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martedì 14 giugno 2011

G Data: i rischi del Malware su telefono cellulare


I creatori di malware sono dei veri e propri imprenditori che hanno costantemente di mira il miglior ritorno per il loro investimento. Il sistema operativo Android, combinato con il servizio Google Wallet garantisce un’alta redditività del capitale investito e si pone come la nuova frontiera dei cyber criminali. Secondo Gartner e IDC Android è il leader nel settore dei dispositivi mobili, per questo motivo è logico che i criminali online prendano di mira questa piattaforma. Il malware per Android può essere facilmente diffuso attraverso le app, fatto questo che lo rende particolarmente attrattivo. Molti problemi derivano dal fatto che le app possono essere distribuite attraverso differenti shop online e canali. E nessuno, eccetto gli esperti di sicurezza, fa attenzione al malware contenuto in esse. La prima prova che l’Android Market fosse interessante per i cyber criminali risale a Marzo 2011 con la diffusione di DroidDream, una famiglia di malware che sfruttava un paio di falle per attaccare dispositivi Android vulnerabili. Molte applicazioni per Android furono trovate infette e per questo motivo vennero eliminate dall’Android Market. Tutte le applicazioni erano versioni di programmi leciti che erano stato modificate con Trojan e ricostruite dagli autori di malware inserendo in esse del codice maligno. DroidDream mandava tutta una serie di informazioni ai criminali relative ai codici IMEI, IMSI o al sistema operativo e poi tentava di scaricare ulteriore software a pagamento. Per questo motivo Google intraprese una serie di azioni per rimuovere le app incriminate, senza però adottare delle misure di prevenzione. Fu così rilasciato l’“Android Market Security Tool March 2011” specificatamente studiato per contrastare DroidDream. Dopo alcune settimane una nuova versione di DroidDream fece la sua apparizione sull’Android Market inserita in una vasta serie di applicazioni lecite e migliaia di utenti furono nuovamente infettati. Il malware fu scoperto in circa due dozzine di applicazioni che Google si preoccupò di rimuovere dal suo app store mobile. Un approccio ancora una volta reattivo, ma non proattivo. Che cosa, dunque, è possibile fare per proteggere i nostri dispositivi mobili?

Ecco alcuni utili consigli:

1. Installare un software di sicurezza: gli utenti dovrebbero installare sui propri dispositivi un software per la sicurezza dedicato come G Data Mobile Security.

2. Attenzione alle app: sebbene anche le app contenute nell’Android Market ufficiale siano state compromesse, esse sono ancora più sicure di tutte le altre che possiamo trovare in giro su Internet. È comunque meglio sempre informarsi bene leggendo le recensioni e i commenti degli altri utenti. L’Android Market, inoltre, mostra i permessi richiesti da ogni app per poter funzionare. Valutate bene se è il caso di concedere questi permessi. Software di sicurezza come G Data Mobile Security possono mostrare questi permessi anche dopo l’installazione.

3. Protezione fisica: non lasciate mai il vostro smartphone incustodito e proteggetelo sempre con una password. Nell’eventualità di uno smarrimento o di un furto, i vostri dati non potranno essere così accessibili. Usate le funzioni di lock già implementate nei dispositivi Android, come password e codice PIN, come pure funzioni più avanzate come lo screen-lock. (Settings > Location and Security > Set up screen lock)

4. Proteggere i dati account: è di vitale importanza proteggere i dati del proprio account Gmail dal momento che esso rappresenta l’elemento centrale per l’utente di smartphone. Conoscendo questi dati è possibile installare software sul dispositivo mobile senza bisogno di un collegamento fisico, per esempio, tra telefono e computer. Grazie a questa possibilità di installazione da remoto chi ha perso il proprio smartphone, per esempio, può addirittura installare un tool in grado di geolocalizzare il proprio dispositivo. Dall’altro lato, chi avesse intenzioni criminali, potrebbe, invece, fare lo stesso per spiare i movimenti del possessore del telefono.

Per questo motivo è ulteriormente consigliabile non utilizzare i dati dell’account Gmail per altri servizi come Facebook, Twitter o altre mail. Non bisogna inoltre fornire questi dati alle varie app che li richiedono.

Fonte: Assodigitale