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martedì 7 giugno 2011

10 cose che Facebook dice di noi


Un campione da 700 milioni di individui per indagini sociologiche. È quello rappresentato dagli utenti di Facebook che tra post, link e commenti rivelano ogni giorno qualcosa di più della società di cui fanno parte. E il risultato è che, anche se per molti la creatura di Zuckerberg è diventata una vera ragione di vita (oltre il 60% degli iscritti lo controlla in orario di lavoro, circa la metà subito dopo aver fatto sesso e il quaranta percento addirittura mentre è al volante), i nostri valori culturali sarebbero rimasti intatti. Per lo meno è quanto sostiene Pete Cashmore, fondatore di Mashable, che sul sito della Cnn mostra in dieci punti cosa raccontano di noi i “comportamenti” che adottiamo su Facebook.

1) Niente capo tra gli amici
Secondo uno studio del Liberty Mutual's Responsibility Project, su 1000 americani intervistati, il 56% ritiene che non sia opportuno avere tra i contatti il proprio datore di lavoro, mentre oltre il 70% dichiara che sia accettabile avere come amico un collega di pari grado. Come dire: anche online è meglio mantenere separate vita privata e professionale.

2) Il sesso vince sempre
Il sesso accende sempre l'attenzione, anche su Facebook: i link riguardanti il sesso hanno il 90% di probabilità in più di essere condivisi rispetto a tutti gli altri. A dirlo uno studio condotto su ben 12mila link. Tuttavia restiamo sempre dei romanticoni: statistiche alla mano è emerso che le persone tendono a condividere di più i link riguardanti sentimenti positivi rispetto a quelli negativi.

3) In coppia si è più felici
In occasione di San Valentino, è stato lo stesso Facebook a cimentarsi con le statistiche mettendo in relazione lo status degli utenti - single vs impegnato - con la quantità di post negativi o positivi caricati da ognuno. Risultato: le persone impegnate in una relazione sono più felici dei single, tranne nel caso di “relazione aperta”. Come detto, siamo dei romanticoni.

4) Le comunicazioni scomode si fanno di persona
Nonostante sarebbe meno complicato scaricare un partner semplicemente aggiornando il proprio stato (tentazione dichiarata dal 21% degli intervistati), sembra che gran parte delle persone preferisca ancora comunicare personalmente questo genere di decisioni. A fare l'indagine, come racconta Mashable, questa volta è una dating app dello stesso social network, che ha riscontrato che su mille utenti considerati solo un quarto è stato lasciato con un post su Fb.

5) Gli amici: gioie e dolori
Lamentele, domande inopportune, esaltazione della propria (possibile?) vita perfetta. Gli amici talvolta sono insopportabili. Da uno studio di Eversave, condotto su un campione di sole donne, emerge che l' 85% sono state almeno una volta infastidite dalle lamentele, seccate dalle richieste di pareri politici, invidiose della felice vita altrui.

Ma è lecito pensare che questi sentimenti siano universalmente condivisi anche dagli uomini.

6) Nonostante tutto, la privacy conta ancora
In un' indagine di Consumers Reports viene messo in risalto che il 25 % delle famiglie con un account Facebook non è attenta alla privacy. Ma secondo Pete Cashmore, la cifra va guardata da un altro punto di vista: ben tre famiglie su quattro fanno attenzione ai loro dati sensibili. Inoltre, secondo lo stesso studio, ben i l 74% delle famiglie con figli evita di postare le loro foto e i loro nomi sul proprio profilo.

7) Niente social network per i bambini
16 - 18 anni è l'età ritenuta adatta dal 30 % dei genitori per far accedere i propri figli a Facebook. Il 36 per cento preferirebbe aspettare la maggiore età, mentre solo l'8% li farebbe iscrivere al social network anche prima dei dieci anni. E sulla possibilità di controllarli? Secondo l' indagine di Retrevo, su questo punto i genitori si dividono in quasi egual misura tra chi dichiara di essere favorevole ad avere i propri figli tra i contatti e chi invece è contrario, con un leggero vantaggio per questi ultimi: 48% vs 52%.

8
) Irriverenze social
Secondo uno studio ( http://mashable.com/2011/05/24/profanity-facebook-walls-2/) di Reppler, quasi la metà degli utenti Facebook pubblica link o post contenenti parole offensive o oscene, ma questo non sembrerebbe infastidire gli amici. Oltre il cinquanta percento di questi post, infatti, vengono poi condivisi dagli altri contatti.

9) Le vite degli ex
Grazie ai social network, la buona vecchia consuetudine di spiare il proprio ex è resa più facile che mai, tanto che in uno studio di You Tango il 48% degli interpellati ha dichiarato di visitare il profilo del precedente innamorato piuttosto spesso.

10) Sempre più social
Quella di controllare Facebook, Twitter o qualsiasi altro social network è diventata una vera mania. Secondo Retrevo l'impulso irrefrenabile di condividere i propri pensieri o di sapere cosa fanno gli altri coglie anche nei momenti meno opportuni: c'è, infatti, chi controlla Facebook al l avoro, mentre è alla guida dell' auto o subito dopo aver fatto sesso.

Fonte: Wired