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giovedì 7 luglio 2011

Violati gli archivi delle università italiane?


Annunciati via Twitter e diffusi via Torrent dati apparentemente provenienti dai database degli atenei. Chi c'è dietro la nuova sigla che ha rivendicato l'intrusione?

Roma - L'appena creato account Twitter @LulzStorm ha divulgato i link BitTorrent a un archivio contenente dati personali di studenti e professori di diverse università italiane. Nei documenti contenuti in un unico file pubblicizzato con tre tweet diversi informazioni ed elenchi di studenti e docenti che variano a seconda della singola università: nelle cartelle relative ad alcune università compaio anche numeri di cellulari di alcuni studenti, per altre si tratta di email corredate dalle relative password, in alcuni casi i danni sono limitati a informazioni di non particolare rilevanza, mentre nei casi peggiori vi è tutto tutto: nome, cognome, email, numero di telefono, indirizzo, password e codice fiscale degli studenti. "Italiani - si legge nel comunicato di LulzStorm - come potete affidare i vostri dati a tali idioti? È uno scherzo? I loro siti sono pieni di debolezze. Cambiate password ragazzi; cambiate concetto di sicurezza, università. Avremmo potuto rilasciare molto di più, avremmo potuto distruggere db e reti intere. Siete pronte per tutto questo?" Pronti o no, il consiglio è che gli studenti delle università coinvolte (Università degli Studi di Bologna, quella di Siena, di Salerno, del Salento, di Cagliari, Bari, Pavia, Foggia, Messina, Urbino, Torino e quella di Modena e Reggio Emilia, La Sapienza di Roma, la Pontifica Università Antonianum, la Seconda Università degli Studi di Napoli, la Bocconi, la Bicocca e il Politecnico di Milano) verifichino di non essere nella lista divulgata e in ogni caso provvedano a cambiare le proprie password. (C.T.)

Fonte: Punto Informatico - Autore: Claudio Tamburrino