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sabato 13 agosto 2011

5 modi di postare su Facebook che NON vi faranno mai assumere


Attenti, qualcuno vi osserva, per ora se siete americani, ma non ci stupirebbe se anche in Italia si creasse un “Social Intelligent Report” che consentirebbe alle aziende di memorizzare l’attività social (Facebook, Twitter, Linkedin e Google+ dei privati cittadini per sette anni. Grazie al report, un cacciatore di teste, può farsi costruire un dossier per un eventuale candidato, basato solo su cosa ha postato sui social network.
E potrebbe anche non bastare la filosofia dei Circles di Google+ che permetterebbe di selezionare i gruppi di utenti a cui destinare un post. È facile, infatti, che, con la compiacenza di Google, Facebook e Twitter, anche i post che crediamo non vengano letti da tutti possano essere inseriti nel dossier. L’argomento è estremamente delicato e viaggia lungo la sottile linea che divide la libertà di espressione dalla necessità per uno Stato di controllare i cittadini, o per un’azienda di verificare chi si porta in casa. In attesa di capire cosa succederà, negli Usa come in Italia, vediamo quali sono le 5 cose che NON si dovrebbero mai fare sui social network secondo un’infografica realizzata da MindFlash.

  1. Reportage addicted. Evitare non solo di postare la foto della ragazza del mese di Playboy ma anche i resoconti delle serate di sbronza tra amici.

  2. Trollisti. Attenzione ai commenti in bacheca, la propria e quella degli altri, potrebbero ritorcersi contro. Inutile correre ai ripari successivamente, si peggiora la situazione.

  3. Gole profonde. Evitare apprezzamenti su persone e aziende con cui si ha avuto a che fare in passato. Nella razionale testa dell’head hunter si accende la lampadina “impiegato infedele”.

  4. Troppi amici. Attenzione a chi aggiungete come contatto o a quali Fan Page dite “mi piace”. Un amico è sempre un amico agli occhi dell’head hunter, che importa se è un amico di Facebook che non avete mai incontrato di persona?

  5. Negativi. Sorridere, sempre. Postare solo messaggi negativi o polemici non aiuta a farvi sembrare un impiegato modello, arrendevole e compiacente.
Fonte: La Stampa - Autore: Valerio Mariani