tra persone. Molti docenti temono di perdere l'AUTOREVOLEZZA nei confronti dei ragazzi e dunque decidono di dare l'amicizia ma solo quando escono dalla scuola. La perdita di autorevolezza da parte dell'insegnante credo non sia un problema di Facebook bensì se uno ha autorevolezza nei locali della scuola la stessa cosa avviene anche su Facebook....e molti esempi concreti di insegnanti che conoscono lo dimostrano.
Vorrei infine riportare alcuni consigli per una sana relazione su Facebook fra docente e studente. Possibilmente utilizzare GRUPPI o PAGINE per comunicare con gli studenti. Nei Gruppi in particolare i membri neccessariamente non devono essere AMICI. Il gruppo può essere configurato come "aperto", "chiuso" o "segreto". In quello chiuso in particolare il contenuto è privato e riservato solo ai membri. Facebook può essere tra l'altro un eccezionale strumento dal punto di vista didattico, pensiamo solo ad un gruppo chiuso all'interno del quale sono presenti docenti e ragazzi e possono interagire nella gestione delle lezioni, nella condivisione dei contenuti, nella gestione degli eventi laddove all'interno fossero presenti anche i genitori con un un'unico messaggio si potrebbero invitare tutti senza spreco di tempo e denaro utilizzando i servizi tradizionali. Concludendo vorrei dunque congliare ai DIRIGENTI SCOLASTICI di cominciare a pensare ad includere nei regolamenti scolastici delle POLICY, che altro non sono che regolamenti relativi ad un sano e corretto utilizzo degli strumenti informatici a scuola, che tengano conto anche degli aspetti legati al Social Network laddove il rapporto e le interazioni possono proseguire anche al di fuori delle ore di lezione. Infine, per quel che riguarda i DOCENTI un breve e semplice decalogo:
- Non negare l'esistenza dei social network, accettarne le dinamiche
- Capire come funzionano
- Capire come li usano gli studenti
- Parlare il loro stesso linguaggio
- Utilizzarli come canale comunicativo
- Considerare la vita online parte integrante della quotidianità
- Educare alla consapevolezza
- Gestire spazio pubblico vostro spazio privato
- Provare ad integrare/migliorare la formazione e la didattica
- Aggiornare le IMPOSTAZIONI PRIVACY e SICUREZZA

Immagine e parte dei contenuti ripresi dal blog di Caterina Policaro